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    Predefinito Bell'articolo di Galli della Loggia su Italia e cristianesimo

    Lo vedo molto lucido:

    "Sempre più di frequente il discorso pubblico delle società occidentali mostra un atteggiamento sprezzante, quando non apertamente ostile, verso il Cristianesimo. All'indifferenza e alla lontananza che fino a qualche anno fa erano la regola, a una secolarizzazione per così dire silenziosa, vanno progressivamente sostituendosi un'irrisione impaziente, un'aperta aggressività che non è più solo appannaggio di ristrette cerchie di colti, come invece avveniva un tempo. Il bersaglio vero e maggiore è nella sostanza l’idea cristiana nel suo complesso, come dicevo, ma naturalmente, non foss'altro che per ragioni numeriche e di rappresentanza simbolica, sono poi quasi sempre il cattolicesimo e la sua Chiesa a essere presi in special modo di mira. Dappertutto, ma, come è ovvio, in Italia più che altrove.

    Il celibato, il maschilismo, la pedofilia, l'autoritarismo gerarchico, la manipolazione della vera figura di Gesù, l'adulterazione dei testi fondativi, la complicità nella persecuzione degli ebrei, le speculazioni finanziarie, il disprezzo verso le donne e la conseguente negazione dei loro «diritti », il sessismo antiomosessuale, il disconoscimento del desiderio di paternità e maternità, il sostegno al fascismo, l'ostilità all'uso dei preservativi e dunque l'appoggio di fatto alla diffusione dell'Aids, la diffidenza verso la scienza, il dogmatismo e perciò l'intolleranza congenita: la lista dei capi d'accusa è pressoché infinita, come si vede, e se ne assommano di vecchi, di nuovi e di nuovissimi. Ma da un po' di tempo vi si aggiunge qualcosa che contribuisce a dare a quelle imputazioni un peso e un senso diversi, un impatto più largo e distruttivo, finendo per unirle tutte nel segno di un attacco solo complessivo. Questo qualcosa è un radicalismo enfatico nutrito d'acrimonia; è, insieme, una contestazione sul terreno dei principi, un chiedere conto dal tono oltraggiato e perentorio che dà tutta l'idea di voler preludere a una storica resa dei conti. Ciò che più colpisce, infatti, della situazione odierna — e non solo immagino chi è credente ma pure, e forse più, chi come il sottoscritto non lo è—è soprattutto l'ovvietà ideologico-culturale della posizione anticristiana, la sua facile diffusione, oramai, anche in ambienti e strati sociali non particolarmente colti ma «medi», anche «popolari». Ai preti, alla Chiesa, alla vicenda cristiana non viene più perdonato da nessuno più nulla. Si direbbe — esagero certo, ma appena un poco — che ormai nelle nostre società, a cominciare dall'Italia, lo stesso senso comune della maggioranza stia diventando di fatto anticristiano. Anche se esso preferisce perlopiù nascondersi dietro la polemica contro le «colpe» o i «ritardi» della Chiesa cattolica.

    Tra i tanti e assai complessi motivi che stanno dietro questa grande trasformazione dello spirito pubblico del Paese ne cito tre che mi paiono particolarmente significativi.

    Al primo posto l'ingenuità modernista, l'illuminismo divenuto chiacchiera da bar. Ci piace pensarci compiutamente moderni, e modernità sembra voler dire che gli unici limiti legittimi siano quelli che ci poniamo noi stessi.

    Le vecchie autorità sono tutte morte e al loro posto ha diritto di sedere solo la Scienza. Siamo capaci di amministrarci finalmente da soli, non c'è bisogno d'alcuna trascendenza che c'insegni dov'è il bene e dov'è il male. Che cosa c'entrano dunque la religione con i suoi comandamenti, i preti con i loro divieti? Accade così che ogni cosa che getta ombra sull' una o sugli altri ci appaia allora come la rassicurante conferma della nostra superiorità: alla fin fine siamo migliori di chi pure vorrebbe farci continuamente la lezione.

    E poi — ecco un secondo motivo — la Chiesa e tutto ciò che la riguarda (religione inclusa) ricadono nella condanna liquidatoria del passato, di qualsiasi passato, che in Italia si manifesta con un'ampiezza che non ha eguali. Il che significa non solo che tutto ciò che è antico, che sta in una tradizione, è perciò stesso sempre più sentito come lontano ed estraneo (unica eccezione l'eno-gastronomia: l'ideologia dello slow food è la sola tradizione in cui gli italiani di oggi si riconoscono realmente), ma significa anche, questa messa in mora del passato, che il pensare in termini storici sta ormai diventando una rarità. Sempre più diffusi, invece, l'ignoranza della storia, dei contenuti reali delle questioni, e l'antistoricismo, l'applicazione dei criteri di oggi ai fatti di ieri: da cui la ridicola condanna di tutte le malefatte, le uccisioni e le incomprensioni addebitabili al Cristianesimo, a maggior gloria di un eticismo presuntuoso che pensa di avere l'ultima parola su tutto.

