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    Predefinito \"Scatenerà i cani\" (e l' opposizione presenta le \"bozze\"). Mah...


    «Scatenerà i cani»

    «Metto in conto che Berlusconi scatenerà i cani per provare a sbranarmi, tenterà di ammazzarmi. Già mi aspetto Feltri»
    .

    Curioso come la frase di Gianfranco Fini, riportata oggi da Francesco Bei su Repubblica, contenga in poche righe diverse cosucce interessanti.

    Primo, il conflitto d’interesse: il cofondatore del Pdl dichiara apertamente che il fondatore del Pdl usa il suo impero mediatico per far fuori gli avversari. Per anni a parlare di conflitto d’interessi si era sbertucciati come massimalisti, giustizialisti, dipietristi. Ora lo dice Fini, che quella roba lì c’è ed è pure pesante.

    Secondo, la paurosa vendicatività del Cavaliere. L’uomo dell’amore che vince sempre sull’odio proverà “ad ammazzare” il suo alleato, o ex alleato che sia. Ammazzare politicamente, s’intende: ma le parole sono importanti e queste palesano quanta ferocia ci sia dietro il sorriso e le barzellette del leader dell’amore.

    Terzo, il ruolo di Feltri. Che sia un dobermann istruito per sbranare gli avversari è stato evidente a molti fin dai primi giorni della sua seconda direzione, dal caso Boffo in poi: e perfino uno come Giordano se n’era dovuto andare perché non voleva usare troppe armi sporche, veline dei servizi, pedinamenti delle barbe finte private al soldo del Cavaliere. Ora a dire che Feltri è un cane addestrato per ammazzare gli avversari è il cofondatore del partito, la terza carica dello Stato.

    Quarto, la cultura clanica e quindi la punizione per il tradimento. Le parole di Fini ricordano quelle fatte trapelare da Veronica Lario, dopo che questa aveva chiesto il divorzio. E non è un caso: l’introduzione massiccia in politica della categoria della fedeltà – e quindi del tradimento – ha come conseguenza inevitabile la sua riduzione a patti clanici, quasi feudali, con il sommo capo: come il terrificante giuramento imposto ai candidati governatori in piazza San Giovanni.

    Ora, chi lo sa se questo di Fini è uno “strappo definitivo”, come scrive sempre Repubblica. Quello che però pare certo è, grazie a Dio, anche nella destra italiana qualcuno si è accorto di una serie di cose che prima, a dirle, si veniva immediatamente accusati di antiberlusconismo ottuso e ideologico.

    Scritto venerdì, 16 aprile, 2010 alle 089
    http://gilioli.blogautore.espresso.r...-i-cani%C2%BB/


    Sono d'accordissimo con Alessandro Gilioli. In tutto questo, il PD (come al solito) tira fuori bozze di Violante per le solite (mai fatte) "riforme istituzionali" e offre una sponda a Berlusconi. "nulla di nuovo sotto il sole", dice l'Ecclesiaste. (e speriamo che non legga monsignor Fisichella, il quale sostiene che le citazioni bibliche può farle solo lui e i suoi sodali del vaticano, mentre negli altri ciò è disdicevole, come se la Bibbia fosse di esclusiva proprietà sua).
    Basta con i cialtroni.

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  2. #2
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    Predefinito Re:\"Scatenerà i cani\" (e l' opposizione presenta le \"bozze\"). Mah...

    Consenso senza politica
    di MASSIMO GIANNINI

    Sembra un paradosso, eppure sta accadendo. A poco più di un anno dalla sua fondazione, e a poco meno di un mese da un complicato successo elettorale sbandierato come un trionfo dell'Armata Invincibile, il Partito del Popolo della Libertà vive la sua crisi più acuta, e forse addirittura irreversibile. È ancora presto per trarre conclusioni politiche definitive dal vertice di ieri tra il presidente del Consiglio e il presidente della Camera. Da una parte, Berlusconi è uomo dalle infinite risorse. In tutti i sensi.

