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    Predefinito Pdl e Pd in stato confusionale

    Pdl e Pd in stato confusionale

    di Marco Damilano Il Popolo della Libertà è terrorizzato dalle amministrative di primavera: se andassero male come si prevede, il partito esploderebbe. Ma i democratici non stanno meglio: e dopo la botta di Genova, ormai ognuno va per conto suo. Insomma, i due maggiori partiti sembrano giunti al tramonto. E con loro tutta la Seconda Repubblica
    (16 febbraio 2012)
    Frustrazione. Corridoi deserti. Ex ministri che bighellonano con le mani in tasca in Transatlantico come Renato Brunetta, fannullone. Esistono ancora, dal punto di vista formale. Ma sono bastati cento giorni per trasformare i partiti-Gattopardo della Seconda Repubblica in partiti-Jurassici. Dinosauri che si vanno estinguendo dopo l'impatto con il meteorite Monti. Prendiamo il raggruppamento più numeroso del Parlamento, il Pdl del fu premier Silvio Berlusconi.

    La settimana scorsa si riunisce lo stato maggiore, i capigruppo di Camera e Senato Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri, Gaetano Quagliariello, l'ex ministro Renato Brunetta, l'ex sottosegretario Guido Crosetto, per scrivere gli emendamenti al decreto liberalizzazioni. Assente la relatrice del provedimento, la senatrice palermitana Simona Vicari. Viene cercata ovunque, non si trova. La riunione va avanti senza di lei, alla fine arrivano le modifiche firmate dal Pdl. E solo a quel punto i notabili del partito scoprono allibiti che mentre loro si azzuffavano un altro pacchetto di emendamenti è già stato preparato dalla Vicari, in una sede irrituale: lo studio del presidente del Senato. E' lì, nell'ufficio di Renato Schifani, che si fanno i veri giochi, in un rapporto fiduciario tra cariche istituzionali e governo che bypassa i partiti.

    Il 12 febbraio, a tre mesi esatti dall'uscita di scena di Berlusconi da Palazzo Chigi, i partner che sostengono Monti, il Pdl e il Pd, sono andati a sbattere sugli scogli delle rispettive rotte. A sinistra e al centro. Il partito di Pier Luigi Bersani è riuscito nell'impresa di perdere le primarie per il Comune di Genova dove schierava due big, il sindaco in carica Marta Vincenzi e la senatrice Roberta Pinotti, contro il Forrest Gump Marco Doria, il candidato di Nichi Vendola.

    E il partito guidato da Angelino Alfano, nelle stesse ore, ha tremato come un castello di carte di fronte all'ipotesi di candidare premier nel 2013 il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, avanzata dal governatore Roberto Formigoni. E sul "Corriere" Cicchitto passa già alle prossime puntate: "Fino alle amministrative il nostro impegno deve essere rilanciare il Pdl sotto la guida di Alfano. Dopo certamente bisognerà ragionare su come dar vita a un grande partito moderato e riformista che vada oltre il Pdl. E' un'esigenza ineludibile". Ineludibile, parola di Cicchitto, superare il Pdl. E non solo.

    "Oggi Monti regna a Roma come un novello Cesare", ha scritto Michael Schuman su "Time". "In effetti il processo democratico è stato sospeso per permettere ad un tecnico non eletto di portare a compimento politiche che i politici non riuscivano a fare". E chissà se Schuman conosce la biografia che Luciano Canfora ha dedicato a Cesare, intitolata per l'appunto "Il dittatore democratico". Monti governa, decide, vola da una sponda all'altra dell'Atlantico, omaggiato e incensato. E non si vedono idi di marzo o aspiranti Bruto all'orizzonte, nonostante alcuni errori che non sarebbero stati perdonati a nessun altro governante: dalla gaffe sul posto fisso "monotono" all'incredibile assenza di ministri e sottosegretari all'isola del Giglio sul luogo del disastro della Concordia.

    Procede a colpi di voti di fiducia, formalmente cortese e ossequioso, in realtà sempre più distante dai riti dei partiti verso cui, dai microfoni della Cnbc, ha emesso il giudizio più sprezzante: "La ragione per cui delle riforme si è parlato molto, senza che fossero introdotte, era il costo politico. Quando i partiti torneranno al governo non avranno interesse a tornare indietro". Ma torneranno? Chissà. Come ammette un ministro: "Questo governo potrebbe proseguire anche dopo il 2013".

    Il sondaggio Demopolis-Espresso conferma come negli ultimi mesi la credibilità delle vecchie formazioni sia precipitata nell'opinione pubblica: il 92 per cento degli intervistati afferma di avere poca o nessuna fiducia nei partiti, il 61 per cento dichiara che nell'ultimo anno la fiducia è ulteriormente diminuita, il 53 per cento fa notare che dopo la nascita del governo Monti i partiti hanno perso peso. Mentre il livello di fiducia del premier resta molto alto: il 58 per cento, in crescita. E se non bastano i sondaggi c'è il voto alle primarie di Genova a ribadire la disaffezione: diecimila votanti in meno rispetto alle precedenti primarie del 2007, sia pure in una giornata di gelo, testimoniano che neppure la partecipazione popolare per la scelta dei candidati può, da sola, riaccendere i motori.

