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  1. #1
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    Predefinito Che lezione di cultura politica! Da analizzare e da scriverci un pezzo!



    da ascoltare tutta, c'è una citazione di Gramsci bellissima e poi il discorso sulla democrazia rappresentativa e sulla storia della democrazia in Italia...

    si può dire tutto di D'alema ma non che non abbia una visione chiara e una cultura politica come pochi, se è arrivato dove è arrivato non è un caso, è di grandissima intelligenza e cultura politica chapeau!

    Ascoltate e commentate (anche commenti negativi ma motivati non per partito preso eh! Mi raccomando, entriamo nel merito di quello che ha detto)

  2. #2
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    Citazione Originariamente Scritto da Gianluca Visualizza Messaggio


    da ascoltare tutta, c'è una citazione di Gramsci bellissima e poi il discorso sulla democrazia rappresentativa e sulla storia della democrazia in Italia...

    si può dire tutto di D'alema ma non che non abbia una visione chiara e una cultura politica come pochi, se è arrivato dove è arrivato non è un caso, è di grandissima intelligenza e cultura politica chapeau!

    Ascoltate e commentate (anche commenti negativi ma motivati non per partito preso eh! Mi raccomando, entriamo nel merito di quello che ha detto)

    E insomma, Gianluca...! Che scherzi sono questi? Proponi la lettura di quella che tu hai reputato una lezione politica di alto livello, inviti ad un ascolto attento e, quindi, ad un commento appropriato...Io lo confesso, non sono riuscito che in parte ridotta ad accogliere il tuo invito, e, te lo dico in tutta onestà, perchè mi era parso un gesto di rispetto, nei tuoi confronti, di un invito così convinto, entusiastico quasi. Sono rimasto, spettatore volenteroso, fino al minuto 20, 44. E ti offro la palla perchè tu possa annotarmi, quantomeno, che il bello sarebbe venuto dopo.
    Ma, per quel poco che ho avuto disponibilità a seguire, ti preciso. Queste interviste organizzate, "piaciose", non possono essere interessanti. Sono interviste squilibrate che offrono l'occasione, al personaggio che si favorisce, di esibirsi. Già l'introduzione di quel poveretto che non si è neppure reso conto di aver abusato del suo tempo, per dire poi delle insipienze, di aver urtato così l'insoffrenza di D'Alema, dispone al tipo di "spettacolo" cui si potrà assistere, volendo, avendone la pazienza.
    L'intervistatrice, che non doveva essere la giornalista d'assalto che D'Alema avrebbe non gradito (sottolineandolo Baffettino ha tentato, furbescamente, di prevenire la critica, anche la mia seguente, di chi avrebbe notato l'estrema disponibilità della romanziera), non si è disposta, però, neppure nell'accettabilità di una controparte dialogante, seppure nel limite della tecnicità di un'intervista.
    Poverina, le hanno dato, o le avrà pensate pure lei (certo che da una scrittrice, ci si potrebbe aspettare qualcosa di più interessante...), domandine leggerine, perchè il pubblico si disponesse alla simpatia (Zeman e la Roma), che davano, al sottoposto al minimo impegno intellettuale, il modo di esibire il suo pensiero, anche su Renzi (non presente, si sarebbe potuto evitare di sproloquiarne, seppure con la furbesca genericità dell'argomentazione su "giovane e vecchio").
    La Gamberale non ha onorato il suo ruolo, dispostasi ad un sussiego eccessivo, senza che il vanitosissimo D'Alema abbia mai avuto il garbo del rispetto seppure apparente. Avrebbe dovuto concederle qualche minima interruzione, sempre accennata, tentata, mai riuscita. Certo, la Gamberale è carina, ma la Sinistra le carine non le usa se non fingono, almeno, di essere pure intelligenti.
    Per quel poco che ho sentito, ho scoperto che l'edonismo, l'amore per il bello, sono esclusiva della Sinistra... Ho saputo anche che il '68 era nel PCI, perchè il nuovo che avanzava e quindi...A me, che quei periodi li conosco abbastanza, era parso che il 68 fosse in contrasto totale con il PCI, che nel PCI vigesse, insopportabile per i tutto rivoluzionari sessantottini, la rigidità del "centralismo democratico"...per cui... Ma la Gamberale era troppo giovane, al tempo, quindi ottima attenta sottomessa ascoltatrice...
    Poi, come anticipatoti, mi sono arreso, per noia e per fastidio. Mi perdonerai, Gianluca, e spero che, in un prossimo futuro, su temi, personaggi, altri, si possa aver modo di più dialogare.

