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    Predefinito Perché non possiamo non dirci pagani

    Perché non possiamo non dirci pagani

    1 gennaio 2000 (01:00) | Autore: Centro Studi La Runa


    [Il presente scritto consiste sostanzialmente in un suo intervento in un forum di discussione religiosa (http://www.politicaonline.net/forum/...hreadid=140516), con alcune lievi modifiche. La sede ove è stato inizialmente pubblicato spiega i toni duri e severi che vi vengono impiegati. - C.S.L.R.].

    Noi europei non abbiamo alcun bisogno di tornare al paganesimo: non lo abbiamo mai abbandonato nel profondo dell’anima.

    La struttura psichica dei “gentili” è naturalmente pagana, sarebbe una grave perversione se cessasse di essere tale.

    Il cristianesimo diffondendosi nelle quattro aree dell’Europa antica (la greca, la romana, la celtica, la germanica) ha annacquato la sua originaria radice monoteistica. Il cattolicesimo mediterraneo era nella realtà un politeismo lunare incentrato sul culto di tre grandi Dei distinti: Dio Padre (Deus Pater= Zeus), Dio Figlio (generalmente descritto con tratti dionisiaci) e una grande Dea Madre (la Madonna = la Signora).

    Il cristianesimo europeo ha trasgredito il divieto ebraico di venerare le immagini (un divieto ancora oggi rigorosamente osservato dagli islamici). Da questa trasgressione nasce la grande arte cristiana.

    A partire dal romanticismo, i poeti germanici hanno cancellato la maledizione biblica che gravava sulla Natura.

    La psicologia contemporanea ha riscoperto gli Dei sotto forma di archetipi psicologici.

    L’attitudine moderna allo sport, il diffondersi di palestre hanno recuperato sia pur in forma materializzata l’aspirazione classica al corpo sano.

    Sbagliano pertanto coloro che vogliono incatenare l’anima dell’Europa ad un destino abramitico. La nostra anima nel profondo non ha mai smesso di dirsi pagana; basta solo ascoltarla con attenzione per capirlo.

    Il “nuovo paganesimo” non è affatto un concetto stravagante o qualcosa di intellettuale costruito a tavolino; è semplicemente un atto di auto-consapevolezza: una presa di coscienza della nostra natura e di ciò che è estraneo (e dannoso) ad essa.

    È vero che il cristianesimo è stato grecizzato nella sua teologia, romanizzato nella sua struttura gerarchica, celtizzato nelle sue sfumature esoteriche (il Graal), germanizzato nelle sue attitudini crociate e cavalleresche; ma è anche vero che sotto tutti questi vestimenti europei il cristianesimo rimane una forma messianica di giudaismo.

    Tutti i cristiani venerano come divinità il rabbì Jeshua, della tribù di Giuda.

    Il rabbì Jeshua si proclamò messia, esattamente come avrebbe fatto Sabbatai Zevi 1600 anni dopo. Ogni secolo dal popolo ebraico sorgono messia, regolarmente avversati dal clero regolare: la tensione tra sacerdoti e messia, tra sacerdoti e profeti (“Ahi Israele che perseguiti i tuoi profeti!” è una costante della storia israelitica.

    Il rabbi Jeshua si scelse dei collaboratori: tutti ebrei. Shimon conosciuto sotto il nome di Pietro, Saul conosciuto sotto il nome di Paolo. È grazie a questi infaticabili collaboratori che cinquanta generazioni di giovani europei hanno imparato a riconoscere in Israele il “popolo eletto”, a sentirsi figli di Abramo, di Isacco e di Giacobbe; a venerare il “leone di Giuda” (il rabbino Jeshua).

    Non v’è cosa più illogica di un “antisemita cattolico”. Perché il cattolicesimo, più in generale il cristianesimo, è il giudaismo messianico divulgato ai popoli.

    Cosa leggono i cristiani come libro sacro? La Bibbia, ovvero la Torah più altri scritti giudaici.

