Monti? Non lo voto comunque
Intervista a Giorgio Airaudo
Daniela Preziosi Il Manifesto 10/01/2013
È bastato un «i ricchi vadano al diavolo» di Nichi Vendola per scatenare l’ira di Dio: la grande stampa ha tuonato contro «l’invi*dia sociale» e avvertito dell’inaffidabilità dell’alle*anza Pd-Sel come l’Unione. Giorgio Airaudo si è appena dimesso dalla segreteria della Fiom per correre da indipendente nelle liste di Sel.
Ha avuto un saggio dei toni che si useranno nel prossimo parlamento, di cui farà parte?
Niente di nuovo. Tutte mistificazioni, cortine fumogene. La realtà strilla ed è davanti agli occhi di tutti. Non c’è nulla di male a dire che chi gua*dagna di più deve è pagare di più. La progressivi*tà va ristabilita. C’è anche chi si è offerto di farlo. Invece fin qui pagano sempre i soliti noti, che ora non ce la fanno più: il lavoro dipendente, chi il lavoro l’ha perso e ne aveva uno aveva preca*rio, i pensionati. Non si tratta di attuare una ven*detta sociale, ma di ripristinare una giustizia so*ciale.
Monti ha promesso che abbasserà le tasse per i lavoratori e per le imprese.
Un pentimento tardivo e non credibile. Pote*va farlo in questo anno di governo, poteva esen*tare dall’Imu le prime case, quelle costruite per sé e per i propri figli dai nostri padri, con la fatica del lavoro dipendente. Invece non l’ha fatto.
Bersani però continua a fare offerte di collaborazione a Monti. Ieri ha anche detto «sull’art.18 con i centristi siamo d’accordo».
Sull’art.18 dovrebbe prendere atto che qualco*sa non funziona. Per esempio, sono aumentati di alcune centinaia i licenziamenti per “giustifica*to” motivo economico in aziende non in crisi: lavoratori che non avrebbero dovuto essere licen*ziati. Le cause sono in corso. È una stortura che va sanata. In ogni caso Bersani e il centrosinistra dovranno fare i conti con la raccolta di firme del referendum. Nelle primarie si è espressa anche l’opinione di chi chiede la modifica dell’art.18. E alle primarie Bersani si è vincolato.
Parla dei voti di Sel?
Senza i voti di Vendola, che quel referendum ha firmato, i voti Bersani non sono maggioranza.
Le firme sono state consegnate. Ma è difficile che il referendum si tenga: le camere sono sta*te chiuse nell’anno della raccolta.
Il peso politico delle firme c’è già. Mi auguro che nessuno pensi di cancellare una domanda di partecipazione e di decisione popolare usan*do artifici formali. La partecipazione non è buo*na solo quando ti dà ragione.
Ci vorrebbe un decreto del prossimo governo.
Ci sono precedenti. E comunque più di mezzo milione di cittadini ha chiesto che sull’art.18 e sull’art.8 della legge Sacconi ci sia un’espressio*ne popolare. Mi auguro che il governo ascolti le opinioni e corregga gli errori fatti. La politica può comunque interpretare questa spinta.
Nelle liste Pd c’è un ex direttore di Confindustria. Starà in una maggioranza di ’ma anche’?
Sono candidato da indipendente, ho intenzio*ne di mantenere le mie opinioni. Bersani ha re*spinto al mittente l’idea che nel centrosinistra si debba tappare la bocca a qualcuno. Bisognerà confrontarsi e ascoltarsi. Non mi fa paura il fatto che un professore che ha lavorato alla Confindustria abbia un’opinione lontana dalla mia. Se ne parla poco, ma anche lui viene da una rappresen*tanza sociale, quella datoriale, in profonda crisi: la Confindustria si è fatta scappare la Fiat, si è fat*ta bucare i contratti nazionali. È bene che ognu*no sia disposto al dubbio. Anche Galli può cam*biare idea. Proverò a fargliela cambiare.
Non c’è invece il rischio che debba cambiare idea lei? Monti potrebbe essere imbarcato nel*la maggioranza di Bersani. Il gruppo parlamen*tare di Sel è vincolato al voto comune con il Pd. Lei come si regolerebbe?
Andiamo con ordine. Intanto vorrei che il cen*trosinistra avesse la maggioranza in entrambe le camere, nonostante la pessima legge elettorale. Mi batto per un centrosinistra autosufficiente. E perché vengano premiate Sel e chi presidia i no*stri contenuti. Quanto a me, non ho firmato nes*sun impegno. Sono abituato a fare battaglie leali, trasparenti e in rapporto con i movimenti. Ho in*tenzione di continuare a farlo. E faccio fatica a immaginare di votare Monti. È un avversario del centrosinistra, un avversario anche duro e preci*so negli argomenti.
È un appello al voto utile? Gli ’ingroiani’ già schierano la contraerea contro quest’argo*mentazione.
Non bisogna essere ipocriti: alle elezioni si chiedono i voti per far contare le proprie ragioni. Ognuno cerca il proprio voto utile. Il problema è: utile per fare cosa? Io mi auguro che ci sia un voto utile a rafforzare la rappresentanza del lavoro, dei diritti sociali, dei beni comuni, del diritto di voto dei lavoratori sui propri accordi e contratti. Certo, mi auguro che a sinistra resti una porta aperta. Sarebbe una ricchezza e darebbe più pos*sibilità al dopo voto. Non esiste solo Monti.
Chi si è battuto contro la riforma dell’alt. 18 sta in prevalenza nello schieramento di Ingroia. Non nel centrosinistra, la sua alleanza.
Io voglio contenderla, quest’area. Sull’art.18 le primarie hanno fatto giustizia. Qualcuno ha anche cambiato schieramento, parlo di quelli che sono andati con Monti. Toccare l’art.18 era inuti*le, inutile nella crisi e a creare lavoro. È stata un’operazione ideologica di retroguardia.
Quale ministro del lavoro vorrebbe votare?
Vorrei un ministro, o una ministra, che come Donat Cattin o Brodolini pensi di essere un ministro dei lavoratori. Che non creda di essere neautrale, al di sopra delle parti. Proprio come è scritto nella nostra Costituzione.
http://selvanchiglia.wordpress.com/2...voto-comunque/
Ottimo Airaudo, la sua visione è proprio la mia. Si lavora per il centro-sinistra autosufficiente, se cosi non sarà voteremo contro qualsiasi inciucio con Monti.





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