  3. #3
    thamiel
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    Sinceramente mi è venuta la nausea... un politico d'alema?non ha mai lavorato in vita sua.. a 16 anni era il segretario della .f.g.c.i. mica è andato alla fiat come operaio11111 aveva gia capito come vivere
    http://notizie.virgilio.it/generated...-premiato.html
    si è arrabbiato monti,ma l'agenzia ha ragione.. nessuna crescita pil nessun miglioramento produzione industriale,, aumento disoccupazione,tasse e spese pubbliche.. e vendere la sicilia no?RISPARMIO 30 MILA MILIARDI L'ANNO

  4. #4
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    i primi minuti non sono tanto interessanti, dopo metto le frasi che ho ritenuto interessanti, ne avevo accennate un paio, ma poi le riporto on maniera chiara.
    Che alla festa dell'Unità ci sia questo genere di cose e che l'intervista sia piaciona è ovvio! Il punto è che detto delle cose molto attuali che mi sono piaciute molto.

    Non sapevo per esempio che il limite dei mandati in parlamento fosse il punto numero 2 del programa de "l'uomo qualunque" di Giannini nel primo dopoguerra

    Gramsci parlava di cosmopolitismo economico (la globalizzazione la chiamava così all'epoca) in inevitabile conflitto a lingo termine con le politiche nazionalistiche ed è stata una citazione molto bella di questo uomo geniale (Gramsci) che negli anni 30, dal carcere, aveva previsto quello che sarebbe successo prima o poi...
    ora si parla tanto di mercati e di cessione della sovranità ma ti rendi conto che genio che era Gramsci?
    Una citazione del genere, una analisi del genere, arricchiscono la cultura politica di chi l'ascolta, e io non posso fare altro che apprezzare.

    ha anche argomentato in maniera finissima la questione della democrazia rappresentativa, vera nemica del "grillismo" e di un certo populismo di destra (ma anche della sinistra assemblearista)

    Ebbene io ho visto che cosa comporta l'assemblearismo (ed il "presenzialismo") quando hai un gruppo quando frequentai il "popolo viola" per qualche tempo su invito di un amico che è un convinto (ma convinto davvero) assertore della democrazia diretta con posizioni estremamente grilline da quel punto di vista.
    Quello che ho visto è che un gruppo di iscritti a una mailing list, o a un gruppo che ogni tanto si attiva per una protesta, magari formato da migliaia di persone che partecipano solo quando c'è "la festa" (leggasi la manifestazione, il corteo di protesta ecc) sono poi governate da un gruppo di persone che sono sempre le stesse e si fanno forza tra di loro.
    Il gruppetto è quello "presenzialista" e presidiante" tutte le assemblee alle quali sono formalmente invitati tutti gli iscritti ma alle quali giocoforza partecipano solo pochissimi (perché si può dire quello che si vuole ma questo gioco dell'assemblearismo alla lunga non interessa che a un gruppetto). Quindi succede che un gruppetto di una decina non di più si cancrenizza e controlla di fatto le azioni del movimento impedendo che chiunque altro entri nel "gruppetto dominante" cacciando dal movimento chi non si allinea con loro.
    Ho visto fare delle cose oscene da gente che si riempiva la bocca della parola democrazia ma non sapeva nemmeno che cosa fosse, tipo se all'assemblea arrivavano iscritti che non conoscevano, loro che erano dietro al tavolo in quanto organizzatori temevano come la peste che un oratore più bravo che portasse dalla sua i nuovi astanti e li mettesse in minoranza, impedendo di votare.
    Per farlo teorizzavano come Grillo il "non regolamento" in modo da poter interpretare le regole di volta in volta come dicevano loro.
    Proponevano una manifestazione a favore della costituzione (parola scritta per eccellenza) e al tempo stesso negavano la possibilità di un regolamento interno perché la "parola scritta" limita la libertà!
    Dicevano che "democrazia è che dobbiamo essere tutti d'accordo" quando avevano paura di essere messi in minoranza, e dinamiche interne (a volte anche tresche amorose, normali in un gruppo ristretto di giovani) facevano si che venissero appoggiate mozioni solo per sostenere "l'amico del cuore" e tanto bastava, visto che era fatto da chi era dietro al tavolo della dirigenza del movimento per il solo fatto di averlo organizzato. D'altronde se uno si sbatte per organizzare una cosa vuole anche gestirla e comandare no?
    Il che va bene per una manifestazione ma non per una azione politica, ma questo facevano finta di non capirlo.
    Pretendendo quindi al tempo stesso di "comandare" sul movimento, senza essere stati eletti o facendo votare solo quando sicuri di vincere.
    Comandare poi per loro significava solo organizzare gli eventi ed esserne alla testa, scegliere chi doveva parlare in pubblico, scegliere i tempi e le scalette (è comunque una forma di potere e gli uomini cercano il potere, sempre) per poi sperare magari di farsi notare da qualche partito per farsi candidare in una lista bloccata: vita comoda a "5 stelle" e potere. Questo lo vogliono un po tutti quelli che sono li a presenziare e presidiare questi movimenti. Il più delle volte sono peggiori dei politici che criticano e tanto gli va bene perché nessuno sa veramente chi siano non andando mai a queste assemblee.

