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    Predefinito Silvestro II, il "Papa mago".


    San Silvestro II [1]



    Era nato ad Belliac ( che significa bel luogo per la freschezza delle sue ombre ), povero e umile villaggio in una valle profonda in mezzo alle montagne dell’Auvergne, nel dipartimento di Cantal, presso di Aurillac[2], da poveri genitori e gli fu imposto il nome di Gerberto. La data è ancora oggi incerta, forse il 938, come ritengono gli studiosi francesi. Rimasto orfano fu raccolto dai monaci di San Geraldo di Aurillac, dove entrò nell’ordine di San Benedetto.
    Nel 967, il giovane Gerberto arriva a Narbona, capitale della Catalogna, in Spagna. Nel monastero di Ripoli, venivano tradotti i classici della antica Grecia, oltre a testi di d'astronomia, geometria e aritmetica, dall'arabo ( gli arabi li avevano tradotti, a loro volta, dal Greco antico alla loro lingua.[3] ) in latino. Poi andò a Cordoba, in quegli anni califfato omayyade, che era il centro della civiltà più sviluppata all'epoca. Gerberto, impressionato da questa enorme miniera di cultura, dovette abiurare il suo credo per abbeverarsi a tutta questa conoscenza[4]. In Marocco, vi è a Fes, l'università più antica del mondo, e Gerberto andò anche lì[5]. Perfezionando la propria istruzione, ritorna in Europa. dopo pochi anni, era già stimato il grande filosofo del suo tempo. Dopo esser stato abate del celebre monastero di Bobbio[6] fu fatto Arcivescovo di Reims, passando poi a Ravenna.
    Era coronato papa nell’Aprile del 999, e secondo leggenda fu l'intero popolo romano che lo acclamò pontefice[7]. Assumeva il nome di Silvestro II. In ricordo di papa Silvestro I che ricevette Roma dall'imperatore Costantino ( secondo la falsa Donazione di Costantino ). Fedele, infatti, all’amicizia di Ottone III ne sostenne la politica, accompagnandolo come un'ombra, anche nella sua fuga a Todi. Fu pio, zelante, umile, coraggioso: versato nella teologia di matematica. Lasciò scritti di teologia, di matematica, di astronomia. Governò la Chiesa con senno e virtù, per 4 anni, 1 mese, 9 giorni morendo il 12 marzo 1003.

    Sulla morte di Gerberto si è scritto che è stato avvelenato da Stefania, la vedova di Crescenzio, che Ottone III, fece sua amante, dopo aver fatto uccidere il marito a Castel Sant'Angelo. Non per niente, si è detto che la giovane romana aveva avvelenato anche l'imperatore l'anno prima a Paterno[8].

    È il primo papa francese. La casa in cui visse da fanciullo è ancora in piedi e la venerazione della gente la chiama col nome di casa del Papa.

    Fu giudicato l’uomo più sapiente del suo secolo e per questa sua saggezza corse la leggenda che fosse mago e operasse per potere di spiriti.


    Gerberto e il Diavolo
    (da Silvestro II)

    Gli si attribuisce l’invenzione dell’orologio a bilanciere che fu in uso sino al 1640, quando al bilanciere subentrò il pendolo. Introdusse in Europa i numeri arabi e per conseguenza il sistema decimale, base della nostra aritmetica.
    Si dice che da una delle torri del Laterano contemplasse le stelle e poi le studiasse, sopra una sfera celeste da lui stesso costruita. È l’unico papa astronomo e matematico che abbia avuto la Chiesa.[9]
    Per tutto il Medioevo corse la leggenda della sua magia, leggenda che si venne formando dopo la sua morte, perché nessuno dei suoi contemporanei, sopra tutti Richerio suo grande amico e che dedicò al Papa quattro libri di storie, parlano di queste cose.

    Dice la leggenda che Gerberto, il quale era mago e aveva commercio con gli spiriti, aveva saputo da un suo demonio che egli non morrebbe sino a tanto che non celebrasse messa in Gerusalemme. Illuso dalla equivocazione del nome, pensando si dovesse intendere Gerusalemme di Palestina, andò a celebrare, il dì della stazione, proprio in quella chiesa di Roma che appunto si chiama Gerusalemme, dove sentendosi venire addosso la morte, supplicò gli fossero tronche le mani e la lingua con le quali aveva disonorato Iddio. Questa la diceria ma « Gli stessi protestanti – dice Arturo Graf – rinunziarono a usare della leggenda come di un’arma contro la chiesa di Roma e alcuni di essi risolutamente la confutarono ».

