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  1. #1
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    Predefinito Contratto Unico di Ingresso

    Ddl 2000 e Contratto Unico di Ingresso: se questa è l’opposizione…
    Perché penso che la Sinistra, per sopravvivere, debba tenersi ben distante dal Partito Democratico? Ad esempio, perché il PD ha presentato al Senato, un paio di mesi fa, un disegno di legge dedicato alla “Istituzione del contratto unico di ingresso”. In parole povere, la proposta è quella di escludere in via di principio la possibilità di ottenere un contratto a tempo indeterminato, con le relative tutele in caso di licenziamento, per i primi tre anni in cui si lavora presso ogni datore di lavoro. In parole poverissime, significa l’abolizione di fatto dell’art. 18 per una fascia estesissima di lavoratori che oggi invece ne godono.

    La proposta somiglia, per molti aspetti, a quella del Contrat Premiére Embauche (CPE) introdotta dal governo francese nel 2006 e poi ritirata dopo proteste di massa in tutto il Paese. Ma siccome in Italia siamo più scaltri, qui la proposta la fa direttamente l’opposizione…

    Nella relazione di accompagnamento, i suoi promotori spiegano che

    Una quantità crescente di lavoratori sta invecchiando all’interno di schemi contrattuali che, se nelle intenzioni dei loro proponenti dovevano funzionare come strumenti inclusivi, di incentivazione e accompagnamento verso il lavoro stabile e regolare, si sono trasformati – anche a causa di concorrenti fattori di crisi del sistema produttivo nazionale – in recinti e barriere invalicabili, percepiti e sofferti dalle persone come un’esclusione dalla “cittadella fortificata” in cui i diritti e le tutele dei lavoratori hanno piena cittadinanza.

    La “cittadella fortificata”, naturalmente, è la tutela reale (il diritto alla reintegrazione) in caso di licenziamento illegittimo prevista dall’art. 18 dello Statuto. Siccome non tutti ne godono (i precari a vario titolo e i lavoratori di aziende fino a 15 dipendenti ne sono esclusi), la proposta del Partito Democratico per ridurre le ineguaglianze è… privarne tutti indistintamente.

    La relazione di accompagnamento prosegue sottolineando come negli ultimi 15 anni il potere d’acquisto dei salari si sia ridotto del 16% (!!), e sia allo stesso tempo aumentato il divario tra i redditi medi maschili e femminili, e tra quelli dei lavoratori al di sopra e al di sotto dei 30 anni di età. Tutto giusto, ma non si comprende perché la soluzione debba essere quella di adeguare i diritti alla misura inferiore, anziché estenderli per tutti.

    Anzi, si comprende fin troppo bene: tutto dipende da quali interessi difendi, quelli dei lavoratori, precari e non, oppure quelli dei datori di lavoro – in questo caso delle grandi aziende. Sulla collocazione del Partito Democratico nel conflitto di classe non c’è davvero nessun dubbio. Insomma, in un contesto in cui il lavoro è sempre più precario, la proposta è di aumentare ancora la “flessibilità”, diminuire le tutele e consentire al padronato di fare i suoi porci comodi. Secondo questi signori, la via di uscita alla crisi economica sta nello scaricarne tutto il peso sui lavoratori, cioè su chi già sta peggio.

    Ed ecco dunque, in concreto, la proposta del Contratto Unico di Ingresso: introdurre la possibilità, in sede di prima assunzione, di sospendere l’art. 18 per i primi tre anni di contratto. In caso di licenziamento, il datore di lavoro è tenuto esclusivamente a corrispondere una somma di denaro proporzionale alla durata del rapporto, e comunque con un tetto massimo di sei mesi di stipendio.

