Roba da non credere, ma, anzitutto, da non sopportare più. Ci siamo fatti ridurre al punto che un'alleanza politica, che dovrebbe poter risolvere la nostra disperata condizione, dipende dalla concessione della licenza matrimoniale per il dolcissimo Vendola. La novella Lucia, di manzoniana memoria, ama il suo Renzo e vuole essere incoronata. Si oppone il don Rodrigo Casini, che manda a dire a Bersani che questo matrimonio non s'ha da fare. Tramite la Bindi ed altri emissari. E, alla "fiera" del PD, si smette di parlare di disoccupazione, di fame, di disperazione, e l'attenzione è attratta al sentimento amoroso, casto, di Vendola, che ama solo se legalmente consentitogli, vecchia pulzella di vecchia ipocrita castità.
Ormai è chiaro: i giochi delle prossime amicizie per governare sono legati ad una pregiudiziale. Non è la pregiudiziale che riguardi programmi economici, la definizione di interventi a soluzione della crisi che viviamo, l'intendimento ad introdurre nuova moralità, serietà dei politici nostrani. La pregiudiziale è la concessione dei matrimoni omosessuali!
Ora, io capisco che la questione può avere una sua importanza, anzi, ha una sua importanza. Ma non è la questione più urgente, più interessante, nell'attuale tremenda difficoltà. Ci si aspetterebbe che questa sia da considerare degna di attenzione, ma a tempi migliori, più sereni. Oggi provoca divisioni, rancori, ripicche, ricatti, determinando il contrario esatto del clima occorrente ad affrontare i difficili impegni del risanamento.
Siamo alla beffa, patita ormai in silenzio, il che la dice lunga su come siamo ridotti. Ci hanno abituato a tutto, fanno di noi quello che vogliono, ci schierano, noi affamati, in due fazioni: i don Rodrigo, e i don Abbondio...
Mi incuriosisce scommettere a quale parte chiedano di appartenere i tre operai ALCOA, accampati su quel silos. Mah!




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