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Discussione: Bosch: arte alchemica

  1. #71
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    Predefinito Re: Bosch: arte alchemica

    Citazione Originariamente Scritto da Hasselblad Visualizza Messaggio
    Il malessere della psichiatria sta proprio nel voler individuare a tutti i costi una deviazione.
    All'epoca di Bosch (l'ho già detto) esistevano presso le pricipali diocesi, cataloghi sempre in fase di espansione, riguardanti tutte le perversioni possibili accompagnate da analoghe punizioni divine nell'aldilà, e descrizioni minuziose di torture effettivamente perpretate nel mondo occidentale e nel mondo musulmano.
    Il nostro, che aveva un privilegiato accesso a quei documenti, non faceva altro che trasposrtare sulla tela ciò che leggeva e che più stimolava la sua curiosità di riproduzione... senza contare la committenza, che al tempo era fondamentale, con tanto di desiderata scritta e imposta.
    Ma, fa più notizia e prurito, un artista sporcaccione e depravato, di un artista tecnicamente dotato e con una bella fantasia...
    Sì, sono d'accordo... e questa metodologia decodificativa di matrice psicoanalitica mi lascia piuttosto perplessa. Però mi sembrava giusto aggiungere alla miriade di sfaccettature che caratterizzano i tentativi di interpretazione anche questa: per completezza e per... "dovere di cronaca", diciamo così...

    Ciao!

  2. #72
    --
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    Predefinito Re: Bosch: arte alchemica

    Citazione Originariamente Scritto da Silvia Visualizza Messaggio
    Sì, sono d'accordo... e questa metodologia decodificativa di matrice psicoanalitica mi lascia piuttosto perplessa. Però mi sembrava giusto aggiungere alla miriade di sfaccettature che caratterizzano i tentativi di interpretazione anche questa: per completezza e per... "dovere di cronaca", diciamo così...

    Ciao!
    E fai benissimo.
    Apprezzo da molto quello che fai e la cura con cui lo fai, e mai ho potuto riscontrare un alcunchè di banale o di scontato nell'impegno che ti è proprio.
    Aspettavo una risposta come quella che mi hai postata, e ne sono lieto... e lo è anche lui.
    Benritrovata!

  3. #73
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    Predefinito Re: Bosch: arte alchemica

    .....utte caratteristiche che lo farebbero classificare tra gli astenici o leptosomici, con un tenperamento schizotimico, Jacques Lacan... ha messo inoltre in evidenza le frequenti scene di castrazione, di smembramento, lo stesso viso ancora parzialmente coperto (al centro del quadrante inferiore destro ) del personaggio che, nudo tra nudi, ma inginocchiato in una posizione per molti "sconveniente", tra esibizionismo e masochismo, è "ornato" di fiori infilati di una inconsapevole propensione....

    tra catoblepismo e leptosomia kakistocratica siamo a utilizzare delle metafore barchiane per definire quelle che sono rimedi omeopatici per turbe emo-erro -idali non semplificanti delle tensioni giuliano- prostatiche ma cosecanti - come potete vedere - una normale applicazione dello stelo nel tratto finale dell'apparato intestinal-digerente, ho sentito per due ore un paio di politici che vorrebbero prendere il posto di bersani e ce l'hanno con renzi e grillo, parlano in maniera sublimata per non spaventare le vecchiette e gli operai, i contadini sono già alla tenda ossigeno dopo due minuti d'ascolto, povero bosch gli saranno passate le emo.... con quei fiori , nessuno si è mai chiesto quale fossero gli sviluppi della medicina naturale all'epoca , per i disturbi più comuni ? , il veneruton non c'era.
    Ultima modifica di referendumsì; 30-04-13 alle 20:59

  4. #74
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    Predefinito Re: Bosch: arte alchemica

    Il trittico di Bosch rivela uno spartito misterioso, una blogger lo interpreta



    Trittico delle Delizie, L'inferno musicale (part.)


