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ANTI ITALIANI E COMUNITA’ NAZIONALE.
Formalmente si stanno delineando le composizioni di quelle liste che intendono perseguire il cosiddetto “voto democratico” nel carosello dei prossimi 25-26 febbraio che potranno anche mimetizzarsi dietro i colori della bandiera profusi senza pudore ma che in realtà non rappresentano altro che il servilismo al soldo del Nemico della Nazione.
Nel centro- destra l’accordo nuovamente raggiunto con la Lega che apertamente sostiene - ed ha visto accettare supinamente da Berlusconi – il fine strategico della “macroregione del nord” dà il senso compiuto di una volontà di frattura dell’Unità raggiunta con il sangue delle trincee a cui non può dare alcuna garanzia contraria né lo specchietto per le allodole di formazioni speculari tipo “grande sud” o di quelle pseudo patriottarde tipo “fratelli d’italia” o “la destra”, né il revanchsimo tutto personale di un Berlusconi che – ricordiamolo – ha santificato sempre i “liberatori” americani;
nel centro demo-montiano (il cui candidato “in pectore” in primis é il collegamento diretto con le centrali plutocratiche internazionali) il recente appoggio delle gerarchie ecclesiastiche – oltre alla presenza diretta della rappresentazione farsesca democratico cristiana di Casini, Buttiglione e Cesa, e il contorno senza sale di Fini – che mistificano “l’universalismo” del Vangelo di tipo spirituale con “l’ecumenismo” di tipo temporale dà conferma che il cristianesimo romanico é da tempo sopravanzato da quel giudaismo messianico che vede il centro del mondo non più e non già Roma culla della Civiltà ma “sionne” superba e razzista nel considerare le Genti schiave del “popolo eletto” le cui propaggini oggi si chiamano “trilateral commission”, “gruppo bildenberg” ed i loro bracci finanziari armati come il “fondo monetario internazionale” ed “eurolandia-bce”.
nel centro-sinistra – da sempre anti-italiano a prescindere, schiavo di ogni ideologia “internazionalista” oggi mutuata in una più rassicurante “multi-etnicità” e svilita in ogni sorta di “garanzia delle diversità”, l’accoppiata tra il burocrate di partito ed il “rivoluzionario” della venticinquesima ora, con spruzzata parrocchiale del novello “la pira”, non può che confermarsi in quel “riformismo” che da sempre é stata la palla al piede di ogni volenterosa spinta alla difesa reale del Lavoro inteso come dignità dell’Uomo libero, sociale e nazionale;
nelle cosiddette “estreme” troviamo l’accozzaglia di ogni velleitarismo protestatario fine a sé stesso senza uno straccio di proposta organica di attacco al sistema, spesso riconducibili anzi alla capacità dello stesso di saper gestire con lungimiranza sia il “potere” che il “contropotere” (gli Ingroia, i Di Pietro, i Grillo tanto per capirci !).
Infine non possiamo che osservare attoniti l’ennesimo “hara kiri” (ma non eroico alla Mishima, tutt’altro !) di realtà che hanno perso l’ennesima occasione storica di dimostrare con i fatti che la “continuità ideale” non la si conquista senza coerenza e linearità di comportamenti (e proprio oggi vive la bruciante testimonianza di Acca Larentia suddivisa a turni come se fosse un campo da tennis !). Nel momento stesso in cui occorreva dare “voce” alla delegittimazione del potere costituito sulle salmerie degli invasori anglo-americani attraverso il rifiuto netto e categorico di ogni partecipazione al gioco dei ladri anti-italiani ecco la pervicace volontà di portare acqua a quel mulino che in questi 65 anni ha maciullato anzitutto la Comunità Nazionale ed ora sta finendo di macinare definitivamente quel che resta del popolo italiano.
Ebbene, pur consapevoli che non potremo certo dare paternità all’astensionismo che comunque ci sarà (e che ci auguriamo ovviamente superi in maggioranza gli italioti belanti) ci permettiamo almeno sin da ora confermare che in ogni caso ci porremo all’avanguardia di tutti gli Italiani ancora tali che avranno saputo dare vita alla rivolta civica del NON VOTO, consapevoli che tra essi ci saranno pure esperienze e sensibilità diverse come cultura politica d’origine ma certi che almeno tutti insieme avranno voluto dare un segno di discontinuità rispetto al servilismo ed alla perdita di ogni sovranità da Uomini Liberi.
Solo loro capiranno – nel tempo – di poter tornare ad essere vera COMUNITA’ NAZIONALE e modestamente forniremo ad essi, senza alcuna contropartita di scambio, almeno gli strumenti culturali ed operativi e progettuali per riappriopriarsi nuovamente del senso compiuto dell’appartenenza ad una Storia, ad una Stirpe che viene da lontano e che ha ancora nel suo “orizzonte solare” il fine strategico della sconfitta senza se e senza ma dell’ “usura luciferina”.
Lupo Alfa.




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