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    Predefinito A rischio il settore delle rinnovabili in Italia

    Le Associazioni del settore delle rinnovabili in difesa del meccanismo dei Certificati Verdi
    La misura 45 contenuta nella manovra economica del Governo che chiede l'abolizione dell'obbligo del riacquisto dei CV in eccesso in dote agli operatori delle rinnovabili da parte del GSE potrebbe destabilizzare il settore con effetti disastrosi sull'occupazione in uno pochi dei settori anticiclici del paese.
    Redazione GreenCity
    Pubblicato il: 29/05/2010 nella categoria Energia.


    Riportiamo così com'è arrivato, il comunicato congiunto delle Associazioni rappresentanti del settore delle energie rinnovabili - ANEV, ANAB, APER, ASSOSOLARE, FEDERPERN, FIPER, GIFI, GREENPEACE ITALIA, ISES ITALIA, LEGAMBIENTE, KYOTO CLUB

    Le Associazioni rappresentanti del settore delle energie rinnovabili, esprimono il disappunto e la preoccupazione per le misure contenute nell'articolo 45 (Terzo Titolo, Sviluppo e Infrastrutture) della manovra economica del Governo, che rischierebbero in maniera seria di mettere in pericolo decine di migliaia di posti di lavoro nel settore delle rinnovabili.

    La misura prevista abolisce anche retroattivamente l'unico meccanismo di garanzia del sistema di sostegno alla crescita delle Fonti Rinnovabili, che serve invece proprio a tutelare il mercato e a evitare speculazioni derivanti dall'oscillazione artificiosa dei prezzi dei Certificati Verdi (CV). Estremamente grave è poi il fatto che tale sistema di stabilizzazione del mercato fu introdotto a tutela degli investitori nazionali solo in caso di un eventuale inadempimento del nostro Paese rispetto al raggiungimento degli obblighi liberamente assunti dall'Italia in sede Comunitaria.

    Il provvedimento proposto, da una prima analisi svolta, rischia seriamente di compromettere le iniziative in essere, che ricordiamo nel solo settore eolico al 2009 vedono occupati circa 25.000 lavoratori (con un incremento di circa 5.000 unità nel solo anno 2009), tra settore e indotto.
    Inoltre la formulazione del medesimo articolo 45 comprometterebbe tutti gli investimenti in corso di finanziamento nel settore delle rinnovabili, che negli ultimi due anni è stato uno dei pochi comparti anticiclici a consentire la crescita occupazionale nel nostro Paese.

    Tecnicamente l'abolizione dell'obbligo del riacquisto dei Certificati Verdi in eccesso in dote agli operatori delle rinnovabili da parte del Gestore dei Servizi Energetici (GSE) potrebbe portare, in assenza di un adeguamento coerente della quota d'obbligo, a una sostanziale destabilizzazione del sistema e di conseguenza, da un punto di vista occupazionale, agli effetti disastrosi sopra richiamati.Infatti, alla certa fase di stallo nell'investimento in nuovi impianti, con il conseguente blocco di nuove assunzioni, si aggiungerebbe una perdita di occupazione del settore e dell'indotto derivante dal sicuro default finanziario per le iniziative in essere che vedrebbero tagliati i ritorni economici necessari a ripagare gli investimenti.

    Tale provvedimento, che certamente presenta profili di illegittimità rispetto alla modifica retroattiva del sistema, andrebbe a generare sui progetti già in essere una grave situazione di insolvenza i cui effetti sarebbero, oltre ai danni economici indicati in centinaia di milioni di euro e di perdita di livello occupazionale, anche i mancati benefici ambientali che a loro volta genererebbero al 2020 costi inaccettabili e insostenibili per il sistema Paese. Si segnala, infine, che l'effetto certo sui progetti in esercizio, genererà a valle del default finanziario, oltre alle citate perdite di livello occupazionale, anche perdita di capacità produttiva, e di produzione elettrica da Fonte Rinnovabile automaticamente derivante dal blocco delle iniziative, nonché il corrispondente ritorno per gli Enti locali interessati dai progetti che beneficiano di introiti legati alle iniziative presenti sul territorio.