    Tra i quasi tre milioni di visitatori che varcano le porte del Museo del Prado a Madrid, probabilmente pochi si saranno soffermati a sufficienza su ogni singolo dettaglio de "Il giardino delle delizie".

    Il trittico dipinto da Hieronymus Bosch a cavallo tra la fine del '400 e i primi anni del '500, è costellato di piccole figure, fanciulle danzanti, animali fantastici, ma anche vittime torturate, confinate nel più scuro dei pannelli laterali, destinato ai tormenti della dannazione. Tra queste, il pittore olandese ritrae un personaggio dalle caratteristiche piuttosto insolite: sul suo corpo, in particolare suo suo "lato b", è raffigurato uno spartito.

    Le note, difficili da individuare ad una prima occhiata, non sono sfuggite a una blogger americana, che per divertimento ha trascritto il testo, "supponendo - spiega - che la seconda linea del pentagramma fosse Do, come accade comunemente nei canti dell'epoca". Il risultato, interpretato con l'aiuto di un pianoforte, è stato pubblicato sulla sua pagina Tumblr, riscuotendo un grande successo e guadagnandosi l'attenzione di The Guardian.



  5. #75
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    Predefinito Re: Bosch: arte alchemica





    Il brano "infernale" di Bosch...



  6. #76
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    Predefinito Re: Bosch: arte alchemica

    Mario Bussagli

    IL LINGUAGGIO DEI SIMBOLI


    Che Bosch abbia attinto largamente alla simbologia esoterica è opinione diffusa e fondata. Che egli abbia anche usato un linguaggio simbolico composito, nel quale ha parte notevole la tradizione popolare e parte ancora più grande la sua fantasia, è indiscutibile. Siamo dunque di fronte a un modo di esprimersi autonomo che, per di più, è soggetto a evoluzione e che, pur restando riconoscibile, subisce vistose varianti a seconda del soggetto trattato. Senza prendere in considerazione l'aspetto ironizzante (identificato dal Combe), perché sostanzialmente marginale e spesso opinabile in quanto difficilmente distinguibile da altri intenti, appare chiaro che il Maestro si rifà all'alchimia (fermo restando che nelle sue opere non sempre è agevole indicare con sicurezza ciò che è alchemico e ciò che non lo è) e ai tarocchi, per i quali le corrispondenze si estendono addirittura ai soggetti rappresentati (come rilevava Gillo Dorfies). Infatti, il primo Arcano dei tarocchi, il Bagatto, corrisponde al Prestigiatore di Bosch; il settimo, il Carro, al Carro di fieno; il nono, l'Eremita, ricorre molte volte nella produzione del Maestro (con riferimento ai santi Antonio, Giovanni e Gerolamo); e, sempre con valori non ignoti agli Arcani dei tarocchi, il ventesimo, il Giudizio finale, corrisponde al Giudizio universale, mentre l'ultimo, il ventiduesimo Arcano, il Matto, ha corrispondenze strettissime con il Figliuol prodigo. E il Matto dei tarocchi può avere un doppio valore: o il grado più alto dell'iniziazione o il vagabondo che si trascina dietro (nella bisaccia che diviene la gerla nella figura di Bosch) il suo carico di vizi e di brutture. Un duplice valore che può corrispondere al bivio aperto davanti al Figliuol prodigo di Rotterdam, che, però, sembra avere imboccato la via del ritorno.



    Gli strumenti musicali

    Un'importanza maggiore hanno gli strumenti musicali e la musica stessa. Bosch sicuramente distingue fra gli strumenti a corda e gli strumenti a fiato. Considerati negativi, questi ultimi divengono in Bosch strutture anatomiche di taluni demoni che hanno un flauto per naso e ne traggono armonie (?) infernali. L'esempio più chiaro sta nel Carro di fieno, nelle figure disposte sul grande mucchio, davanti alle fronde del cespuglio. Nel suo aspetto umano, il gruppo è formato da una coppia chiaramente erotica e da un trio vocale e strumentale, l'una e l'altro nettamente staccati e indifferenti alla rissa furiosa per il possesso del fieno che, nei proverbi fiamminghi, è simbolo di ricchezza e, insieme, dell'avidità e delle passioni che essa suscita. Perduti nella musica e nell'eros, i cinque personaggi si sono estraniati, per scelta e possibilità, dal flusso della storia. Ma l'elegante giovane che tiene il liuto e guarda la donna con lo spartito, sedendo sull'ampio vestito rosso di lei, ha una contropartita demoniaca: un essere alato, azzurrastro, che suona il proprio "naso-flauto" osservando la coppia.




