Oggi ho registrato nel mio database neuronale la seguente affermazione che proviene da una persona direi non capziosa ed ambigua, direttamente interessata alla questione
"la sinistra non vincerà mai sino a quando non dichiarerà che la legge 30 (alias Biagi) non verrà toccata, ma al più migliorata"
Il miglioramento prevederebbe in prima istanza:
aumento dei contributi per contratti di lavoro quali i co.co.pro e qui.quo.qua
Tale aumento renderebbe salva la legge 30, salvo che gli imprenditori non avrebbero più motivo di tenere sotto tal contratto un pincopallo, perché gli costerebbe di più che assumerlo. Sul breve tempo quindi il co.co.pro sarebbe vantaggioso, ma avrebbe un tempo molto più breve di ricaduta contrattuale se confrontato con un dipendente.
Altri miglioramenti potrebbero consistere nel detassare le figure precarie.
Si è poi discusso di mobilità e mercato leggero, tutti termini che a Bettola e provincia risultano indigesti.
Si è riusciti a trovare un punto d'accordo, nella discussione, tra l'area oltranzista e l'area espansionista: il succo del pompelmo prevede quindi che il mercato e la flessibilità siano permessi se e solo se il mercato del lavoro sarà tanto recettivo e veloce nel permettere di ricollocarsi almeno nella stessa posizione se licenziati, migliorando e rendendo più efficiente il processo di assunzione per quel 95% di aziende in Italia che sono considerate medio-piccole.
Ci sarà un motivo se in Italia le grosse multinazionali mantengono giusto gli sgabuzzini e la sala attesa?
Io ho ancora fiducia che la sindrome di Bettola possa essere falcidiata con fendenti pungenti alla cistifellea.
Il problema, quindi, non è la legge 30 (che è scritta a pertugio di segugio), ma del mercato del lavoro. Sanare un malato di cancro con della camomilla è la versione di chi scrisse quella legge.
La mia versione è più chirurgica: io voglio sanare il malato terminale con una chemioterapia che lo faccia rinsavire nel più breve tempo possibile.
Si può anche rischiare di perdere il paziente, ma i dati raccolti serviranno per salvare la prossima orda di malati.




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