    A fronte di questo quadro di gravi ripercussioni, il beneficio per le bollette che tale intervento garantirebbe, secondo i calcoli dell'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas, è di 530 milioni di euro per il 2010, già peraltro in sensibile riduzione rispetto al 2009 (640 milioni di euro) e in prospettiva sempre meno rilevante. Infine, gli effetti del provvedimento, che inciderebbero in maniera ingente su tale sistema e sui suoi equilibri occupazionali consolidati in oltre quindici anni di sviluppo, comporterebbero una sostanziale incomprensibilità della sua applicazione, anche in virtù del rapporto tra quanto immediatamente risparmiato nelle bollette rispetto al gettito economico perso per i molti anni a venire.

    Per quanto sopra detto e anche alla luce del prossimo necessario intervento normativo di riordino del sistema degli incentivi (previsto entro il dicembre 2010 dalla Direttiva Comunitaria), nonché alla luce del prossimo invio del Piano di Azione che l'Italia trasmetterà entro giugno a Bruxelles nell'ambito degli obblighi comunitari della 20/20/20, si ritiene indispensabile per il nostro Paese evitare ulteriori azioni destabilizzanti sul settore delle Fonti Rinnovabili, rivedendo tale intervento in ambito coerente con le altre iniziative e rimandando ogni azione a un organico riordino dei meccanismi vigenti entro la fine dell'anno come in effetti già previsto.

    http://www.greencity.it/news/2402/le...ati-verdi.html

    Cosa non si fa per spingere verso il nucleare...

    •   Alt 

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  2. #2
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    Predefinito Re:A rischio il settore delle rinnovabili in Italia

    Stavo cercando ulteriori informazioni ma, per ora, non ho trovato molte reazioni sulla stampa. Mi rendo conto che è un argomento di nicchia ma sono comunque perplesso dalla assoluta mancanza di articoli in merito.

    La cosa più strana è che con questa modifica della normativa lo stato non risparmia/guadagna nulla; sembra fatta solo per deprimere un mercato già molto difficoltoso, almeno in Italia. Tra l'altro un mercato che attrae molti capitali stranieri.

    Appena trovo qualcosa aggiorno la discussione.

  3. #3
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    Predefinito Re:A rischio il settore delle rinnovabili in Italia

    se e' per questo hanno anche tolto il 55% di detrazione fiscale

  4. #4
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    Predefinito Re:A rischio il settore delle rinnovabili in Italia

    Metapapero ha scritto:
    se e' per questo hanno anche tolto il 55% di detrazione fiscale
    Si ma in questo caso il problema è che vanno ad incidere non solo sugli impianti futuri ma soprattutto su quelli già in funzionamento. Chi ha calcolato di indebitarsi per svariati milioni di euro basando i propri piani di fattibilità su determinati margini adesso rischia di trovarsi a bagno.

  5. #5
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    Predefinito Re:A rischio il settore delle rinnovabili in Italia

    L'ANEV HA INVIATO AL MINISTRO TREMONTI, AI MEMBRI DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI E AL PRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA EMMA MARCEGALIA, UNA LETTERA PER CHIEDERE L'ABROGAZIONE DELL'ART. 45 DEL D.L. 78/2010 CHE METTE A RISCHIO 25.000 POSTI DI LAVORO, 4,5 MILIARDI DI INVESTIMENTI E UNA RIDUZIONE DELL'AFFIDABILITA' DEL SISTEMA PAESE. NELLA LETTERA IL PRESIDENTE DELL'ANEV ORESTE VIGORITO, CHIEDE CHE IN FASE DI CONVERSIONE VENGA ABROGATA LA NORMA DELL'ART. 45 E CHE VENGA DEMANDATO AD UN ORGANICO INTERVENTO IL RIASSETTO DEL SISTEMA, COME GIA' PREVISTO DAL RECEPIMENTO DELLA DIRETTIVA COMUNITARIA PREVISTO ENTRO IL 5 DICEMBRE P.V., GARANTENDO LA SALVAGUARDIA DEGLI INVESTIEMNTI, DELL'OCCUPAZIONE E IL RISPETTO DEGLI IMPEGNI INTERNAZIONALI ASSUNTI VOLONTARIAMENTE IN SEDE COMUNITARIA