    D'alema tocca questo punto in maniera molto interessante dando una critica che ha un fondamento verissimo (che ho toccato con mano in prima persona).

    Il difetto di questo ragionamento è che il gruppo dirigente PD si è cancrenizzato allo stesso modo delle micro assemblee dei vari popoli viola e grillini visto che loro non si possono muovere e c'è una decina di persone che sono sempre li (presenzialiste) e che controllano il partito con esattamente le stesse dinamiche, anche andare a votare le primarie solo se sono assolutamente sicure di vincerle.

    Pero questo discorso, questi temi, ti rendono davvero l'idea di una cultura politica superiore, toccare questi tasti è secondo me già un grande merito anche se una perte della analisi come ho detto non la condivido.

    Sono cose sulle quali dovremmo riflettere, ne dovremmo parlare, ci dovremmo ragionare prima ancora di decidere se per esempio entrare o uscire dall'euro o prima ancora di decidere come e dove tagliare e come e dove investire le risorse.

    Questo dovrebbe essere un dibattito politico profondo, quello che fa capire che degli slogan e dei desiderata di facile presa hanno delle pesanti controindicazioni, cercare di capire la radice dei problemi di gestione della cosa pubblica, e cercare di proporre delle soluzioni vere per risolverle e non cercare di accontentare tutti, perché non è possibile, qualcuno prima o poi se ne dovrà fare una ragione

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da thamiel Visualizza Messaggio
    Sinceramente mi è venuta la nausea... un politico d'alema?non ha mai lavorato in vita sua.. a 16 anni era il segretario della .f.g.c.i. mica è andato alla fiat come operaio11111 aveva gia capito come vivere
    http://notizie.virgilio.it/generated...-premiato.html
    si è arrabbiato monti,ma l'agenzia ha ragione.. nessuna crescita pil nessun miglioramento produzione industriale,, aumento disoccupazione,tasse e spese pubbliche.. e vendere la sicilia no?RISPARMIO 30 MILA MILIARDI L'ANNO
    vendere la sicilia? e chi se la compra? e a quanto?
    Invece di curare la gamba, la amputi e pensi che qualcuno la prenda per guarirla?
    che dimostrazione di incapacità politica che sarebbe... nemmeno Grillo l'avrebbe pensata una cosa del genere credo