    Nella Bibbia la collettività dei cristiani è orgogliosamente definita come “l’Israele di Dio”.

    La Bibbia si conclude con una esecrazione di Roma “la Grande Meretrice” e con la profezia dell’avvento del paradiso: la “Gerusalemme celeste”! Quanti patologici antisemiti vedono la mano ebraica su ogni male del mondo e poi con assoluta indifferenza professano il cristianesimo, ovvero la versione messianica del giudaismo…

    Al cospetto di Hitler un papa molto caro ai tradizionalisti (Pio XII) ebbe l’orgoglio di dire: “Noi siamo spiritualmente semiti”.

    C’è molto coraggio in questo orgoglio espresso a quei tempi. Si può ammirare quel coraggio; e tuttavia anche noi Europei dobbiamo avere coraggio ed esprimere l’orgoglio della nostra “gentilezza”.

    Guardate sulla testa dei vescovi ai quali i cristiani baciano le mani: cosa portano? Che cos’è quel curioso dischetto? Ovvio, è la kippah ebraica: con ciò i successori degli apostoli si qualificano come rabbini. E del resto tutti i fedeli ogni domenica ripetono in coro Alleluia(hve), esclamazione ebraica che suona: sia glorificato Jahve.

    Arriviamo così al nodo di quella fissazione patologica che è l’antisemitismo (ovvero la credenza maniacale che dietro ogni male del mondo vi siano gli ebrei): l’antisemitismo è espressione della lacerazione dell’anima europea, che da una parte accetta il cristianesimo e lo stravolge secondo le proprie tendenze, dall’altra parte avverte che in fondo al cristianesimo vi è qualcosa di irriducibile e di inassimilabile: la radice semita.

    Vi sono cose che non si possono imporre. Tu non puoi imporre al rabbino capo di venerare la Dea Afrodite non puoi cambiare nome a Gerusalemme (come fecero i Flavi che la trasformarono in Helia Capitolina!). Allo stesso modo non si può pretendere che un Europeo d.o.c. si semitizzi.

    Per porre fine alla triste lacerazione dell’anima europea e per combattere la patologia dell’antisemitismo noi proponiamo uno schietto “non semitismo”: vale a dire il riconoscimento del fatto che allo spirito europeo non si addice una religione di origine giudaico-messianica esattamente come non si addice al rabbino capo di Gerusalemme ricercare le radici della propria fede in Omero, nel concetto romano del Pantheon, nel Libro Egizio dei Morti.

    La verità è che il cristianesimo dei nostri tempi da un lato sta riscoprendo la sua autentica radice ebraica e si sta liberando di ogni sovrastruttura greco-romana, dall’altro sta spostando il suo baricentro fuori dall’Europa.

    In Europa non si fanno più preti. E senza preti chiaramente una religione non può sopravvivere.

    Non a caso le Chiese stanno patrocinando il progetto di spostare in Europa milioni e milioni di africani, amerindi, asiatici. Per avere un prete in più in seminario, ma anche per modificare lo psichismo della civiltà europea con l’afflusso di popoli più docili alle carezze dei monsignori.

    Contemporaneamente altri popoli dalla brulicante demografia si spostano verso Nord e per esplicita ammissione dei loro imam si propongono di sottomettere l’Europa ad Allah grazie al ventre delle loro donne.

    Di fronte a questo movimento di popoli è naturale , per un ovvio principio di azione e reazione, che si ingeneri un movimento di ripaganizzazione dei popoli europei.

    Ciò che era inconscio deve ritornare ad essere cosciente.

    La grande cultura europea ci aiuta in questa riscoperta: non fu solo il Rinascimento a riscoprire gli antichi, anche i Monaci della Schola Palatina di Carlo Magno non appena riscoprirono i testi classici se ne innamorarono; compiendo così due peccati in uno: 1) si innamorarono, 2)… di qualcosa di non cristiano.