    ALL'INTERNO IL TESTO DELLA LETTERA



    EGR. ON. GIULIO TREMONTI MINISTRO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE

    E P.C. AI SIGNORI MEMBRI DELLE COMM. PARLAMENTARI ATTIVITÀ PRODUTTIVE E AMBIENTE DEL SENATO DELLA REPUBBLICA E DELLA CAMERA DEI DEPUTATI

    DOTT.SSA EMMA MARCEGAGLIA PRES.TE DI CONFINDUSTRIA



    OGGETTO: RICHIESTA DI ABROGAZIONE DELL'ART. 45 DEL D.L. 78/2010



    GENT. SIG. MINISTRO GIULIO TREMONTI,

    L'ANEV HA APPROFONDITAMENTE VALUTATO GLI EFFETTI DELLA ABROGAZIONE DEL MECCANISMO DI SALVAGUARDIA PER IL SISTEMA DI INCENTIVO DELLE FONTI RINNOVABILI, CONTENUTA NELL'ART. 45 DEL DECRETO 78/2010, VALUTANDO OLTRE AGLI EFFETTI SUGLI IMPIANTI IN ESERCIZIO E IN REALIZZAZIONE, ANCHE SUGLI INVESTIMENTI IN ITINERE. LE RISULTANZE DELL'ANALISI SVOLTA, EVIDENZIANO CHE L'ABROGAZIONE DEL MECCANISMO DI GARANZIA INTRODOTTO DAL GOVERNO E APPLICABILE SOLO IN CASO DI UNA CRESCITA DELLA PRODUZIONE ELETTRICA DA FONTI RINNOVABILI INFERIORE A QUELLA DELL'OBBLIGO COMUNITARIO AL 2020 VOLONTARIAMENTE SOTTOSCRITTO DALL'ITALIA E VINCOLANTE PER IL NOSTRO PAESE, COMPORTEREBBE GRAVISSIMI DANNI IN TERMINI OCCUPAZIONALI, ECONOMICI, AMBIENTALI, SENZA COMPORTARE UN CORRISPONDENTE BENEFICIO PER I CONTI DELLO STATO.

    COME NOTO IL SISTEMA DI INCENTIVAZIONE DELLE FONTI RINNOVABILI LEGATO AI CERTIFICATI VERDI NON VIENE SOSTENUTO DA INCENTIVI PUBBLICI, PERALTRO ESPRESSAMENTE VIETATI DALLA LEGGE VIGENTE, PERTANTO L'INTERVENTO PROPOSTO NON AIUTEREBBE IN ALCUN MODO IL RECUPERO DI FINANZA PUBBLICA, ANZI IL BLOCCO DELLE INIZIATIVE IN CORSO, COME ESITO DEL DEFAULT FINANZIARIO, COMPORTEREBBE UNA GRAVE PERDITA DI GETTITO FISCALE, OLTRE AI DANNI DA CALCOLARE DERIVANTI DELLA SANZIONI PECUNIARIE CHE L'EUROPA COMMINERÀ AI PAESI INADEMPIENTI.

    LA MISURA PREVISTA DALL'ART. 45 DEL D. L. 78/2010 PERALTRO AGISCE, PER LA TECNICITÀ DEL SISTEMA, ANCHE RETROATTIVAMENTE, SCARDINANDO L'INTERO MECCANISMO DI SOSTEGNO ALLA PRODUZIONE ELETTRICA, IMPATTANDO PERALTRO SULLA PRODUZIONE DEGLI IMPIANTI GIÀ IN ESERCIZIO, QUANTIFICABILE PER IL 2009 E PER IL SOLO SETTORE EOLICO, IN OLTRE 6,5 MILIARDI DI KWH, CON L'ESITO DRAMMATICO DI MIGLIAIA DI POSTI DI LAVORO CHE ANDRANNO PERSI DALLA MATTINA ALLA SERA (OLTRE 25.000 CALCOLA LA UIL NEL SOLO EOLICO) E LA RINUNCIA A NUOVA OCCUPAZIONE.

