
Originariamente Scritto da
Pansofilointerdentale

Originariamente Scritto da
iannis
Rivolgo un appello al forum, soprattutto a coloro che hanno sempre sostenuto le liberalizzazioni, anche nel campo del lavoro, criticato (spesso giustamente) il governo e Tremonti per il loro statalismo. Ma veramente credete tutti al fatto che la gestione della distribuzione dell'acqua debba essere gestita solo e soltanto in monopolio dall'amministrazione comunale senza un bando, senza un confronto tra diversi offerenti, con nomine di gestori fatte quindi tra politici trombati e amici di corrente, e soprattutto che sia giusto che tutto possa avvenire in deficit senza un obbligo di garantire una remunerazione e quindi di contenere i costi (tra cui ci sono gli stipendi per politici trombati, amici, di amici, e parentopoli varie)? E credete per esempio che veramente Bersani sia a favore di questo?
Sostanzialmente sono in linea con Renzi sulla questione acqua.
Anzi, aggiungo che io opterei pure per aliquote proporzionali per il pagamento dell'acqua.
Se è un bene capitalizzabile, come è, anche se gestito da società municipalizzate (come se queste non tendessero ad accrescere il proprio capitale!), allora la regola del mercato eticamente sostenibile prevede che se sei ricco, paghi di più di chi è povero. Con la condizione al contorno che se sei sotto la soglia di indigenza, puoi anche non pagare sino ad un consumo XYZ di acqua mensile.
Tra qualche decennio si proporrà un referendum simile sull'aria da respirare, se l'inquinamento sarà non più gestibile.
Allorché si privatizzerà l'aria di una città racchiusa entro un'ampolla semipermeabile all'esterno che la racchiuderà interamente, e chi vorrà entrare per respirarla pagherà una quota, una tassa.
Pensate sia irreale come scenario? Ne riparleremo tra un po', statene certi.
Poi, io parto dal presupposto che i diritti siano una cazzata colossale, tipica forma di post-capitalismo e post-operaismo. I diritti te li guadagni sl campo e li difendi col sangue.
Nessuno ti regala un diritto, perché o esistono TUTTI i diritti, o non ne possono esistere solo alcuni, e localizzati, ovvero in Burkina Faso l'acqua non è un diritto, in Italia sì. E perché mai? Quello che generalmente viene chiamato diritto è una concessione dello Stato ai propri cittadini, previo compenso oppure controbilanciando qualcosa d'altro che viene considerato un privilegio.