    Il senso di fedeltà al mos maiorum ancor più della mera cultura erudita ci induce a spolverare il nostro atavico paganesimo.

    Si sa, il rabbino Joshua era una persona amabile ma sicuramente peccava di equilibrio. Ai suoi fedeli disse: “fatevi eunuchi (=castrati!) per entrare nel regno dei cieli”! Disse : “se il tuo occhio ti dà scandalo, taglialo via. È meglio essere orbi che bruciare nel fuoco dell’inferno”… Queste massime così illuminate difficilmente potrebbero avere una effettiva applicazione oggi. Fuori che da una ristretta cerchia di fanatici neppure nei secoli precedenti sono state effettivamente adottate.

    Nelle buone famiglie europee per duemila anni si sono educati i bambini con una saggia miscela di stoicismo e di epicureismo.

    Lo stoicismo: la convinzione che bisogna affrontare con virilità, con dignità i momenti difficili che ogni vita inevitabilmente comporta.

    L’epicureismo: la convinzione che anche la vita più seria debba essere condita e addolcita da una giusta dose di piacere.

    I riti pagani si sono interrotti in Europa, ma lo spirito pagano sotto molti aspetti è continuato.

    Ininterrottamente.

    Perché non possiamo non dirci pagani | admin
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    Predefinito Rif: Perché non possiamo non dirci pagani

    Citazione Originariamente Scritto da Majorana Visualizza Messaggio
    La Bibbia si conclude con una esecrazione di Roma “la Grande Meretrice”
    Ho letto con attenzione ed interesse...mi trovo sostanzialmente d'accordo con quanto scritto.
    Le popolazioni native europee erano e sono Pagane e lo sono rimaste nello Spirito nonostante il continuo martellamento, la continua imposizione, nel corso della storia anche con metodi estremamente violenti di psedo culture tendenti all'affermazione di un Dio lontano autoritario e cattivo.

    Non sono d'accordo invece con quanto ho quotato.
    Nell'Apocalisse non ritengo che col termine "Grande Meretrice" si intenda Roma.
    I sette colli sui quali la Meretrice è assisa non sono quelli di Roma ma li interpreto come i sette Chakra.
    Questa bestia dotata di sette teste e dieci corna è venuta fuori dal mare (sottinteso delle genti) e viene cavalcata dall'Anticristo (ovvero colui che la domina).
    Con bestia credo si debba intendere un'organizzazione di persone che in tutto il pianeta in modo nascosto e trasversale a qualsiasi altra forma di potere riconosca come propri capi degli "Illuminati" e il culto di Lucifero.
    Questi Illuminati a loro volta fanno capo ad un uomo (l'Anticristo) che proferirà parole di bestemmia facendo se stesso Dio.
    Costui avrà una personalità magnetica e sarà capace di galvanizzare le masse.
    Riuscirà inoltre a fare molti miracoli...come Gesù...anche a resuscitare qualcuno...morto.

    Opinione personale...questo è il modo col quale ho interpretato questi lati dell'Apocalisse.
    Roma non c'entra...neppure se anche il Papa dovesse riconoscere nell'Anticristo Dio.

  3. #3
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    Predefinito Rif: Perché non possiamo non dirci pagani

    18. [...] Se alcuno vi aggiunge qualcosa, Dio aggiungerà ai suoi mali le piaghe descritte in questo libro;
    19. e se alcuno toglie qualcosa dalle parole del libro di questa profezia, Iddio gli torrà la sua parte dell’albero della vita e della città santa, delle cose scritte in questo libro.
    La regola di Colel, i Colofoni (notare la radice) dei Masoreti e qui Rivelazione 22:18-19: tutti con lo stesso chiaro intento.