    La forza di Monti e la debolezza dei partiti si tengono insieme. E le ipotesi sul futuro mai come ora sono vaghe. Uno scenario prevede il tentativo di passare la nottata, con una legge elettorale che fotografi gli attuali partiti e i loro equilibri. Il macchinoso sistema presentato da Luciano Violante a nome del Pd agli altri partiti premia i primi tre classificati, ovvero il Pd, il Pdl e il Terzo polo di Pier Ferdinando Casini, il cartello che sostiene la maggioranza Monti. Nel primo giro di tavolo ha raccolto un consenso generale perché, con il ritorno della proporzionale e il diritto di tribuna (qualche seggio in Parlamento) anche per chi non supera il 2 per cento, sembra accontentare perfino Rifondazione e la Destra di Storace. Ma lo schema prevede che Pdl e Pd tengano fino al 2013: il che non è affatto scontato.

    Il big bang potrebbe arrivare con le elezioni amministrative, come previsto da Cicchitto: una rovinosa sconfitta del Pdl segnerebbe lo sciogliete le righe del primo partito italiano, come avvenne per la Dc nel 1993, con il suo leader Berlusconi sempre più convinto della necessità di voltare pagina. Nell'ultima settimana due personaggi diversi come il governatore lombardo Formigoni e l'ex dura e pura del berlusconismo Daniela Santanché hanno candidato Passera alla guida nel 2013 di un rassemblement moderato che nasca dalle ceneri del Pdl. E l'antipasto potrebbe essere la richiesta di entrare al governo con ministri politici già dopo le elezioni amministrative.

    Un progetto che potrebbe trovare l'interesse, sul versante opposto, delle correnti moderate del Pd, soprattutto se l'alleanza con Vendola e Di Pietro fosse rafforzata. Non solo il solito Giuseppe Fioroni: anche Walter Veltroni e Enrico Letta non nascondono di considerare Monti il loro premier ideale. E di guardare al ritorno del Pd alla mitica foto di Vasto (Bersani-Vendola-Di Pietro) come una sciagura.

    In posizione d'attesa c'è Massimo D'Alema: "Chi scalpita a sinistra deve capire che nessuna credibile prospettiva politica per il dopo-Monti può essere costruita contro l'attuale governo", ha scritto l'ex premier sull'ultimo numero della rivista "Italianieuropei". Conclusione: a difendere l'alleanza a sinistra, alternativa al nuovo polo dei moderati in costruzione, è rimasto il solo Bersani. E se il segretario del Pd entrerà in rotta di collisione con i padri nobili del partito si vedrà nei prossimi giorni a Palermo, dove Bersani sostiene la candidata sindaco ufficiale del Pd Rita Borsellino, appoggiata dai vendoliani e da Idv, e la corrente dalemiana che guarda in direzione Terzo Polo e Raffaele Lombardo e che ha sfiduciato la segreteria regionale.

    La Sicilia, al solito, anticipa le dinamiche nazionali: nell'isola di Pirandello ci sono già due Pd, due Pdl, un terzo polo diviso per tre e un governo tecnico impersonificato da Lombardo, il campione della vecchia politica, un paradosso che forse sarebbe piaciuto a Leonardo Sciascia. Ed è in Sicilia che ha fatto le prove generali il movimento dei forconi: la piazza contro i tecnici, modello Grecia. In mezzo dovrebbero esserci i partiti. E invece c'è il nulla.




    http://espresso.repubblica.it/dettag...ale/2174317//0

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    Predefinito La grande tentazione si chiama lista civica...

    Di Simone Collini 18 febbraio 2012





    La torta è invitante, col passare del tempo continua a lievitare invece di rinsecchire. E fa gola a sempre più persone, dai palati più diversi. Che stanno studiando come aggiudicarsene una bella fetta.

    La torta è quel 40 per cento di indecisi che nei sondaggi di febbraio sulle intenzioni di voto fa professione di astensionismo o risponde di non sapere a quale forza politica potrebbe dare il proprio consenso alle prossime elezioni. Gli ingredienti sono quelli arrivati sul mercato vent’anni fa, dopo la bufera di tangentopoli.

    E infatti a guarnire la torta ci sono altri sondaggi, come quello realizzato a inizio mese da Ispo, secondo il quale soltanto l’8 per cento degli elettori ha «molta o moltissima fiducia» nei partiti (il 91 per cento ne ha «poca o pochissima», e solo l’1 per cento in questo caso dichiara di non avere le idee chiare). O come quelli, tutti uguali a prescindere dalle società demoscopiche che li abbiano condotti, che segnalano una fiducia costante nei “tecnici”, quali che siano le misure via via adottate dal governo Monti.

    E allora ecco la soluzione, in tre parole: lista civica nazionale. Personalità diverse per professione e collocazione politica hanno lanciato la proposta, accarezzato l’idea, assicurato appoggio all’impresa, iniziato a lavorare al progetto. Personalità diverse, ma tutte unite dalla convinzione che nel dopo Monti nulla sarà più uguale a prima e che la montante delegittimazione dei partiti non conoscerà prima delle prossime politiche un’inversione di tendenza. Si va dai sindaci di Bari e di Napoli Michele Emiliano e Luigi De Magistris al presidente del Palermo calcio Maurizio Zamparini, dal patron della Ferrari Luca Cordero di Montezemolo all’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti, dal comico genovese Beppe Grillo ai leader di Idv e Sel Antonio Di Pietro e Nichi Vendola, che sono pronti a giocare questa carta nel caso Pd e Pdl siglino un accordo per una legge elettorale che finisca per penalizzare le forze minori (se il modello tedesco su cui si sta ragionando subirà una “pesante” correzione spagnola, la soglia di sbarramento finirà nei fatti a sfiorare quota 10 per cento).

