Non se ne fa una ragione, Santoro. Non riesce a non sbottare, a non offendere, a non sbeffeggiare Monti. E, stavolta almeno, non gli si può dare torto.
Perché, se uno ragiona, ed io ragiono, come me, si può argomentare: c'è una televisione pubblica in condizione di estremo disagio, c'è una televisione pubblica spartita a diversi interessi partitici, c'è una televisione pubblica in crisi di natura artistica, culturale, morale persino...Il rimedio unico, facile, provvidenziale (nel senso letterale, mandato dalla provvidenza), è sotto mano, pronto, disponibile da subito, e lui, Monti, va a scovare due banchieri, e a questi incompetenti affida la RAI...
E non è che Santoro non si fosse offerto, anzi! Si era sponsorizzato con Servizio Pubblico, prima blandendo, poi cercando, con calma, di convincere Monti, poi frustandolo, irridendolo, con maggiore violenza quanto più il Premier non pareva volerlo considerare. Ogni puntata girava attorno alla questione RAI, ed ogni puntata proponeva la soluzione ottimale: Santoro! Santoro a furor di popolo (il popolo di Servizio Pubblico, che la sua parte di valenza, in termini di qualità e quantità, ce l'ha!), Santoro a furor di Travaglio, Santoro a furor di Santoro, soprattutto di Santoro, che sa, più di tutti, quanto vale Santoro!...E Monti?!...Monti non ascolta: Monti, freddo, impassibile, alla fine incompetente, recluta altri.
E, ad oggi, neppure una lettera di scuse, neppure una motivazione...Già, motivazioni!..., e potevano essercene?!...
Starà soffrendo Santoro, starà patendo lo smacco subito, perchè persona sensibile, di sentimento vero. Ma si riprenderà, Santoro. E lo constateremo alla prossima puntata di Servizio Pubblico, dove, accetto scommesse, neppure accennerà, Santoro, allo sgarbo subito, alla cattiveria patita. Perchè lui, Santoro, io lo conosco, è fatto così, un signore!...
P.S. Si accettano scommesse di importo piccolo, piccolo...




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