  4. #4
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    Predefinito Rif: Perché non possiamo non dirci pagani

    Ma noi pagani che dobbiamo intendere per anticristo?
    "Non posso lasciarti né obliarti: / il mondo perderebbe i colori / ammutolirebbero per sempre nel buio della notte / le canzoni pazze, le favole pazze". (V. Solov'ev)

  5. #5
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    Predefinito Rif: Perché non possiamo non dirci pagani

    Citazione Originariamente Scritto da Red Fox Visualizza Messaggio
    Ho letto con attenzione ed interesse...mi trovo sostanzialmente d'accordo con quanto scritto.
    Le popolazioni native europee erano e sono Pagane e lo sono rimaste nello Spirito nonostante il continuo martellamento, la continua imposizione, nel corso della storia anche con metodi estremamente violenti di psedo culture tendenti all'affermazione di un Dio lontano autoritario e cattivo.

    Non sono d'accordo invece con quanto ho quotato.
    Nell'Apocalisse non ritengo che col termine "Grande Meretrice" si intenda Roma.
    I sette colli sui quali la Meretrice è assisa non sono quelli di Roma ma li interpreto come i sette Chakra.
    Questa bestia dotata di sette teste e dieci corna è venuta fuori dal mare (sottinteso delle genti) e viene cavalcata dall'Anticristo (ovvero colui che la domina).
    Con bestia credo si debba intendere un'organizzazione di persone che in tutto il pianeta in modo nascosto e trasversale a qualsiasi altra forma di potere riconosca come propri capi degli "Illuminati" e il culto di Lucifero.
    Questi Illuminati a loro volta fanno capo ad un uomo (l'Anticristo) che proferirà parole di bestemmia facendo se stesso Dio.
    Costui avrà una personalità magnetica e sarà capace di galvanizzare le masse.
    Riuscirà inoltre a fare molti miracoli...come Gesù...anche a resuscitare qualcuno...morto.

    Opinione personale...questo è il modo col quale ho interpretato questi lati dell'Apocalisse.
    Roma non c'entra...neppure se anche il Papa dovesse riconoscere nell'Anticristo Dio.
    Io invece penso che si tratti proprio di Roma... non dimentichiamoci che l'Apocalisse appartiene appunto all' "Apocalittica" giudaica, ovvero quella serie di scritti in cui si esalta una ipotetica vittoria di Israele e del "Popolo di Dio" (pure i Cristiani che si definiscono il Nuovo Israele) su tutte le Genti...
    Roma - come tutti gli altri poteri imperiali ferocemente odiati nella Bibbia (Egitto, Babilonia, Persia, Alessandro) - rappresenta l'avversario principe delle assurde manie di grandezza di quel popolo di pecorai.
    Poi sicuramente avrà anche dei risvolti esoterici, c'è però da dire che molti simboli dell'Apocalisse sono distorti o ribaltati rispetto ai simboli delle dottrine profetiche di altri popoli...
    Per esempio l'Apocalisse giovannea è un adattamento distorto, in chiave ebraico-cristiana delle antichissime profezie indiane sulla venuta del Kalki avatar... (la figura di Kalki che ha più o meno manifesti paralleli avatarici con altre figure anche di altri popoli... tipo il Kukulkan/Quetzalcoatl dei Maya, o Mithra, Dioniso ed altre figure avatariche...)

    La figura dell'Anticristo poi è una tipica espressione del dualismo abramitico... ed è un termine che è stato apioppato a tutte quelle persone e forze che si sono opposte, si oppongono (ed opporranno) al dominio abramita sul mondo... poi nello specifico, preso alla lettera, indica una ipotetica figura mitica dotata di poteri straordinari venuta per abbattere gli abramiti... è stata quindi un'astuta mossa di propaganda preventiva volta a delegittimare qualsiasi ipotetica/che futura/e figura/e divina/e avatarica/che dotata/e di poteri divini che dovesse/ro eventualmente arrivare al termine del Kali Yuga...
    Per fare appunto l'esempio di prima... se mai dovesse arrivare un Kalki avatar o chi altro, che secondo le dottrine indiane verrebbe per ristabilire il Culto degli Dèi e l'Ordine Divino sulla Terra avviando una nuova Età dell'Oro esso in quanto abbattitore (come scritto nei testi) dei nemici degli Dèi... (ergo in primis le abramitiche, c'è forse qualcun'altro in prima fila a parte loro?) e di tutte le altre forze reggitrici del Kali Yuga... ebbene esso sarebbe qualificato certamente come "Anticristo" ma ciò non significherebbe, per chi non è abramita, che Egli sia "il Male"... lo sarebbe per loro... e chissenefrega! W l'Anticristo! ^_^