    Il tempo per organizzarsi c’ è e tutti hanno imparato la lezione, a spese di Montezemolo, su quanto possa costare partire troppo in anticipo: il presidente della Ferrari ha lanciato la proposta di una lista civica nazionale come soluzione «al bipolarismo di oggi che non funziona più» alla fine del 2010; poi Massimo Cacciari ha fatto sapere che la stava preparando nella primavera del 2011 e che l’ex presidente di Confindustria stava aspettando solo che venisse fissata la data delle elezioni per entrare in politica; ma poi è andata come è andata e ora se i critici dell’attuale bipolarismo guardano a un loro possibile leader è a Corrado Passera che guardano (ma poi è tutto da vedere se l’interessamento sia reciproco o se il ministro per lo Sviluppo economico altri e più ambiziosi progetti per il suo futuro).

    Guai quindi a partire in anticipo, e senza aver prima valutato tutte le possibili variabili. E allora c’ è chi come Emiliano sta lavorando in queste settimane soprattutto per preparare il terreno su cui poi edificare il nuovo soggetto: il sindaco di Bari ha parlato in questi giorni del progetto di lista civica nazionale «come naturale evoluzione delle liste civiche presentate alle amministrative» sia con Vendola che con Gianfranco Fini.

    L’ex pm pensa a una lista alleata col centrosinistra composta «dal meglio del meglio dell’Italia», in cui si candidino personalità del mondo dell’associazionismo (contatti sono stati avviati tra le altre con le Acli, Libera, Legambiente), scienziati, medici, giuristi di chiara fama, che giurino fedeltà al programma della coalizione e poi formino un gruppo unico in Parlamento: «Non bisogna solo vincere, poi bisogna governare e occorre un tasso di legittimazione superiore a quello che oggi i partiti possono riscuotere», spiega Emiliano, che è soddisfatto delle aperture mostrate da Fini e Vendola (ma interessati a far decollare il progetto sono anche De Magistris, il sindaco di Milano Pisapia e quello di Cagliari Zedda) e che la prossima settimana incontrerà Bersani per convincerlo che questa lista civica non sottrarrebbe consensi al Pd e porterebbe invece al centrosinistra «voti in più». Sono state fatte anche delle simulazioni e sembra che ci sia un 20 per cento di elettori interessati al progetto.

    La concorrenza però non mancherà. Il patron del Palermo calcio Zamparini (che pare aspiri a far guidare l’operazione dal procuratore antimafia Pietro Grasso, suo amico e a volte compagno di spalti allo stadio) ha già pronti nomi e simbolo: “Movimento per la gente”, scritto sotto a un cuore giallo dentro al quale passeggiano silhouette di mamme con passeggino, bimbe in bicicletta, papà con pargolo sulle spalle. Pronta anche la prima proposta programmatica: «Equitalia sta uccidendo la gente che produce. Fermiamola!».

    Avrebbe nome e simbolo pronti anche Tremonti, come rivelato questa estate dall’Unità. In questa fase l’ex ministro dell’Economia si tiene a distanza dalle beghe del Pdl e invece si dà un gran da fare tra libri, riscoperte del socialismo e proposte come quella di riconoscere maggior “peso” al voto dei giovani perché sono sottorappresentati nelle istituzioni. Però ci ha spiegato che «Futuro» (questo il nome dato alla sua «cosa») adesso «rimane a dormire nel pubblico archivio». Montezemolo insegna.

    http://www.unita.it/italia/da-emilia...zione-1.383205

  3. #3
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    in risposta a :

    La grande tentazione si chiama lista civica...

    tutti quei movimenti e mi riferisco agli ambientalisti,i noTAV,se non ora quando,i comitati per l'acqua pubblica e tutte quelle persone che hanno portato alla straordinaria affermazione dei referendum,

    movimenti che non hanno rappresentanza politica,e che spesso sono trasversali ai partiti,
    potrebbero senz'altro riconoscersi in una "lista civica" per l'Italia.
    certo da una lista civica che fa capo ad Emiliano ed una che fa capo al maggior rappresentante "dell'Italia dei carini" ci sono sostanziali differenze...

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da mariok Visualizza Messaggio
    pdl e Pd in stato confusionale

    di Marco Damilano

    ...omissis...Un progetto che potrebbe trovare l'interesse, sul versante opposto, delle correnti moderate del Pd, soprattutto se l'alleanza con Vendola e Di Pietro fosse rafforzata. Non solo il solito Giuseppe Fioroni: anche Walter Veltroni e Enrico Letta non nascondono di considerare Monti il loro premier ideale. E di guardare al ritorno del Pd alla mitica foto di Vasto (Bersani-Vendola-Di Pietro) come una sciagura.

    In posizione d'attesa c'è Massimo D'Alema: "Chi scalpita a sinistra deve capire che nessuna credibile prospettiva politica per il dopo-Monti può essere costruita contro l'attuale governo", ha scritto l'ex premier sull'ultimo numero della rivista "Italianieuropei". Conclusione: a difendere l'alleanza a sinistra, alternativa al nuovo polo dei moderati in costruzione, è rimasto il solo Bersani. E se il segretario del Pd entrerà in rotta di collisione con i padri nobili del partito si vedrà nei prossimi giorni a Palermo, dove Bersani sostiene la candidata sindaco ufficiale del Pd Rita Borsellino, appoggiata dai vendoliani e da Idv, e la corrente dalemiana che guarda in direzione Terzo Polo e Raffaele Lombardo e che ha sfiduciato la segreteria regionale.