    IL MECCANISMO DI RIACQUISTO ABROGATO PERALTRO, SERVE NEL LUNGO PERIODO PROPRIO A TUTELARE IL MERCATO E GLI UTENTI FINALI E I GRANDI CONSUMATORI, INFATTI PER IL TRAMITE DI UNA ATTIVITÀ DA PARTE DEL GSE ATTA AD EVITARE SPECULAZIONI DERIVANTI DALL'OSCILLAZIONE ARTIFICIOSA DEI PREZZI DEI CERTIFICATI VERDI, CON AZIONI DI BILANCIAMENTO TRA DOMANDA E OFFERTA DEI MEDESIMI, CHE NEGLI ANNI SCORSI HANNO COMPORTATO LA DIMINUZIONE DELLA COMPONENTE TARIFFARIA A3 GRAZIE AGLI INTROITI DELLA VENDITA DA PARTE DE GSE DI CERTIFICATI VERDI.

    IL RIACQUISTO DEI CV IN ECCESSO QUALORA NON RIPRISTINATO, ANDREBBE A GENERARE SUI PROGETTI GIÀ IN ESSERE UNA GRAVE SITUAZIONE DI INSOLVENZA QUANTIFICATA DAL SISTEMA CREDITIZIO IN 4.5 MILIARDI DI € ESITO DI OLTRE 2,5 GW DI IMPIANTI FINANZIATI.

    LE STESSE BANCHE RITENGONO CHE TALI INVESTIMENTI (SIA QUELLI IN ESSERE CHE QUELLI FUTURI PER ULTERIORI 1,75 GW DI POTENZA E CIRCA 1.75 MILIARDI DI €) VERRANNO SENZ'ALTRO MESSI A RISCHIO DALLE RECENTI MODIFICHE NORMATIVE INTRODOTTE DAL D.L. 78/10, E GENERERANNO COME EFFETTI IL BLOCCO DELLE NUOVE OPERAZIONI DI FINANZIAMENTO, LA SOSPENSIONE DEI FINANZIAMENTI GIÀ EROGATI, IL BLOCCO DELLE EROGAZIONI DI DIVIDENDI, DEFAULT FINANZIARIO PER IMPOSSIBILITÀ DI RIPAGARE IL DEBITO OLTRE AL BLOCCO DI QUALUNQUE FINANZIAMENTO NO RECOURSE NEL PAESE (ANCHE IN SETTORI DIVERSI DA QUELLO DELLE ENERGIE RINNOVABILI, A CAUSA DELLA PERDITA DI CREDIBILITÀ DEL PAESE E DEI DEFAULT FINANZIARI).

    PER QUANTO SOPRA DETTO E ANCHE ALLA LUCE DEL PROSSIMO NECESSARIO INTERVENTO NORMATIVO DI RIORDINO DEL SISTEMA DEGLI INCENTIVI (PREVISTO ENTRO IL 5 DICEMBRE 2010 DALLA DIRETTIVA COMUNITARIA), NONCHÉ ALLA LUCE DEL PROSSIMO INVIO DEL PIANO DI AZIONE CHE L'ITALIA TRASMETTERÀ ENTRO GIUGNO A BRUXELLES NELL'AMBITO DEGLI OBBLIGHI COMUNITARI DELLA 20/20/20, L'ANEV CHIEDE CON FORZA CHE SI EVITINO AL NOSTRO PAESE ULTERIORI AZIONI DESTABILIZZANTI SUL SETTORE DELLE FONTI RINNOVABILI, ABROGANDO L'ART. 45 DEL D.L. 78/2010.

    ROMA 8.6.2010

    IL PRESIDENTE DELL'ANEV
    http://www.anev.org/modules.php?op=m...rder=0&thold=0


    Questo è un intervento dell'ANEV, l'associazione che riunisce la maggior parte delle aziende attive nel settore eolico. Sul sito anche il testo dell'intervento in commissione dell'associazione stessa, che non posto in quanto molto specifico e lungo.

 

 

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