    Una tradizione attribuisce a questo Papa l’istituzione universale, della Commemorazione di tutti i defunti. Oltre a ciò si vorrebbe che sia stato Silvestro II a celebrare il primo giubileo dell’anno santo.
    Soleva ricordare il suo passaggio per la chiesa di Reims, di Ravenna e Roma; da cui il famoso verso « Transita b R. Gerbertus ad R. post Papa vigens R. ».
    Anche soleva dire: la somma facoltà che ha Pietro, non può essere paragonata ad alcuna felicità.

    Avvisava i Vescovi per iscritto, riprendendoli severamente. Avendo il Vescovo di Laon[10] mancato in molti modi al suo dovere, il Papa gli scrisse: « Silvestro, Vescovo servo dei servi di Dio: Non meravigliatevi se non trovate in testa alla nostra lettera né il saluto, né la benedizione Apostolica. Sotto il nome di Vescovo voi avete, a forza di delitti, cessato d’essere uomo. La fedeltà eleva un uomo sino a Dio, la perfidia lo abbassa al livello dei bruti ».

    È stato il primo Papa a lanciare l’idea delle crociate, eccitando principi e nazioni a una guerra alleata, per liberare dal giogo dei maomettani la Terra Santa e i cristiani d’Oriente.

    Diede molto impulso alla propaganda cristiana in Polonia e in Ungheria. Consacrò S. Stefano I re d’Ungheria, gli diede il titolo di Apostolico e concesse a lui e ai suoi successori di farsi precedere dalla croce allorché uscivano in pubblico. Molti cronisti ricordano una visione avuta da Gerberto sul conferimento della corona d'Ungheria.[11]


    Stefano I il Santo, duca d'Ungheria (1000-1038), insignito della croce e della corona regale da un legato di Silvestro II (999-1003), dona il suo regno alla Santa Sede. - affresco dalla seconda sala della Biblioteca apostolica vaticana.
    (da Silvestro II)

    Varie leggende corsero anche sulla tomba di Silvestro II al Laterano. Una dice che le ossa fanno rumore nel sepolcro, quando annunziarono la imminente morte di un Papa. Un’altra, raccolta da Giovanni Diacono, il quale compose un libro intitolato De Ecclesia Lateranensi, ai tempi di Alessandro III ( 1159 – 1181 ), dice che il sepolcro di Silvestro, sebbene non fosse in luogo umido, anche quando l’aria era del tutto serena, mandava fuori gocce d’acqua, cosa che era cagione di ammirazione.

    Un’altra leggenda più grottesca che diceva esser stato il cadavere di Silvestro divorato dai corvi, fu smentita dall’apertura della tomba del Papa, ordinata da Innocenzo X. Il cadavere apparve intero ed illeso, vestito degli abiti pontificali, con le braccia in croce e la tiara in capo. Ma appena sentì l’aria si sciolse in polvere.

    Suo diretto successore fu Giovanni XVII, di cui quasi tutto è incerto per la brevità del suo governo, appena cinque mesi, salvo il luogo di nascita. Il dotto Cardinale Stefano Borgia, lo fa nativo di Ripagnano ( oggi Rapagnano - AP ) nella diocesi di Fermo, per una "pietra palombina" colà trovata, che lo dice figlio di Siccone e di Colomba[12]. Il Graf scriveva anche che il cronista inglese Guglielmo Godell, del celebre verso " Scandit ab R, ecc.", ne fece un epitaffio[13] scritto sulla tomba di Gerberto. Chissà, forse questo papa, aveva fatto scolpire una lastra dalla dicitura così semplice sul suo precedessore? Nessuno può più risponderci. Alla sua morte il suo posto fu preso da Giovanni XVIII, che regnò dal 1003 al 1009.

    Ma solo Sergio IV, Papa dal 1009 al 1012, fece un reale epitaffio a Gerberto, che ancora esiste, nella Basilica Lateranense. Ecco qui sotto una traduzione in italiano del 1800[14].

    Questo luogo del mondo al suono ( della tromba del Giudizio Universale )

    renderà al Signore che verrà ( a giudicare ) le membra del sepolto Gerberto:

    Cui la dottissima vergine ( probabilmente la Sapienza ), e i colli di Romolo,

    capo del mondo, avevano dato famoso all'universo.

    Primamente il francese Gerberto meritò la sede ( vescovile ) di Reims, metropoli della patria.

    Indi, nobile e potente, meritò di ascendere al sommo governo della chiesa Ravennate.

    Dopo un anno, cangiato il nome, prese ( il governo di ) Roma per essere novello pastore in tutto l'orbe.