    La Sicilia, al solito, anticipa le dinamiche nazionali: nell'isola di Pirandello ci sono già due Pd, due Pdl, un terzo polo diviso per tre e un governo tecnico impersonificato da Lombardo, il campione della vecchia politica, un paradosso che forse sarebbe piaciuto a Leonardo Sciascia. Ed è in Sicilia che ha fatto le prove generali il movimento dei forconi: la piazza contro i tecnici, modello Grecia. In mezzo dovrebbero esserci i partiti. E invece c'è il nulla.




    http://espresso.repubblica.it/dettag...ale/2174317//0

    ho tagliato la parte che riguarda il PDL perchè francamente di cosa faranno i bananas non mi interessa nulla.
    invece ,per quanto riguarda il PD,di cui proprio oggi ho rinnovato (con 50 euri...) la tessera,quali saranno lefuture alleanze mi interessa eccome.
    non posso fare altro che ribadire che personalmente, di un'allenza con UDC che escluda IDV e SEL non ne voglio neanche sentir parlare.
    mi conforta il fatto che a pensarla così non sono solo.
    io vivo nel cuore dello zoccolo duro dell'elettorato PD,cioè in emilia/romagna.
    per quanto posso intercettare dai discorsi che sento intorno a me,
    la base elettorale oltre ad essere assolutamente avvelenata per la scelta del PD di votare questa scellerata riforma Fornero,
    è a dir poco sconcertata al solo pensiero di uno scenario politico che preveda quanto ho descritto sopra.
    potrebbe tuttalpiù ingoiare il rospo "Casini" se nell'alleanza fossero compresi SEL ed IDV,
    ma in caso contrario,
    il PD si prepari a fare la fine del Titanic.
    già che ci sono faccio presente che ,dai sondaggi di Pagnoncelli a Ballarò che rilevo settimanalmente,il PD che all'inizio di gennaio 2012 era stimato al 29.5% si trova oggi al 27.1%.
    cioè ha perso 2.4% in 40 giorni.
    ergo,
    già se il trend va avanti così ci presenteremo alla campagna elettorale del 2013 quasi alla pari del PDL...mettici anche l'alleanza con Casini e ci ritroviamo Berlusconi al quirinale.
    ma si sa...quando mai D'Alema ne ha azzecata una ???
    sulla fairy band degli "oni" (fioroni,veltroni,gentiloni...) poi,meglio stendere un velo pietoso.
    e poi si arrabbiano con i Grillini se in Molise rivince un cavallo spompato come Iorio e si stupiscono che a Genova il popolo delle primarie sceglie Doria...

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da adelmo Visualizza Messaggio
    ho tagliato la parte che riguarda il PDL perchè francamente di cosa faranno i bananas non mi interessa nulla.
    invece ,per quanto riguarda il PD,di cui proprio oggi ho rinnovato (con 50 euri...) la tessera,quali saranno lefuture alleanze mi interessa eccome.
    non posso fare altro che ribadire che personalmente, di un'allenza con UDC che escluda IDV e SEL non ne voglio neanche sentir parlare.
    mi conforta il fatto che a pensarla così non sono solo.
    io vivo nel cuore dello zoccolo duro dell'elettorato PD,cioè in emilia/romagna.
    per quanto posso intercettare dai discorsi che sento intorno a me,
    la base elettorale oltre ad essere assolutamente avvelenata per la scelta del PD di votare questa scellerata riforma Fornero,
    è a dir poco sconcertata al solo pensiero di uno scenario politico che preveda quanto ho descritto sopra.
    potrebbe tuttalpiù ingoiare il rospo "Casini" se nell'alleanza fossero compresi SEL ed IDV,
    ma in caso contrario,
    il PD si prepari a fare la fine del Titanic.
    già che ci sono faccio presente che ,dai sondaggi di Pagnoncelli a Ballarò che rilevo settimanalmente,il PD che all'inizio di gennaio 2012 era stimato al 29.5% si trova oggi al 27.1%.
    cioè ha perso 2.4% in 40 giorni.
    ergo,
    già se il trend va avanti così ci presenteremo alla campagna elettorale del 2013 quasi alla pari del PDL...mettici anche l'alleanza con Casini e ci ritroviamo Berlusconi al quirinale.
    ma si sa...quando mai D'Alema ne ha azzecata una ???
    sulla fairy band degli "oni" (fioroni,veltroni,gentiloni...) poi,meglio stendere un velo pietoso.
    e poi si arrabbiano con i Grillini se in Molise rivince un cavallo spompato come Iorio e si stupiscono che a Genova il popolo delle primarie sceglie Doria...
    Ieri ho visto la registrazione dell'intervista della Annunziata a Bersani a Napoli.

    Sugli sviluppi del quadro politico Bersani è sembrato sicuro: il centrosinistra si presenterà alle elezioni ricompattando un "centrosinistra di governo", aperto ad un accordo di legislatura con il centro.

    Fuori dal politichese, l'idea mi semba essere quella di un'alleanza PD-Sel-Idv (escludendo la Fdc per non ripetere la stora dell'Unione) con un accordo su alcuni punti "costituenti" con Pierazzurro.

    Penso che realisticamente, al dil à dei mal di pancia dei vari Letta-Fioroni-Veltroni vari, l'accordo con Sel-Idv sarà inevitabile.

    Il punto da vedere è in cosa consisterà un possibile accordo con il Terzo polo, su quali contenuti e a che prezzo, posto naturalmente che Casini alla fine ci stia (cosa che non mi sembra scontata).

    Il mio timore è che un possibile accordo si giocherà nella logica del "POLTRONE & FORCHETTE", cioè sula spartizione delle poltrone a partire dal Quirinale fino a Palazzo Chigi, Senato, Camera etc.

    Naturalmente in una tale ottica, addio primarie!