    Non è difficile capire i vantaggi di questo sistema per le aziende, ma i relatori della proposta li spiegano ugualmente, tanto per non lasciare dubbi su chi ci guadagna:

    Oggi, se per effetto di una successione di contratti a termine il rapporto di lavoro tra lo stesso datore di lavoro e lo stesso lavoratore supera i trentasei mesi, il rapporto di lavoro deve considerarsi convertito ex tunc [fin dall'inizio] in contratto a tempo indeterminato. Consentendo di evitare una novazione contrattuale alla scadenza della fase di ingresso, il CUI sarebbe evidentemente sottratto a tale sanzione.

    Ci viene spiegato in pratica che mentre adesso, per aggirare la tutela dell’art. 18, il datore di lavoro è costretto a ricorrere a sgami come stipulare una successione di contratti a termine di volta in volta rinnovati, con il rischio di vedersi poi costretto, se il lavoratore si rivolge al Tribunale e ottiene giustizia, a garantirgli il posto a tempo indeterminato, con il CUI il problema non si pone: alla scadenza del terzo anno, o anche prima secondo la sua convenienza, l’azienda si può sbarazzare del dipendente in cambio di una modesta somma di denaro. Conviene, no?

    In ogni caso, non è che si proponga di abolire i contratti a termine. Per certi aspetti, anzi, se da un lato vengono in teoria rese più rigide le condizioni per i contratti a tempo determinato, dall’altro l’idea è quella di consentire una più ampia flessibilità dei casi in cui si possono validamente stipulare, consentendo alla contrattazione collettiva di stabilirne a piacimento. Sì, la contrattazione collettiva tra le aziende e i sindacati padronali CISL, UIL e UGL…

    La chicca è che, rispetto alle causali oggi consentite, la proposta di legge aggiunge il caso dei “lavori nello spettacolo”. Sarà un caso che tra i relatori della proposta vi sia il Professor Ichino, che nella sua attività di avvocato difende, tra gli altri, il Teatro alla Scala in decine di vertenze relative a contratti a termine? E poi parlano di leggi ad personam…

    Con questo, penso si possa dare una risposta a chi, nella Sinistra, sostiene che per rompere l’accerchiamento e “portare a casa qualcosa” si debba allearsi con il Partito Democratico: è questo, quello che vogliamo portare a casa? Io penso proprio di no.

    http://www.avvocatolaser.net/2010/04...o-di-ingresso/

    curioso, non ne ho trovato menzione su repubblica.it

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  2. #2
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    Predefinito Re:Contratto Unico di Ingresso

    Poi uno si chiede come mai qualcuno si metta a votare Grillo.

    Bastavano due articoli semplicissimi.

    1)I contratti precari di qualsivoglia tipo costeranno il 20% in piu' di quelli a TI.
    2) I "contratti con intermediario", vedi "somministrazione di lavoro" sono aboliti.

    E risolvevano gran parte dei problemi.
    Vuoi una soluzione VERA alla Crisi Finanziaria ed al Debito Pubblico?

    NUOVA VERSIONE COMPLETATA :
    http://lukell.altervista.org/Unasolu...risiEsiste.pdf




  3. #3
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    Predefinito Re:Contratto Unico di Ingresso

    Ma sono scemi?
    In hoc Silvio vinces.

  4. #4
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    Predefinito Re:Contratto Unico di Ingresso

    Uno dei motivi per cui stimo Tremonti è che ha ormai superato questa spece di infatuazione per la moda della "flessibilità" intesa in questo modo, e il liberismo nel lavoro, che invece, causa anctichi complessi di inferiorità, alberga nella sinsitra "riformista".
    Non si capisce perchè, nel momento in cui c'è tutta un'ampia scelta di contratti a termine, si debba introdurne un'altro, pleonastico, (in pratica un contratto a termine di 3 anni) stavolta però eliminando il classico contratto a tempo indeterminato con articolo 18 che nessuno è obbligato ad adottare ma che però per fortuna molte aziende usano ancora anche per i neo assunti (quelli più competitivi).
    Non si capisce che questo contratto nuovo non sostituirebbe gli attuali contratti a tempo determinato o a progetto ma solo quelli ora a tempo indeterminato con articolo 18.