    Questo a lui offerse il terzo Ottone Cesare, cui amava fedelmente associarsi.

    L'uno e l'altro è l'ornamento del suo secolo; l'uno e l'altro fu chiaro per sapienza;

    e tutto il secolo ne gode, e frangersi ogni rio ( ogni delitto ).

    Erasi impossessato ( divenuto arbitro ) della sede del cielo, in luogo di chi ne tiene le chiavi,

    a cui per tre volte era stato sostituito pastore.

    Questi da che assunse la vece di Pietro, dentro lo spazio di un lustro, compì il secolo.

    Il mondo agghiacciò, perduta la pace; il trionfo della Chiesa vacillando disimparò la quiete.

    Sergio sacerdote di mite pietà e suo successore, per amore di lui, adornò questo avello.

    O tu che volgi gli occhi, abbassati a questa tomba, dì:

    Onnipotente Signore, abbi pietà di lui!


    ________________________________________

    note:

    [1] Che Silvestro II sia santo lo ha asserito Francesco Zanetti nel 1933, corrispondente della ILLUSTRAZIONE VATICANA, NEL SUO LIBRO “TUTTI I PAPI, attraverso le curiosità e gli aneddoti”. Pag. 306. È per questo che l'ultima notte dell'anno è dedicata a lui, in ricordo della messa che il papa fece l'ultima notte dell'anno 999, quando si credeva che il diavolo si sarebbe liberato dalle sue catene al primo di gennaio del 1000.

    [2] notizia tratta da Gaetano Moroni Romano ( secondo aiutante di camera di Papa Pio IX ), pag.122 del DIZIONARIO di erudizione Storico-Ecclesiastica, vol. LXVI-Venezia 1854.

    [3] Il mondo mussulmano aveva nella Casa della Sapienza di Bagdad, il maggior centro culturale del mondo d'allora. Tra le produzioni intellettuali di questa "istituzione" ricordiamo i nomi delle stelle usati ancor oggi in astronomia. vedi il libro Gerberto d'Aurillac di Galileo Ferraresi. pagg. 19 e 108.

    [4] Vedi Ferraresi, op. cit., pag. 112.

    [5] Vedi Ferraresi, op. cit., introduzione pag. 3.

    [6] È nel 983 che Gerberto ( per opera di Ottone II e della moglie Teofano ) diventa abate di Bobbio. L'abbazia offriva alla sua fame di conoscenza, una gran quantità di libri. Egli ne aggiornò l'elenco, fece costruire casse per preservarli, ma tutto questo spendere per i libri gli inimicò i monaci.

    [7] Arturo Graf, Miti, Leggende e Superstizioni del Medio Evo - vol. II. - La leggenda di un pontefice - Torino 1893, V. - Pag. 36, nota 71

    [8] notizia data sempre dal G. M. Romano, op. cit., pag. 127. Da notare che anche Camillo Lilli, nella sua Historia della città di CAMERINO, rivela la notizia che Ottone viene ucciso con " ...veleno datogli nel dono dei guanti..." dalla moglie di Crescenzio, ( qui chiamata però Giovanna ) "... i cui pensieri tendevano a divenir sua sposa, e imperatrice...", pag. 196 e 197.

    [9] vedi F.Zanetti, op. cit., pag. 307.

    [10] Aldaberone ( Ascelin ) di Laon, da non confondersi con Aldaberone di Reims, grande amico di Gerberto.

    [11] vedi Graf, op. cit., V. - pag. 36, nota 72.

    [12] vedi F.Zanetti, op. cit., pag. 309.

    [13] Vedi Graf, IV. - pag. 24, nota 24.

    [14] Traduzione dal latino effettuata dal Dottor Gaetano Stelzi. Dal libro Gerberto o sia SILVESTRO II PAPA ed il suo secolo. del tedesco G.F. Hock - ed. italiana 1836.



    tratto da Silvestro II

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    Predefinito Rif: Silvestro II, il "Papa mago".

    Figura di esoterista misconosciuta ma interessantissima.

    Aggiungo anche quest'altro articolo...





    Silvestro II il papa Mago



    Tratto da: Satyrnet - Il portale del divertimento - Home




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    E così parliamo di Silvestro II, forse il personaggio più misterioso della storia di Roma.

    Silvestro II,al secolo Gerberto D’Aurrillac divenne papa il 2 aprile 999. Fu persona coltissima,esperta di ogni arte e dotata sicuramente di una mente acuta e insaziabile.Su di lui circolano numerose storie e sia che si voglia dar retta alle varie leggende nere, sia che si voglia credere alla sua figura storica, ci si accorgerà di trattare di un uomo fuori dal comune.

