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    Predefinito Spunti di riflessione: il ribaltamento totale.

    Nichi 2.0 contro Silvio, ovvero: l’estetica del ribaltamento totale.
    Nichi Vendola 2.0, l’estetica del ribaltamento contro il mito persistente del berlusconismo. C’è il vento che tira forte, in piazza della prefettura, per la chiusura della campagna elettorale venerdì notte e un grido sarcastrico dal palco: "Silvio, vai a fare il nonno!!!!….”. Torni a raccontare la Puglia di Nichi due mesi e mezzo dopo la battaglia delle primarie, e scopri che tutto lo scenario è esploso, amplificato, espanso, si è popolato di messaggi simbolici per la politica nazionale.
    Giri per la Puglia, chilometro dopo chilometro, dietro al candidato “diverso” e un po’ folle, e scopri che Vendola ha cambiato passo, ha portato alle estreme conseguenze la radice che ha prodotto la sua vittoria delle primarie. In primo luogo dal punto di vista quantitativo: non più cinque appuntamenti al giorno ma otto, dieci e a volte persino dodici, fino allo spasimo, fino alla drammatizzazione della propria stanchezza: “Se ci riesco finisco questo comizio, poi dormo dodici giorni” (risate e applausi). E poi, tappa dopo tappa, scopri che la dimensione della battaglia nel tacco d’Italia si è fatta improvvisamente ambiziosa, titanica e terribilmente spettacolare. Rocco Palese, lo sfidante ufficiale del centrodestra, quasi non lo trovi: proprio non lo vedi, se non nei santini e nei manifesti. Uno spirito di carta. Fino a due settimane fa, in campo contro Vendola c’era Raffaele Fitto. Ma da mercoledì scorso è arrivato Silvio Berlusconi, e da allora non se ne è più andato. E’ calato, non solo fisicamente, a Bari. Ma simbolicamente e metafisicamente, in tutta la campagna elettorale. Percorri in lungo e in largo la Puglia, e scopri che questo duello asimmetrico – la carnalità itinerante di Vendola contro l’immaterialità ieratica del presidente del Consiglio – è diventato uno spettacolo di massa. Folla oceanica per la chiusura di Vendola a Maglie (cioè a casa di Fitto). Folla oceanica a Lecce (cioè anche dietro il palco); folla oceanica anche a Bari (cioè ovunque, qualcuno persino arrampicato sugli alberelli), in questa lunga notte in cui si chiude la lotteria di una storia, o di una “narrazione”, come direbbe Nichi. Se vince il leader di sinistra e libertà viene proiettato sulla ribalta nazionale come possibile demolitore del belrusconismo: se perde si sgretola come un prestigiatore a cui non è riuscito il numero più atteso.
    Vendola lo sa, e lo sanno anche i suoi avversari. Ed infatti l’altro paradosso è che sulla scena, in ogni caso, c’è solo lui. Se passi mezz’ora su una qualsiasi radio privata pugliese, senti sempre e soltanto la sua voce. Già, perché Vendola è il protagonista degli spot (pochi) del suo comitato. Ma anche di quelli (tantissimi) dei suoi avversari. Gli spot di Palese, infatti, ripetono a disco rotto una frase del leader di Sinistra e libertà, critica con la sua coalizione. Oppure una sulla sanità. Oppure una sulla Puglia. Insomma, una campagna moderna all’americana – mai vista in queste dimensioni in Italia – una campagna personalizzata e "contro". Lui non solo non se ne dispiace; con un movimento sorprendente, ma tipico della sua carriera, raccoglie l’accusa e la rilancia: “Voi lo sapete: i nemici del cambiamento sono ovunque. Talvolta sono anche nel centrosinistraaaa!”, ripete fra gli applausi a Polignano a Mare. E' lo schema di ribaltamento: Vendola 2.0 è un upgrade sorprendente che ormai si celebra in ogni comizio. E la sfida al presidente del consiglio è il cuore simbolico del nucleo narrativo della campagna elettorale, e strappa risate e lacrime in ogni piazza: “Vedete, noi dobbiamo aiutare Berlusconi…”. Grida isolate: “Noooohh…”. Vendola, serafico: “E invece sì, dobbiamo aiutarlo. In primo luogo ad accettare se stesso. Tanto per cominiciare, a 74 anni, si dovrebbe riposare un po’…” (risate). “Sì, perché immaginate la tragedia di quest’uomo che ogni volta che suda si deve rifare il trucco… Vedete, il berlusconismo – grida Vendola – non è solo la malattia di un singolo uomo, ma è la malattia di tutta la nostra società. E’ la malattia di chi si tinge i capelli e si spiana le rughe perché pensa che la bellezza sia solo una perfezione levigata, una cosmesi tutta muscoli e curve!” (boato). “E invece – qui la voce si tende, si arrochisce, diventa quasi un grido – noi ci sentiamo belli perché non siamo perfetti….” (voci: “Siii!”, “vai Nichi!!!!”). “Noi ci sentiamo belli perché siamo tutti diversi!!!. E perché siamo fragili!!! E perché spesso di fronte alle prove della vita, al disagio, ai soldi che non ci sono, a noi ci si spezza la voce nel petto… e ci tremano le gambe! Noi siamo belli perché siamo imperfetti, siamo belli perché ci piacciono i capelli bianchi e le rughe!!!”.