    L'unica soluzione per diminuire la precarietà è invece una formazione continua, in modo che certo ci siano sempre quelli assunti precari ma non siano sempre gli stessi, perchè i primi andrebbero dopo la formazione a diventare stabili e ne arriverebbero altri a prendere il loro posto, più inesperti.
    E poi una crescita economica, che non costringa le aziende al nero, alla precarietà dei lavoratori, per rimanere a galla.
    Against all odds

  5. #5
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    Predefinito Re:Contratto Unico di Ingresso

    Fuori_schema ha scritto:
    Poi uno si chiede come mai qualcuno si metta a votare Grillo.

    Bastavano due articoli semplicissimi.

    1)I contratti precari di qualsivoglia tipo costeranno il 20% in piu' di quelli a TI.
    2) I "contratti con intermediario", vedi "somministrazione di lavoro" sono aboliti.

    E risolvevano gran parte dei problemi.
    Non esageriamo nell'estremo opposto: questo provocherebbe nero e basta.
    Against all odds

  6. #6
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    Predefinito Re:Contratto Unico di Ingresso

    iannis ha scritto:
    Fuori_schema ha scritto:
    Poi uno si chiede come mai qualcuno si metta a votare Grillo.

    Bastavano due articoli semplicissimi.

    1)I contratti precari di qualsivoglia tipo costeranno il 20% in piu' di quelli a TI.
    2) I "contratti con intermediario", vedi "somministrazione di lavoro" sono aboliti.

    E risolvevano gran parte dei problemi.
    Non esageriamo nell'estremo opposto: questo provocherebbe nero e basta.
    Ah è vero, il "nero".

    Anche qui un'altra leggina semplicissima:

    "A fronte di dimostrazione flagrante e probante di stipula di contratti in nero da parte di un azienda, la medesima viene confiscata e messa all'asta, i proventi incamerati dallo Stato"

    Semplice e efficacissima :laugh:
    Vuoi una soluzione VERA alla Crisi Finanziaria ed al Debito Pubblico?

    NUOVA VERSIONE COMPLETATA :
    http://lukell.altervista.org/Unasolu...risiEsiste.pdf




  7. #7
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    Predefinito Re:Contratto Unico di Ingresso

    Fuori_schema ha scritto:
    iannis ha scritto:
    Fuori_schema ha scritto:
    Poi uno si chiede come mai qualcuno si metta a votare Grillo.

    Bastavano due articoli semplicissimi.

    1)I contratti precari di qualsivoglia tipo costeranno il 20% in piu' di quelli a TI.
    2) I "contratti con intermediario", vedi "somministrazione di lavoro" sono aboliti.

    E risolvevano gran parte dei problemi.
    Non esageriamo nell'estremo opposto: questo provocherebbe nero e basta.
    Ah è vero, il "nero".

    Anche qui un'altra leggina semplicissima:

    "A fronte di dimostrazione flagrante e probante di stipula di contratti in nero da parte di un azienda, la medesima viene confiscata e messa all'asta, i proventi incamerati dallo Stato"

    Semplice e efficacissima :laugh:
    Come no,efficacissima, che paura. Quanti nuovi assunti alla finanza ci vorrebbero per stanare veramente tutti i lavoratori in nero? Che non sono operai o muratori ormai, ma lavori meno visibili e rintracciabili, come informatici di basso livello, addetti al call center, ecc
    Against all odds

  8. #8
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    Predefinito Re:Contratto Unico di Ingresso

    iannis ha scritto:
    Come no,efficacissima, che paura. Quanti nuovi assunti alla finanza ci vorrebbero per stanare veramente tutti i lavoratori in nero? Che non sono operai o muratori ormai, ma lavori meno visibili e rintracciabili, come informatici di basso livello, addetti al call center, ecc
    Ah beh, sta tranquillo che tra filmati di telefonini, microfoni invisibili e quant'altro effettuati a cura degli stessi "assunti in nero" dopo 3 mesi di entrata in vigore della legge i datori di lavoro piuttosto che assumerti in nero preferirebbero darsi fuoco.:laugh:
    Vuoi una soluzione VERA alla Crisi Finanziaria ed al Debito Pubblico?