    La situazione storica in cui Gerberto divenne Papa era caratterizzata dall’apice della lotta per le investiture. Infatti il pontificato precedente ebbe una storia molto travagliata.

    Ottone III, l imperatore tedesco aveva messo sul soglio pontificio suo cugino, Brunone con il nome di Gregorio V. (correva l’anno 996 )

    Apertamente osteggiato dalla nobiltà romana, guidata da Crescenzio (Quello dell’ omonima via parallela a via Cola di rienzo Ndr), Brunone fu costretto a rifugiarsi a Pavia.

    Nel frattempo a Roma venne eletto da Crescenzio un anti papa: Giovanni XVI.

    Ma Ottone III, dopo essere venuto in soccorso di suo cugino, fece decapitare Crescenzio e fece appendere il suo corpo in cima a monte Mario, al tempo chiamato Mons Malus. All’ antipapa Giovanni XVI le cose andarono ancor peggio: gli vennero mozzati il naso e le orecchie e gli furono strappati lingua ed occhi. Morì su una gogna in convento.

    Ottone III ,forse pentito,inizio a pellegrinare tra conventi mentre Gregorio V morì qualche anno dopo.

    Ottone Poi cercò di riportare il Sacro Romano Impero ai suoi fasti originali, non riuscendoci.

    Ma riprendiamo la storia di Gerberto.

    Dunque Gerberto nacque attorno al 940 da una famiglia di contadini. Inizialmente studiò nel convento di Saint Geraud. Li si dovette distinguere , perchè il conte di Barcellona lo chiamò a studiarein una sua scuola in Spagna.

    Il territorio spagnolo era sotto il dominio arabo. Al tempo gli Arabi eccellevano in ogni campo della scienza, e le loro conoscenze di astronomia,alchimia,fisica e filosofia erano grandiose e le nozioni della matematica erano impressionanti.

    Gerberto rimase impressionato da questa cultura, e divenne mussulmano pur di entrare in possesso delle conoscenze più importanti. Fu quindi apostata ed abiuratore del cristianesimo.

    Ma la sua cultura era talmente ampia che L’ imperatore Ottone I lo volle come educatore dei figli.

    La sua conoscenza era tanto strabiliante che molti credettero derivasse dalla magia o da qualche diavolo. In Fin dei conti al tempo si poteva venir considerati diabolisti per molto meno!

    Comunque Gerberto divenne Vescovo di Reims. Nel 996 però fu scomunicato e gli fu tolta la mitra. Poco dopo venne riabilitato,gli fu tolta la scomunica e fu negata sia la sua aburazione del cristianesimo sia l’ apostasia. Divenne Papa nel 999 grazie all’ influenza di Ottone III. Ottone III venne a regnare a Roma,sperando di poter ricreare idealmente l’Impero Romano. E si fece costruire un palazzo sull’ aventino, proprio davanti al Palatino, sede dei palazzi imperiali di Roma.(non sono ancora riuscito a trovare questo palazzo o qualche segno della sua esistenza, tuttavia! Ndr)Ma i romani lo cacciarono da Roma,non volendo avere un re straniero.

    Silvestro II fu anche il primo papa a richiedere una crociata (ma la prima sarebbe partita anni dopo) e sostenne la cristianità durante la grande paura dell’ anno mille. (Mille e non più mille)

    Anzi, fu il primo a cospargersi il capo di cenere la notte del 31-11-999 (SAN SILVESTRO!), quando tutta Roma invocò la pietà divina temendo la fine del mondo.

    Fin qui abbiamo trattato della parte storica,ma adesso ci addentriamo nella leggenda che poi è quello che tutti stavamo aspettando...

    IL PAPA MAGO

    Su Gerberto le leggende sono numerose e non tutte spiegabili con la semplice maldicenza popolare. Si dice che Gerberto fosse in tresca con una strega, che avesse incatenato un demone in una maschera d’ oro, che avesse un libro magico e un Djinn al suo servizio...

    In ogni caso vedremo che tutte le leggende cercano di spiegare la salita al potere di Gerberto con un potere esoterico.

