
Originariamente Scritto da
salvo.gerli
Strage di Bologna, Napolitano: non dimenticare la follia terrorista
Fischi a Bondi: "E' odio politico"
La strage alla stazione di Bologna fu frutto di "una stagione di folle violenza terroristica che non va dimenticata" perché - scrive il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel messaggio inviato al presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime Paolo Bolognesi - "solo sviluppando un impegno costante di corretta trasmissione della memoria - prosegue infatti il capo dello Stato - è possibile diffondere la cultura della convivenza pacifica e della consapevole partecipazione all'esercizio dei diritti nell'ambito della legalità costituzionale".
"A ventinove anni dalla strage - si legge nel messaggio del presidente della Repubblica - il mio pensiero va alle 85 vittime di quel vile e terribile delitto, agli oltre 200 feriti - rimasti segnati dall'orrore di quella mattina - e al dolore dei loro famigliari".
Follia terroristica "Quella strage - come altre che hanno dolorosamente segnato la vita della Nazione in quei tragici anni - fu frutto di una stagione di folle violenza terroristica che non deve essere dimenticata.
Su di essa è necessario che prosegua una riflessione collettiva - sottollinea il capo dello Stato - che ho ritenuto di sollecitare con i miei interventi in occasione del 'Giorno della Memoria' per onorare le vittime e perpetuarne il ricordo presso le generazioni più giovani. Solo sviluppando un impegno costante di corretta trasmissione della memoria è possibile diffondere la cultura della convivenza pacifica e della consapevole partecipazione all'esercizio dei diritti nell'ambito della legalità costituzionale".
"Con questo spirito - si conclude il messaggio a Bolognesi - esprimo a lei, signor presidente e a tutti i famigliari delle vittime, la mia affettuosa vicinanza e i sentimenti di partecipe solidarietà dell'intero Paese, nel commosso ricordo di quel drammatico giorno".
Schifani: rinnovata coscienza democratica "Il ricordo delle vittime promuova una rinnovata coscienza democratica".
Lo afferma il presidente del Senato, Renato Schifani, in una lettera inviata al sindaco di Bologna, Flavio Delbono, e al presidente del Comitato di solidarietà alle vittime delle stragi. "In occasione del 29mo anniversario della strage alla Stazione di Bologna - scrive il presidente Schifani - desidero giunga alle famiglie e ai bolognesi tutti la mia partecipe vicinanza in questo giorno di memoria silenziosa e commossa.
Il mio auspicio - aggiunge - è che il ricordo delle vittime innocenti del terrorismo di quegli anni, di ogni matrice, promuova la formazione in Italia di una rinnovata coscienza democratica e di una nuova cultura della solidarietà, del dialogo e della convivenza civile". "Grazie per quanto continuate a fare, anno dopo anno - conclude il messaggio del Presidente del Senato -, per difendere la sete di verità e la dignità irrinunciabile del ricordo".
Fini: un dovere accertare la verità "A tanti anni distanza, ritengo sia dovere assoluto delle istituzioni accertare la verità in tutti i suoi aspetti, ricostruendo nella sua completezza i contorni di quell'oscura e torbida azione destabilizzatrice che si abbatté su Bologna e sull'Italia producendo tanti lutti e tante immani sofferenze. E' un necessario servigio che si deve alla città, agli italiani e alla democrazia del nostro Paese".
Lo afferma il presidente della Camera Gianfranco Fini, nel suo messaggio. "Desidero esprimere - sottolinea Fini - tutta la mia più intensa solidarietà e commossa vicinanza a lei, signor Sindaco, e ai familiari delle 85 vittime del vile e orribile attentato che 29 anni fa colpì la città di Bologna ferendola nei suoi sentimenti più profondi di umanità e civiltà.
E' necessario mantenere sempre viva la memoria di quella terribile tragedia per rinnovare l'esecrazione del terrorismo e per riaffermare i principi della democrazia, della legalità e della libertà che sono patrimonio condiviso del popolo italiano.
Il ricordo di come la Repubblica seppe reagire all'attacco criminale dello stragismo deve essere di incitamento a difendere sempre con determinazione e fermezza i valori costituzionali che sono alla base della convivenza civile".
Bondi fischiato
Il ministro per i Beni culturali Sandro Bondi è stato fischiato non appena ha preso la parola davanti alla stazione di Bologna per la cerimonia di commemorazione.
Fischi e qualche insulto sono stati rivolti al ministro e poi gran parte della folla radunata nella piazza ha voltato le spalle e si è allontanata.
Bondi, che aveva appena cominciato a parlare, ha interrotto il discorso e ha detto rivolgendosi alla gente: "Così non rispettate il senso più profondo della commemorazione".
"Quelli che hanno fischiato sono coloro che hanno umiliato il significato più profondo di questa celebrazione".
E' stato questo il primo commento del ministro.
"Questa celebrazione ha un significato in quanto siamo qui riuniti tutti per difendere i valori della democrazia e per ricordare una pagina tragica e sanguinosa della nostra democrazia.
Quanto è accaduto è il segno che l'odio politico e ideologico è ancora così profondo nel nostro Paese.
Io ero qui - ha proseguito - anche per ricordare la necessità di superare queste contrapposizioni, questo odio ideologico e politico che avvelena la politica italiana".
"Ci sono persone - ha detto ancora il ministro prima di salire in macchina per lasciare Bologna - che contestano senza neppure ascoltare quello che si dice. Sono persone che pensano di difendere la democrazia e la libertà mentre coloro che oggi hanno fischiato - ha insistito Bondi - hanno solo umiliato e calpestato il significato profondo di questa celebrazione".
"E' triste - ha concluso il ministro - partecipare ad una commemorazione che alla fine viene ricordata per le contestazioni e i fischi".
Strage di Bologna, Napolitano: non dimenticare la follia terrorista Fischi a Bondi: "E' odio politico" - Interni - ilGiornale.it del 02-08-2009