    Se interessa questo è il link alla registrazione

    http://www.youtube.com/watch?v=LJc44...feature=relmfu

    P.S. ovviamente l'argomento corruzione è sempre tabù

  6. #6
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    L'INTERVISTA

    Veltroni: "Basta tabù sull'articolo 18
    Non lasciamo Monti alla destra"


    Le proposte dell'ex leader democratico. Nel Pd ricette vecchie, bisogna sciogliere tutte le correnti, far ripartire l'iniziativa politica del partito. E mettere a frutto il riformismo di Monti
    di CURZIO MALTESE


    ROMA - Sciogliere tutte le correnti del Pd, a cominciare dalla sua. Rilanciare l'iniziativa politica del partito sulle riforme, la lotta alla criminalità e alla corruzione politica, mettendo a frutto il riformismo di Monti per avvicinare la "rivoluzione democratica" che deve essere l'obiettivo del Pd. Cambiare subito la Rai ed escludere i partiti da tutte le nomine degli enti pubblici. Le proposte di Walter Veltroni sono sassi lanciati nello stagno della politica commissariata dal governo dei tecnici, destinate a far discutere anzitutto un Pd ancora imbambolato dalla batosta delle primarie genovesi.


    Veltroni, non è un po' eccessivo definire riformismo la stagione di Mario Monti?
    "No. Sono bastati tre mesi per capire che non si tornerà indietro. Circola nel Pd, ancor più nel Pdl, l'idea che questo sia solo un governo d'emergenza, una parentesi dopo la quale si tornerà ai riti e ai giochi della seconda repubblica o peggio della prima. Qualcuno dà giudizi tali da rischiare il paradosso di consegnare al centro o al nuovo centro destra il lavoro del governo. È un errore grave. Questo governo tecnico ha fatto in tre mesi più di quanto governi politici abbiano fatto in anni. Ha dimostrato non solo di voler risanare i conti, ma di voler cambiare molto del paese e vi sta riuscendo, con il consenso dei cittadini e dell'opinione pubblica internazionale. La copertina di Time o l'ovazione al Parlamento europeo sono un tributo ad un paese che solo qualche mese fa era guidato da Berlusconi e deriso".


    È d'accordo con il governo anche sull'articolo 18?
    "Sono d'accordo col non fermarsi di fronte ai santuari del no che hanno paralizzato l'Italia per decenni. Il nostro è un paese rissoso e immobile e perciò a rischio. Credo che finora il governo Monti stia realizzando una sintesi fra il rigore dei governi Ciampi e Amato e il riformismo del primo governo Prodi".


    Non risponde sull'articolo 18.
    "Totem e tabù si intitolava un libro di Freud. Ed è perfetto per definire gran parte del discorso pubblico in Italia. Bisogna cambiare un mercato del lavoro che continua a emarginare drammaticamente i giovani, i precari, le donne e il Sud. Ci vogliono più diritti per chi non ne ha nessuno. Questa è oggi una vera battaglia di sinistra".


    Quindi, figurarsi se non è d'accordo con la lotta all'evasione, la revisione delle spese militari, l'Ici alla Chiesa.
    "Si diceva che questo era il governo delle lobbies e del Vaticano. Come se queste non pesassero nei governi politici. Fatto sta che Monti ha deciso bene sull'Ici per gli immobili della chiesa, sugli F 35, sta facendo bene nella lotta all'evasione, che potrà portare ad una riduzione di pressione fiscale. I blitz a Cortina, Portofino, Sanremo sono segnali forti e chiari. Come lo è stato far pagare per 16 miliardi i possessori di patrimonio. Devo ricordare che quando al Lingotto proposi la patrimoniale nel mio stesso partito ci fu chi si precipitò a dire che non era la posizione del Pd".


    Che cos'altro si aspetta dal metodo Monti?
    "La sua sfida è la crescita, uno sviluppo di qualità sociale, culturale e ambientale. E poi che consideri priorità la lotta alla mafia, che si sta mangiando mezzo paese, dalla Sicilia a Bordighera, da Reggio Calabria a Milano. Bisogna intervenire subito e stroncare le complicità con una nuova e durissima legge contro la corruzione. Il secondo campo è la Rai. Lo dico dal 2008: la Rai deve avere un amministratore delegato e un cda che si riunisce tre volte l'anno. Sento che ora si vuole limitare il numero dei consiglieri d'amministrazione a cinque, ma con alcuni sempre di nomina parlamentare. È sbagliato. I partiti devono smetterla di nominare persone agli enti pubblici, sia la Rai o l'ultima Asl. I partiti servono a fare proposte e programmi, non nomine. Via dai consigli d'amministrazione".


    Chi dovrebbe nominare il prossimo consiglio Rai?
    "I presidenti di Camera e Senato, scegliendo fra personalità dell'impresa e della cultura con requisiti adeguati. In questo momento c'è bisogno di un servizio pubblico vero, meno show di quart'ordine e più produzione dell'industria culturale nazionale. E più intelligenza, se la parola qualità spaventa".


    Ma se Monti e i suoi professori sono tanto bravi, allora lei, voi, il Pd, i partiti in generale, che ci stanno a fare?
    "Il Pd ha il merito di aver fatto nascere questo governo. Ora dovrebbe sfruttare questa immensa occasione per rilanciare un grande programma riformista. Dire agli italiani che non torna nulla del passato, compresi i governi rissosi dell'Unione. Ma il riformismo radicale, la modernità equa che devono affrontare una recessione pericolosa dal punto di vista sociale e democratico".