    Trittico del fieno, particolare



    La chiave simbolica del gruppo circoscritto al sommo del mucchio di fieno non è interamente rilevabile nei particolari (valore della brocca o vaso, ambiguità della civetta, "occhio" di coda di pavone nella coda del demone); tuttavia sicuramente afferma che, qualsiasi sia la posizione assunta dall'uomo nei riguardi del mondo e della storia (ivi compresa quella di anestetizzarne l'angoscia tramite l'eros e/o un'attività culturale di élite qual è la musica), l'insidia demoniaca non è sopprimibile. Essa avrà sempre il potere di interrompere, di "stonare" o di ingannare, distruggendo la pace momentanea che l'uomo ha raggiunto. Essa usa per questo scopo lo stesso mezzo al quale la vittima era ricorsa per astrarsi dalla realtà sociale.



    Trittico delle Delizie, l'Inferno musicale, particolare


    Il simbolismo degli strumenti musicali ritorna evidentissimo, ma in chiave diversa e ancora più ambigua, nell'Inferno musicale, che fa parte del Trittico delle delizie. Qui anche gli strumenti a corda divengono demoniaci, perché l'arpa è mezzo di tortura per l'uomo crocifisso alle sue corde, così come l'essere umano legato al liuto è esposto all'attacco del drago a due zampe che si avvolge sull'alto dello strumento. Questo, a sua volta, poggia su un volume musicale (canto gregoriano?) mentre, sulla destra, un demone mostruoso, guidato da un uomo a mezzo busto, "canta" una melodia cantilenante scritta sul "fondo-schiena" di un essere umano che sembra, dalla posizione dei piedi, impegnato a spingersi avanti, verso la sinistra del quadro. Un diverso strumento a fiato, da cui esce fumo e sporgono un braccio e parte di una testa, è suonato con grande sforzo da un uomo mostruoso segnato con la mezzaluna. Spicca nella composizione una specie di ghironda a manovella, sulla quale un uomo accucciato sostiene un uovo sulla schiena e un altro impugna la manovella mentre tiene con l'altra mano una ciotola da cui sporge un pendolino. Completano il repertorio un "triangolo" ad anelli e un grosso tamburo imperiale (abitato), un corno e un piffero, che un uomo nudo (che fa da sostegno al "fiato" fumigante) suona col posteriore senza neppure un briciolo di verecondia, insieme con una tromba poggiata sul pavimento. La musica è degradata, non ha più nulla di nobile, non è neppure evocatrice di demoni: è solo pesantemente scatologica, ridicola, senza senso. E il contesto della composizione, estremamente complesso, pullulante di simboli e di enigmi, sembra insistere su motivi omosessuali passivi sia col suonatore di zufolo, sia con l'uomo grigio che sale la scala per accedere all'uovo rotto del livido gigante centrale (nel cui volto qualcuno vede un autoritratto di Bosch).




    Trittico delle Delizie, l'Inferno musicale, particolare



    Il corpo di uovo rotto della figura maggiore, dalla testa gravata da un disco (una macina?) sormontato dalla rossa cornamusa, simbolo del sesso maschile, può infatti alludere all'eros contro natura. In apparenza non c'è compiacimento, ma condanna: quasi che Bosch vedesse dilagare ovunque, forse fino all'epoca antidiluviana (se per caso l'idea di Gombrich fosse esatta), l'ideale distorto dell'androgino, in omaggio all'idea che, "in illo tempore", nel paradiso terrestre, Eva fu per qualche tempo "contenuta" in Adamo.





