Nei giorni scorsi Ministero delle Finanze e Guardia di Finanza hanno reso noti alcuni dei risultati dell’attività svolta. Ottomila evasori totali scovati. Bene! Ottimo risultato. Peccato che si siano “dimenticati” di comunicare qualche altro dato… Nel 2011 in 86.312 cause davanti alla commissione tributaria di primo grado ha avuto COMPLETAMENTE ragione il contribuente, in altri 25.154 le contestazioni mosse sono state riconosciute parzialmente illegittime! In secondo grado 24.715 contestazioni completamente a favore del contribuente e 4.840 parzialmente illegittime.
Ancor più stranamente non si trova più traccia del numero di definizioni avvenute prima del contenzioso attraverso “l’autotutela” che consiste nel contraddittorio tra Agenzia delle Entrate e contribuente. Bisogna rifarsi, quindi, ai dati del 2010: 59.898 totalmente illegittimi e altri 82.742 parzialmente illegittimi. I 170.000 contribuenti completamente onesti (oltre 650 al giorno!!), tacciati ingiustamente di evasione, ringraziano i commercialisti e gli avvocati che li hanno difesi; ringraziano un po’ meno lo Stato che li ha obbligati a pagare le parcelle dei professionisti per dimostrare la loro innocenza. Purtroppo, infatti, quasi mai viene riconosciuto il rimborso alle spese di giudizio sostenute e, per dimostrare la propria onestà, il contribuente è costretto comunque a pagare (il che fa pensare che i numeri sarebbero ancor più impressionanti se, per i piccoli importi, i contribuenti anziché pagare obtorto collo per risparmiare le parcelle ai loro consulenti, avessero l’interesse a difendersi).
Diverso il destino dei funzionari che ingiustamente accusano il contribuente; probabilmente sono valutati su quanto hanno “accertato” e non su quanto riescono effettivamente a riscuotere. Un ulteriore onere a carico della collettività. Ma queste informazioni non vengono divulgate da chi, per il ruolo che ricopre, dovrebbe essere esempio di correttezza, obiettività e onestà intellettuale. Parafrasando l’autorevole direttore del principale quotidiano italiano si potrebbe dire che: se la faziosità delle informazioni divulgate dalla Guardia di Finanza e dal Ministero sono misura dell’equilibrio e della serenità con cui l’Amministrazione fiscale opera, c’è di che preoccuparsi.
Quei numeri mai divulgati: ecco tutti gli accertamenti errati - Affaritaliani.it




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