  6. #6
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    c'è poi la questione del "professionismo della politica" altro cavallo di battaglia del nuovo che avanza sul quale D'alema obietta che se così non fosse ci sarebbero dei rischi seri dei quali ci aveva parlato anche il nostro Patanè
    http://www.termometropolitico.it/185...ofessione.html
    (e sono molto orgoglioso dei contenuti di questo sito lo devo ammettere)
    La "gente" non cerca solo il potere (un potere, anche piccolo di cui poter abusare, anche solo un po, così per sentirsi vivi) cerca anche di SOPRAVVIVERE.
    Se tu fai 10 anni a fare politica dopo che cosa fai?
    Quanti sono in grado di reinventarsi?
    Quanti lo farebbero?
    In un altro 3d io dicevo che io l'ho fatto più volte e potrei sempre farlo, ma è ovvio che se fosse per me preferirei fare la bella vita, rilassandomi, come tutti.

    E perché uno che cerca il potere e il piacere personale (chiamiamole pure soddisfazioni personali) dovrebbe mettersi in gioco per 10 anni per poi trovarsi in mezzo a una strada con 10 anni di ritardo rispetto ai colleghi più preparati sulle nuove tecnologie?
    Dovrebbe mettersi a studiare per colmare questo gap ok, ma dovrebbe ripartire da zero mangiando merda per anni nella migliore delle ipotesi, rifacendo la trafila della carriera, sempre se lo prendono un tecnico che oramai ha 50 anni e forse più.

    E che fai? A quel punto non partecipi e lasci che lo faccia qualcun altro.
    E chi?
    Solo quelli già ricchi che vivono di rendita o che hanno tante di quelle proprietà e di soldi che possono delegare la gestione di queste ad altri ricavandone solo i soldi senza occuparsi di nulla, ovvero senza dare alcun valore aggiunto alla crescita delle aziende ad esso legate.

    E chi sono questi se non "i padroni"?
    I tanto odiati "padroni" delle lotte ideologiche degli anni 70.
    D'alema ricorda bene che questi "padroni" odiavano i partiti di massa, che portavano operai in parlamento e toglievano loro la prerogativa di comando e potere che gli aveva permesso di governare per millenni (l'aristocrazia, la nobiltà, l'alta borghesia, sempre "padroni" erano).

    Nella grande confusione di definizioni di destra e sinistra di questi anni ora chi è di sinistra giustifica i manifestanti che spaccano le vetrine mentre chi è di destra li condanna, chi è di sinistra dice che vuole difendere i diritti dei gay (ma si scandalizza ferocemente per una gonna che svolazza fino al ginocchio su un manifesto) mentre chi è di destra è contrario ai diritti dei gay (ma poi molte volte va a trans)

    chi si definisce di sinistra (e presidia questa definizione) vuole fermare la costruzione dei treni e vuole una decrescita felice e un ritorno alla casa nella prateria ed è sostanzialmente contrario al progresso e alla globalizzazione, fonti di tutti i mali attuali.
    Chi si definisce di destra è per il libero mercato ma poi gli piace di diventare monopolista e pensa che in fondo vada bene così.

    Insomma in questo stravolgimento morale l'unica cosa che mi viene da pensare è che Dio non può esistere altrimenti ci avrebbe spazzati via come pidocchi dalla terra, per quanto facciamo schifo e quanta ipocrisia e idiozia grondi in tutto quello che facciamo.

    Però come riflessione è interessante: se è vero che non si vuole i professionisti della politica chi potrà permettersi di fare politica?
    La gente vive 100 anni oramai (grazie al progresso e alla globalizzazione, ma non ditelo a certa sinistra altrimenti le togliete il gusto di lamentarsi che a loro piace tanto) e che cosa fa una volta che ha finito quei 10 anni di cresta dell'onda?
    Cercherà di monetizzare il periodo facendosi corrompere, ma chi glielo fa fare di distruggere o mettere a rischio la propria sopravvivenza per una popolazione di stronzi lamentosi che hanno visto aumentare l'aspettativa di vita e la qualità dell'invecchiamento in soli 40 anni e continuano a triturare i maroni non accontentandosi mai e scaricando (malgrado un benessere mai così diffuso) un livore mai visto nelle piazze e nei social network? Un livore dato dall'invidia e non da problemi economici reali.
    I senza casa, che sono i veri poveri, non vanno mai alle manifestazioni e non hanno certo internet, non sono tanti e se l'obiettivo di quelli che si lamentano fosse solo aiutare questi veri poveri lo avrebbero già fatto da un pezzo, ma loro vogliono solo lamentarsi e rompere il cazzo al prossimo per non aver avuto dalla vita quello che sognavano: un potere di cui abusare almeno un po oppure qualcosa di immeritato da godere in quanto immeritato...