    Meridiana

    Mentre Gerberto era a Reims, incontrò una donna, Meridiana. Meridiana era una fata o più prosaicamente un adepta a riti esoterici. Non ci è dato di sapere se Gerberto si innamorò di lei o della sua scienza, ma rimase ammaliato da Meridiana. Per conquistarla si indebitò e perse tutto, inutilmente ( e fu pure scomunicato!?!). Un giorno però,mentre Gerberto ormai fallito si aggirava per un bosco, Meridiana gli venne incontro e gli propose in cambio della fedeltà e del segreto, conoscenza e potere (chi non avrebbe accettato?) .Grazie a Meridiana Gerberto si riprese economicamente e moralmente ed ottenne il successo ( tipo tornare vescovo? Ndr). Per Esempio sembra che Meridiana gli avesse predetto che sarebbe divenuto papa entro la fine del secolo, nonostante l' elezione nel 996 di Gregorio V.

    Questa leggenda ha dei riscontri tipici della favola medievale:La donna che corrompe l’ uomo giusto,Il protagonista che degrada moralmente e l’ amore passionale e struggente che distruge l ‘animo umano ( C’ era un tale Lancillotto che...).

    IL libro nero e il tesoro di Cesare

    Gerberto era venuto in pellegrinaggio a Roma . Al tempo nel campo Marzio (quella zona attorno al parlamento) c’era una statua molto malridotta. Un dito di quella statua indicava un punto e sul basamento era inciso in latino "Percuoti qui". Il dito e la testa della statua erano stati colpiti da numerosi colpi di maglio, sferrati da improbabili cercatori di tesori.

    Silvestro vi passò davanti e si fermò ad osservare. Aspettò mezzogiorno e segnò il punto raggiunto dall’ombra del dito della statua come avrebbe fatto un qualsiasi emulo di Indiana Jones mille anni dopo.

    Vi tornò nottetempo con un servo ed iniziò a scavare nel punto segnato. In poco tempo scoprirono un passaggio scuro con una scala che scendeva in profondità. In fondo alla scala c’era una stanza con un trono in fondo e 12 sedili attorno, sui sedili erano seduti 12 statue con una maschera d’ argento, mentre sul trono c’era una statua con una maschera d’oro. Al centro della sala vi era il tesoro di Augusto. Ma nulla si poteva prendere perché non appena si toccava qualcosa le statue si animavano.

    Gerberto scoprì che l’ unica cosa che poteva toccare era un libro nero. Tentò allora di aprire il libro e gli apparve un uomo dal nulla, vestito come un turco. Si presentò come il guardiano del libro e disse al monaco che poteva tenersi il tomo a patto che non lo avrebbe mai letto senza la sua presenza. Gerberto acconsenti e il guardiano tornò nel libro.

    Ivi era scritto tutto il sapere ma Gerberto non poteva leggerlo liberamente perché il guardiano lo costringeva a vederne solo alcune parti. Il Guardiano disse anche che se avesse cercato di prendere il libro lo avrebbe cercato ovunque per terra e per mare. Ma un giorno il nostro Gerberto rubò il libro e scappò. Il guardiano volò alla sua ricerca, ma il monaco si era appeso con una corda sotto il ponte Sant’Angelo in modo da non trovarsi né in terra né in mare.

    Dopo un infruttuosa ricerca il guardiano sparì e non si fece (quasi) più rivedere.

    Questa leggenda è di chiaro sapore orientale: Il Guardiano sembra un Djinn arabo, mentre l’ astuzia dell’ uomo che lo intrappola, il libro e le statue sono tipiche delle favole islamiche e mediorientali.

    E' molto interessante notare come le due leggende riassumano questo personaggio a metà tra le due culture.

    La Maschera D’ oro

    Silvestro II, si fece costruire una maschera d’ Oro che rispondeva alle domande e prevedeva il futuro. Sembra che molte persone avessero visto questa maschera all’opera. Secondo alcuni Gerberto avrebbe incatenato un diavolo dentro la maschera e lo avrebbe costretto a rispondere senza menzogne. Il Migne nella mitologia latina scrisse : "Possedeva (Gerberto) nel suo palazzo, una testa di bronzo che rispondeva "si" o "no" alle domande che egli le rivolgeva sulla politica e sulla situazione della cristianità. Secondo Silvestro II questo procedimento era molto semplice e corrispondeva al calcolo con due cifre ". Possibile che Gerberto potesse costruire una macchian analitica in codice binario?

    Dai cronisti dell'epoca apprendiamo che egli inventò un " globo celeste in cui tutti gli astri avevano proprie orbite e propri movimenti e compivano in tempi proporzionati le proprie rivoluzioni ". Si tratta, evidentemente, di un planetario: un'invenzione che fu ripresa solo nel XIX secolo.Inventò anche un orologio meccanico e un organo a vapore.

