
Originariamente Scritto da
Gianluca
i primi minuti non sono tanto interessanti, dopo metto le frasi che ho ritenuto interessanti, ne avevo accennate un paio, ma poi le riporto on maniera chiara.
Che alla festa dell'Unità ci sia questo genere di cose e che l'intervista sia piaciona è ovvio! Il punto è che detto delle cose molto attuali che mi sono piaciute molto.
Non sapevo per esempio che il limite dei mandati in parlamento fosse il punto numero 2 del programa de "l'uomo qualunque" di Giannini nel primo dopoguerra
Gramsci parlava di cosmopolitismo economico (la globalizzazione la chiamava così all'epoca) in inevitabile conflitto a lingo termine con le politiche nazionalistiche ed è stata una citazione molto bella di questo uomo geniale (Gramsci) che negli anni 30, dal carcere, aveva previsto quello che sarebbe successo prima o poi...
ora si parla tanto di mercati e di cessione della sovranità ma ti rendi conto che genio che era Gramsci?
Una citazione del genere, una analisi del genere, arricchiscono la cultura politica di chi l'ascolta, e io non posso fare altro che apprezzare.
ha anche argomentato in maniera finissima la questione della democrazia rappresentativa, vera nemica del "grillismo" e di un certo populismo di destra (ma anche della sinistra assemblearista)
Ebbene io ho visto che cosa comporta l'assemblearismo (ed il "presenzialismo") quando hai un gruppo quando frequentai il "popolo viola" per qualche tempo su invito di un amico che è un convinto (ma convinto davvero) assertore della democrazia diretta con posizioni estremamente grilline da quel punto di vista.
Quello che ho visto è che un gruppo di iscritti a una mailing list, o a un gruppo che ogni tanto si attiva per una protesta, magari formato da migliaia di persone che partecipano solo quando c'è "la festa" (leggasi la manifestazione, il corteo di protesta ecc) sono poi governate da un gruppo di persone che sono sempre le stesse e si fanno forza tra di loro.
Il gruppetto è quello "presenzialista" e presidiante" tutte le assemblee alle quali sono formalmente invitati tutti gli iscritti ma alle quali giocoforza partecipano solo pochissimi (perché si può dire quello che si vuole ma questo gioco dell'assemblearismo alla lunga non interessa che a un gruppetto). Quindi succede che un gruppetto di una decina non di più si cancrenizza e controlla di fatto le azioni del movimento impedendo che chiunque altro entri nel "gruppetto dominante" cacciando dal movimento chi non si allinea con loro.
Ho visto fare delle cose oscene da gente che si riempiva la bocca della parola democrazia ma non sapeva nemmeno che cosa fosse, tipo se all'assemblea arrivavano iscritti che non conoscevano, loro che erano dietro al tavolo in quanto organizzatori temevano come la peste che un oratore più bravo che portasse dalla sua i nuovi astanti e li mettesse in minoranza, impedendo di votare.
Per farlo teorizzavano come Grillo il "non regolamento" in modo da poter interpretare le regole di volta in volta come dicevano loro.
Proponevano una manifestazione a favore della costituzione (parola scritta per eccellenza) e al tempo stesso negavano la possibilità di un regolamento interno perché la "parola scritta" limita la libertà!
Dicevano che "democrazia è che dobbiamo essere tutti d'accordo" quando avevano paura di essere messi in minoranza, e dinamiche interne (a volte anche tresche amorose, normali in un gruppo ristretto di giovani) facevano si che venissero appoggiate mozioni solo per sostenere "l'amico del cuore" e tanto bastava, visto che era fatto da chi era dietro al tavolo della dirigenza del movimento per il solo fatto di averlo organizzato. D'altronde se uno si sbatte per organizzare una cosa vuole anche gestirla e comandare no?
Il che va bene per una manifestazione ma non per una azione politica, ma questo facevano finta di non capirlo.
Pretendendo quindi al tempo stesso di "comandare" sul movimento, senza essere stati eletti o facendo votare solo quando sicuri di vincere.
Comandare poi per loro significava solo organizzare gli eventi ed esserne alla testa, scegliere chi doveva parlare in pubblico, scegliere i tempi e le scalette (è comunque una forma di potere e gli uomini cercano il potere, sempre) per poi sperare magari di farsi notare da qualche partito per farsi candidare in una lista bloccata: vita comoda a "5 stelle" e potere. Questo lo vogliono un po tutti quelli che sono li a presenziare e presidiare questi movimenti. Il più delle volte sono peggiori dei politici che criticano e tanto gli va bene perché nessuno sa veramente chi siano non andando mai a queste assemblee.
D'alema tocca questo punto in maniera molto interessante dando una critica che ha un fondamento verissimo (che ho toccato con mano in prima persona).
Il difetto di questo ragionamento è che il gruppo dirigente PD si è cancrenizzato allo stesso modo delle micro assemblee dei vari popoli viola e grillini visto che loro non si possono muovere e c'è una decina di persone che sono sempre li (presenzialiste) e che controllano il partito con esattamente le stesse dinamiche, anche andare a votare le primarie solo se sono assolutamente sicure di vincerle.
Pero questo discorso, questi temi, ti rendono davvero l'idea di una cultura politica superiore, toccare questi tasti è secondo me già un grande merito anche se una perte della analisi come ho detto non la condivido.
Sono cose sulle quali dovremmo riflettere, ne dovremmo parlare, ci dovremmo ragionare prima ancora di decidere se per esempio entrare o uscire dall'euro o prima ancora di decidere come e dove tagliare e come e dove investire le risorse.
Questo dovrebbe essere un dibattito politico profondo, quello che fa capire che degli slogan e dei desiderata di facile presa hanno delle pesanti controindicazioni, cercare di capire la radice dei problemi di gestione della cosa pubblica, e cercare di proporre delle soluzioni vere per risolverle e non cercare di accontentare tutti, perché non è possibile, qualcuno prima o poi se ne dovrà fare una ragione