    l'umanità è questa, a me quelli che fanno più schifo (ma schifo vero) sono i moralisti e i savonarola da tastiera, gli ipocriti che usano i problemi veri della società come veicolo di sfogo dei propri disagi personali ma non per risolverli (anche perché il più delle volte non ne sono toccati minimamente, loro dicono di farlo per idealismo e per morale, ma di risolvere i problemi non gliene po' fregà de meno!), ma solo per sentirsi per 5 minuti migliori degli altri

    ora i savonarola da tastiera ce l'hanno con la casta.
    Giusto.
    Ma se nemmeno tra loro quando si trovano a protestare insieme vestiti di viola riescono a capire le basi della democrazia ("la democrazia è quando siamo tutti d'accordo", "un regolamento interno limiterebbe la libertà" e via dicendo) ma se ne riempiono la bocca, quale sarebbe l'alternativa?

    parliamone... voglio proprio sentire

  7. #7
    thamiel
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    C'è poco da curare...E' un cacro mostruoso....incurabile.. hai ragione nel chiederti e chi la vorrebbe mai?
    neanche l'AFRICA la vorrebbe...
    colpa nostra se è così, non abbiamo insegnato ne imposto la legalità in SICILIA...
    ci vorrebbe un governo con le p----le d'acciaio,non vecchioni mollaccioni.


  8. #8
    thamiel
    Ospite

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    Tutti coloro che hanno scelto la carriera politica, sono di natura disonesti ladri
    e ignoranti non capiscono nulla..lo dimostrano i 50 anni della D.C i cui danni si sentono adesso.inoltre + sei ignorante meglio è e pensare che goverare una nazione è + facile che dirigere la FIAT...
    BASTA TASSARE,TASSARE E NON DARE NULLA IN SERVIZI E FARLI PAGARE, CREARE ENTI INUTILI.per gli amici degli amici. il welfare,termine osceno,si presta molto per depredare i popoli....non hanno mai voluto in italia separare la previdenza dall'assistenza,e certo quante porcherie emergerebbero... scusate, qui si filosofeggia troppo con la politica.. mai nulla di concreto...
    soluzione crisi? quale? non c'è mai stata..balle della sinistra... che vuole governare senza consenso elettorale.il nuovo governo una fregatura anti democratica....ci sono evenienze che solo il popolo sovrano può decidere.. punto e basta.. in SVIZZERA REFERENDUM quando s devono toccare i diritti del popolo qui solo rferendum idioti, che hanno demotivato tutto il popolo.anni 60 inflazione 20%,interessi BOT 18% eppure mio padre mi dice che si stava meglio....
    con 4/5 milioni compravi casa, disoccupazione poca, stipendi ottimi...tasse poche,eppure non c'era crisi come mai?
    http://www.italiadonna.it/public/per...7/01047001.htm

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Gianluca Visualizza Messaggio
    i primi minuti non sono tanto interessanti, dopo metto le frasi che ho ritenuto interessanti, ne avevo accennate un paio, ma poi le riporto on maniera chiara.
    Che alla festa dell'Unità ci sia questo genere di cose e che l'intervista sia piaciona è ovvio! Il punto è che detto delle cose molto attuali che mi sono piaciute molto.