    Di tutte queste invenzioni e di altre ancora non abbiamo che notizie imprecise, poiché alla sua morte tutto fu distrutto.

    I libri Occulti

    Sembra che Silvestro fosse un gran conoscitore anche dell’ esoterismo e della demonologia.

    Probabilmente la sua sete di sapere lo aveva portato ad esplorare anche queste dottrine.Per gerberto non si trsttava di abiurare una fede,ma probabilmente pensava di dover conoscere tutto per esercitare al meglio i suoi doveri.Cerco vari libri occulti in europa e si dimostrò un grande conoscitore della materia.

    La Morte di Silvestro II

    Un giorno Silvestro chiese alla sua maschera quando sarebbe morto. La maschera rispose "tu morirai officiando messa a Gerusalemme." Gerberto rimase stranito: Aveva da poco richiesto ai Regni Cristiani di liberare Gerusalemme dagli arabi! Ma poi pensò che sarebbe bastato non recarsi in terra santa.

    Mentre Gerberto officiava messa a S.Croce in Gerusalemme, chiesa così chiamata per le reliquie portate da Sant’ Elena si sentì male e vide per l’ ultima volta il turco. Capì allora che era giunto il suo momento. Chiamò i prelati e i cardinali. Ordinò loro che d’ora in poi la consacrazione delle ostie fosse fatta di fronte ai fedeli e non di spalle, come era uso al tempo; poi confessò di essersi dedicato alla demonologia, alle arti proibite e alla magia. Si raccomandò di distruggere le sue invenzioni e chiese perdono a Dio. Infine come ultima volontà volle che il suo feretro fosse attaccatto ad un carro di buoi e lasciato andare liberamente,sarebbe stato seppellito lì dove i buoi si sarebbero fermati.(Al tempo,secondo l’ usanza,Il corteo funebre papale andava da S.Pietro a San Giovanni in Laterano,Passando per S.maria maggiore.) Ma i buoi seguirono precisamente il percorso funebre tradizionale e si fermarono solo dentro la cattedrale di San Giovanni, seguiti dal corteo inorridito e stupefatto!

    Questo forse fu un segno divino avesse voluto riabilitare il povero Gerberto.

    Le Ultime Magie.

    La tomba di Silvestro II è ancora nella cattedrale di S.Giovanni. Si dice che quando stia per morire un papa la tomba faccia fuoriuscire un rivolo d’acqua,mentre quando stia per morire un cardinale si inumidisca. L’ultima magia Silvestro II la fece nel 1684,quando la tomba fu aperta per tacere questa leggenda.ll papa si presentò in perfetto stato di conservazione e in profumo di manna ai presenti (680 anni dopo!),prima di volatilizzarsi senza lasciare traccia!

    Silvestro II, mago, scienziato, papa in mezzo alla lotta per le investiture e alle sette millenaristiche, scomunicato, apostata, mussulmano diviene il simbolo di un momento storico come forse nessun altro.



    Pagine Esoteriche: SILVESTRO II, IL PAPA MAGO -
    "Sarebbe anche simpatico, se non fosse nazista!" (Malandrina) :gluglu:


    "Al di là dell'approvazione o disapprovazione altrui!" :gluglu:

  3. #3
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    Predefinito Rif: Silvestro II, il "Papa mago".

    Chi era veramente papa Silvestro II? Un dotto, un filosofo, un eretico, un mago? E chi ha ragione? Chi lo definisce un genio assoluto o chi in lui ha visto addirittura l'Anticristo?

    Gregorovius lo descrive come "un genio che illumina di luce vivissima l'epoca sua". E, in effetti, la sua erudizione nel campo delle scienze è così sconfinata che viene fraintesa: molti diffidano di lui e, quando diventa Papa, buona parte del mondo ecclesiastico è spaventato.

    Burcardo, il vescovo di Worms, scrive pagine di angoscia pura. "… Gli affidano le chiavi della Chiesa di Roma perché stringa patti col Maligno, perché si allei con Asmodeo, Abadon e con Astaroth, per combattere insieme a questi gli altri Spiriti Mendaci, contro Mammon il Seduttore e contro i Vasi di Scelleratezza, contro Meririm, Behemoth, Sammael e Belzebub. Egli, il mago, il negromante, è ora divenuto pontefice, a condurre scellerati negozi con il Potere Inquietante, insinuando tenebre spesse nelle nostre deboli menti, blandendole con la sua vana saggezza, la sua falsa sapienza, la sua cupa furbizia. Eccolo, il segno. Sarà dunque un francese, il primo francese sul trono di Pietro, a farci rotolare nell'abisso finale, provocando con i suoi arditi disegni l'ira del padre, un'ira senza rimedio".