    E da ultimo il cinismo della secolare antropologia italiana, e cioè il fondo limaccioso che si agita al di sotto dell'appena sopraggiunta ingenuità modernista. Il cinismo che sa come va il mondo e dunque non se la beve; che appena sente predicare il bene sospetta subito il male; che ha il piacere dello sporco, del proclamarne l'ubiquità e la forza. Quel feroce tratto nazionale che per principio non può credere in alcuna cosa che cerchi la luce, che miri oltre e tenga lo sguardo rivolto in alto, perché ha sempre bisogno di abbassare tutto alla sua bassezza.

    Ernesto Galli Della Loggia
    21 marzo 2010"
    Against all odds

  2. #2
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    Predefinito Re:Bell'articolo di Galli della Loggia su Italia e cristianesimo

    Il trionfo dei luoghi comuni così tanto per scrivere.

    La Quota Pagliacci si espande!
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    Vaclav Havel

  3. #3
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    Predefinito Re:Bell'articolo di Galli della Loggia su Italia e cristianesimo

    Da pagano anticlericale, brunista e cabalista, anti-conciliare ed apostolico, ho letto l'articolo di G. Della Loggia con un certo gaudimento.

    Che il Della Loggia mi citi 3-valori-3 che il cristianesimo secolare ha espresso e di cui dovremmo esserne orgogliosi.

    3, me ne bastano 3.

    Egli cita 3 punti

    1. illuminismo
    2. confusione populista tra Chiesa e religione. Io propongo la distruzione della Chiesa, ma non della religione. Che il Della Loggia o chi per esso mi spieghi la differenza.
    3. il cinismo. Ora, io sono nato il giorno del febbraio del 1600 e di cinismo ne ho fatto la mia ragione di vita. E' mai possibile che di religione debba sempre parlarne uno che di religione ne sa tanto quanto il primo fesso di FX?


    Comunque bella questa discussione, finalmente posso esplicitare al massimo tutta la mia idiosincrasia verso la Chiesa.

    Aspetto con ansia gli interventi.

    p.s.: sarò anticlericale, ma io ho letto tutti i tre libri sacri delle 3 religioni monoteiste, quindi fate attenzione a cosa dite.

  4. #4
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    Predefinito Re:Bell'articolo di Galli della Loggia su Italia e cristianesimo

    Come sempre è dalla musica che l'uomo deve trarre la risposta e sono certo che G.D.L. non conosca molta musica.

    Redemption - Leviathan rising

    Leviathan rises
    From the ocean of our fear
    Falling to our knees we cower
    Bequeathing to this edifice
    A monopoly of force
    This parasitic beast is drunk with power

    We've let our fears destroy
    Our dignity and freedom
    And turned our backs on all
    The principles we once held dear

    Behemoth rises
    From the soils of jealousy
    Equality enforced on pain of death
    Mistaking mankind's progress
    For a dialectic truth
    And smothering the spirit that's behind it

    From each according to ability we'll give away
    To each according to his need
    Until the years grind into dust

    Cast off the chains we've made
    And refuse to dig our graves
    Stand up, the lives we save
    Will be our own

    Reclaiming liberty
    We'll starve the beast

    We've let our fears destroy
    Our dignity and freedom
    And placed ourselves beneath the heel
    Of our own entitlement

    Cast off the chains we've made
    And refuse to dig our graves
    Stand up, the lives we save
    Will be our own
    Polli.

  5. #5
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    Predefinito Re:Bell'articolo di Galli della Loggia su Italia e cristianesimo

    1) Da cattolico dico che i problemi della Chiesa elencati da Galli della Loggia esistono, sono seri, e la fola dell'anticlericalismo serve solo alle gerarchie a giustificare la chiusura della Chiesa a ogni discussione, perche' "sotto attacco"

    2) Il cattolicesimo non e' in crisi a causa dell'illuminismo, ma e' in crisi assieme all'illuminismo. Son 30 anni che campiamo in una societa' compiutamente edonistica forgiata a misura del consumatore materiale dalla tv.