    Poi si può interpretare "perennialisticamente" il termine "Anticristo" come designante l'insieme delle forze che reggono il Kali Yuga... ma è una forzatura... in realtà è chiunque si opponga agli abramiti e per estensione all'Era da essi dominata compresa l'ideologia del pensiero unico mondialista-globalizzatore oggi imperante... e tutte le altre ideologie da essi originatesi.

  6. #6
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    Predefinito Rif: Perché non possiamo non dirci pagani

    Citazione Originariamente Scritto da Aquilifer79 Visualizza Messaggio
    Io invece penso che si tratti proprio di Roma...
    Allo stato attuale Roma è già vinta e sottomessa, che senso avrebbe la Profezia in tale contesto? Vuoi tornare a dire che si è già concretizzata?

    Citazione Originariamente Scritto da Aquilifer79 Visualizza Messaggio
    ... ebbene esso sarebbe qualificato certamente come "Anticristo" ma ciò non significherebbe, per chi non è abramita, che Egli sia "il Male"... lo sarebbe per loro... e chissenefrega! W l'Anticristo! ^_^
    Mi par di capire che anche tu vedi nel NWO il nemico.
    Per cui se colui che prenderà il comando del NWO si presentasse come "Cristo" e per estensione tutte le logge giudaico-massoni fossero "cristiane" beh allora hai ragione ben venga l'Anticristo e le sue schiere definite "la bestia uscita dal mare" dei Pagani.....
    Francamente trovo la tua teoria un tantino azzardata...mi è sempre sembrato che Cristianesimo e Luciferismo fossero agli antipodi, ed in verità non vedo nei Massoni dei grandi uomini di Chiesa....a parte l'esservi infiltrati.
    Però ci devo pensare, pondererò bene le cose......................

    Citazione Originariamente Scritto da Dr. Caligari Visualizza Messaggio
    Ma noi Pagani che dobbiamo intendere per anticristo?
    E' la domanda giusta....
    Occorre però preventivamente stabilire chi sia il Cristo.

  7. #7
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    Predefinito Rif: Perché non possiamo non dirci pagani

    Citazione Originariamente Scritto da Red Fox Visualizza Messaggio
    Allo stato attuale Roma è già vinta e sottomessa, che senso avrebbe la Profezia in tale contesto? Vuoi tornare a dire che si è già concretizzata?
    Ma all'epoca della composizione della "profezia" o pseudo-tale (quasi uno scritto programmatico ed un augurio... poi effettivamente avveratosi per quanto riguarda il crollo del Mondo Classico) Roma non era ancora stata divelta... la "profezia" non descrive la fine del Kali Yuga ma piuttosto la fine di quel Mondo rappresentato da Roma che gli Ebrei e i loro fratelli Cristiani tanto odiavano... sempre se di "profezia" vera si tratta... ovvero frutto di un vero oracolo divino e non piuttosto un'espressione dello spirito giudaico che attraverso i simboli voleva esprimere il suo disprezzo per il Mondo e le sue Genti e auspicava l'inizio dell'Era del dominio di Yahweh (in effetti è stato così...), e un ipotetico futuro "Regno di Dio"... come invece si è visto, e predissero i Gentili, cominciò l'"Età del buio mentale", la fase più oscura dell'Era Oscura prima del cambio di ciclo... la vittoria del cristianesimo fu "provvidenziale" secondo l'ottica dei cicli cosmici, non certo nella maniera in cui intendono loro... ma per portare l'uomo allo stato in cui è ora... e non è un bello stato... ma provvidenziale secondo l'ordine divino.


