un tizio immigrato dalla Calabria in terra sabauda e che risulta non aver mai lavorato ma essere un faccendiere, procacciatore di affari, creatore di eventi, fondatore e presidente di Magna Grecia Millennium, associazione costituita per promuovere la cultura, il turismo ed i prodotti tipici delle regioni Calabria Puglia Sicilia e Basilicata.
I moventi dell’agguato
Sono principalmente tre i moventi – secondo quanto hanno ricostruito gli investigatori – ad armare la mano di Francesco Furchì contro Alberto Musy. Il mancato appoggio di Musy a un concorso per cattedra universitaria a Palermo;la mancata nomina a cariche comunali dopo che Furchì si era impegnato nella campagna elettorale a sostegno di Musy nel 2011; il mancato impegno di Musy nel reperire investitori che Furchì cercava per le sue attività. L’indagato viveva come un torto tutte le tre vicende.
Tra i moventi che hanno spinto Francesco Furchì a sparare ad Alberto Musy ce n’é uno legato alle vicende della società ferroviaria Arenaways. Secondo la ricostruzione degli investigatori, Furchì avrebbe voluto partecipare al salvataggio di Arenaways nella fase del fallimento, nel 2011. Secono quanto ricostruito dagli inquirenti, Furchì prese contatti con Giuseppe Arena e stava lavorando alla costituzione di una cordata di imprenditori. Per questa ragione aveva chiesto aiuto a Musy che, tuttavia, non riuscì o non volle metterlo in contatto con ulteriori investitori. Questo alimentò, sempre per gli inquirenti, l’astio di Furchì nei confronti del capogruppo dell’Udc.
L’agguato un anno fa al centro di Torino: Musy non ha più ripreso conoscenza
Alberto Musy, avvocato, esponente dell’Udc, venne gravemente ferito il 21 marzo dell’anno scorso con sei colpi di pistola calibro 38. Uno sconosciuto, ripreso dalle telecamere, con un casco integrale bianco da motociclista sul capo e un soprabito scuro, si presentò al portone della palazzina di via Barbaroux, nel cuore vecchio di Torino, dove abitava Musy con la moglie Angelica Corporandi d’Auvare e le quattro figlie. Lo sconosciuto s’apposta nel cortile e quando Musy rientra dall’aver accompagnato le bambine a scuola, s’avvicina, scambia con lui poche battute, poi spara.
Non lo colpisce subito, ma dopo un inseguimento nel cortile della palazzina. Una volta raggiunto lo scopo, quando vede Musy a terra, il sicario se ne va. Prima di entrare in coma, l’avvocato fa in tempo a dire a un vicino di casa: “é stato un uomo di 40 anni…”. Musy è ancora adesso ricoverato in una casa di cura riabilitativa, ma non ha più ripreso conoscenza.
La personalità di Francesco Furchi?
Questo mancato appoggio nelle percezioni soggettive dell’attentatore sarebbe stato visto come un torto imperdonabile. Da lì, i sentimenti di rancore – Caselli non si vergogna di usare il termine “odio”- e la volontà di vendetta. Il provvedimento del Pubblico Ministero sottolinea anche aspetti della personalità dell’indagato, “violenta e vendicativa”. Da temerario e sentimentale amante della cultura del meridione, a violento e freddo killer
Dalle indagini, inoltre, risulterebbe che le frequentazioni di Furchì, fossero tutt’altro che limpide: personaggi “pregiudicati”, inseriti in ambienti malavitosi.
Sostanzialmente un fallito che vive di espedienti e minacce
Un personaggio complesso di cui «nonostante sia soggetto a intercettazione telefonica ormai da più settimane, non sono ancora ben note le stabili attività, o forse sarebbe meglio dire che Furchì tenta di inserirsi in ogni attività nella quale gli capiti di imbattersi in qualunque modo ma i risultati sono sempre inconsistenti».






Rispondi Citando
.