    3) Le correnti anticlericali, che pure esistono, sono minoranza in una societa' che e' fondamentalmente materialista e delle dispute religiose non gliene frega niente, se non in maniera strumentale per rivendicare inesistenti radici "culturali" contro gente che non ha i medesimi riferimenti culturali.


    Ergo, se la Chiesa vuole uscire dal cul de sac in cui si e' ficcata DEVE smettere di fare lingua in bocca con il potente di turno, in cerca di prebende, e ricominciare a annunciare il Vangelo, rinunciando alle ipocrisie di cui si ammanta.

  6. #6
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    Predefinito Re:Bell'articolo di Galli della Loggia su Italia e cristianesimo

    "ricominciare"?

    Eugenio, ricominciare implica che lo abbia fatto in passato. A meno che tu non ti riferisca alle necropoli del primo secolo, prima della conversione dell'imperatore, non ricordo di aver mai assistito ad un concilio che ponesse la politica dietro il vangelo. Ma proprio mai, non raramente. Figuriamoci se sia mai esistito un concilio che non escludesse la politica del tutto.

    Di che stiamo a discutere? Di potenziali redenzioni di una macchina politica ben oliata che campa a dispetto dei secoli proprio perché l'unica religione monoteista che abbia capito che per vivere o diventi potente economicamente/politicamente oppure soccombi come i catari?

    E poi perché dovrebbe redimersi? Per far contenti noi anti-loro? Ma che continuino su questa strada e poi tireremo le somme, perché tanto la Chiesa non l'abbatti con il satanismo o le croci ribaltate.
    La Chiesa l'abbatti con un'attenta politica fiscale. Dimostrazione di quanto sta masnada di porporati con uffici a Vatican City abbia mai posto il Vangelo in primo piano.

  7. #7
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    Predefinito Re:Bell'articolo di Galli della Loggia su Italia e cristianesimo

    Il motivo per cui sono in gran parte d'accordo con Galli della Loggia è che ormai anche la Chiesa è vittima di quella superficialità, di quel luogo-comunismo di cui è vittima tutta la cultura, l'attualità e la verità. Non abbiamo più i classici anticlericali che sono in disaccordo alla radice con l'ideale cristiano, e pure sono informati e colti.
    Nei confronti della Chiesa c'è sempre più spesso lo stesso atteggiamento pressapochista e generalizzatore che c'è ad esempio verso l'immigrazione.
    Il grosso degli italiani nè partecipa nè approfondisce, non conosce quindi la realtà se non quella che filtra dalla TV, che nel caso di fenomeni concretissimi come l'attività della Chiesa è pochissimo. Ormai per i più la religione solo i 30 secondi di servizio su una parte delle parole del Papa all'Angelus o all'udienza del mercoledì. Diventa il festival dei luoghi comuni.
    Molta più gente si occupa di temi scottanti come e delicati come l'atteggiamento durante la Seconda guerra mondiale, la pedofilia, la carità della Chiesa nel mondo, ma è una quantità che condanna la qualità, perchè ci si affida a slogan, a pochissime fonti, mai personali tra l'altro.
    E' verissimo l'atteggiamento di non condonare errori anche di 3-400 anni fa alla Chiesa e poi credere e dare fiducia alla "conversione" di politicanti che solo 20 anni fa credevano a Lenin o facevano il saluto romano.
    E' verissimo l'atteggiamento cinico dell'italiano medio, soprattutto, che deve sempre cercare l'inghippo, l'ipocrisia, perchè non può pensare che qualcuno sia più sincero e meno cinico di lui, e così se c'è qualcuno che si impegna nel volontariato ecco "chissà cosa ha in cambio", o "poi magari a casa tradisce la moglie", o "chissà se poi i soldi vanno in bene o se li intasca", e se uno va in Chiesa "è solo ipocrisia, lo fa per sfoggiare il vestito", "solo per farsi vedere".
    La Chiesa non è un partito, che vive, ora più che mai con la scomparsa delle militanze e delle sezioni, di parole e slogan, ma di persone e azione. Quindi dò un suggerimento semplice a chi vuole giudicare la Chiesa: individui 2-3 parrocchie vicine a sè, segua tutta l'attività del parroco, e della diocesi, dei laici là impegnati, incontri, attività dell'oratorio, attività di carità, tutto, stia attento alle iniziative proposte,e poi dopo un 2 mesi dia un giudizio.
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  8. #8
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    Predefinito Re:Bell'articolo di Galli della Loggia su Italia e cristianesimo

    Se è sufficiente alzare appena appena il velo sui preti pedofili per mettere in crisi la Chiesa Cattolica, allora sono malmessi davvero. Ma mica da oggi.

