bsiviglia ha scritto:
secondo me la spiegazione di Gramellini e' fuorviante. Quello che dai campani/napoletani si contesta a Saviano e' piuttosto un immagine disperante e disperata che da' della realta' campana e napoletana. E su questa immagine lucrano in molti, rinfocolando razzismi vari.
D'altro canto e' difficile, direi impossibile trovare, lati positivi alla rappresentazione che della Campania da' Gomorra. E' una sorta della riproposizione enfatizzata del Fujtevenne di Edoardo, con in piu' una sottolineatura disperante della situazione che sembra precludere al recupero di quelle terre.
Ecco direi Napoli e' ANCHE quella descritta da Saviano, con un affresco potente, ma non e' solo quella. Ed e' questa rappresentazione monodimensionale che non puo' essere accettata da chi vive li' e ama ancora la propria terra, pur vivendo in esilio. Ed e' questo che da' scandalo e offre il fianco alle critiche alcune in buona fede, altre interessate o generate dall'invidia per il successo planetario di Gomorra.
Il problema sta tutto li'.
PS prima di leggere Gomorra mi ero fatto un'idea di Saviano simile a quella di Borriello et altri. Dopo ho cambiato idea riconoscendone il valore civile dell'opera. Il punto pero' e' sempre quello: Saviano denuncia, ma poi che si fa? come si esce da sta situazione? SU questo Saviano tace, ed e' forse ingiusto chiedere a uno scrittore di risolvere i grandi problemi sociali e criminali della regione