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  1. #1
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    Predefinito L'elenco che nessun politico oserebbe stilare

    Il gioco che vi presento nasconde una profonda verità elettorale.
    E' un gioco che si costituisce di due fasi.

    La Fase I si svolge come segue: considerate le seguenti macro-categorie

    1. Occupazione salariata
    2. Immigrazione dal 2°/3° mondo
    3. Istruzione e ricerca
    4. Ambiente ed ecologia
    5. Energia
    6. Sistema finanziario
    7. Piano industriale
    8. Giustizia
    9. Burocrazia e pubblica amministrazione
    10. Sanità

    Considerate la seguente domanda: "Quale macro-categoria ritenete più importante da riformare/aggiustare/modificare affinché lo Stato diventi più efficiente per i propri cittadini?".
    Ordinate per ordine di importanza, dal più importante al meno importante, ed associate ad ognuna di queste categorie una percentuale di importanza, in modo tale che la somma delle percentuali di tutte e 10 le categorie sommi a 100%.
    In questo modo, non solo darete una graduatoria, ma peserete ognuno dei singoli elementi.

    Fatto questo, passeremo alla seconda fase del gioco.

    A voi.

  2. #2
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    Predefinito Re:L'elenco che nessun politico oserebbe stilare

    Parto io così vi faccio vedere cosa intendo. Per ordine di importanza, con relativo peso

    I: Piano industriale-->38,5%
    II: Istruzione e ricerca-->23,8%
    III: Sistema finanziario-->14,7%
    IV: Occupazione salariata-->9,1%
    V: Energia-->5,6%
    VI: Burocrazia e pubblica amministrazione-->3,5%
    VII: Sanità-->2,2%
    VIII: Giustizia-->1,3%
    IX: Immigrazione dal 2°/3° mondo-->0,9%
    X: Ambiente ed ecologia-->0,4%

    Serie di Fibonacci, che somma a 100%. La serie di Fibonacci, determinando gran parte del creato, è un buon modo per assegnare dei pesi di importanza concatenata.

    A voi dare i vostri pesi.

  3. #3
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    Predefinito Re:L'elenco che nessun politico oserebbe stilare

    Pansofilointerdentale ha scritto:
    Parto io così vi faccio vedere cosa intendo. Per ordine di importanza, con relativo peso

    I: Piano industriale-->38,5%
    II: Istruzione e ricerca-->23,8%
    III: Sistema finanziario-->14,7%
    IV: Occupazione salariata-->9,1%
    V: Energia-->5,6%
    VI: Burocrazia e pubblica amministrazione-->3,5%
    VII: Sanità-->2,2%
    VIII: Giustizia-->1,3%
    IX: Immigrazione dal 2°/3° mondo-->0,9%
    X: Ambiente ed ecologia-->0,4%

    Serie di Fibonacci, che somma a 100%. La serie di Fibonacci, determinando gran parte del creato, è un buon modo per assegnare dei pesi di importanza concatenata.

    A voi dare i vostri pesi.
    I Energia
    II Istruzione e Ricerca
    III Ambiente e Ecologia
    IV Occupazione Salariata
    V Piano Industriale
    VI Giustizia
    VII Immigrazione
    VIII Sistema Finanziario
    IX Burocrazia e pubblica amministrazione
    X Sanita'

  4. #4
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    Predefinito Re:L'elenco che nessun politico oserebbe stilare

    I: Piano industriale --> 25%
    II: Istruzione e ricerca --> 18%
    III: Energia --> 15%
    IV: Burocrazia e pubblica amministrazione --> 12%
    V: Sistema finanziario --> 11%
    VI: Occupazione salariata --> 8%
    VII: Sanità --> 5%
    VIII: Ambiente e ecologia --> 3%
    IX: Immigrazione dal 2°/3° mondo --> 2%
    X: Giustizia --> 1%
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  5. #5
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    Predefinito Re:L'elenco che nessun politico oserebbe stilare