    In tutte le piazze della Puglia Vendola ripete questa, e tante altre parabole rovesciate. Negli ultimi dieci anni non si ricordano politici che strappano applausi esordendo così: “Guardate, ve lo confesso… Ho fatto anche io del disavanzo…. Ho fatto disavanzo io e lo hanno fatto anche Palese e Fitto… Solo che noi lo abbiamo fatto per comprare le pet e le macchine delle risonanze magnetiche!!! Perché abbiamo portato l’elisoccorso e la telecardiologia dove prima si moriva per un infarto!!!! Perché abbiamo tolto le trappole dei topi dalle corsie!!!” (altro boato). “abbiamo preso la Puglia che era il medioevo, il Burundi e l’abbiamo portata nella modernità”. Il gioco del rovesciamento si replica ancora, sempre: “Nella mia legislatura ci sono state molte luci, e anche delle ombre” (e la folla grida: “Nichi noooo!!”). E lui: “Sì, invece: ci sono delle ombre. Perché la strada da fare era tanta, difficile, e perché si impara strada facendo”. Poi, prendendo il toro per le corna: “Voglio ricordare a Silvio Berlusconi, che ha avuto il coraggio di venire da noi a ricordarci delle nostre inchieste – ruggisce – che Sandro Frisullo non è più nella mia giunta dall’anno scorso, quando non era ancora nemmeno iscritto nel registro degli indagati!!” (applausi). “Mentre il ministro Fitto continua a restare al suo posto malgrado sia iscritto da anni nel registro degli indagati, sotto inchiesta, imputato!!!”. Vendola sfida Berlusconi sul terreno garantismo: “Vogliamo esserlo anche noi, sì, garantisti! Ma con i morti di fame! Con chi non ha l’avvocato! Con chi non parla l’Italiano! Con i poveracci che finiscono nelle galere, e non con gli evasori e con gli imputati eccellenti!!”.
    Attraversi la Puglia da un capo all’altro, chilometri su chilometri. In ogni piazza piccola e grande, la rappresentazione di Vendola attira migliaia di curiosi. Palese non fa nemmeno il comizio di chiusura. E’ una sfida strana, una guerra asimmetrica. Dicono: con la poesia si possono vincere le primarie, ma la regione si vince con il consenso. Eppure Vendola parla esplicitamente – è il primo leader di centrosinistra che lo fa – anche agli elettori di destra: “Io so che una parte di loro – dice pubblicamente – voterà per me, pur di dare un segnale. Perché vogliono una classe dirigente diversa. Non si meritano una classe dirigente petulante, intristita e bombarola”. Nel Salento Vendola entra nei paesi raccontandoli. In ogni piazza a metà comizio si interrompe, indica qualcuno, lo chiama per nome, racconta la sua storia. Oppure mostra una foto, evoca un ricordo. Vendola racconta la Puglia alla Puglia, come la propria autobiografia. A Bari, nel cuore della notte cita spiega parabole evangeliche. In ogni città cita con precisione maniacale i dati sull’energia, quelli per la tutela del paesaggio, quelli per gli incentivi ai giovani e alle piccole imprese i kilowatt prodotti con l’eolico. In ogni piazza corona la sua apologia rovesciata elogiando i diversi: “Sapete quando ho sentito di aver governato bene? Un giorno che in regione è venuto a trovarmi un ragazzo diversamente abile, uno dei diecimila a cui abbiamo portato un computer a casa per liberarli dalle loro prigioni civili…”. Pausa. “Ebbene, quel giorno, quando mi hanno detto che era venuto mi sono preoccupato, pensavo che fosse accaduto qualcosa. Invece – racconta – era venuto perché voleva raccontarmi di persona che con il computer aveva trovato la fidanzata. La fidanzata, capite? E allora voglio dirvi – e di nuovo grida – che non esistono normodotati… Siamo tutti diversamente abiliìììì!!!!”. A Terlizzi, a mezzanotte, nel suo paese, dove c’è la madre e chi l’ha visto crescere, il ribaltamento dei ribaltamenti rispondendo a chi lo ha attaccato imputandogli di non aver fatto abbastanza per il suo paese: “Io non ho fatto per voi quello che potevo, è vero. Perché noi vinciamo contro l’idea e contro la cultura della clientela: perché per me tutti i comuni della Puglia devono essere uguali!!!”. Lo applaudono anche lì, anche mentre dice questo. Se poi lo votano anche, e se poi vince, avendo detto tutto questo, in ogni piazza, l’antiberlusconismo non sarà più una cultura anti. Ma – per la prima volta – un’altra cultura.
    di Luca Telese
    http://www.lucatelese.it/?p=1846
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  2. #2
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    Predefinito Re:Spunti di riflessione: il ribaltamento totale.

