SOCIALISMO E NAZIONE. | UNIONE PER IL SOCIALISMO NAZIONALE
Socialismo e Nazione sono due parole che, anche in Europa come negli Stati Uniti, sono adesso divenute bestemmie. Ebbene, come premessa a questo intervento di ultimo e primo d’anno, noi abbiamo preso l’impegno di vivere e morire “bestemmiando”. Proprio perché noi siamo consapevoli che non è limitandoci ad “indignarci” che potranno cambiare le cose ; è solo con un progetto autenticamente alternativo al capitalismo finanziario che sarà possibile sconfiggere gli usurai, un progetto nazionale e socialista che sfoci in un’azione concreta di ribellione popolare.
Sappiamo che alla fine un forte intervento dei ceti popolari potrà dare alla protesta nei confronti dell’attuale regime, quella base sociale in grado di invertire la rotta e costruire il modello di economia socializzata, unica soluzione per uscire dalla crisi economica, finanziaria e morale. L’attuale democrazia liberal-capitalista non rappresenta più niente ed è solo un apparato nelle mani dei “banksters”, è ridotta a quella che noi definiamo da sempre una “democrazia senza demos”.
Anche il rituale del voto ha perso ogni significato ed anche per questo non si va più a votare. Ed anche quelli che vanno a votare non lo fanno per scegliere i migliori, ma con l’unica speranza di eliminare i più dannosi oppure si va ha votare non per “vincere” ma per fare perdere gli altri. Già alla fine del XIX secolo i sindacalisti rivoluzionari sostenevano che il suffragio universale era una mistificazione
E questa sarebbe democrazia ! Noi siamo consapevoli che il nostro percorso politico e personale dovrà affrontare, difficoltà, pericoli, problemi, delusioni, sì anche delusioni, soprattutto perché la mamma de’ bischeri è sempre incinta – come si dice in Toscana. Noi rifiutiamo totalitariamente il mondo che contestiamo ma- sul piano organizzativo, culturale e istituzionale – lo conosciamo a fondo perché è proprio attraverso il nostro studio ed i nostri approfondimenti che abbiamo con sicurezza individuato il “nemico”.
E il nemico, come tutti coloro che detengono il potere, applica alla perfezione l’antica parola d’ordine: “divide et impera”. E chi ancora non ha compreso che, di fronte al comune nemico, tutto il resto è secondario, finisce per essere funzionale al sistema dominante. Ma chi è il nemico ? Rubiamo ad Alain de Benoist la indicazione del nemico perché la condividiamo totalmente e senza eccezioni.
1) “Il nemico principale è il più dannoso e, soprattutto, il più potente. Oggi è rappresentato dal capitalismo e dalla società di mercato sul piano economico, dal liberalismo sul piano politico, dall’individualismo sul piano filosofico, dalla borghesia sul piano sociale e dagli Stati Uniti sul piano geopolitico. Il nemico principale occupa il centro del dispositivo. Tutti coloro che, in periferia, combattono il potere centrale dovrebbero essere solidali. Ma non lo sono. Alcune persone sono convinte che la cosa più importante sia sapere <da dove si viene> o <da dove si parla>: sono quelle che, quando una casa brucia, ritengono sia più urgente chiedere prima i documenti a coloro che vengono a spegnere il fuoco. In nessun caso, ai loro occhi, i nemici dei loro nemici, possono essere loro amici. Io la penso esattamente al contrario ( e noi con lui ! ) : i nemici dei miei nemici non sono necessariamente miei amici, ma sono necessariamente degli alleati. Come è noto, non sono un castrista, ma sosterrò sempre Castro nella sua lotta contro l’imperialismo americano. Come è noto, non sono cristiano, ma sosterrò sempre i cristiani ogni volta che lotteranno contro il potere del denaro. Chi ragiona diversamente, non ha il senso delle priorità né quello delle poste in gioco. A meno che non sia semplicemente un complice“.
Non c’è altro da aggiungere se non che noi socialisti nazionali riteniamo di rappresentare la scintilla, quella scintilla che – come affermava il presidente Mao – “sarà la scintilla che incendierà la pianura“. Chi vorrà, insieme a noi “potrà soffiare sulle braci per fare crescere la fiamma“ come sostenuto dallo stesso Alain de Benoist a conclusione del suo libro.
Stelvio Dal Piaz.
- 1) “SULL’ORLO DEL BARATRO – Il fallimento annunciato del sistema denaro“ – Arianna Editrice.




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mage001: e pensare che quelle son poi solo delle emanazioni di qualcosa di molto più oscuro.