    Che poi il trombone di turno alias Galli Della Loggia ci ricami sopra una pseudoanalisi presunta "colta" assemblando stronzate di varia natura cosi' che il lettore pensi "me cojoni che profondità" non è che sia una novità.
    Vuoi una soluzione VERA alla Crisi Finanziaria ed al Debito Pubblico?

    NUOVA VERSIONE COMPLETATA :
    http://lukell.altervista.org/Unasolu...risiEsiste.pdf




  9. #9
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    Predefinito Re:Bell'articolo di Galli della Loggia su Italia e cristianesimo

    In cosa consiste questo fantomatico "pressapochismo"? Spiegami perché non capisco.

    Io dovrei rinnegare Lenin? Lenin era un uomo, mica un vescovo. Che diamine c'entra il potere spirituale con quello temporale? Il fascismo l'hanno liquidato come si liquiderebbe un regime politico temporale. Lo si è fatto fuori con le armi.
    Esattamente come faceva la Chiesa, senza essere temporalmente votata da nessuno.

    La Chiesa non è un partito, altrimenti dovrebbe pagare le tasse. La Chiesa è una multinazionale della fede che non versa nulla al fisco. Sai cosa me ne può fregare se segua o no il Vangelo. A me interessa che paghi le tasse. Del resto fotte fava.

    Grande confusione nella mente dei cristiani col senso di colpa.

  10. #10
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    Predefinito Re:Bell'articolo di Galli della Loggia su Italia e cristianesimo

    iannis ha scritto:
    Il motivo per cui sono in gran parte d'accordo con Galli della Loggia è che ormai anche la Chiesa è vittima di quella superficialità, di quel luogo-comunismo di cui è vittima tutta la cultura, l'attualità e la verità. Non abbiamo più i classici anticlericali che sono in disaccordo alla radice con l'ideale cristiano, e pure sono informati e colti.
    Nei confronti della Chiesa c'è sempre più spesso lo stesso atteggiamento pressapochista e generalizzatore che c'è ad esempio verso l'immigrazione.
    Il grosso degli italiani nè partecipa nè approfondisce, non conosce quindi la realtà se non quella che filtra dalla TV, che nel caso di fenomeni concretissimi come l'attività della Chiesa è pochissimo. Ormai per i più la religione solo i 30 secondi di servizio su una parte delle parole del Papa all'Angelus o all'udienza del mercoledì. Diventa il festival dei luoghi comuni.
    Molta più gente si occupa di temi scottanti come e delicati come l'atteggiamento durante la Seconda guerra mondiale, la pedofilia, la carità della Chiesa nel mondo, ma è una quantità che condanna la qualità, perchè ci si affida a slogan, a pochissime fonti, mai personali tra l'altro.
    E' verissimo l'atteggiamento di non condonare errori anche di 3-400 anni fa alla Chiesa e poi credere e dare fiducia alla "conversione" di politicanti che solo 20 anni fa credevano a Lenin o facevano il saluto romano.
    E' verissimo l'atteggiamento cinico dell'italiano medio, soprattutto, che deve sempre cercare l'inghippo, l'ipocrisia, perchè non può pensare che qualcuno sia più sincero e meno cinico di lui, e così se c'è qualcuno che si impegna nel volontariato ecco "chissà cosa ha in cambio", o "poi magari a casa tradisce la moglie", o "chissà se poi i soldi vanno in bene o se li intasca", e se uno va in Chiesa "è solo ipocrisia, lo fa per sfoggiare il vestito", "solo per farsi vedere".
    La Chiesa non è un partito, che vive, ora più che mai con la scomparsa delle militanze e delle sezioni, di parole e slogan, ma di persone e azione. Quindi dò un suggerimento semplice a chi vuole giudicare la Chiesa: individui 2-3 parrocchie vicine a sè, segua tutta l'attività del parroco, e della diocesi, dei laici là impegnati, incontri, attività dell'oratorio, attività di carità, tutto, stia attento alle iniziative proposte,e poi dopo un 2 mesi dia un giudizio.
    Quello che dovresti chiederti è se l'atteggiamento "pressapochista e generalizzatore" di cui ti lamenti sia una questione odierna e non invece che sia una cosa vecchissima all'interno della quale fin quando gli ha fatto comodo la Chiesa ci ha sempre marciato.
    Che poi la TV amplifichi e distorca non lo scopriamo certo oggi.
    Vuoi una soluzione VERA alla Crisi Finanziaria ed al Debito Pubblico?

    NUOVA VERSIONE COMPLETATA :
    http://lukell.altervista.org/Unasolu...risiEsiste.pdf




 

 
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