    Soprattutto nelle condizioni più critiche, sfodera il meglio (e spesso anche il peggio) di sé. È un negoziatore a tutto campo: tra minacce mediatiche a mezzo stampa o tv e campagne acquisti a suon di poltrone o prebende, si è quasi sempre dimostrato capace di "regolare" da par suo i conflitti interni ed esterni alla sua maggioranza. Dall'altra parte, Fini è comunque uomo della destra italiana, e sbaglia o si illude chi lo sospetta in transito verso un "altrove" che, per adesso e fino a prova contraria, esiste solo nella fantasia di qualche sognatore.
    Ma nel teso faccia a faccia tra i due sembra essersi consumato qualcosa di molto più profondo di un semplice strappo tattico. Siamo al confine di una vera e propria rottura politica. O forse, salvo sorprese, quel confine è stato già valicato. Si capirà meglio nelle prossime ore. Ma intanto quello che è già chiaro è il "cambio di fase", per la maggioranza e dunque per il governo. Il confronto-scontro tra il fondatore e il co-fondatore del Pdl sancisce ciò che era evidente fin dalla nascita della loro "creatura". Una visione inconciliabile della politica: populista e plebiscitaria per Berlusconi, pluralista e legalitaria per Fini. Un'idea incompatibile della destra: radicale e tecnicamente sediziosa per Berlusconi, laica e costituzionalmente repubblicana per Fini. Questa irriducibile distanza tra i due, emersa con assoluta chiarezza al congresso fondativo del partito, non si è mai colmata in questi lunghi mesi di "coabitazione".
    Anzi, si è estesa fino al limite più estremo. E non poteva che essere così. Dalle regionali, al di là della propaganda di regime, è uscita una coalizione totalmente squilibrata, nella quale il Pdl perde oltre due milioni di voti mentre la Lega ne ha persi "solo" 177 mila ma ha blindato il Nord. Bossi è passato immediatamente all'incasso: si è intestato la vittoria, ha preso in mano il timone delle riforme, ha prenotato la premiership per il 2013 ed ha annunciato la conquista delle banche del Nord. In pochi giorni, il Senatur ha spostato sul Carroccio l'intero asse dell'alleanza. Per Fini, che prima delle elezioni aveva ripetuto al Cavaliere "stai attento a non trasformare il Pdl in una fotocopia della Lega", questo non poteva essere accettabile. Per ragioni politiche: lui è il co-fondatore, e vuole legittimamente pesare nelle scelte del partito di maggioranza. Per ragioni identitarie: lui è la destra nazionale, e non può tollerare che le sue radici vengano divelte tra la secessione nordista dei padani agguerriti la leghizzazione sudista dei forzitalioti pentiti. E per ragioni istituzionali: lui è la terza carica dello Stato, può svolgere un ruolo prezioso per il premier sul cammino delle riforme, e non può invece ritrovarsi fuori dal tavolo della trattativa, scalzato da un Calderoli che senza avvertire nessuno sale al Quirinale con una sua bozza di nuova Costituzione.
    Era chiaro che questa corda, tesa fino al suo massimo, doveva prima o poi rompersi. Ora ci siamo. Fini è pronto a creare il suo gruppo parlamentare. Meno di un nuovo partito, ma molto più che una fondazione o una corrente. Se Berlusconi non riuscisse a ritrovare l'accordo con il suo alleato, e se l'autonomizzazione finiana andasse in porto, il Pdl sarebbe un'altra cosa, anche rispetto all'"amalgama mal riuscito" che abbiamo conosciuto finora. Nel centrodestra berlusconiano non ha mai avuto diritto di cittadinanza una concezione "altra", rispetto a quella autoritaria e cesarista del Cavaliere. Ora questa "alterità", per la prima volta, trova un luogo fisico, e politico, nel quale esprimersi. Con quali effetti destabilizzanti, per la maggioranza e per il governo, è facile immaginare. Anche al di là della portata numerica della "divisione" finiana in Parlamento.
    Questo è il paesaggio italiano di metà legislatura. Questo è il travagliato "mid-term" berlusconiano, quello di un sovrano che regna ma non governa. Si verifica quanto avevamo più volte previsto: il grande "partito di massa dei moderati" non è mai nato. Quel progetto, per stare in piedi, aveva bisogno di una politica. E Berlusconi una vera politica non l'ha mai costruita. Ha assemblato schegge di partito, tenendole insieme con il cemento degli interessi. Questo è il risultato. Altro che "la nave va", secondo il vecchio adagio di Craxi. Altro che tre anni di navigazione con il vento in poppa, libero dalle tempeste elettorali e sulla rotta delle grandi riforme istituzionali, come i berluscones avevano gridato con bugiarda prosopopea dopo le regionali del 28 marzo. Oggi, a meno di tre settimane da quel posticcio trionfo, persino il presidente del Senato Schifani, da sempre più realista del re, deve avvertire la corte che "quando una maggioranza si divide non resta che tornare alle urne". Magari non si arriverà alle elezioni anticipate. Ma la "corazzata" di Berlusconi fa acqua da tutte le parti, e naviga a vista in mezzo agli scogli. Ha il consenso, ma non ha più una politica. Solo un Pd irresoluto e irresponsabile poteva pensare di offrirgli una sponda sulle riforme, rimettendo persino in discussione l'obbligatorietà dell'azione penale. Non si capisce cosa ci sia di così "dolce" a naufragare in questo mare.