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  9. #9
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    Predefinito Re:Contratto Unico di Ingresso

    Roba vecchia, grazie al cielo.
    Qui Scalfarotto critica la nuova posizione del PD in merito. E se Scalfarotto critica vuol dire che il PD è sulla strada giusta verso una impostazione di Sinistra sul mercato del lavoro.

    Sul lavoro il Pd fa marcia indietro
    http://www.ilpost.it/ivanscalfarotto...rcia-indietro/

    Fino a oggi il PD su questo tema cruciale non è riuscito a trovare una posizione univoca, ma si era dato per accertato che su un punto ci fosse un accordo sostanziale: i quattro progetti di legge depositati in Parlamento (primi firmatari Nerozzi, Ichino, Bobba e Madia) hanno tutti, con diverse modalità, l’obiettivo di ridurre ad unità il diritto applicabile a coloro che abbiano un lavoro subordinato regolare a tempo indeterminato. Un obiettivo importantissimo, da raggiungersi attraverso un contratto di lavoro unico, come per esempio indicato nella proposta di legge Nerozzi (che ha recepito la proposta Boeri-Garibaldi): tre anni di contratto durante il quale si può essere licenziati per motivi organizzativi con il pagamento di un’indennità che cresce con l’anzianità, e poi la conversione a tempo indeterminato......

    ....
    Questo pensavo in un’importante incontro cui ho partecipato la settimana scorsa e che doveva proprio servire a trovare un punto d’accordo sui temi del lavoro. La discussione ha preso subito una piega completamente diversa da quella che ci si sarebbe aspettati dopo la lettura dei nostri progetti di legge e del dibattito sui giornali. Il precariato, ha in sostanza detto il responsabile economia del partito Stefano Fassina, non nasce da una richiesta di flessibilità delle aziende ma da una mera convenienza economica, sennò non si spiegherebbe perché molte aziende piccole (dove l’articolo 18 non si applica) pure offrono contratti flessibili: aumentato dunque il costo dei contratti atipici vedrete che le imprese offriranno a tutti contratti a tempo indeterminato.

    Insomma, siamo usciti di là rendendoci conto che una parte numericamente e politicamente importante del partito pensa realisticamente di poter promettere ai giovani italiani un contratto regolamentato dallo Statuto dei lavoratori di quaranta anni fa, dimenticando quali fossero i tassi di disoccupazione prima dell’introduzione delle prime forme di flessibilità e pensando che la nostra economia, con la globalizzazione e l’euro, possa permettersi oggi di offrire a tutti contratti con le medesime garanzie che oggi hanno coloro che hanno vent’anni di carriera alle spalle nelle imprese medio-grandi e nel settore pubblico.
    la parte che ho sottolineato in neretto è IL CUORE DELLA VISIONE DEL MERCATO DEL LAVORO. Fassina ha ragione da vendere, lo dico per esperienza diretta. E' una questione economica, il lucro che gli imprenditori fanno.

    Scalfarotto pensa bene.. perche ha lavorato in altri paesi e non qui. Anche per questo ho non mi pento di aver votato Bersani.

    E come dice Fuorischema, basta aumentare i controlli per gli imprenditori che usano il nero e magari si fa un favore a chi, imprenditore onesto, tiene in regola i suoi.

    Fermo restando che serve un intervento sulle tasse per aiutare le piccole imprese...
    Se hai un po di tempo da perdere fai un salto qui:
    www.candidonews.wordpress.com
    Un blog in cui parlare di Politica, Informazione, Televisione, Cinema e tanto altro...

  10. #10
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    Predefinito Re:Contratto Unico di Ingresso

    Danilo Emme ha scritto:
    Roba vecchia, grazie al cielo.
    Qui Scalfarotto critica la nuova posizione del PD in merito. E se Scalfarotto critica vuol dire che il PD è sulla strada giusta verso una impostazione di Sinistra sul mercato del lavoro.