    va bene gabri,ma la sel non sembra fuori la puglia abbia fatto faville,credi che il vendola,qui, dalle mie parti. brescia hinterland,lo votino in molti,ma andiamo..Il problema e'il nord e la lega e non c'e'vendola che tenga.Io lo vedrei bene a capo di un movimento meridionalista che si contrapponga allo strapotere leghista e berlusconiano

  3. #3
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    Predefinito Re:Spunti di riflessione: il ribaltamento totale.

    Vendola è un narratore.

    Ed è probabilmente uno dei rarissimi politici che sa parlare "a braccio". Cosa che fa la differenza tra un'animale da palcoscenico e un grigio burocrate.

    Forse è vero, anche lui dialoga con la folla in maniera populistica e semplice, ma lo fa in maniera "autentica" e profonda.

    Non lo so quanto potrebbe reggere o confrontarsi nel terreno mediatico. Nei recinti di Vespa o di Floris forse la sua "naturalezza" non renderebbe al meglio.

    Ma ripeto, pensare al leader che "ribalta" tutto all'interno di un sistema costruito per distruggerlo per me ha poco senso.

    In Puglia è riuscito con le piazze a "proporre" una visione diversa da quella dei Tg, ma mi chiedo: Quante piazze dovrebbe andare a visitare, quanti appuntamenti dovrebbe fare per riuscire a sviluppare una "sensazione diversa" anche al resto dell'Italia?

    Che dimensione ha il suo "amministrare"? Riuscirebbe a dargli un respiro "nazionale"?
    Quale modello potrebbe proporre al ricco Nord, oltre al sogno di un ambiente diverso?

    Siamo sempre li'. Se dobbiamo scegliere ancora una volta il modello "leaderistico" probabilmente Vendola è la persona giusta, ma non sono assolutamente convinto che il "modello" stesso in questione abbia delle chances.
    Vuoi una soluzione VERA alla Crisi Finanziaria ed al Debito Pubblico?

    NUOVA VERSIONE COMPLETATA :
    http://lukell.altervista.org/Unasolu...risiEsiste.pdf




  4. #4
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    Predefinito Re:Spunti di riflessione: il ribaltamento totale.

    Veramente non è Vendola né Sel che mi interessano di più in questa discussione, quanto il "ribaltamento totale" nella modalità di comunicazione, che non necessariamente deve essere esclusivo di Vendola né deve dire quello che ha detto Vendola in Puglia in particolare.
    Basta con i cialtroni.

  5. #5
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    Predefinito Re:Spunti di riflessione: il ribaltamento totale.

    EffeEsse, credo che il punto sia: venti Vendola, uno per regione, a tirar la volata al ventunesimo Vendola a Palazzo Chigi.
    Ventuno galli nel pollaio, però, 'gna fanno a starci.
    In hoc Silvio vinces.

  6. #6
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    Predefinito Re:Spunti di riflessione: il ribaltamento totale.