    [email protected]
    http://www.repubblica.it/politica/20...nnini-3380431/


    Sono d'accordo anche con Massimo Giannini, in particolare con quanto ho evidenziato in neretto. Solo un' opposizione insipiente può presentare bozze cervellotiche sulla giustizia e addirittura cedere sull' obbligatorietà dell' azione penale in questo momento. Se proprio volevano "abbozzare" qualcosa, dovevano presentare un "contropiano" per la crisi economica e sulla stategia per venirne fuori, altro che bozza Violante!
    Basta con i cialtroni.

  3. #3
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    Predefinito Re:

    tra l'altro mentre almeno il progetto di riforma della Bicamerale(a parte la giustizia)era un buonissimo progetto,la bozza Violante fa stracacare

    PS
    poi il Pd è anche il partito che fa le leggi - ad esempio - per permettere l'accesso agli ammortizzatori sociali anche prima della dichiarazione ufficiale dello stato di crisi,ma il bello è che al Pd sono talmente furbi da parlare di altro

  4. #4
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    Predefinito Re:

    va be'e'colpa del pd,nulla di nuovo sotto il sole,anche se mi viene da sorriderwe ,dal momento che se crisi c'era, che ne sapeva il partito?Poi sulle riforme costituzionali e'giusto fare controproposte,perc he'se il B.riesce a fare qualcosa, in quel campo ,si presentrera'ad un referendum dicendo che lui l'ha fatta,mentre noi parleremo del pericolo per l democrazia eccetwera e allora non so chi la sfanghera',tra uno che fa qualcosa,ma fa e un'altro che grida al complotto democratico,non so se il paese seguirebbe questa seconda strada,ho dei dubbi.Occorre presentrare delle controproposte per non essere lasciati in contropiede,ben sapendo che non se ne fara'nulla e che i problemi sono altri,ma le controproposte, per una forza politica responsabile,occorre presentarle,giocoforza

  5. #5
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    Predefinito Re:

    Redì',ma se le controproposte sono quelle della bozza Violante stiamo freschi

  6. #6
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    Predefinito Re:

    il PD si caga sotto di andare alle elezioni.
    E cmq il piano sulla giustizia del PDL e' lo stesso del PD, il loro unico problema e' farlo digerire al loro elettorato

  7. #7
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    Predefinito Re:

    rediga ha scritto:
    va be'e'colpa del pd,nulla di nuovo sotto il sole,anche se mi viene da sorriderwe ,dal momento che se crisi c'era, che ne sapeva il partito?Poi sulle riforme costituzionali e'giusto fare controproposte,perc he'se il B.riesce a fare qualcosa, in quel campo ,si presentrera'ad un referendum dicendo che lui l'ha fatta,mentre noi parleremo del pericolo per l democrazia eccetwera e allora non so chi la sfanghera',tra uno che fa qualcosa,ma fa e un'altro che grida al complotto democratico,non so se il paese seguirebbe questa seconda strada,ho dei dubbi.Occorre presentrare delle controproposte per non essere lasciati in contropiede,ben sapendo che non se ne fara'nulla e che i problemi sono altri,ma le controproposte, per una forza politica responsabile,occorre presentarle,giocoforza
    Bonanotte, le "controproposte".....