    Citazione Originariamente Scritto da Red Fox Visualizza Messaggio
    Mi par di capire che anche tu vedi nel NWO il nemico.
    Per cui se colui che prenderà il comando del NWO si presentasse come "Cristo" e per estensione tutte le logge giudaico-massoni fossero "cristiane" beh allora hai ragione ben venga l'Anticristo e le sue schiere definite "la bestia uscita dal mare" dei Pagani.....
    Francamente trovo la tua teoria un tantino azzardata...mi è sempre sembrato che Cristianesimo e Luciferismo fossero agli antipodi, ed in verità non vedo nei Massoni dei grandi uomini di Chiesa....a parte l'esservi infiltrati.
    Però ci devo pensare, pondererò bene le cose......................
    Non ho tempo di esplicitare il mio pensiero... ma fior di pensatori, ascrivibili più o meno variamente all'area Gentile hanno dimostrato con acute e dettagliate analisi filosofiche e religioso-socio-culturali come il New World Order e la Modernità sia il frutto marcio proprio del Cristianesimo ed in generale degli abramitismi...

  8. #8
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    Predefinito Rif: Perché non possiamo non dirci pagani

    Citazione Originariamente Scritto da Dr. Caligari Visualizza Messaggio
    Ma noi pagani che dobbiamo intendere per anticristo?
    Chi o Cosa abbatterà le Abramitiche e instaurerà una futura Età dell'Oro... questo in senso positivo...

    In senso negativo, volendo usare quel termine... l'"Anticristo" è l'insieme delle forze che sostengono il mantenimento del Kali Yuga...

  9. #9
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    Predefinito Rif: Perché non possiamo non dirci pagani

    @Aquilifer79
    L'Apocalisse per quanto scritta da giudei non mi pare fosse in linea col pensiero rabbinico del tempo...non mi pare che Gesù in particolare e gli Esseni in generale fossero esattamente ben visti dal Potere religioso giudeo del tempo.
    Da quì viene la domanda se dobbiamo vedere in Gesù un amico o piuttosto un nemico dei giudei che Gesù stesso definì "ipocriti" e "razza di vipere".
    Per estensione ne deriva l'interpretazione dell'Apocalisse stessa.
    Il tutto detto fermo restando che poi Gesù (ma sarebbe meglio dire un'interpretazione fasulla dei suoi insegnamenti) ci è stato "regalato" come cavallo di Troia per avvelenare alle radici le culture gentili.
    Ovvero secondo un amaro raccondo dei nativi nordamericani:
    "Avevamo la terra la nostra religione ed i nostri Sciamani...poi sono arrivati i visi pallidi con la Bibbia con la loro religione ed i loro ministri di culto..................
    adesso abbiamo la Bibbia".

  10. #10
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    Predefinito Rif: Perché non possiamo non dirci pagani

    Citazione Originariamente Scritto da Majorana Visualizza Messaggio
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    1 gennaio 2000 (01:00) | Autore: Centro Studi La Runa


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    Noi europei non abbiamo alcun bisogno di tornare al paganesimo: non lo abbiamo mai abbandonato nel profondo dell’anima.

    La struttura psichica dei “gentili” è naturalmente pagana, sarebbe una grave perversione se cessasse di essere tale.

    Il cristianesimo diffondendosi nelle quattro aree dell’Europa antica (la greca, la romana, la celtica, la germanica) ha annacquato la sua originaria radice monoteistica. Il cattolicesimo mediterraneo era nella realtà un politeismo lunare incentrato sul culto di tre grandi Dei distinti: Dio Padre (Deus Pater= Zeus), Dio Figlio (generalmente descritto con tratti dionisiaci) e una grande Dea Madre (la Madonna = la Signora).

