Anche a Lecce è possibile sottoporsi ad un esame con il Trimprob, uno strumento affidabile, economico e non invasivo per la diagnosi di alcune tipologie di tumori, frutto dell’ingegno del fisico Clarbruno Vedruccio.

Attualmente in Italia sono solo 50, tra centri pubblici e privati, ad utilizzare all’interno delle proprie strutture un’apparecchiatura innovativa per la diagnostica precoce in ambito oncologico. Si chiama Trimprob, ma è comunemente definito “bioscanner”: si tratta di uno strumento che permette un’analisi non invasiva dei tessuti, rilevando nei pazienti la presenza di stati patologici. In particolare, questa apparecchiatura si applica per la diagnosi di tumori alla prostata e alla vescica.

Il padre di questa invenzione è il fisico e ingegnere Clarbruno Vedruccio, studioso originario di Ruffano. Il medico che ha deciso di “adottare” nel Salento l’invenzione di Vedruccio è invece Giorgio Leucci, urologo presso l’ospedale “Vito Fazzi”. Ad oggi Leucci è l’unico professionista in provincia di Lecce ad avvalersi di questa importante apparecchiatura, tra l’altro abbastanza semplice da utilizzare, e in Puglia i pazienti che vogliono avvalersi della stessa tecnica diagnostica devono raggiungere l’Ospedale Civile “Masselli” di San Severo, nel foggiano.

È un risultato che lascia ben sperare per la troppo spesso discussa sanità salentina. Anche se non tutto era cominciato in maniera, per così dire, serena. Sembrano infatti molto lontane le “disavventure” leccesi del bioscanner. Correva infatti l’anno 2006 quando il reparto di Urologia del “Vito Fazzi” era impossibilitato ad utilizzare tale apparecchiatura per un bizzarro quanto singolare motivo: una stampante rotta e la mancanza di un computer. Così, dopo un tam tam mediatico e addirittura un’interrogazione consiliare a viale Capruzzi dell’allora capogruppo di Forza Italia Rocco Palese, la vicenda rientrò.

Nel frattempo il bioscanner veniva prodotto, certificato e validato dal Ministero della Salute. Da Report a Rainews, a diversi giornali e riviste specializzate, ci si occupava di questo apparecchio. Sempre nel 2006 il professor Umberto Veronesi, rispondendo ad un lettore, lo descrisse così: “Ha il vantaggio di consentire di individuare da subito delle situazioni in cui qualcosa non va”.

Oggi questa apparecchiatura, che nel frattempo si è paradossalmente fatta conoscere più all’estero che in Italia (Francia, Belgio, Svezia e Giappone sono solo alcune delle nazioni in cui il Trimprob viene utilizzato), torna a far parlare di sé, con particolare riferimento ai buoni risultati ottenuti nel Salento.

Anche a Lecce c'è lo scanner scova tumori