    Mario Bussagli – da Bosch, Art Dossier Giunti

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  7. #77
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    Predefinito Re: Bosch: arte alchemica

    L'uovo

    Il simbolismo di Bosch si articola in decine di forme diverse: dalla chiave che "non può aprire" (perché strutturalmente non funzionale), appesa alla cintola del vecchio babbeo derubato ne Il prestigiatore e del vecchio ladro della Morte dell'avaro, alla chiave che apre, ma nel cui occhio è appeso un cadavere contorto (inutilità del sapere?), a quelle che ricorrono, come notazioni veriste, in varie composizioni, a cominciare dai Sette peccati capitali.



    Trittico delle Delizie, l'Inferno musicale, particolare



    Sempre limitandosi a una simbologia macroscopica e insistita, l'uovo ricorre moltissime volte, rotto o intero: guscio vuoto, rotto e trafitto, entro il quale si trova una bettola demoniaca, nel gigante dell'Inferno musicale, o guscio smezzato nel quale si accalcano e si precipitano esseri umani nudi, dalla figura ambiguamente "unisex".



    Trittico delle Tentazioni, particolare


    Quando invece è integro, l'uovo può essere demoniaco come quello levato in alto da un orrendo "homunculus" sul piatto della negra nel rito blasfemo e visionario che sembra avvolgere sant'Antonio nelle Tentazioni di Lisbona; o d'incerto valore, come quello posto sulla testa di uno dei cavalieri all'incrocio delle diagonali del Trittico delle delizie aperto nei suoi tre comparti. Che esso sia espressione di seme potenziale, asessuato, indefinito, fors'anche (come presso altri autori) riassunto dell'Universo, è pienamente plausibile; ma è anche evidente che l'uovo non ha, in Bosch, valore costante. E l'uovo rotto può anche indicare per traslato, data la presenza di gruppi umani che vogliono entrare in esso, un'allusione all'isolamento spirituale e dottrinario degli alchimisti.



    Trittico delle Delizie, Il Giardino delle Delizie, particolare


    In questo caso ci sarebbe riferimento a una linea di speculazione simbolica che, dal mondo misterico dell'orfismo, rifluisce nell'alchimia attraverso Zosismo di Panopoli, alchimista greco egizio del III secolo d.C. Meno probabile è l'assimilazione dell'uovo al crogiuolo, e addirittura quasi impossibile, per i contesti in cui compare, quella che ne fa simbolo dell'athanor. Questo non toglie che l'intero paesaggio e molti particolari del Giardino delle delizie siano all'insegna del vetro: nelle "torri" puntute (in parte a vetro soffiato) e nei tubi e nei bicchieri o cilindri sparsi nella composizione. Il che la riporta per intero sul piano della speculazione alchemica, ma solo per tramite di una materia che ha caratteri particolari e che, in primo luogo, richiama lo strumentario dell'alchimista nel suo particolare aspetto di "proto-chimico".


    Mario Bussagli – da Bosch, Art Dossier Giunti

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  8. #78
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    Predefinito Re: Bosch: arte alchemica

    I nudi

    Sempre sul piano delle caratteristiche macroscopiche e con riferimento particolare al Giardino delle delizie, è chiaro che il Maestro fiammingo si compiace del nudo, che a volte (raramente) è atteggiato in pose di estrema oscenità, come l'acrobata nudo che si appoggia su un solo piede nella grande cavalcata a cerchio nel Giardino delle delizie. In genere, però, i nudi di Bosch sono delicati ed esili, non sempre caratterizzati sessualmente con chiarezza e, insieme, misti di giovani negre (gli uomini di pelle nera sono molto più rari) e di bionde, rosate bellezze.



    Trittico delle Delizie, particolare


    Il modello umano di Bosch per questa e altre "'figurine" nude, sparse nelle sue opere con valore generico di gruppo o di umanità "media", è allungato, efebico, e il valore che egli attribuisce alla donna può essere negativo quando si tratta di Eva, ma in altri casi sembra invece tentatore, seducente e, per conseguenza, positivo o negativo a seconda della reazione che essa suscita.