    Continuiamo pure sta pietosa sceneggiata....
    Vuoi una soluzione VERA alla Crisi Finanziaria ed al Debito Pubblico?

    NUOVA VERSIONE COMPLETATA :
    http://lukell.altervista.org/Unasolu...risiEsiste.pdf




  8. #8
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    Predefinito Re:

    rediga ha scritto:
    va be'e'colpa del pd,nulla di nuovo sotto il sole,anche se mi viene da sorriderwe ,dal momento che se crisi c'era, che ne sapeva il partito?Poi sulle riforme costituzionali e'giusto fare controproposte,perc he'se il B.riesce a fare qualcosa, in quel campo ,si presentrera'ad un referendum dicendo che lui l'ha fatta,mentre noi parleremo del pericolo per l democrazia eccetwera e allora non so chi la sfanghera',tra uno che fa qualcosa,ma fa e un'altro che grida al complotto democratico,non so se il paese seguirebbe questa seconda strada,ho dei dubbi.Occorre presentrare delle controproposte per non essere lasciati in contropiede,ben sapendo che non se ne fara'nulla e che i problemi sono altri,ma le controproposte, per una forza politica responsabile,occorre presentarle,giocoforza
    mah...
    mi sembra un discorso da cagasotto quantomeno

  9. #9
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    Predefinito Re:

    gianluca.borrelli ha scritto:
    E cmq il piano sulla giustizia del PDL e' lo stesso del PD, il loro unico problema e' farlo digerire al loro elettorato

    questo è tutto da vedere.È vero che il Pd,venendo dalla tradizione comunista e democristiana,non vede di buon occhio i poteri indipendenti dalla politica.E certo mi sento molto,molto più garantito da Di Pietro in quel senso.Ma credo che comunque le posizioni fra Pd e Pdl siano (ancora) diverse in materia di giustizia.


    il PD si caga sotto di andare alle elezioni.

    su questo,invece,concordo.

  10. #10
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    Predefinito Re:

    E invece io penso che la crisi Fini-Berlusconi abbia le sue radici anche nelle riforme istituzionali che Berlusconi ha in mente. Si capisce bene da questa intervista di Bocchino, uno dei fedelissimi di Fini.

    http://rassegnastampa.mef.gov.it/mef...041615469707-1

    dalla quale si vede che, se faranno il gruppo autonomo, daranno filo da torcere proprio sulla Giustizia
    "...Giustizia? Sosterrete la riforma berlusconiana? E le intercettazioni?

    ><Verificheremo quel che rientra nei programmi e quel che non vi rientra. In questo secondo caso, valuteremo caso per caso»..."


    perciò penso che sarebbe davvero il caso di lasciarli cuocere nel loro brodo

    Ps: la stupefacente dichiarazione di monsignor Fisichella: lui può citare i Salmi, Magris non può fare citazioni bibliche. roba da Controriforma, con santa inquisizione annessa.
    http://www.gadlerner.it/2010/04/16/i...la-bibbia.html

    anche questa mi pare una dimostrazione che, come il Pdl, anche il vaticano sia in cattive acque per lo scandalo dei pedofili e, quindi, stia perdendo la brocca e che la stia perdendo davvero di brutto, cosa che indebolisce ovviamente ancora di più il Pdl. a maggior ragione, penso che sarebbe proprio il caso di puntare l'attenzione sulla crisi economica (sta per scadere la cassa integrazione) e non dare sponde a Berlusconi di nessun tipo.
    Basta con i cialtroni.

 

 
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