    Davide Policastro ha scritto:
    EffeEsse, credo che il punto sia: venti Vendola, uno per regione, a tirar la volata al ventunesimo Vendola a Palazzo Chigi.
    Ventuno galli nel pollaio, però, 'gna fanno a starci.
    Neppure un solo leader, però, 'gna fa, senza avere riferimenti nel territorio. Da notare, però, che Vendola ha anche attivizzato in prima persona una serie di ragazzi giovani (anche senza partito) che, con le "fabbriche di Nichi", gli hanno coperto tutto il territorio, quello fisico e anche quello virtuale. Solo con i comizi, secondo me, non ce l'avrebbe mai fatta.
    Basta con i cialtroni.

  7. #7
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    Predefinito Re:Spunti di riflessione: il ribaltamento totale.

    Davide Policastro ha scritto:
    EffeEsse, credo che il punto sia: venti Vendola, uno per regione, a tirar la volata al ventunesimo Vendola a Palazzo Chigi.
    Ventuno galli nel pollaio, però, 'gna fanno a starci.
    e il problema sarà quando ci saranno venti geografie delle felicità possibili da far combaciare

  8. #8
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    Predefinito Re:Spunti di riflessione: il ribaltamento totale.

    Per questa cosa del "ribaltamento totale" (che per me dovrebbe riguardare anche le Regioni "rosse" tipo l'Emilia, che è in gran decadenza) e che, per me, è un fatto culturale alla base di qualunque successivo discorso politico, io farei un discorso di Macroregioni, individuando chi è in grado di sostenerlo, per cominciare a fargli piantare radici. Per esempio, al Nord Civati, al centro Zingaretti, al Sud Vendola. Non mi porrei, per ora, il problema né di programmi chi sa quanto elaborati né di leadership nazionali.
    Basta con i cialtroni.

  9. #9
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    Predefinito Re:Spunti di riflessione: il ribaltamento totale.

    bsiviglia ha scritto:
    Per questa cosa del "ribaltamento totale" (che per me dovrebbe riguardare anche le Regioni "rosse" tipo l'Emilia, che è in gran decadenza) e che, per me, è un fatto culturale alla base di qualunque successivo discorso politico, io farei un discorso di Macroregioni, individuando chi è in grado di sostenerlo, per cominciare a fargli piantare radici. Per esempio, al Nord Civati, al centro Zingaretti, al Sud Vendola. Non mi porrei, per ora, il problema né di programmi chi sa quanto elaborati né di leadership nazionali.
    Non vedo cosa c'entri Civati col sentire del Nord. Vendola è un animale politico,popolare, sente le corde della Puglia, ma Civati?
    In realtà chi assomiglia di più a Vendola sono i leghisti. Che sarà difficile da credere ma il poltico leghista medio porta un modello proprio diverso da Berlusconi, altro che lampade e SUV, e ai tempi della Lega nemica di FI per i leghisti i forzisti erano "i fighetti della città", i pariolini o i sanbabilini, la lega è altra cosa, li devi cercare negli orti dei paesotti della pedemontana, non all'happy hour sotto il loro ufficio da commercialista.
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  10. #10
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    Predefinito Re:Spunti di riflessione: il ribaltamento totale.

    iannis ha scritto:
    bsiviglia ha scritto:
    Per questa cosa del "ribaltamento totale" (che per me dovrebbe riguardare anche le Regioni "rosse" tipo l'Emilia, che è in gran decadenza) e che, per me, è un fatto culturale alla base di qualunque successivo discorso politico, io farei un discorso di Macroregioni, individuando chi è in grado di sostenerlo, per cominciare a fargli piantare radici. Per esempio, al Nord Civati, al centro Zingaretti, al Sud Vendola. Non mi porrei, per ora, il problema né di programmi chi sa quanto elaborati né di leadership nazionali.
    Non vedo cosa c'entri Civati col sentire del Nord. Vendola è un animale politico,popolare, sente le corde della Puglia, ma Civati?
    In realtà chi assomiglia di più a Vendola sono i leghisti. Che sarà difficile da credere ma il poltico leghista medio porta un modello proprio diverso da Berlusconi, altro che lampade e SUV, e ai tempi della Lega nemica di FI per i leghisti i forzisti erano "i fighetti della città", i pariolini o i sanbabilini, la lega è altra cosa, li devi cercare negli orti dei paesotti della pedemontana, non all'happy hour sotto il loro ufficio da commercialista.
    bersani ha avuto un momento di lucidità e ha detto che il voto alla lega è contro berlusconi. ha ragione.
    ora, per noi poveri coglioni di sinistra che si trovano a dover sgobbare nel cuore del leghismo il problema è: ma come cazzo si fa a far politica in cui il principale partito si becca sia il voto a favore di berlusconi che quello contrario?

 

 
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