    Dovendo seguire alla lettera la domanda posta da Panso ("Quale macro-categoria ritenete più importante da riformare/aggiustare/modificare affinché lo Stato diventi più efficiente per i propri cittadini?"), porrei come principio cardine l'efficienza dello stato verso i propri cittadini. Sia chiaro che partendo da questo assunto la mia classifica non è paragonabile ad un programma politico "ideale", perché il principio di efficienza è solo uno tra i tanti, ed è pure relativo (dipende da cosa si aspettano i cittadini dallo Stato a cui chiedono "efficienza", e qui entrano in gioco posizioni ed idee politiche di ciascuno). Ma, stando così le cose, direi:

    I: Giustizia
    II: Burocrazia e pubblica amministrazione
    III: Istruzione e ricerca
    IV: Sanità
    V: Energia
    VI: Piano industriale
    VII: Sistema finanziario
    VIII: Ambiente e ecologia
    IX: Immigrazione dal 2°/3° mondo
    X: Occupazione salariata

    Non mi sento di assegnare delle percenutali, perché l'importanza relativa di ciascuno degli elementi è in continua evoluzione, e se anche mi sforzassi di individuare quali sono le percentuali esatte in un determinato momento t, ci metterei così tanto tempo che intanto i valori sono cambiati. Principio di indeterminazione applicato alla sociologia politica :P

    Nota "filosofica": se anche assegnassi delle percentuali, non potrei mai scegliere in ogni modo la serie di Fibonacci, che è per sua stessa natura statica e descrive la "perfezione" di alcune cose che esistono in natura da molto più tempo della piccola e fuggevole società umana, di cui stiam provando a descrivere solo una piccola parte e da un minuscolo punto di vista. Insomma, si rischia di mischiare dei piani incompatibili fra loro…
    Corriamo da una fotografia in macchina.

  6. #6
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    Predefinito Re:L'elenco che nessun politico oserebbe stilare

    Mi chiedo, senza fare facili moralismi, come si possa mettere al primo posto un Piano Industriale se manca l'Energia per farlo funzionare.

  7. #7
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    Predefinito Re:L'elenco che nessun politico oserebbe stilare

    Metapapero ha scritto:
    Mi chiedo, senza fare facili moralismi, come si possa mettere al primo posto un Piano Industriale se manca l'Energia per farlo funzionare.
    Il problema è che le macro-categorie sono per forza di cose imprecise. Perché in un piano industriale ad esempio ci sta anche la scelta di incentivare le aziende che producono fotovoltaico (non energia, ma pannelli, ad esempio), mica solo che ne facciamo della Fiat. Altra approssimazione necesaria: se il piano industriale dice: smantelliamo la metalmeccanica, la chimica e le acciaierie e facciamo software, di sicuro si finisce a usare meno energia.

    Cio' detto, la riforma del sistema diapprovigionamento energetico passa dalla stesura di un piano industriale, perché prima decidi quali sono obiettivi e fabbisogni, poi come alimentarli.
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  8. #8
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    Predefinito Re:L'elenco che nessun politico oserebbe stilare

    krop ha scritto:
    Metapapero ha scritto:
    Mi chiedo, senza fare facili moralismi, come si possa mettere al primo posto un Piano Industriale se manca l'Energia per farlo funzionare.
    Il problema è che le macro-categorie sono per forza di cose imprecise. Perché in un piano industriale ad esempio ci sta anche la scelta di incentivare le aziende che producono fotovoltaico (non energia, ma pannelli, ad esempio), mica solo che ne facciamo della Fiat. Altra approssimazione necesaria: se il piano industriale dice: smantelliamo la metalmeccanica, la chimica e le acciaierie e facciamo software, di sicuro si finisce a usare meno energia.

    Cio' detto, la riforma del sistema diapprovigionamento energetico passa dalla stesura di un piano industriale, perché prima decidi quali sono obiettivi e fabbisogni, poi come alimentarli.
    secondo me e' un errore di fondo: prima vedi quali fonti di energia hai poi decidi come impiegarle.