    Il cristianesimo europeo ha trasgredito il divieto ebraico di venerare le immagini (un divieto ancora oggi rigorosamente osservato dagli islamici). Da questa trasgressione nasce la grande arte cristiana.

    A partire dal romanticismo, i poeti germanici hanno cancellato la maledizione biblica che gravava sulla Natura.

    La psicologia contemporanea ha riscoperto gli Dei sotto forma di archetipi psicologici.

    L’attitudine moderna allo sport, il diffondersi di palestre hanno recuperato sia pur in forma materializzata l’aspirazione classica al corpo sano.

    Sbagliano pertanto coloro che vogliono incatenare l’anima dell’Europa ad un destino abramitico. La nostra anima nel profondo non ha mai smesso di dirsi pagana; basta solo ascoltarla con attenzione per capirlo.

    Il “nuovo paganesimo” non è affatto un concetto stravagante o qualcosa di intellettuale costruito a tavolino; è semplicemente un atto di auto-consapevolezza: una presa di coscienza della nostra natura e di ciò che è estraneo (e dannoso) ad essa.

    È vero che il cristianesimo è stato grecizzato nella sua teologia, romanizzato nella sua struttura gerarchica, celtizzato nelle sue sfumature esoteriche (il Graal), germanizzato nelle sue attitudini crociate e cavalleresche; ma è anche vero che sotto tutti questi vestimenti europei il cristianesimo rimane una forma messianica di giudaismo.

    Tutti i cristiani venerano come divinità il rabbì Jeshua, della tribù di Giuda.

    Il rabbì Jeshua si proclamò messia, esattamente come avrebbe fatto Sabbatai Zevi 1600 anni dopo. Ogni secolo dal popolo ebraico sorgono messia, regolarmente avversati dal clero regolare: la tensione tra sacerdoti e messia, tra sacerdoti e profeti (“Ahi Israele che perseguiti i tuoi profeti!” è una costante della storia israelitica.

    Il rabbi Jeshua si scelse dei collaboratori: tutti ebrei. Shimon conosciuto sotto il nome di Pietro, Saul conosciuto sotto il nome di Paolo. È grazie a questi infaticabili collaboratori che cinquanta generazioni di giovani europei hanno imparato a riconoscere in Israele il “popolo eletto”, a sentirsi figli di Abramo, di Isacco e di Giacobbe; a venerare il “leone di Giuda” (il rabbino Jeshua).

    Non v’è cosa più illogica di un “antisemita cattolico”. Perché il cattolicesimo, più in generale il cristianesimo, è il giudaismo messianico divulgato ai popoli.

    Cosa leggono i cristiani come libro sacro? La Bibbia, ovvero la Torah più altri scritti giudaici.

    Nella Bibbia la collettività dei cristiani è orgogliosamente definita come “l’Israele di Dio”.

    La Bibbia si conclude con una esecrazione di Roma “la Grande Meretrice” e con la profezia dell’avvento del paradiso: la “Gerusalemme celeste”! Quanti patologici antisemiti vedono la mano ebraica su ogni male del mondo e poi con assoluta indifferenza professano il cristianesimo, ovvero la versione messianica del giudaismo…

    Al cospetto di Hitler un papa molto caro ai tradizionalisti (Pio XII) ebbe l’orgoglio di dire: “Noi siamo spiritualmente semiti”.

    C’è molto coraggio in questo orgoglio espresso a quei tempi. Si può ammirare quel coraggio; e tuttavia anche noi Europei dobbiamo avere coraggio ed esprimere l’orgoglio della nostra “gentilezza”.

    Guardate sulla testa dei vescovi ai quali i cristiani baciano le mani: cosa portano? Che cos’è quel curioso dischetto? Ovvio, è la kippah ebraica: con ciò i successori degli apostoli si qualificano come rabbini. E del resto tutti i fedeli ogni domenica ripetono in coro Alleluia(hve), esclamazione ebraica che suona: sia glorificato Jahve.

