Monti: «Grande sfiducia in Bersani e Berlusconi»
Il Prof: «So di non poter governare con Vendola e Camusso».
Mario Monti ci ha preso gusto. Il premier dimissionario sembra aver definitivamente smesso i panni del tecnico per trasformarsi in un politico di professione, che non esita a lanciare bordate sui suoi avversari diretti nel lungo cammino di avvicinamento all'appuntamento elettorale di febbraio.
Dopo gli attacchi a Berlusconi in mattinata, il 22 gennaio, ospite di Giovanni Floris negli studi di Ballarò, Monti è partito col botto, prendendo di mira destra e sinistra. «Ho una profonda sfiducia nella capacità della coalizione guidata da Berlusconi e della coalizione di Bersani di governare l'Italia», ha dichiarato il leader dei centristi.
«INCAPACE DI GOVERNARE CON CAMUSSO». «Non ho la capacità di Bersani», ha aggiunto rispondendo al conduttore, «di immaginare di poter svolgere un'attività di governo con Vendola e Camusso».
«VENDOLA NON RISPONDE A REQUISITI». «Non credo mi troverò a governare con Vendola», ha spiegato Monti, «la coalizione di cui faccio parte, che spero avrà successo elettorale, parteciperà a governi solo se questi avranno un chiaro orientamento riformatore e, per ora, Vendola non mi sembra risponda a requisiti di cui lavoratori e disoccupati hanno bisogno per un rilancio dell'Italia».
«SE VINCE BERLUSCONI ITALIANI DISASTROSI». Poi, l'affondo al Cavaliere. «Non ho la capacità di convinta, ma non convincente, manipolazione della realtà di Berlusconi», ha dichiarato il premier, aggiungendo che «se Berlusconi dovesse vincere tanto di cappello, ma il disastro saremmo noi italiani».
«SUGLI IMPRESENTABILI GESTIONE CINICA». Sulla gestione del caso delle liste del Popolo della libertà, con la rumorosa esclusione di Nicola Cosentino, Monti ha detto di «aver trovato terribilmente cinico che chi ha gestito la vicenda degli impresentabili lo abbia fatto con il bilancino, cioé chiedendosi quanto di vizio mi posso permettere».
«TAGLIARE IL FINANZIAMENTO AI PARTITI». Il Professore ha, infine, elencato le tre priorità del suo eventuale governo: «Riforma della legge elettorale, riduzione del numero dei parlamentari e riforma del titolo quinto della Costituzione, per gestire meglio lo Stato». Ribadendo, poi, di pensare «che il finanziamento pubblico ai partiti debba essere tagliato drasticamente a tutti».
Monti: «Grande sfiducia in Bersani e Berlusconi» - POLITICA
Martedì, 22 Gennaio 2013




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