    Trittico delle Delizie, Il Giardino delle Delizie, particolare



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  9. #79
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    Predefinito Re: Bosch: arte alchemica



    E DI QUESTO ARTISTA INGLESE CHE DIRE?
    Richard Dadd, folle assassino che diceva di essere posseduto da Osiride. Taglio la gola al padre, con un rasoi, e praticamente visse sempre in manicomio. La sua pittura è fantastica almeno quanto quella di Bosch.

    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 21-08-16 alle 21:32
    Siamo nati tutti ignoranti, ma bisogna lavorare sodo per restare stupidi (Benjamin Franklin).
    Il branco Off Limits: Leviathan, Bilbo, Black Sheep

  10. #80
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    Predefinito Re: Bosch: arte alchemica

    Gli acrobati

    ... Inoltre, è chiaro che in lui non esiste un atteggiamento sessuofobico (anche a prescindere dalla questione morale, che in realtà resta ambigua), in perfetta corrispondenza con il comportamento generale dell'epoca, notevolmente lontano da quello successivamente affermatosi in seguito alla Controriforma. Le coppie erotiche del Giardino delle delizie sono prova inconfutabile del pensiero di Bosch in questo argomento.
    E con esse gli acrobati che troviamo, numerosi e nelle posizioni più diverse, nella parte alta del trittico.



    Trittico delle Delizie (1500 ca.), particolare


    Qui, una coppia in "verticale", affrontata, si appoggia sulla testa e sulle mani davanti al globo blu che troneggia in mezzo al lago, mentre un'acrobata femmina sta, con un piede solo, su un piccolo globo nella prima "torre" vitrea a destra: sembra danzare con una grossa palla sulla testa, mentre una seconda figura si è inserita in un anello sospeso. Un'altra figura si è arrampicata e si stringe alla grande, sottile "falce lunare" vitrea dell'altra "torre" di destra. Su quella più lontana di sinistra, un acrobata fa la verticale sulle spalle di una figura seduta e altri percorrono vie non facili, da funamboli, sia in piedi, sia arrampicandosi carponi, a schiera.[…]






    Trittico delle Delizie, Il Giardino delle Delizie, particolari


    Il valore degli acrobati è certamente un valore lunare, per tradizione antica, ed è insieme quello dell'uomo che riesce ad alterare (in apparenza) le leggi di natura, compiendo azioni che non sono possibili ad altri uomini. La loro presenza nel colorato paesaggio delle "torri" vitree e del lago da cui defluiscono i quattro fiumi allude a un "antimondo" ove tutto è diverso e nulla rientra nella normalità, anche se i protagonisti sono esseri umani. Si è anche pensato (C.A. Wertheim Aymès) che gli acrobati rappresentino un'immagine corporea delle acrobazie dello spirito. In altri termini, proprio come il Prestigiatore, l'acrobata offre l'illusione di una suprema capacità di dominare le leggi naturali (la realtà). Il che non toglie che tanto il prestigiatore quanto l'acrobata o contorsionista, se, attraverso l'acquisizione di una particolare sapienza esoterica, giungono a toccare forze demoniache latenti, ne divengono irrimediabilmente schiavi.

    Jurgis Baltrušaitis, su questa linea, ricorda un episodio della vita di san Giacomo: in virtù della propria santità, questi provoca la caduta e la sconfitta di uno stregone e della sua "troupe" di acrobati, contorsionisti, prestigiatori. Lo studioso lituano aggiunge che l'"acrobata" del pensiero esoterico, se diviene troppo sottile, si trasforma in un "buffone di Satana". È questa la chiave per la lettura di Bosch? Da sola non è sufficiente, poiché il suo pensiero si manifesta anche in altre, diverse forme.

    Mario Bussagli – da Bosch, Art Dossier Giunti

    continua…

 

 
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