    Non sapevo per esempio che il limite dei mandati in parlamento fosse il punto numero 2 del programa de "l'uomo qualunque" di Giannini nel primo dopoguerra

    Gramsci parlava di cosmopolitismo economico (la globalizzazione la chiamava così all'epoca) in inevitabile conflitto a lingo termine con le politiche nazionalistiche ed è stata una citazione molto bella di questo uomo geniale (Gramsci) che negli anni 30, dal carcere, aveva previsto quello che sarebbe successo prima o poi...
    ora si parla tanto di mercati e di cessione della sovranità ma ti rendi conto che genio che era Gramsci?
    Una citazione del genere, una analisi del genere, arricchiscono la cultura politica di chi l'ascolta, e io non posso fare altro che apprezzare.

    ha anche argomentato in maniera finissima la questione della democrazia rappresentativa, vera nemica del "grillismo" e di un certo populismo di destra (ma anche della sinistra assemblearista)

    Ebbene io ho visto che cosa comporta l'assemblearismo (ed il "presenzialismo") quando hai un gruppo quando frequentai il "popolo viola" per qualche tempo su invito di un amico che è un convinto (ma convinto davvero) assertore della democrazia diretta con posizioni estremamente grilline da quel punto di vista.
    Quello che ho visto è che un gruppo di iscritti a una mailing list, o a un gruppo che ogni tanto si attiva per una protesta, magari formato da migliaia di persone che partecipano solo quando c'è "la festa" (leggasi la manifestazione, il corteo di protesta ecc) sono poi governate da un gruppo di persone che sono sempre le stesse e si fanno forza tra di loro.
    Il gruppetto è quello "presenzialista" e presidiante" tutte le assemblee alle quali sono formalmente invitati tutti gli iscritti ma alle quali giocoforza partecipano solo pochissimi (perché si può dire quello che si vuole ma questo gioco dell'assemblearismo alla lunga non interessa che a un gruppetto). Quindi succede che un gruppetto di una decina non di più si cancrenizza e controlla di fatto le azioni del movimento impedendo che chiunque altro entri nel "gruppetto dominante" cacciando dal movimento chi non si allinea con loro.
    Ho visto fare delle cose oscene da gente che si riempiva la bocca della parola democrazia ma non sapeva nemmeno che cosa fosse, tipo se all'assemblea arrivavano iscritti che non conoscevano, loro che erano dietro al tavolo in quanto organizzatori temevano come la peste che un oratore più bravo che portasse dalla sua i nuovi astanti e li mettesse in minoranza, impedendo di votare.
    Per farlo teorizzavano come Grillo il "non regolamento" in modo da poter interpretare le regole di volta in volta come dicevano loro.
    Proponevano una manifestazione a favore della costituzione (parola scritta per eccellenza) e al tempo stesso negavano la possibilità di un regolamento interno perché la "parola scritta" limita la libertà!
    Dicevano che "democrazia è che dobbiamo essere tutti d'accordo" quando avevano paura di essere messi in minoranza, e dinamiche interne (a volte anche tresche amorose, normali in un gruppo ristretto di giovani) facevano si che venissero appoggiate mozioni solo per sostenere "l'amico del cuore" e tanto bastava, visto che era fatto da chi era dietro al tavolo della dirigenza del movimento per il solo fatto di averlo organizzato. D'altronde se uno si sbatte per organizzare una cosa vuole anche gestirla e comandare no?
    Il che va bene per una manifestazione ma non per una azione politica, ma questo facevano finta di non capirlo.
    Pretendendo quindi al tempo stesso di "comandare" sul movimento, senza essere stati eletti o facendo votare solo quando sicuri di vincere.
    Comandare poi per loro significava solo organizzare gli eventi ed esserne alla testa, scegliere chi doveva parlare in pubblico, scegliere i tempi e le scalette (è comunque una forma di potere e gli uomini cercano il potere, sempre) per poi sperare magari di farsi notare da qualche partito per farsi candidare in una lista bloccata: vita comoda a "5 stelle" e potere. Questo lo vogliono un po tutti quelli che sono li a presenziare e presidiare questi movimenti. Il più delle volte sono peggiori dei politici che criticano e tanto gli va bene perché nessuno sa veramente chi siano non andando mai a queste assemblee.

    D'alema tocca questo punto in maniera molto interessante dando una critica che ha un fondamento verissimo (che ho toccato con mano in prima persona).

