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  1. #11
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    Predefinito Re:Referendum: il quorum che non ci sarà

    infame ha scritto:
    sull'acqua, continuiamo a eludere un punto.
    non è affatto detto che con la gestione pubblica si paghi di meno.
    è invece detto, perché è nella natura delle cose, che con la gestione privata si paghi di più.
    specie se abiti in territori periferici.
    Con la gestione pubblica dell'acqua si tengono artificialmente bassi, se si vuole, i costi del servizio ripartendo poi le perdite accumulate sui contribuenti (direttamente o meno): per chi paga le tasse non cambia molto.

    Anzi si rischia di disincentivare comportamenti virtuosi e scelte, anche strutturali (pensiamo nell'edilizia agli accorgimenti per il risparmio idrico ed il riutilizzo delle acque reflue per innaffiare i giardini), improntate al risparmio ed all'utilizzo parsimonioso dell'acqua che si ripagherebbero solo con un prezzo più elevato del servizio ma soprattutto con un costo strettamente correlato al consumo (cosa che difficilmente avviene oggi in generale).

    Ovvio che poi il problema diventi il contratto di servizio tra il Comune proprietario della risorsa ed il gestore del servizio: i nostri politici sapranno concludere ottimi affari per loro e pessimi per noi come fatto finora con altri monopoli naturali. Si torna sempre al solito punto, con questa classe politica c'è poco da sperare...

  2. #12
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    Predefinito Re:Referendum: il quorum che non ci sarà

    orchiblasta ha scritto:
    Con la gestione pubblica dell'acqua si tengono artificialmente bassi, se si vuole, i costi del servizio ripartendo poi le perdite accumulate sui contribuenti (direttamente o meno): per chi paga le tasse non cambia molto.
    Ma che bella scoperta! È il principio di base del servizio pubblico.
    Il quale parte da questa premessa: un servizio finanziato con le tasse ricade sulle tasche dei più ricchi (perché le tasse sono progressive), un servizio che si finanzia con una tariffa uguale per tutti ricade sulle tasche dei poveri (perché pagare 10 è ben diverso, a seconda che si abbia 50 o 500).

    Questo è il principio del servizio pubblico. Si può anche non condividerlo. Ma se non lo si condivide viene fuori qualche problemino con il principio di base della nostra democrazia, per cui i deboli devono avere maggiori garanzie nell'accesso ai beni fondamentali.

  3. #13
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    Predefinito Re:Referendum: il quorum che non ci sarà

    orchiblasta ha scritto:
    infame ha scritto:
    sull'acqua, continuiamo a eludere un punto.
    non è affatto detto che con la gestione pubblica si paghi di meno.
    è invece detto, perché è nella natura delle cose, che con la gestione privata si paghi di più.
    specie se abiti in territori periferici.
    Con la gestione pubblica dell'acqua si tengono artificialmente bassi, se si vuole, i costi del servizio ripartendo poi le perdite accumulate sui contribuenti (direttamente o meno): per chi paga le tasse non cambia molto.

    Anzi si rischia di disincentivare comportamenti virtuosi e scelte, anche strutturali (pensiamo nell'edilizia agli accorgimenti per il risparmio idrico ed il riutilizzo delle acque reflue per innaffiare i giardini), improntate al risparmio ed all'utilizzo parsimonioso dell'acqua che si ripagherebbero solo con un prezzo più elevato del servizio ma soprattutto con un costo strettamente correlato al consumo (cosa che difficilmente avviene oggi in generale).

    Ovvio che poi il problema diventi il contratto di servizio tra il Comune proprietario della risorsa ed il gestore del servizio: i nostri politici sapranno concludere ottimi affari per loro e pessimi per noi come fatto finora con altri monopoli naturali. Si torna sempre al solito punto, con questa classe politica c'è poco da sperare...
    Ma infatti una libera scelta tra pubblico e privato, fatta valutando la situazione locale, sarebbe anche la scelta migliore.

    Il problema è che l'alternativa alla proposta referendaria è il decreto Ronchi, che se non erro impone la presenza di quote private. E allora meglio averla pubblica a tutti i costi, per me.
    Città Democratica - Blog di politica e attualitÃ

  4. #14
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    Predefinito Re:Referendum: il quorum che non ci sarà

    Beric ha scritto:
    Ma infatti una libera scelta tra pubblico e privato, fatta valutando la situazione locale, sarebbe anche la scelta migliore.

