innanzitutto sottopongo alla vostra attenzione questo bellissimo articolo di Gramellini
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tm..._articolo=1188
Il Codice Grillo
Quando saremo al potere, spiega Grillo in un’intervista a «Sette», i politici verranno giudicati da un tribunale di cittadini incensurati estratti a sorte, che li condannerà ai lavori socialmente utili e alla restituzione del malloppo. Vedo già formarsi una ola da Bolzano a Trapani. Sorprende la moderazione del gabibbo barbuto: se avesse proposto di mozzare le mani ai ladri e la lingua agli ospiti dei talk show sarebbe stato portato in trionfo da tutti i sondaggi che chiedono agli italiani se preferiscono l’aumento della benzina o quello dello stipendio. Le persone hanno fame di capri espiatori per calmare l’ansia. Fin troppo facile blandirle con il populismo. Perciò merita rispetto la presa di distanza di Enrico Strabotti Bon, militante del movimento 5 Stelle sezione adulti: «La crisi ha ragioni più complesse. Magari potessimo ridurla a una vicenda di guardie e ladri. Ciò detto, chi ha commesso dei reati non la passerà liscia. Ma guai se a giudicarlo fossero i tribunali del popolo. Erano già poco democratici nella democratica Atene, dominati dall’emotività e dall’odio che si porta dietro altro odio. Giacobini, nazisti, stalinisti, talebani: non c’è epuratore che non li abbia usati per epurare, salvo esserne epurato a sua volta. Prima o poi, Beppe, quel tribunale giudicherebbe anche te. Il peggior Stato di diritto è meglio della migliore giustizia popolare».

Condivido Enrico Strabotti Bon. Non foss’altro perché me lo sono dovuto inventare. Sempre in attesa che un seguace reale di Grillo trovi la forza di ricordargli che non ci siamo liberati di un contaballe per consegnarci a un ayatollah.


e poi quest'altro pubblicato su Le Scienze
http://cattaneo-lescienze.blogautore...l-cialtronevo/
<header style="display: block; margin-bottom: 10px; ">I precursori comici del Cialtronevo

</header><aside class="colblog" style="display: block; width: 100px; clear: both; float: left; "><section class="condividi" style="display: block; margin-bottom: 20px; float: left; ">






</section></aside>Mentre, preoccupato, telefono agli amici più cari tra Carpi e Modena, mi cade l’occhio sul post Facebook di un’amica. E su un’intervista che sta facendo il giro del web in men che non si dica.
Eccoci qui, dunque, con il ritorno di Giampaolo Gioacchino Giuliani in pompa magna nientemeno che dal blog del comico politico più famoso d’Italia. Stendiamo un velo pietoso sulla frase che apre l’articolo, vero, perché sul sito della Fondazione Giuliani in questi giorni si è molto parlato di una riunione per il rinnovo delle cariche, ma non si sono visti cenni di precursori di nessun fottutissimo terremoto in Pianura Padana. Tempo fa, i fans di Giuliani sostenevano che il loro eroe avesse previsto il sisma di gennaio, sempre in pianura padana, proprio nei commenti a questo blog.
Così nei giorni scorsi, appena si è parlato del sisma in provincia di Modena, sono corso a vedere se c’erano annunci di radon sparso in val Padana. Nulla, rien, niet, nicht. ZERO. Poco mossi gli altri mari. Molti annunci di terremoti già avvenuti, e fin lì sono capace anch’io, ma il nulla su ciò che doveva accadere. Perciò facciamola finita una volta per tutte con la favola che questo signore prevede i terremoti (ascoltatela l’intervista, ascoltatela. E se qualcuno riesce a spiegarmi il sottovuoto che ne esce gli faccio un monumento).
Molto saggiamente, poi, Giuliani ci segnala che in questo paese non si fa prevenzione. E grazie, avevamo bisogno di lui, per saperlo.
Eppure Giuliani trova il suo bravo spazio, il suo bravo megafono. E riesce anche a direche c’erano segnali fin dalla settimana scorsa, ma erano stati sottovalutati. Peccato che sul sito della fondazione Giuliani questa volta non ci sia traccia di questi benedetti segnali. Forse, semplicemente, perché non c’erano.
È umiliante pensare di vivere in un paese dominato da un pensiero magico di così basso livello, in cui qualsiasi Vanna Marchi trova il suo bravo pubblico pronto a credere al suo verbo. Perché il punto è tutto qui. In questo Cialtronevo in cui siamo immersi siamo disposti a credere a tutti quelli che ci dicono di avere la soluzione in mano. Facile, a buon mercato. Così, ancora una volta, finiremo per dimenticarci di assumerci ognuno le proprie responsabilità. Così, ancora una volta, finiremo di crescere, e finiremo per crederci. Finiremo per impiccare altre streghe, finché non scopriremo che ci avevano ingannato. E subito dopo cambiare tutti bandiera.
Almeno in un giorno così, però, si avesse rispetto di chi ha perso le proprie case, le proprie cose, i propri cari.