    E invece il Pd che sta facendo?
    "Si discute di liberismo e di ritorno al socialismo. Invece siamo fuori dal Novecento. Siamo in un passaggio storico inedito. E tornano vecchie ricette e coperte apparentemente rassicuranti. Si parla poco della disperazione sociale e troppo delle alleanze future. Sento dire che dopo Monti si potrà tornare finalmente al tempo dei partiti. Ma quel tempo gli italiani l'hanno conosciuto già. O la politica riforma se stessa e ritrova le sue grandi missioni e il respiro dei "pensieri lunghi" e la coscienza dei limiti ai quali si deve arrestare o prevarranno populismo e tecnocrazia. E poi ci si divide, come si è visto a Genova, col risultato di allontanare i cittadini e di perdere le primarie".


    L'invito all'unità del partito non risulta un po' paradossale da parte di uno che litiga con D'Alema da trent'anni?
    "Potrei risponderle che con D'Alema si discuteva di cose serie, se fondare un partito democratico o puntare sul modello della socialdemocrazia, se far vivere o morire il governo Prodi. Non litigavamo sulle nomine. Ma lasciamo perdere, quel tempo è passato. Oggi sono il primo a chiedere di sciogliere le correnti, tutte, compresa la mia. Che non si è mai formata per la mia conosciuta idiosincrasia al tema. I partiti devono essere luoghi aperti, non trincee di strutture che diventano pure macchine di potere. Ci vuole più pluralismo e meno correnti. La discussione politica è vitale e bella ma nel Pd le correnti, comprese le numerose componenti della maggioranza di Bersani, stanno allontanando persone che vogliono far vivere le loro idee senza sentirsi chiedere "con chi stai". Fu questa una delle ragioni delle mie dimissioni, proprio tre anni fa'".


    Alle elezioni manca ancora un anno. Quali rischi corre il Pd da qui al voto?
    "Io vedo le possibilità. La fine del Berlusconismo libera energie e apre spazi immensi. Il profilo di un partito riformista, innovatore, aperto, unito può raccogliere il lavoro di questi mesi e presentarsi come il soggetto di un tempo nuovo. La foto di Vasto fu scattata quando c'era Berlusconi. Ora pensiamo a noi. Non vorrei che Casini facesse, in un nuovo centro destra, l'operazione che noi avevamo immaginato per il centro sinistra e che noi si rifluisca, come nel 94. Perderemmo così un'altra occasione, forse l'ultima, di far conoscere all'Italia una vera e profonda stagione di riforme".
    (19 febbraio 2012)

    http://www.repubblica.it/politica/20...4125/?ref=fbpr


    Al di là dei contenuti, sempre fumosi, l'impressione è che ad animarlo sia ancora il rancore per la sua trombatura.

    A pelle non è credibile, qualunque cosa dica pare che lo faccia più per convenienza che per convinzione.

    http://www.youtube.com/watch?v=xlyt_wcJowc



  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da mariok Visualizza Messaggio

    Ieri ho visto la registrazione dell'intervista della Annunziata a Bersani a Napoli.

    Sugli sviluppi del quadro politico Bersani è sembrato sicuro: il centrosinistra si presenterà alle elezioni ricompattando un "centrosinistra di governo", aperto ad un accordo di legislatura con il centro.

    Fuori dal politichese, l'idea mi semba essere quella di un'alleanza PD-Sel-Idv (escludendo la Fdc per non ripetere la stora dell'Unione) con un accordo su alcuni punti "costituenti" con Pierazzurro.

    Penso che realisticamente, al dil à dei mal di pancia dei vari Letta-Fioroni-Veltroni vari, l'accordo con Sel-Idv sarà inevitabile.

    Il punto da vedere è in cosa consisterà un possibile accordo con il Terzo polo, su quali contenuti e a che prezzo, posto naturalmente che Casini alla fine ci stia (cosa che non mi sembra scontata).

    Il mio timore è che un possibile accordo si giocherà nella logica del "POLTRONE & FORCHETTE", cioè sula spartizione delle poltrone a partire dal Quirinale fino a Palazzo Chigi, Senato, Camera etc.

    Naturalmente in una tale ottica, addio primarie!

    Se interessa questo è il link alla registrazione

    http://www.youtube.com/watch?v=LJc44...feature=relmfu

    P.S. ovviamente l'argomento corruzione è sempre tabù
    spero ardentemente che la linea di Bersani sulle alleanze prevalga.

    certo ,come ho sottolineato nel post di apertura del 3d "quo vadis PD ???",
    è più che ora che all'interno del PD si arrivi ad un "redde rationem" che metta definitivamente in un angolo,ancor meglio se fuori dal partito la fairy band degli "oni".
    l'ennesima polemica innescata da Veltroni sull'art. 18 è un ulteriore conferma che personaggi del genere sono incompatibili con la base elettorale del partito.
    eppoi ,davvero questo soggetto ha fatto più danni della spagnola:

    prima è stato uno dei principali artefici della caduta del secondo governo Prodi,
    poi con quell'assurda vocazione maggioritaria che ha tagliato fuori la sinistra dalla coalizione,ci ha fatto prendere una batosta alle elezioni del 2008 che resterà nel guinnes dei primati.

    è maturo il momento di dargli una medaglia...e mandarlo a casa.