    Il problema è che l'alternativa alla proposta referendaria è il decreto Ronchi, che se non erro impone la presenza di quote private. E allora meglio averla pubblica a tutti i costi, per me.
    questa è la mia posizione.

  5. #15
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    Predefinito Re:Referendum: il quorum che non ci sarà

    infame ha scritto:
    orchiblasta ha scritto:
    Con la gestione pubblica dell'acqua si tengono artificialmente bassi, se si vuole, i costi del servizio ripartendo poi le perdite accumulate sui contribuenti (direttamente o meno): per chi paga le tasse non cambia molto.
    Ma che bella scoperta! È il principio di base del servizio pubblico.
    Il quale parte da questa premessa: un servizio finanziato con le tasse ricade sulle tasche dei più ricchi (perché le tasse sono progressive), un servizio che si finanzia con una tariffa uguale per tutti ricade sulle tasche dei poveri (perché pagare 10 è ben diverso, a seconda che si abbia 50 o 500).

    Questo è il principio del servizio pubblico. Si può anche non condividerlo. Ma se non lo si condivide viene fuori qualche problemino con il principio di base della nostra democrazia, per cui i deboli devono avere maggiori garanzie nell'accesso ai beni fondamentali.
    Se hai letto il mio post precedente avrai letto che sono d'accordo sul principio (che comunque per quel che riguarda la salvaguardia delle fasce sociali più deboli si può mantenere anche con un regime privatistico), solo che per come è oggettivamente gestito dal pubblico il servizio idrico oggi manca assolutamente la trasparenza di quali costi vengono a ricadere sui più ricchi. O meglio sui contribuenti più ricchi, i due insiemi spesso non coincidono.

    Mi accollo volentieri parte dei bisogni di chi ha meno di me, mi girano un pochino le balle ad accollarmi stipendi ingiustificati ed elevatissimi del politico di turno. Tra l'altro è molto più facile evadere le tasse che non pagare le bollette dell'acqua...

    In sintesi vivo la cosa come un falso problema: può essere gestito efficacemente sia in regime pubblico (che ripeto io auspico in teoria) che in un regime privatistico adeguatamente regolamentato dai politici. Il punto debole è sempre lo stesso: una classe politica mediamente indegna.

  6. #16
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    Predefinito Re:Referendum: il quorum che non ci sarà

    orchiblasta ha scritto:

    Se hai letto il mio post precedente avrai letto che sono d'accordo sul principio (che comunque per quel che riguarda la salvaguardia delle fasce sociali più deboli si può mantenere anche con un regime privatistico), solo che per come è oggettivamente gestito dal pubblico il servizio idrico oggi manca assolutamente la trasparenza di quali costi vengono a ricadere sui più ricchi. O meglio sui contribuenti più ricchi, i due insiemi spesso non coincidono.

    Mi accollo volentieri parte dei bisogni di chi ha meno di me, mi girano un pochino le balle ad accollarmi stipendi ingiustificati ed elevatissimi del politico di turno. Tra l'altro è molto più facile evadere le tasse che non pagare le bollette dell'acqua...

    In sintesi vivo la cosa come un falso problema: può essere gestito efficacemente sia in regime pubblico (che ripeto io auspico in teoria) che in un regime privatistico adeguatamente regolamentato dai politici. Il punto debole è sempre lo stesso: una classe politica mediamente indegna.
    Compare, forse non mi sono spiegato. Mentre i guai del regime pubblico dipendono solo ed esclusivamente dalla classe politica (e dunque sono cancellabili in teoria), i guai del regime privato dipendono ANCHE dalla natura del regime privato (e dunque non sono cancellabili NEANCHE in teoria).

    Per quanto possano esserci gestori privati onesti sorvegliati da una classe politica di onestà cristallina, resta il fatto che, in primo luogo, il gestore pubblico non deve fare profitto e quello privato sì (dunque farà sempre pagare di più), e in secondo luogo il gestore privato non avrà interesse a servire i territori più isolati. Non vedo quindi in cosa possa consistere la "difesa delle fasce deboli", a meno che non intendiamo le solite esenzioni per i (pochi) poveri: esenzioni che finiscono sempre per ricadere sui (tanti) esponenti del ceto medio.

