La personalità sdoppiata del Carroccio milanese
Quando un partito tradizionalmente di denuncia e di protesta si trova al governo del Paese ha due modi per tenere il proprio elettorato "al caldo" e di riottenere così il suo consenso. Il primo, quello più coerente, è di attuare le politiche che sono state al centro della protesta quando tale partito era all'opposizione. Il secondo, quello più truffaldino, è di far credere ai propri sostenitori di non aver colpe alcune, pur facendo parte della maggioranza di governo, della mancata o parziale attuazione del programma elettorale, oppure di aver dovuto subire per "cause di forza maggiore" certe decisioni contrarie allo spirito e alla tradizione del partito.
Il caso della Lega Nord di Umberto Bossi è da manuale, soprattutto a Milano, dove la componente locale non si è ancora accorta che il partito fa parte, a furor di popolo padano, della maggioranza di governo e detiene, fra l'altro, un ministero cruciale quale quello dell'Interno.
Non solo. La presenza del Carroccio in Parlamento è così importante a livello numerico che un eventuale ripensamento del partito farebbe cadere immediatamente Berlusconi e le sue truppe. Eppure, nonostante tali privilegi, gli esponenti della Lega milanese continuano a mantenere un certo distacco su problemi di cui il Carroccio, quale compagine di governo, è corresponsabile e, al peggio, responsabile in toto.
Prendiamo il fenomeno dei profughi. Matteo Salvini, eurodeputato e leader locale della Lega, ancora ieri ha fatto sapere che «Milano ha già dato», con questo facendo intendere che chi sta mandando i migranti in Lombardia, e quindi anche nel capoluogo, è una forza oscura di cui non si conosce l'identità.
Ma Salvini sa benissimo che è stato il "suo" ministro dell'Interno, il leghista Bobo Maroni, a spedire i profughi qui da noi, secondo un criterio ben preciso: tanti abitanti, tanti stranieri. Ovvio che la Lombardia, essendo la regione più popolosa d'Italia, è stata chiamata (da Maroni) ad accogliere il maggior numero di migranti in arrivo in Italia. Non solo. La quota di profughi destinata a Milano, cioè il 31,8 per cento, è stata decisa di comune accordo dagli enti locali lombardi, enti in molti dei quali la Lega siede nelle fila della maggioranza, uno su tutti, il più importante, la Regione Lombardia. Ma Salvini continua a ripetere come una mantra «immigrati föra da i ball», dirottando così le responsabilità del ministro Maroni a non meglio decifrate forze aliene.
Quello di abbaiare alla luna è un gioco che Salvini e compagni praticano, e hanno praticato, anche su altri temi, come quello dei rom. Quando si scoprì che la giunta Moratti aveva assegnato le case gratis ai nomadi del Triboniano, Salvini fece uno dei suoi show di protesta, da una parte facendo finta di cadere dalle nuvole pur essendo esponente della maggioranza, dall'altra nascondendo a se stesso e agli elettori leghisti che la Regione, dove il Carroccio governa di buon grado, era stata chiamata a esprimersi sull'argomento in quanto "proprietaria", attraverso Aler, degli appartamenti da assegnare (gratis) ai nomadi. La Regione, come sappiamo, diede il via libera. La Lega dov'era in quel momento? Evidentemente non lo sa neppure il presidente (padano) del Consiglio regionale Davide Boni, che, proprio ieri, ha diramato un comunicato, l'ennesimo, per accusare Pisapia di «regalare alloggi popolari a nomadi ed immigrati». Per il momento, se c'è qualcuno che ha regalato case gratis ai rom, questo qualcuno è l'ex sindaco Moratti (Pdl), con la complicità del Pirellone, dove Boni e gli altri esponenti del Carroccio governano con Formigoni (Pdl).
E non sorprende neanche più di tanto l'onorevole Salvini quando punta il dito, anche lui, contro il sindaco Pisapia «per aver permesso, con le sue politiche d'apertura nei confronti dei nomadi, il ritorno dei rom a Bacula». Per la cronaca, quando Salvini co-governava Milano ai tempi dell'amministrazione Moratti, i rom a Bacula si insediavano un giorno sì e l'altro pure (CronacaQui è in grado di documentarlo). Ghisa e poliziotti sgomberavano la baraccopoli, è vero, ma passata la buriana, tempo qualche ora l'area si ripopolava come prima, con buon pace della Lega.
Ma non è tutto. Per Salvini il sindaco Pisapia è uno scellerato anche perché si siede attorno al tavolo con «l'integralista» Shaari per discutere di moschee a Milano. Non sia mai. Eppure non si hanno notizie di pressioni da parte del ministro Maroni affinché il presidente della Repubblica Napolitano revochi la cittadinanza italiana «all'integralista» Shaari per poi procede alla sua espulsione dal Paese. E non si hanno neppure notizie di nuove leggi che disciplinino l'esercizio del culto da parte degli imam, così come il governo, di cui fa parte la Lega, si era impegnato a varare per mettere fine alla piaga dei predicatori fanatici. Almeno a Milano, la Lega soffre di sdoppiamento della personalità: un giorno è al governo, il giorno dopo all'opposizione a seconda della convenienza.
Si capisce perché ultimamente la base leghista, assai più coerente della sua attuale classe dirigente, stia friggendo in olio bollente: ecco servito un bel piatto di delusi misti.
http://forum.politicainrete.net/newt...newthread&f=21




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repapelle: .

, vediamo, magari va all'udc
.
