A noi poveri cittadini in un periodo di "oscurantismo economico" ci tocca pagare le cazzate che scrive un comunista e portate sullo schermo da registi da "ulla op" .... ed immancabilmente fanno flop . "Uolter 'o cinematografaro "
Sarebbe veramente da dare calci nel culo a chi attinge dalle nostre tasche per simili buffonate .
I film di Veltroni sono una tassa
Cascate di fondi pubblici per i film tratti dai libri di Veltroni. Ma al botteghino fanno tutti flop
Alessandro Gnocchi - Dom, 27/01/2013 - 082
Veltroni sta diventando una vera e propria tassa umana. Non è colpa sua, in realtà. I responsa*bili della trasformazione di Wal*ter da politico a imposta indiretta sono i registi innamorati dei suoi libri.
La ormai ricca bibliografia dell’ex segretario democratico ispira infatti adattamenti cine*matografici lautamente sovven*zionati dallo Stato. Peccato siano investimenti in perdita, poiché gli spettatori evitano (si direbbe scientificamente) le sale in cui sono proiettate le pel*licole in questione.
L’ultimo genito, La scoperta dell’alba , al botteghino ha in*cassato, al 14 gennaio, 47mila euro. Partito nel weekend d’apertura, quello decisivo, in diciasettesima posizione, at*tualmente ha fatto perdere ogni traccia di sé. Risultato im*barazzante a fronte dei fondi pubblici ottenuti, 550mila eu*ro elargiti dal Mibac per mani*festo «interesse culturale» a cui si aggiunge un contributo non meglio specificato della Regione Lazio. Tratto dal*l’omonimo romanzo veltro*niano, a suo tempo incensato da critici più abili con la lingua che con la penna, il film mesco*la corna e Brigate rosse, voci dal passato e un presente magi*co. Per inciso, quando uscì il li*bro, i più scatenati adulatori avvicinarono la prosa di Veltro*ni a quella di García Márquez e Borges per via del suo «reali*smo magico ». La regista Susan*na Nicchiarelli, morettiana di ferro, già collaboratrice di Nan*ni nel Caimano , ha voluto co*me protagonisti Margherita Buy e Sergio Rubini, due pila*stri della sinistra cinematogra*fica, ma non è bastato.
Non era andata meglio a Pia*no, solo di Riccardo Milani. Uscito nel 2007, si aggiudicò un finanziamento monstre di 1 milione e 945mila euro. I con*tributi furono deliberati nel 2005, anno in cui Walter Veltro*ni, allora sindaco di Roma, si batteva al fine di far nascere la sua creatura prediletta, la Fe*sta internazionale del cinema. Il tappeto rosso verrà srotolato per la prima volta nel 2006. Sap*piamo quale «rilevanza» ab*bia poi raggiunto la costosa manifestazione ora chiamata Festival internazionale del Film e diretta da Marco Mül*ler. Comunque Piano, solo , fe*dele trasposizione del libro di Veltroni Il disco del mondo (2003), era la storia del talen*tuoso e tormentato pianista jazz Luca Flores. Evidente*mente al ministero dei Beni culturali Piano, solo deve esse*re sembrata un’occasione d’oro, e quindi da coprire d’oro, per far rinascere l’indu*stria cinematografica. Invece ha incassato 202mila euro nel primo weekend, terminando la corsa a quota 667mila.
Non vi basta? C’è anche Veltro*ni l’africano del diario di viag*gio Forse Dio è malato (2000). Nel 2005, annus mirabilis per le pellicole d’ispirazione vel*troniana, parte il progetto per trasformarlo in film. Il Mibac mette subito a disposizione 300mila euro, tanto per gradi*re. Era più o meno il periodo in cui Walter vaneggiava di trasfe*rirsi nel Continente nero a «svolgere un ruolo sociale». («Gira i tacchi e vai in Africa, Celestino», lo infilzò France*sco De Gregori in una canzo*ne). Nel 2008 uscì l’omonimo docu-film di Franco Brogi Ta*viani, incentrato sull’Africa vi*sta a*ttraverso gli occhi dei bam*bini soldato, delle donne siero*positive, dei moderni schiavi. Ecco una recensione tra le tan*te, quella del frequentato sito MyMovies.it . Il film era «piutto*sto deludente», «timido», «re*torico ».L’Africa risultava«car*tolinesca » e lasciava traspari*re «una furbizia di fondo» che toglieva «genuinità al tutto». Fu distribuito in sei copie. In*cassi non pervenuti.
Ora Veltroni dice di essere fuo*ri dalla politica e, se non diven*terà presidente della Rai, co*me vuole il gossip, avrà un sac*co di tempo libero per scrivere nuovi libri. Il che significa nuo*vi film e nuovi fondi pubblici gettati al vento. A proposito, il recente L’isola e le rose ha una storia quanto mai cinemato*grafica. Vuoi che qualcuno non si sia già aggiudicato i dirit*ti al fine di girare una pellicola sul Sessantotto libertario?
I film di Veltroni sono una tassa - IlGiornale.it





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