    Arriviamo così al nodo di quella fissazione patologica che è l’antisemitismo (ovvero la credenza maniacale che dietro ogni male del mondo vi siano gli ebrei): l’antisemitismo è espressione della lacerazione dell’anima europea, che da una parte accetta il cristianesimo e lo stravolge secondo le proprie tendenze, dall’altra parte avverte che in fondo al cristianesimo vi è qualcosa di irriducibile e di inassimilabile: la radice semita.

    Vi sono cose che non si possono imporre. Tu non puoi imporre al rabbino capo di venerare la Dea Afrodite non puoi cambiare nome a Gerusalemme (come fecero i Flavi che la trasformarono in Helia Capitolina!). Allo stesso modo non si può pretendere che un Europeo d.o.c. si semitizzi.

    Per porre fine alla triste lacerazione dell’anima europea e per combattere la patologia dell’antisemitismo noi proponiamo uno schietto “non semitismo”: vale a dire il riconoscimento del fatto che allo spirito europeo non si addice una religione di origine giudaico-messianica esattamente come non si addice al rabbino capo di Gerusalemme ricercare le radici della propria fede in Omero, nel concetto romano del Pantheon, nel Libro Egizio dei Morti.

    La verità è che il cristianesimo dei nostri tempi da un lato sta riscoprendo la sua autentica radice ebraica e si sta liberando di ogni sovrastruttura greco-romana, dall’altro sta spostando il suo baricentro fuori dall’Europa.

    In Europa non si fanno più preti. E senza preti chiaramente una religione non può sopravvivere.

    Non a caso le Chiese stanno patrocinando il progetto di spostare in Europa milioni e milioni di africani, amerindi, asiatici. Per avere un prete in più in seminario, ma anche per modificare lo psichismo della civiltà europea con l’afflusso di popoli più docili alle carezze dei monsignori.

    Contemporaneamente altri popoli dalla brulicante demografia si spostano verso Nord e per esplicita ammissione dei loro imam si propongono di sottomettere l’Europa ad Allah grazie al ventre delle loro donne.

    Di fronte a questo movimento di popoli è naturale , per un ovvio principio di azione e reazione, che si ingeneri un movimento di ripaganizzazione dei popoli europei.

    Ciò che era inconscio deve ritornare ad essere cosciente.

    La grande cultura europea ci aiuta in questa riscoperta: non fu solo il Rinascimento a riscoprire gli antichi, anche i Monaci della Schola Palatina di Carlo Magno non appena riscoprirono i testi classici se ne innamorarono; compiendo così due peccati in uno: 1) si innamorarono, 2)… di qualcosa di non cristiano.

    Il senso di fedeltà al mos maiorum ancor più della mera cultura erudita ci induce a spolverare il nostro atavico paganesimo.

    Si sa, il rabbino Joshua era una persona amabile ma sicuramente peccava di equilibrio. Ai suoi fedeli disse: “fatevi eunuchi (=castrati!) per entrare nel regno dei cieli”! Disse : “se il tuo occhio ti dà scandalo, taglialo via. È meglio essere orbi che bruciare nel fuoco dell’inferno”… Queste massime così illuminate difficilmente potrebbero avere una effettiva applicazione oggi. Fuori che da una ristretta cerchia di fanatici neppure nei secoli precedenti sono state effettivamente adottate.

    Nelle buone famiglie europee per duemila anni si sono educati i bambini con una saggia miscela di stoicismo e di epicureismo.

    Lo stoicismo: la convinzione che bisogna affrontare con virilità, con dignità i momenti difficili che ogni vita inevitabilmente comporta.

    L’epicureismo: la convinzione che anche la vita più seria debba essere condita e addolcita da una giusta dose di piacere.

    I riti pagani si sono interrotti in Europa, ma lo spirito pagano sotto molti aspetti è continuato.

    Ininterrottamente.

    Perché non possiamo non dirci pagani | admin
    hefico:

 

 
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