    Sul lavoro il Pd fa marcia indietro
    http://www.ilpost.it/ivanscalfarotto...rcia-indietro/

    Fino a oggi il PD su questo tema cruciale non è riuscito a trovare una posizione univoca, ma si era dato per accertato che su un punto ci fosse un accordo sostanziale: i quattro progetti di legge depositati in Parlamento (primi firmatari Nerozzi, Ichino, Bobba e Madia) hanno tutti, con diverse modalità, l’obiettivo di ridurre ad unità il diritto applicabile a coloro che abbiano un lavoro subordinato regolare a tempo indeterminato. Un obiettivo importantissimo, da raggiungersi attraverso un contratto di lavoro unico, come per esempio indicato nella proposta di legge Nerozzi (che ha recepito la proposta Boeri-Garibaldi): tre anni di contratto durante il quale si può essere licenziati per motivi organizzativi con il pagamento di un’indennità che cresce con l’anzianità, e poi la conversione a tempo indeterminato......

    ....
    Questo pensavo in un’importante incontro cui ho partecipato la settimana scorsa e che doveva proprio servire a trovare un punto d’accordo sui temi del lavoro. La discussione ha preso subito una piega completamente diversa da quella che ci si sarebbe aspettati dopo la lettura dei nostri progetti di legge e del dibattito sui giornali. Il precariato, ha in sostanza detto il responsabile economia del partito Stefano Fassina, non nasce da una richiesta di flessibilità delle aziende ma da una mera convenienza economica, sennò non si spiegherebbe perché molte aziende piccole (dove l’articolo 18 non si applica) pure offrono contratti flessibili: aumentato dunque il costo dei contratti atipici vedrete che le imprese offriranno a tutti contratti a tempo indeterminato.

    Insomma, siamo usciti di là rendendoci conto che una parte numericamente e politicamente importante del partito pensa realisticamente di poter promettere ai giovani italiani un contratto regolamentato dallo Statuto dei lavoratori di quaranta anni fa, dimenticando quali fossero i tassi di disoccupazione prima dell’introduzione delle prime forme di flessibilità e pensando che la nostra economia, con la globalizzazione e l’euro, possa permettersi oggi di offrire a tutti contratti con le medesime garanzie che oggi hanno coloro che hanno vent’anni di carriera alle spalle nelle imprese medio-grandi e nel settore pubblico.
    la parte che ho sottolineato in neretto è IL CUORE DELLA VISIONE DEL MERCATO DEL LAVORO. Fassina ha ragione da vendere, lo dico per esperienza diretta. E' una questione economica, il lucro che gli imprenditori fanno.

    Scalfarotto pensa bene.. perche ha lavorato in altri paesi e non qui. Anche per questo ho non mi pento di aver votato Bersani.

    E come dice Fuorischema, basta aumentare i controlli per gli imprenditori che usano il nero e magari si fa un favore a chi, imprenditore onesto, tiene in regola i suoi.

    Fermo restando che serve un intervento sulle tasse per aiutare le piccole imprese...
    Danny, scusa ma questo mica risolve il fatto che chi ha contratti a tempo determinato, atipici, finte partite IVA ecc rimane privo di tutela.

    Aumentare i costi del contratto ex-abrupto del 20% e' vessatorio per le aziende e non serve a un piffero ai dipendenti.
    Si andrebbe immediatamente verso il mercato nero, e te li raccomando gli ispettori del lavoro a controllare.

    poi voglio vedere il PD vincere le elezioni con una proposta del genere, che e' un pugno nell'occhio alle imprese e non serve un tubo ai lavoratori

    Invece di mettere regole vessatorie e poi pretendere impossibili controlli, semplificare no? e' troppo complicato? E' cosi' drammatico abolire tutti cazzi di contratti atipici che esistono e dare a tutti un contratto unico, che garantisca sussidi di disoccupazione, e che consenta il licenziamento nei primi tre anni solo per accertati motivi organizzativi?

 

 
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