    Gli anni del suo pontificato sono quelli che lo consegnano definitivamente alla leggenda. Silvestro II è infatti un Papa ossessionato dalla matematica e dagli esperimenti scientifici. Le sue invenzioni, che appaiono come pura fantascienza, hanno qualcosa di magico. Costruisce oggetti come il pallottoliere, il parafulmine, l'orologio meccanico e l'organo a vapore. Introduce la numerazione araba e il concetto di zero. La sua passione è l'astrolabio. Ma le conoscenze di Silvestro sono troppo profonde per i contemporanei, che non esitano a definirlo il "Papa Mago". Agli occhi dei suoi detrattori, infatti, solo contatti con il soprannaturale spiegherebbero il suo immenso sapere. Il cronista Raoul de Longchamp dà credito alla voce secondo cui si sarebbe costruito un Golem: una testa d'oro (o forse di bronzo), una sorta di oracolo in grado di rispondere, con un sì o un no, a qualsiasi domanda.

    Negli ambienti vaticani si diffonde la convinzione che il potere divinatorio del Golem derivi dal fatto che Silvestro vi abbia rinchiuso un demone per interrogarlo nei momenti di difficoltà. In verità, stando a quanto riporta il Migne nella "Patrologia Latina" (vol. CXXXIX), poteva trattarsi di una specie di "macchina analitica" il cui procedimento era molto semplice e corrispondeva al calcolo con due cifre: il codice binario (0 e 1), vale a dire lo stesso principio su cui si basano i nostri moderni computer.



  4. #4
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    Predefinito Rif: Silvestro II, il "Papa mago".

    Ritenuto dai contemporanei mago e stregone, Gerberto d'Aurillac fu in realtà uno spirito libero, amante della verità e della scienza, desideroso di coltivare il proprio ingegno anche oltre i limiti dell'ortodossia.





    Mario Bacchiega

    SILVESTRO II, IL PAPA MAGO


    Da Abstracta n° 28 (luglio – agosto 1988)




    La nascita di importanti personaggi medievali è sempre accompagnata da leggende piene di segni prodigiosi che ne annunciano il destino. Ma la nascita di Gerberto, il futuro Silvestro II, non fu accompagnata da questi segni. Si racconta solo che un mattino del 940 o 945, la data è incerta, quando Gerberto nacque, un gallo nel cortile di casa abbia cantato altissimo tre volte. È stato detto che questo è il segno ambiguo di Cristo e del tradimento di Pietro. Il gallo infatti, come Cristo, annuncia la luce liberatrice del giorno che fuga le tenebre e le paure della notte, così come cantano le laudi: «Surgamus ergo, gallus iacentes excitat».
    Gerberto nacque dunque nella piccola località di Belliac, vicino ad Aurillac, nella Francia meridionale, nel segno incerto della luce e della tenebra. Di lui non si conosce né il padre né la madre, poiché nei suoi scritti (lettere) non li nomina mai, né una sola lettera è a loro diretta: forse Gerberto non amava ricordare l'infanzia, forse aveva dei risentimenti. Comunque, come nella antica tradizione, anche Gerberto, come i maghi, i grandi sacerdoti, è senza padre e senza madre perché questo genere di uomini entra nel destino direttamente.

    La città di Aurillac non è stata fondata da nessuno, ma si è sviluppata spontaneamente, per aggregazione di case attorno all'abbazia benedettina fatta costruire nell'anno 896 da un signorotto, tale Geraud, poi fatto santo per riconoscenza. È probabilmente il 952 quando Gerberto, ragazzo di primo pelo, viene accolto in questa abbazia a fare il monaco e avviato alle scienze del trivio e del quadrivio. Essendo incerta la data di nascita, a diciassette o a vent'anni, non si sa bene, avviene uno degli episodi largamente discussi dai biografi: Gerberto lascia l'abbazia di Aurillac e va in Spagna, avamposto islamico di raffinata civiltà dalla quale l'Europa cristiana ritiene doversi proteggere. Ai dotti dell'Islam è riconosciuta grande autorità: elaborano in una struttura unitaria tutto il sapere dell'epoca. I cronisti (Guillaume de Malmesbury) dicono che Gerberto sia fuggito dal monastero e sia andato in Spagna per conoscere gli insegnamenti dei sapienti islamici, impartiti in una atmosfera segreta e affascinante. Egli studia presso gli arabi astrologia: «... in due anni apprese il significato del canto degli uccelli, la tecnica per evocare le ombre dei morti e possedere tutte quelle qualità dannose e salutari» (G. de Malmesbury, Historia, lib. II). Alberico di Trois, Fontaines, Vincenzo di Beauvais, Martino Polano sono concordi nel dire che Gerberto sia vissuto per molti anni presso i mori di Cordova e Siviglia, imparando la magia, la negromanzia «e tutte le scienze proibite al cristiano».