  8. #8
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    la malafede di chi scrive un post siffato totale.

    il governo prodi è caduto per il combinato disposto di Mastella con la sinistra radicale, e Veltroni ha avuto un risultato straordinario nelle condizioni date. se ci fossimo presentati con la sinistra radicale in quelle condizioni non esisteremmo più.

    detto questo le sparate di Veltroni non mi piacciono, comunque vi ricordo che la base elettorale non è sufficiente per vincere le elezioni

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da democratico Visualizza Messaggio

    la malafede di chi scrive un post siffato totale.

    il governo prodi è caduto per il combinato disposto di Mastella con la sinistra radicale, e Veltroni ha avuto un risultato straordinario nelle condizioni date. se ci fossimo presentati con la sinistra radicale in quelle condizioni non esisteremmo più.

    detto questo le sparate di Veltroni non mi piacciono, comunque vi ricordo che la base elettorale non è sufficiente per vincere le elezioni
    malafede ???
    mi attengo alle dichiarazioni di Prodi.
    ------------------------------------------------------------------------------------------</SPAN>

    Prodi: l'annuncio di Veltroni fece cadere il mio governo</SPAN>

    http://www.unita.it/italia/prodi-l-039-annuncio-di-veltroni-fece-cadere-il-mio-governo-1.27801</SPAN>

    -----------------------------------------------------------------------------------------

    ovviamente tu sei libero di avere la tua opinione...così come Prodi è libero di avere la sua.
    ma dire che io sono in malafede non ha un senso logico ed è anche un tantinellino offensivo...ma fa nulla.

    anche per quanto riguarda il risultato elettorale sono in totale disaccordo.
    aver escluso la sinistra arcobaleno dalla coalizione,e di conseguenza averli obbligati a superare da soli lo sbarramento del 8% al senato,gli ha impedito di raccogliere quei 8-10 seggi almeno nelle regioni "rosse"(emilia/romagna,toscana,umbria,marche).
    faccio presente che 8-10 seggi in più da una parte,corrispondono a 8-10 seggi in meno dall'altra.

    questo avrebbe impedito ai bananas di avere una maggioranza bulgara anche al senato e probabilmente il governo Berlusconi sarebbe caduto molto prima.

    per quanto riguarda la

    "base elettorale non sufficente",

    basta guardare ,anche in questo sito,che i sondaggi danno tuttora vincente l'alleanza "classica" di csx (PD+IDV+SEL) seppur in totale assenza di una reale alleanza e di un programma elettorale.
    basta ricordarsi le recenti straordinarie ed inimmaginabili vittorie di Milano e Napoli.
    ciò detto,
    io non mi permetto di dirti che sei "in malafede" su questo argomento,ma un tantinellino disinformato si...
    e sempre nel rispetto della tua opinone,ti faccio presente che la tua è un opinione,quelli che ho ricordato io sono fatti.

    ora,come ho già avuto modo di dire in altri interventi,
    io non sono contrario ad invitare ad entrare in quella alleanza "classica" anche l'UDC.
    per ricostruire questo paese credo che occorra l'aiuto di quante più forze ,anche lontanamente democratiche ci siano
    (non dimentichiamo mai che Casini ha votato tutte le leggi ad personam ,ad aziendam e ad minchiam dei governi berlusconi)
    ma come elettore che viene dalla genesi PCI--->PDS--->DS--->PD, le mie radici sono quelle e non accetto che uno come Casini mi venga ad imporre

    "o con me o con SEL ed IDV".

    perchè a quel punto per me la scelta di una sola alleanza di csx "classico" è scontata.

    e una scelta del genere (cioè scegliere Casini in alternativa a SEL ed IDV),per quanto riguarda il PD,sarebbe a mio parere,un suicidio politico.
    aloha.

    ...

    </SPAN>

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da adelmo Visualizza Messaggio
    malafede ???
    mi attengo alle dichiarazioni di Prodi.
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    Prodi: l'annuncio di Veltroni fece cadere il mio governo

    http://www.unita.it/italia/prodi-l-0...overno-1.27801

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    ovviamente tu sei libero di avere la tua opinione...così come Prodi è libero di avere la sua.
    ma dire che io sono in malafede non ha un senso logico ed è anche un tantinellino offensivo...ma fa nulla.

    anche per quanto riguarda il risultato elettorale sono in totale disaccordo.
    aver escluso la sinistra arcobaleno dalla coalizione,e di conseguenza averli obbligati a superare da soli lo sbarramento del 8% al senato,gli ha impedito di raccogliere quei 8-10 seggi almeno nelle regioni "rosse"(emilia/romagna,toscana,umbria,marche).
    faccio presente che 8-10 seggi in più da una parte,corrispondono a 8-10 seggi in meno dall'altra.

    questo avrebbe impedito ai bananas di avere una maggioranza bulgara anche al senato e probabilmente il governo Berlusconi sarebbe caduto molto prima.

    per quanto riguarda la

    "base elettorale non sufficente",

    basta guardare ,anche in questo sito,che i sondaggi danno tuttora vincente l'alleanza "classica" di csx (PD+IDV+SEL) seppur in totale assenza di una reale alleanza e di un programma elettorale.
    basta ricordarsi le recenti straordinarie ed inimmaginabili vittorie di Milano e Napoli.
    ciò detto,
    io non mi permetto di dirti che sei "in malafede" su questo argomento,ma un tantinellino disinformato si...
    e sempre nel rispetto della tua opinone,ti faccio presente che la tua è un opinione,quelli che ho ricordato io sono fatti.

    ora,come ho già avuto modo di dire in altri interventi,
    io non sono contrario ad invitare ad entrare in quella alleanza "classica" anche l'UDC.
    per ricostruire questo paese credo che occorra l'aiuto di quante più forze ,anche lontanamente democratiche ci siano
    (non dimentichiamo mai che Casini ha votato tutte le leggi ad personam ,ad aziendam e ad minchiam dei governi berlusconi)
    ma come elettore che viene dalla genesi PCI--->PDS--->DS--->PD, le mie radici sono quelle e non accetto che uno come Casini mi venga ad imporre

    "o con me o con SEL ed IDV".

    perchè a quel punto per me la scelta di una sola alleanza di csx "classico" è scontata.

    e una scelta del genere (cioè scegliere Casini in alternativa a SEL ed IDV),per quanto riguarda il PD,sarebbe a mio parere,un suicidio politico.
    aloha.