    Peraltro il tuo esempio spiega benissimo quel che intendo dire. Se decido di puntare sul fotovoltaico/solare allora nel mio piano industriale decido di incentivare tali settori.

    Lo stesso dicasi riguardo l'istruzione: se decido di puntare su informatica e ingegneria nel mio piano industriale puntero' su quei settori.

    Altrimenti facciamo come la NEP che mettiamo il carro avanti ai buoi, i.e. lo sviluppo industriale avanti a risorse materiali/umane.

  9. #9
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    Predefinito Re:L'elenco che nessun politico oserebbe stilare

    krop ha scritto:
    Metapapero ha scritto:
    Mi chiedo, senza fare facili moralismi, come si possa mettere al primo posto un Piano Industriale se manca l'Energia per farlo funzionare.
    Il problema è che le macro-categorie sono per forza di cose imprecise. Perché in un piano industriale ad esempio ci sta anche la scelta di incentivare le aziende che producono fotovoltaico (non energia, ma pannelli, ad esempio), mica solo che ne facciamo della Fiat. Altra approssimazione necesaria: se il piano industriale dice: smantelliamo la metalmeccanica, la chimica e le acciaierie e facciamo software, di sicuro si finisce a usare meno energia.

    Cio' detto, la riforma del sistema diapprovigionamento energetico passa dalla stesura di un piano industriale, perché prima decidi quali sono obiettivi e fabbisogni, poi come alimentarli.
    Ma che vuol dire "piano industriale". Avessimo ancora le aziende di Stato..
    Ma se guardate anche sulla Gallup quando chiede le priorità ai cittadini non parla mai di "piani industriali". Che vuol dire? Incentivare alcuni settori? E' la famosa "politica industriale" del PD? Quanti soldi ci vorrebbero per rendere più conveniente in modo strutturale (quindi non parlo di cose come incentivi auto) per un'impresa privata produrre qualcosa piuttosto che qualcos'altro, sempre se la UE permette tali favoreggiamenti, visto non penso si pensasse a un nuovo intervento diretto dello Stato stile IRI.
    Per questo penso che piuttosto ci vuole un cambiamento di mentalità del capitalismo italiano e quel poco che un governo può fare forse passa per interventi sulla finanza e sull'istruzione.
    Against all odds

  10. #10
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    Predefinito Re:L'elenco che nessun politico oserebbe stilare

    a) Energia, Ambiente, Istruzione e Ricerca, Sanità e Piano Industriale (per me vanno insieme perché sono collegati) 30%
    b) Occupazione Salariata (ma è colllegata con a) 20%
    c) Sistema Finanziario (attualmente blocca sviluppo e concorrenza) 20%
    Giustizia, Burocrazia e pubblica amministrazione (sono collegati con a) perché nessuno investe in un Paese dove la Giustizia civile ha tempi biblici e la pubblica amministrazione altrettanto) 15%
    d)immigrazione (nel senso di ''politica dell'integrazione'', non di ordine pubblico o non prevalentemente di ordine pubblico, con l'esclusione di ghetti ''multiculturali''(perché tanto''sono i loro costumi'', che è una cazzata inglese), ma come formazione di cittadini che si riconoscano nelle regole dello Stato italiano). 15%

    Comunque per me le priorità delle priorità sono due leggi, una sul conflitto di interessi e l'altra sul monopolio mediatico e sulla tv pubblica. Senza queste due, non c'è alcuna speranza che si verifichi neppure l'approccio ai problemi precedenti. Altra urgentissima priorità è non essere così supini ai diktat vaticani, bloccando tutto il filone delle biotecnologie. Infine andrebbe condotta una lotta senza quartiere, con leggi draconiane con pene pesantissime su appalti pubblici (uscite) ed evasione fiscale (entrate), se necessario con processi con corsia preferenziale per avere certezza della pena, perché questa è la condizione preliminare per potere solo immaginare di ottenere un minimo di cambiamento per potere uscire dal disastro del debito pubblico in cui ci troviamo.
    Basta con i cialtroni.

 

 
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