Qualcuno sa dirmi perché diavolo la Repubblica di San Marino gli conferì il titolo di Marchese? Non riesco a trovare nulla in rete.
Grazie
Qualcuno sa dirmi perché diavolo la Repubblica di San Marino gli conferì il titolo di Marchese? Non riesco a trovare nulla in rete.
Grazie
Segni particolari: "macchina da espansione razziale euro-siberiana" (Giò91)


Dopo aver sposato la contessa de Keller si mise in pari comprandosi un titolo di marchese a San Marino. Dovrebbe averlo pagato circa 20.000 lire del 1880, due o trecentomila euro di oggi.
"Solo dal 26 febbraio 1870 vengono assegnati titoli a personaggi di altre nazionalità. In quella data ricevette il titolo di barone il danese Zottlieb Abrahamson Zedalia, ed il torinese Francesco Ayrino. Da quest'anno, inoltre, il conferimento di titoli nobiliari diventa più frequente. Nel decennio 1870-1880 registriamo infatti 33 titoli distribuiti (16 baroni, 8 duchi, 5 conti, 3 marchesi, 1 visconte). Dal 1881 al 1899 ne vengono conferiti 19 (9 baroni, 8 conti, 1 marchese, 1 duca), di cui 9 nel primo decennio, e 10 nel secondo. Dal 1900 al 1931 solo 7 (4 conti, 2 marchesi, 1 barone), più un predicato nobiliare. (75)
Diversi di questi titoli furono assegnati per benemerenze, ma la maggior parte furono conferiti per motivi venali, e dietro esborso di cifre anche molto elevate. La prima traccia che ho trovato di questa prassi risale al dicembre del 1865, quando Avigdor offre a nome di Ernest Deville di Parigi 5.500 lire da utilizzarsi a favore dell'ospedale. Come ringraziamento un mese dopo gli viene conferito il titolo di marchese. (76) Ma già nel '64 vi sono tracce all'interno degli atti consigliari dell'arrivo di doni in denaro o in oggetti, per cui direi che sono questi gli anni in cui i governanti si rendono conto che per poter rispondere ai bisogni della Repubblica, la via più rapida, più facile e più conveniente era quella legata alla vendita delle onorificenze, dei titoli nobiliari, della cittadinanza e del patriziato, ed anche dei consolati che cominciarono a sorgere dovunque.
Ho parlato di vendita, ma in realtà all'epoca si preferiva parlare di omaggi, donativi, generosi regali, ecc. Un pizzico di ipocrisia serviva probabilmente a giustificare, o meglio a rendere meno abietto alla coscienza, un traffico che dai più doveva essere considerato immorale, e contrario alla sana tradizione tramandata dai padri. Ma il bisogno aguzza l'ingegno, per cui quando ci si accorse che le onorificenze sammarinesi erano ambite, si accantonò il passato, e si azzittirono i tradizionalisti, arrivando addirittura a stabilire nel maggio del 1866 che nessuna onorificenza doveva essere conferita ad offerte inferiori alle 1.000 lire, cifra assai ragguardevole per l'epoca, visto che il medico primario della Repubblica percepiva come stipendio annuale 1.500 lire. (77) Le cifre relative ai titoli, poi, erano elevatissime, anche se nei primi anni i governanti sammarinesi non sempre capirono quanto la gente fosse disposta a spendere per diventare Duca di Ca' Chiavello, o Marchese di Gorgascura. Negli anni '70, invece, i prezzi dei titoli divennero assai esosi. Nel 1869, per esempio, Francesco Houssaye "donò" 10.000 lire per diventare conte; nel '70 Gustavo Testa pagò 12.000 lire il titolo di marchese; nel '72 la signora Rosina Carolina di Hetschendorf sborsò 22.000 lire per diventare duchessa di Lesignano; 18.000 lire spese l'inglese Giorgio Cockle il 17 gennaio del 1877 per diventare Marchese di Montecarlo; ben 60.000 lire (la "madre" di tutti i donativi diremmo certamente oggi) la signora Maria Antonietta Andrè di Parigi per il titolo di Duchessa. Con questi soldi si avviarono i lavori per il nuovo Palazzo pubblico. (78)
Tutti i titoli, comunque, procurarono introiti per San Marino, variando da un prezzo minimo di 6-8.000 lire per un titolo di barone, alle somme di cui si è detto.
Se rapportiamo poi queste cifre agli stipendi che la Repubblica pagava ai suoi funzionari, ci possiamo rendere conto ancora meglio della loro entità. Nel '75 il commissario della legge, che era l'impiegato con lo stipendio più alto, percepiva 2.400 lire all'anno, paga che gli verrà aumentata alla fine del decennio fino ad arrivare a poco più di 3.000 lire. Il professore di fisica e chimica nelle scuole superiori riceveva 1.420 lire (1.700 nel 1880). Un medico, sempre nel 1880, guadagnava 2.000 lire, e il chirurgo 2.500; l'ispettore di polizia 1.500 lire; i maestri ricevevano dalle 800 alle 1.300 lire in base alle classi in cui insegnavano. Con le ingenti entrate delle onorificenze, insomma, San Marino potè creare o terminare quelle infrastrutture di cui sentiva l'esigenza nei decenni precedenti, e dare temporaneamente lavoro alla sua popolazione in pieno boom demografico."
Verter Casali, , "I tempi di Palamede Malpeli : la Repubblica di San Marino nell'età della Destra Storica", 1994
Ultima modifica di trash; 05-09-14 alle 08:08
Grazie
Segni particolari: "macchina da espansione razziale euro-siberiana" (Giò91)
Ma perché d'Alveydre comprò il titolo di marchese proprio a San Marino? Qualcuno può darmi delucidazioni?
Apro qui anche un altro quesito: sapevate che Crispi e Garibaldi erano azionisti della nascente Cassa di Risparmio della Repubblica di San Marino nel 1882? Vi risulta?
Segni particolari: "macchina da espansione razziale euro-siberiana" (Giò91)


- Probabilmente perché a San Marino l'acquisto di titoli nobiliari era più facile che altrove. Il motivo risalta anche dalla citazione di trash: occorreva far soldi e non si andava tanto per il sottile, con buona pace dei puristi dell'araldica.
- Non mi risulta ma non ho mai approfondito questo aspetto, sicché potrebbe essere benissimo... Del resto Garibaldi fu molto legato a San Marino in quanto vi riparò dopo i fatti del 1849 e, in seguito, ne ottenne la cittadinanza onoraria.
Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 13-09-14 alle 00:58
"Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)