    ...
    si sul fatto di togliere qualche senatore al cdx nelle regioni rosse hai ragione (ma come altre piccole cazzate fatte da un punto di vista tattico). Queste cose fanno capire che Veltroni e Bettini erano assolutamente inadeguati al ruolo di analizzare la mappa dell'Italia per capire come ottimizzare il risultato come invece fu fatto nel 1996, dove con tutta una serie di tatticismi si guadagnarono diversi seggi (D'alema e Marini sapevano giocare a questo gioco Veltroni no).

    La dimostrazione finale è nella composizione delle liste, dopo anni si è visto chi avevano inserito dentro e con quale criterio. Qualcuno infatti ha anche chiesto in un direttivo "ma perché si è candidato Villari e non D'andrea che era bravo?", perché chi ha fatto le liste era totalmente inadeguato al ruolo. Oscenamente inadeguato al ruolo. Si entrava perché "spinti" da qualche finanziere, faccendiere uno che portava soldi/potere insomma...

    Inoltre il fatto di eliminare la sinistra radicale era più un obiettivo strategico di lungo termine che di breve.

    Diciamolo Veltroni e Bettini hanno fatto delle cose che avevano un fondo di senso ma che sono state fatte nei tempi e nei modi peggiori possibili e immaginabili.
    Quale era l'obiettivo strategico?
    Quello di levarsi dalle palle una sinistra movimentista che non faceva altro che segare il ramo sul quale era seduta.
    La sinistra radicale, accreditata del 10-12% complessivo si fondava presso l'elettorato di un equivoco fondamentale:
    era movimentista e non governativa.
    Un equivoco che permane con SEL.
    Mi spiego, quelli non vogliono governare, vogliono scendere in piazza e gridare contro chiunque per qualunque motivo, godono così, hanno preso le leve del potere di partiti il cui elettorato vorrebbe una forza che punti al governo e che sposti l'asse a sx e invece si sono trovati degli irresponsabili onanisti da piazza... ecco perché "il voto utile" ha avuto questo successo e ecco perché comunque è dovuto tornare in auge Vendola con una figura "governativa" per fare tornare gli elettori di sinistra (quelli che venivano dal PCI e che quando negli anni 70 vedevano i movimentisti votavano PCI che era un partito serio e disciplinato e non questa gente).
    chi sono i dirigenti della FDS di adesso? Il segretario è Ferrero e chi è?
    E' uno che negli anni 70 era un rappresentante di rilievo di uno di quei movimenti dello 0,qualcosa.
    Cioè talmente estremisti e con un estremismo onanistico e fine a se stesso da non essere votati nemmeno negli anni di maggiore furore ideologico.

    Vendola e Migliore di SEL sono dirigenti di quello stesso PRC che fece fuori Prodi nel 1998 e il grande equivoco che fa volare SEL è che Vendola è governatore di una regione ed è immaginato da chi si sente di sinistra come un uomo di governo. Non è così. Quando Vendola parla di politiche liberiste fa chiaramente capire che non si è proprio reso conto di quello che è successo. La sua soluzione è "spendere di più facendo più debito", aumentare i salari dei dipendenti pubblici, aumentare le pensioni, assumere nel pubblico tutti i precari.
    Questo significa più spesa pubblica (coerentemente con una politica anti liberista).
    Ma guardando il nostro debito pubblico pensate che sia una soluzione?
    Vendola, così come Landini e in buona parte la Camusso partono dal dogma che ci siano un sacco di soldi da redistribuire e che solo un governo plutocratico e malvagio impedisce una redistribuzione delle ricchezze.
    Le cose non stanno così, questo è evidente, la loro analisi somiglia a quella dei cerusici del 1600 che ai malati infliggevano i "salassi" di fatto accelerandone la morte.

    Idealisti senza i piedi per terra e senza costrutto, che chiedono cose senza copertura come bambini che fanno capricci pretendendo un giocattolo costoso che i genitori non si possono permettere (se non facendo debito).

    Ecco perché il programma di SEL è incompatibile col governo.
    Alcuni di loro lo sanno pure infatti quello che vogliono è tenere una rendita di posizione e "sopravvivere".
    Veltroni invece voleva farli fuori per cancellare questo equivoco.

    L'ha fatto coi modi e coi tempi sbagliati.
    Completamente sbagliati.

    Il dramma è che a destra non c'era affatto una forza liberale come si proclamava, ma una coalizione che non ha fatto altro che aumentare la spesa pubblica e il debito per far fare alla Lega al nord quello che la DC aveva fatto al sud: clientele

    Il partito più clientelare della seconda repubblica è la Lega.

    E Vendola parla di politiche liberiste... più lo sento e più mi chiedo se sappia di cosa stia parlando...

    Ora il pensiero di fare alleanza con forze irresponsabili o demagogiche e complottiste (che non hanno lo scopo di governare come dicevo ma di fare sopravvivere una classe dirigente ideologica, male informata e anche piuttosto incompetente) non porterà l'Italia da nessuna parte.

    Ha ragione Casini: ci vorrebbe Monti per altri 5 anni con Prodi al quirinale i berluscones a casa, e tutta sta sinistra movimentista a masturbarsi in piazza gridando contro il governo illegittimo e affamatore del popolo...

 

 
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