L'ombra di una sistematica campagna di disinformazione si addensa sul progetto per la realizzazione del gasdotto che dovrebbe approdare a San Foca. La guerra tra gli ambientalisti salentini e la Tap, colosso multinazionale che vorrebbe portare in Italia il gas dell'Adzerbajan, finisce in Procura. Sulla scrivania del procuratore della Repubblica Cataldo Motta, per la precisione, al quale nei giorni scorsi è stato consegnato l'esposto firmato da Alfredo Fasiello del Comitato No Tap, affinché ne disponga l'assegnazione a uno o più magistrati in servizio a Lecce. Con tutta probabilità la vicenda finirà nelle mani del pool reati ambientali, coordinato dal procuratore aggiunto Ennio Cillo, anche se la denuncia presentata da Fasiello tramite l'avvocato Vincenzo Vantaggiato si concentra soprattutto sull'eventualità che la Trans Adriatic Pipeline si sia resa responsabile della "diffusione di false informazioni". Troppi buchi neri, a suo dire, nell'iter seguito per la realizzazione dell'opera, troppe "notizie rassicuranti", ma non del tutto corrispondenti alla realtà, che, secondo il Comitato, potrebbero indurre in errore la popolazione.

In particolare nell'esposto Fasiello punta il dito contro le notizie relative alla centrale di depressurizzazione che dovrebbe essere realizzata ad Acquarica, piccola frazione di Vernole, "in una zona ricca di uliveti e muretti a secco, in prossimità di un sito archeologico e di resti di insediamenti messapici". La centrale, secondo l'interpretazione degli ambientalisti, sarebbe un vero e proprio depressurizzatore, deputato a riscaldare il gas per abbassarne la pressione prima di immetterlo nella rete, mentre, stando alle dichiarazioni dei vertici di Tap, sarebbe semplicemente un misuratore di gas, che non provocherebbe alcun danno all'ambiente e alla popolazione. "Il normale funzionamento del terminale di ricezione del gasdotto, il cui scopo principale è quello di misurare il flusso del gas gasdotto - ha ulteriormente precisato il country manager Tap Paolo Pasteris - non prevede emissioni in aria né tanto meno l'installazione di turbine".

Tesi completamente opposte dunque, fino a pochi giorni fa veicolate tramite giornali e televisioni, negli incontri pubblici organizzati dal Comitato e in quelli ai quali hanno partecipato i responsabili della società così come previsto dalla legge. E se gli ambientalisti lamentano la "campagna poco chiara di informazione" realizzata dal colosso del gas, la società, dal canto suo, precisa di "aver invitato più volte il comitato No Tap ad unirsi al dialogo sul progetto all'interno di un quadro istituzionale efficiente ma, fino ad ora, No Tap ha sempre rifiutato questo invito. Mesi fa, Tap ha chiesto al vice-presidente della Regione Loredana Capone la costituzione di un tavolo tecnico che riunisse la Regione, la Provincia di Lecce, i comuni interessati, le organizzazioni non governative e il comitato No Tap. Speriamo che questo tavolo presieduto dalla Regione possa concretizzarsi". "Tap - ha proseguito Pasteris - dal gennaio 2011 ha continuato a dialogare con autorità locali, associazioni, organizzazioni non governative e le comunità. Sul nostro sito, abbiamo messo a disposizione anche un'apposita area di dialogo http://www. trans-adriatic-pipeline.com/it/dialogo/ per ricevere domande sul progetto e dare risposte al pubblico sul progetto".

All'attacco a muso duro di Fasiello, dunque, la Trans Adriatic risponde con altrettanta decisione, aggiungendo di non avere avuto ancora alcuna notifica in merito all'esposto presentato alla magistratura ma di essere pronta a "percorrere le vie necessarie per preservare la propria immagine", nel momento in cui ciò dovesse accadere. Quel momento, però, è ancora piuttosto lontano. Di certo, per ora c'è che alla Procura è stato chiesto di chiarire se le informazioni divulgate siano corrette e di verificare anche "la compatibilità del progetto Tap con il territorio prescelto", in riferimento a problematiche idrogeologiche, alla presenza di siti archeologici, di zone d'interesse ambientale (tra i quali i siti di nidificazione delle tartarughe) e di aree ad alta concentrazione turistica.

Questioni che i Comuni interessati dalla realizzazione dell'opera, Melendugno e Vernole, hanno già analizzato, deliberando in Consiglio il no al gasdotto, e ottenendo poi il conforto delle amministrazioni limitrofe di Caprarica e Castrì. Una ferma opposizione è giunta anche da privati cittadini, associazioni ambientaliste e di categoria, che hanno inviato al ministero dell'Ambiente centinaia di osservazioni da tenere in considerazione durante la procedura di valutazione del progetto. Proprio il ministero, qualche settimana fa ha concesso alla Trans Adriatic la proroga di 90 giorni, chiesta per integrare la documentazione Esia presentata per ottenere la Via. Una sospensione "volontaria delle proprie attività di valutazione sul territorio - precisano dalla Tap - per i mesi di giugno, luglio ed agosto, al fine di rispettare totalmente la stagione turistica della zona, come da impegni presi con le comunità locali".

A una ventina di chilometri di distanza, a Otranto, intanto Igi-Poseidon va avanti nell'iter per la realizzazione di un altro gasdotto, che dovrebbe portare in Italia il gas dal Mar Caspio passando per la Turchia e la Grecia. Lo stato di avanzamento del progetto - che ha già ottenuto l'ok dei ministeri dello Sviluppo economico e dell'Ambiente - è stato illustrato lunedì a Bari dall'amministratore delegato della società formata dall'italiana Edison e dalla greca Depa, Elio Ruggeri, al presidente di Confindustria Puglia, Angelo Bozzetto, e al sindaco della città dei martiri, Luciano Cariddi. "Confermiamo l'impegno a concludere tutte le attività necessarie per la decisione di investimento entro la metà del 2013 - ha spiegato Ruggeri - così da consentire la realizzazione dell'opera entro il 2017". Igi Poseidon ha avviato a giugno la gara per l'assegnazione dei servizi di ingegneria, fornitura e costruzione del tratto terrestre della condotta e dalla cabina di riduzione e misura: il valore delle opere nel territorio idruntino è di circa 70 milioni di euro e le manifestazioni di interesse andranno presentate entro il 14 settembre 2012. Poseidon, dunque, va avanti a tutta velocità mentre Tap rallenta l'iter alla ricerca di ulteriore documentazione per ottenere la Via e si prepara a fronteggiare le possibili grane derivanti dall'apertura di un'inchiesta penale sui primi passi mossi dall'opera in Puglia. L'ultima parola, in merito al gasdotto di San Foca, spetta comunque al consorzio Shaz Denize, il quale deciderà se portare il gas in Italia tramite il corridoio scelto da Tap o da Nabucco West entro giugno 2013.

I salentini, dal canto loro, guardano con apprensione ai due progetti: l'eventualità che due gasdotti possano sorgere nel raggio di trenta chilometri appare davvero paradossale a chi crede che lo sviluppo di questa terra sia nel turismo.

"Quante bugie sul gasdotto" esposto dei No Tap in procura - Bari - Repubblica.it