    Il difetto di questo ragionamento è che il gruppo dirigente PD si è cancrenizzato allo stesso modo delle micro assemblee dei vari popoli viola e grillini visto che loro non si possono muovere e c'è una decina di persone che sono sempre li (presenzialiste) e che controllano il partito con esattamente le stesse dinamiche, anche andare a votare le primarie solo se sono assolutamente sicure di vincerle.

    Pero questo discorso, questi temi, ti rendono davvero l'idea di una cultura politica superiore, toccare questi tasti è secondo me già un grande merito anche se una perte della analisi come ho detto non la condivido.

    Sono cose sulle quali dovremmo riflettere, ne dovremmo parlare, ci dovremmo ragionare prima ancora di decidere se per esempio entrare o uscire dall'euro o prima ancora di decidere come e dove tagliare e come e dove investire le risorse.

    Questo dovrebbe essere un dibattito politico profondo, quello che fa capire che degli slogan e dei desiderata di facile presa hanno delle pesanti controindicazioni, cercare di capire la radice dei problemi di gestione della cosa pubblica, e cercare di proporre delle soluzioni vere per risolverle e non cercare di accontentare tutti, perché non è possibile, qualcuno prima o poi se ne dovrà fare una ragione

    Insomma, Gianluca, sinceramente ho anche la difficoltà a ridimensionale il tuo entusiasmo dalemiano. Non mi pare giusto nè utile. Per una di quelle poche volte che uno di noi possa ritenere di aver ascoltato qualcosa di estremamente bello, di profondo, interessante, mi chiedo perché qualche altro dovrebbe impegnarsi a rovinargli il buon convincimento. Voglio solo accennare che, negli scritti, di uomini illustri, di pensatori riconosciuti, c'è sempre un qualcosa di sempre valido, sempre attuale. C'è sempre la particolare occasione in cui si possa ascoltare qualcosa di sconosciuto, di sorprendente., che ci soddisfa perchè ci fa ritenere arricchiti di altre cognizioni. Il tuo è l'entusiasmo del nuovo sapere, io lo rispetto. Solo io preferisco altre fonti, di quelle che fanno scorrere una sapere di cui ci si possa abbeverare, senza prima accertarsi che sia acqua potabile...Non so se ho reso l'idea...

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Zorro Visualizza Messaggio
    Insomma, Gianluca, sinceramente ho anche la difficoltà a ridimensionale il tuo entusiasmo dalemiano. Non mi pare giusto nè utile. Per una di quelle poche volte che uno di noi possa ritenere di aver ascoltato qualcosa di estremamente bello, di profondo, interessante, mi chiedo perché qualche altro dovrebbe impegnarsi a rovinargli il buon convincimento. Voglio solo accennare che, negli scritti, di uomini illustri, di pensatori riconosciuti, c'è sempre un qualcosa di sempre valido, sempre attuale. C'è sempre la particolare occasione in cui si possa ascoltare qualcosa di sconosciuto, di sorprendente., che ci soddisfa perchè ci fa ritenere arricchiti di altre cognizioni. Il tuo è l'entusiasmo del nuovo sapere, io lo rispetto. Solo io preferisco altre fonti, di quelle che fanno scorrere una sapere di cui ci si possa abbeverare, senza prima accertarsi che sia acqua potabile...Non so se ho reso l'idea...
    non è un entusiasmo dalemiano è un entusiasmo culturale politico...
    ho spiegato alcuni passaggi ma ce ne sarebbero altri.
    Come ho detto non sono d'accordo con tutte le conclusioni di D'alema (e ho anche accennato i motivi) però l'analisi è alta tocca corde di cultura politica di alto livello che raramente si trova in giro.
    Una discussione con D'alema resta un dialogo che può raggiungere vette che con altri non trovi tanto facilmente.
    (con Prodi secondo me si va ancora più in alto)

    in ogni caso non avere timori a dissentire e essere discorde, purché si entri nel merito, sezionando le frasi ed argomentando ragioni diverse.
    La discussione è stata aperta per sviluppare un dibattito non per farmi dare ragione.
    Le discussioni servono per una crescita di tutti coloro che ci partecipano, quindi sentiti libero di argomentare qualunque critica (purché motivata da un ragionamento e non da un pregiudizio)

 

 
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