Oggi si è tenuta la direzione nazionale del PD, (qui trovate il dettaglio dei lavori e delle proposte) doveva essere la resa dei conti tra Veltroni ed il segretario, alla fine si è tornati alla vecchia politica con i Veltroniani astenuti e lo scontro rimandato. Avrei preferito un "no" netto e chiaro, avrei auspicato la formazione di una vera "opposizione" nel partito, tanto per poter guardare in faccia, uno per uno, quei personaggi che due anni fa ci hanno fatto perdere in un solo colpo il Governo del Paese e di Roma e che ora pensano di risolvere tutto tramite la vocazione maggioritaria del PD ed il sostegno alle politiche sociali di Marchionne.
Veltroni ed i suoi sodali sono fuori dal mondo. Continuano con la vocazione maggioritaria in un paese che non sarà mai maggioritario, in cui un solo partito non avrà mai il 51% (e meno male aggiungo io). E per giunta ora si schierano anche con Marchionne, il nuovo "messia" dal motto "o voti come dico io, rinunciando ai tuoi diritti, oppure me ne vado all'estero". Questi sono i punti di riferimento di personaggi come Veltroni e Fassino e di gente "nuova" come il Sindaco di Firenze, Matteo Renzi e quello di Torino, Chiamparino.
Nel dettaglio le tre "correnti" figlie delle primarie 2009 (Bersaniani, Franceschian-veltroniani e mariniani) si sono scomposte e modificate. Franceschini ed altri sono tornati nel fronte Bersani, pur rimanendo autonomi. Una parte di quelli che sostennero Franceschini è rimasta con Veltroni creando la corrente "Modem" . C'è poi da segnalare il nuovo fronte dei "rottamatori " di Matteo Renzi e Giuseppe Civati. Resistono ancora i seguaci di Ignazio Marino. Quest'ultimo oggi ha comunque votato a favore della linea del segretario. Il "rottamatore" Civati non ha partecipato al voto.
Ad oggi mi ritengo soddisfatto di aver sostenuto e votato Bersani nelle primarie di due anni fa. Il responsabile al Lavoro del PD, Stefano Fassina, bersaniano, sta facendo bene, non risparmiando critiche al modo di agire di Marchionne, tanto per fare un esempio, e portando avanti un progetto sociale lontano dal "contratto unico" che volevano Ichino e Marino, poi sposato anche da Veltroni e che causerebbe la "precarizzazione" di tutti i lavoratori.
Credo sia fondata anche la proposta di 'alleanza Costituzionale', aperta a tutte le forze non berlusconian-leghiste, e creata per riscrivere assieme le regole del nostro Paese. Fermo restando che deve rimanere una proposta "tecnica" e non politica. Con Casini non si puo fare un accordo politico. Non ve ne sono le basi.
Interessante anche la proposta di ripensamento delle Primarie. Credo che sia uno strumento utile per avvicinare gli elettori al partito. Non credo sia invece possibile consentire a 20 mila persone di decidere il destino del candidato sindaco di una città importate come Milano, tanto per fare un esempio. Sarebbe utile inserire un quorum minimo di partecipazione (ad esempio pari ad un terzo degli elettori totali votanti la coalizione nelle precedenti elezioni amministrative) ed un quorum per la vittoria (un minimo del 45-50%). Cosi come sono strutturate ora, le primarie rischiano solo di danneggiare il PD e tutto il CentroSinistra. Ad esempio, non credo sia giusto ne possibile che un candidato vincitore con il 34% dei voti (se gli altri due fossero fermi al 33) e votato da 1/100 degli elettori totali della coalizione possa poi essere un candidato ufficiale alla carica monocratica. Con le primarie di oggi, create con un meccanismo perverso e ingiusto sarebbe possibile. Oggi le primarie non sono piu una novità e stanno perdendo "appeal", rimarrebbero quindi "strumento" dei "duri e puri" della politica, pronti ad usarle "contro" questo o quel candidato. Non ci sto. Bene la riforma.
Se vanno bene le proposte del segretario, rimane però un punto fortemente negativo. Oggi il PD ha scelto, come al solito, di non andare allo scontro frontale. Forse, in caso di elezioni anticipate, potrebbe giovare. Io ritengo invece sia necessario un chiarimento finale. "Decidere di non decidere" non aiuta. Uno dei rimproveri che faccio al segretario. Dovrà trovare il coraggio prima o poi.




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