    Quindi, di fronte a un servizio pubblico in monopolio naturale, non mi si può venire a dire che il servizio non cambia a seconda che sia pubblico o privato. Cambia, eccome.

  7. #17
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    Predefinito Re:Referendum: il quorum che non ci sarà

    io prenderò due schede nucleare e legittimo impedimento, l'acqua no non tanto per la questione in sè su cui si potrebbe discutere, ma una vittoria del si produrebbe una revanche statalista che metterebbe in discussione qualsiasi processo di liberalizzazione in questo paese e già i processi di liberalizzazione sono messi male ci manca la bastonata definitiva

  8. #18
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    Predefinito Re:Referendum: il quorum che non ci sarà

    PERCHE' NON VOTARE SI':
    democratico ha scritto:
    una vittoria del si produrebbe una revanche statalista che metterebbe in discussione qualsiasi processo di liberalizzazione in questo paese e già i processi di liberalizzazione sono messi male ci manca la bastonata definitiva
    PERCHE' VOTARE SI':
    col privato la bolletta è più cara.

    Guagliù', se le premesse sono queste, mi sa che stavolta ce la facciamo.

  9. #19
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    Predefinito Re:Referendum: il quorum che non ci sarà

    Chingachgook spera sempre di vestirsi con la maschera di Franklin, per autoimporsi una vana alterigia di libero liberale in terra libera dai liberi liberati.

    Peccato che Franklin fosse un satanista, avesse fondato un circolo di satanisti ed orgie dionisiache, quantomeno nella sua accezione più luciferina.

    Ma non diteglielo, altrimenti domani si mette a piangere e mi vota Lega per la disperazione di libero professionista in terra padana.

  10. #20
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    Predefinito Re:Referendum: il quorum che non ci sarà

    orchiblasta ha scritto:
    [quote]Lucanta ha scritto:
    Sull'acqua pubblica il discorso è simile, o almeno il concetto. L'acqua è pubblica e rimarrà pubblica, se te la vai a prendere al pozzo: se la vuoi a casa è giusto che paghi il servizio a chi te la porta, come peraltro succede già adesso. Ora che il servizio di trasporto dell'acqua debba essere per forza pubblico è una decisione squisitamente politica e che concettualmente posso anche condividere. Poi guardo come viene gestita a livello amministrativo la cosa e mi cadono le braccia (braccia si fa per dire). Vivo a Spezia e la municipalizzata negli anni è riuscita ad accumulare debiti per 340 milioni di € vendendo acqua in regime di monopolio, debito che dovremo ripianare noi contribuenti; i soci della municipalizzata sono i comuni.

    Questi debiti sono in massima parte legati a emolumenti stratosferici per le decine di consigli di amministrazione creati nelle controllate al solo scopo di sistemare politici trombati, ex sindaci amici e parenti ecc. ecc. oltre a scelte aziendali idiote e ovviamente qualche derivato che ormai sono come le amanti, uno status symbol. Se questa è la gestione pubblica lasciamo perdere.

    Ho sintetizzato molto ma i punti centrali sono questi. In ogni caso non credo che farà nessuna differenza per il quorum che come dicevo non sarà raggiunto neanche lontanamente secondo me.
    Ho sempre trovato curiosa l'idea che sia meglio pagare l'inefficienza privata piuttosto che l'inefficienza pubblica...
    a parte questo, il discorso potrebbe avere un senso se fossimo in un paese in cui l'acqua è gestita al 100% dal pubblico. In realtà la privatizzazione è avviata da anni e anni e ormai ci sono le condizioni per fare un confronto serio tra le due gestioni. I risultati, noti a tutti, è che i privati fanno pagare di più un servizio per cui non fanno investimenti, non fanno la manutenzione e in generale peggiorano il servizio. In più sono ammanicati come, e peggio, del pubblico.

    Per il quorum, mi sa che non avete ben presente quanto la questione colpisca in maniera trasversale. Per dire, stavolta niente anatemi domenicali contro chi va a votare...

 

 
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