La Tradizione Romana Gentile
di Manuel Zanarini - 27/07/2009

“Aspetti esoterici nella Tradizione Romana Gentile” è un libro scritto da Elio Ermete e pubblicato a cura dell'associazione Pietas. Lo scopo del testo è presentare gli elementi base della tradizione romana, mettendo in risalto i suoi aspetti simbolici ed ermetici.

Già la nascita di Roma presenta aspetti significativi: i richiami alla cultura indo-europea, emersi dagli ultimi scavi archeologici, e rinvenibili nel scelta di dotare di porte il perimetro cittadino, e nel culto della divinità del fuoco (Vesta); l'aspetto regolatore degli istinti naturale, collegabili alla forma quadrata della pianta originaria della città, e simbolizzato dalla figura di Romolo (ordine) che sconfigge Remo (istinto selvaggio); l'importanza assegnata a Giano Bifronte, custode delle porte cittadine, simbolo del passaggio dell'uomo dallo stato selvaggio a quello dell'ordine (sia terrestre, che spirituale); ecc.

Per capire la differenza tra le tradizioni ascetiche, come quella romana, e quelle discetiche, come quella cristiana, è importante tenere presente la differenza tra la Pietas e la Religio, ben presente nell'antica Roma. La Pietas è “il rispetto della tradizione, delle regole sacre, che sancisce la pace tra gli uomini e le divinità”; invece, colui che segue meramente la Religio è considerato un superstizioso, perché “le divinità non sono che una proiezione che nasce da noi stessi”. Tale differenza indica che il seguire le regole del diritto sacro serve meramente a permettere una corretta “ascesa” personale, sviluppando le forze interiori, che rappresentano le proiezioni delle divinità, vero obiettivo della Tradizione Romana, che non prevede l'attesa dell'avvento della “grazia divina” che “discende” sull'uomo. Legata alla distinzione in questione, è quella tra tradizioni exoteriche e quelle esoteriche (o ermetiche). Ogni simbolo prevede la copresenza di entrambi gli aspetti: quello exoterico, rivolto alla massa non iniziata, e quello esoterico, comprensibile solo da coloro che hanno raggiunto un determinato livello di “gnosi”, di conoscenza. Ciò significa che nelle tradizioni esoteriche, sono previsti vari livelli di conoscenza, non raggiungibili da tutti, a differenza di quelle exoteriche, dove ogni fedele può raggiungere tutti i livelli di gnosi. Tanto per fare un esempio, il viaggio descritto nell'Odissea, exotericamente descrive “la ricerca della verità da parte dell'uomo”; mentre esotericamente “rappresenta una serie di ritualità e di prove che l'iniziato/eroe deve affrontare per poter realizzare” la sua ascesa.

Proprio in quanto siamo di fronte a una tradizione esoterica, non tutti i romani erano in grado di mantenere viva l'alleanza tra l'uomo e le divinità, e quindi garantire la “Pax Deorum” in terra; così, venne data massima importanza allo Ius Sacrum, il diritto sacro, esercitato dai Collegi Pontifici, i quali fondevano l'aspetto sacrale a quello politico, per dar vita a una società ordinata e rispettosa dell'ordine naturale. Il compito principale del Pontefice, ripreso poi dalla Chiesa Cattolica, è quello di rappresentare un ponte tra il mondo degli umani e quello delle divinità, oltre che quello di compilare il calendario. Ruolo molto importante lo ricoprivano la Vestali, le quali avevano il compito di vigilare affinché non si spegnesse mai il fuoco sacro, il quale simboleggiava lo “spirito” di Roma.

La Tradizione a Roma viene presentata al popolo attraverso i Misteri e i Miti. Tra i primi si segnalano quello di Ercole (l'uomo che si divinizza combattendo le avversità), di Saturno (il ritorno alla terra per elevarsi), di Venere e di Fortuna.
Funzione comunicativa e pedagogica la ricoprono i miti, grazie ai quali gli “iniziati” presentano al popolo i principi fondamentali della Tradizione. Particolare importanza la ricoprono l'Iliade, l' Odissea e l'Eneide. Lo scopo fondamentale di questi testi è quello di unire la tradizione greca alla storia di Roma (Enea fugge da Troia e fonda Roma) e di descrivere il percorso che l'Uomo deve fare, superando le acque delle passioni (il viaggio di Ulisse, attraverso il mare), per innalzarsi e ricongiungersi con la “casa originaria” (Itaca e Penelope).

Come abbiamo visto, molti sono gli aspetti trattati nel testo, e tanti altri non li ho accennati; ovviamente, il libro non ha lo scopo di fornire una panoramica completa di una Tradizione che si estende per diversi secoli. Ritengo che sia un libro molto interessante per chiunque intenda approcciarsi alla Tradizione Romana, che non è altro che la versione Italica della grande Tradizione Indo-Europea.