Questa campagna elettorale mi sta innervosendo molto.
Avevamo un margine amplissimo. Non abbiamo voluto fare l'accordo con Rivoluzione Civile, forza colpevole di nessuno sa bene che cosa, ma con la quale proprio non si poteva parlare. Adesso ci lamentiamo se perdiamo in Lombardia e in Sicilia. Nanni Moretti a Piazza Navona accusava i leader dell'Ulivo di non aver tentato l'accordo con Rifondazione, con la quale lui pure dichiarò di non riuscire neanche a parlare. Se si poteva fare l'accordo allora, figuriamoci ora, in questa situazione, con Ingroia, che voglio dire sarà criticabile ma non è certo un mostro e che ha sempre dichiarato di voler fare accordi e di augurarsi un governo di centrosinistra.
Stefano Fassina è intellettualmente onesto e competente. Ma è dialetticamente (nell'accezione volgare del termine) inetto. Bisogna rinchiuderlo in ufficio. Conceda pure numerose interviste ma non vada ai talk show.
Questa cosa del Monte dei Paschi è puntualmente ingigantita e fraintesa da tutti quelli che non vogliono il centrosinistra al governo. Il Partito Democratico, lo si dica chiaramente, non ha tremente colpe a riguardo.
Dobbiamo vincere. Dobbiamo vincere non tanto e non solo per i programmi. Dobbiamo vincere perché gli avversari, le destre populiste (le tre diversissime tra di loro destre in qualche modo tutte populiste di Grillo, Monti e Berlusconi) sono antropologicamente o nel caso di Monti solo politicamente squallide. Propongono un modello di politica devastante e degradante. Vincere è un dovere morale. Se non vinciamo e non otteniamo una maggioranza assoluta anche al Senato sarà una disgrazia. Ma non una disgrazia piovuta dal cielo. Dobbiamo reagire. Il 25 aprile la storia siamo noi la canteremo non con rabbia ma con sollievo.
Scusate lo sfogo. Spero che qualcuno mi risponda. La scrivo qui perché almeno qualcuno mi risponderà, credo. Magari insulti ma va bene. A quest'ora non posso sfogarmi con nessuno. Certo, potrei pensare ad altro, ma non sono normale.




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