    Se le scuole arabe sono aperte ai credenti di qualsiasi fede, non è altrettanto facile accedere alle scuole della moschea, ove l'insegnamento è riservatissimo e talvolta esige delle iniziazioni. A questo proposito pare che Gerberto sia stato iniziato ed abbia assunto un nome segreto: Neptanabo. Ed è così che, non più monaco benedettino, Gerberto diviene apostata. Ovviamente, per il resto della sua vita non dirà a nessuno questa singolare esperienza di lucida libertà morale. Guillaume de Malmesbury, cronista impietoso, racconta che, in Spagna, Gerberto si innamora di una giovane islamica che gli appare bella come la primavera: è la figlia di un saggio che Gerberto frequenta e che ha rifiutato di vendergli il libro della sua scienza, un libro con preghiere, suppliche, nomi di Dio, formule divinatorie. Gerberto, con la frequentazione della casa del maestro, conosce sia la «scienza segreta» sia il mondo femminile. Forse è questa la sua unica stagione d'amore. Gerberto, accordatosi con la ragazza che ama, ubriaca il genitore di lei, prende il volume che questi conserva sotto il cuscino quando dorme e scappa. Il maestro, svegliatosi e accortosi del furto e della fuga, guidato dalle stelle insegue il fuggitivo. Gerberto, aiutato dagli astri che ha interrogato e aggrappatosi sotto un ponte, sospeso, senza toccare né terra né acqua, perfettamente «isolato», disorienta l'inseguitore e gli sfugge di mano. G. de Malmesbury scrive che Gerberto invocò poi il diavolo per essere trasportato al di là del mare. Ormai Gerberto frequenta, con saggezza, angeli e dèmoni. […]



    L'insegnamento di Gerberto
    Il suo sapere spazia in diversi campi.

    a) La matematica
    È giunto a noi Xabacus di Gerberto. Si tratta di numerologia sacra. I cronisti del XIII secolo dicono che la numerologia di Gerberto è un «enigma vivente». Raoul de Longchamp, nel 1216 scrive che «... Gerberto avendo sottomesso un demonio fermandolo in una testa d'oro, un golem, le questioni difficili gli venivano spiegate dal demonio». Ed i passaggi oscuri venivano chiamati i «salti di Gerberto». A certi livelli la matematica confina con la mistica. I sacerdoti antichi operavano allo stesso modo, componendo geroglifici per la loro sapienza. I calcoli di Gerberto sono giochi oracolari. Nella sua matematica, riaffiora la saggezza magica che anche oggi turba le anime semplici. […]


    b) La fisica
    Pare che Gerberto abbia scoperto, prima di Papin, la forza del vapore (Vincenzo de Beauvais Speculum maius). Per l'abbazia di Aurillac ha costruito un orologio idraulico azionato — attraverso dei tubi — dal vapore, «ventus». È una cosa straordinaria, perché a quell'epoca si conosce solo la meridiana. Edoardo Fournier, che descrive il funzionamento dell'orologio, dice che Gerberto ebbe anche, per primo, l'idea di far funzionare, con il vapore, le canne musicali di un organo. Organo che fu donato all'abbazia di Bobbio. Ma l'orologio e l'organo non sono lo scopo degli studi di Gerberto. In realtà lo scopo è la ricerca, inconfessata, del «ventus» generatore o, come dicevano gli alchimisti dell'epoca, della «energia primaria», l'essenza del mondo, «la forza di ogni forza più forte del vapore», il «fuoco sacro» più caldo di tutti i vapori. Gerberto segue una tradizione antica che gli iniziati medievali chiamano «ricerca della materia prima», «corpo igneo» dello spirito santo che trasforma le cose e gli uomini. La gente dell'epoca dice che quella di Gerberto è opera del diavolo più che dell'uomo, perché modifica la spontaneità del creato.


    c) La magia
    Ascelino vescovo di Laon accusa Gerberto di negromanzia. Effettivamente Gerberto preferisce un cristianesimo in prospettiva magica perché in questa visione del mondo c'è scienza ed amore mentre nel cristianesimo c'è solo amore. Egli preferisce essere come Melchiar, re di Nubia, il più anziano dei tre re magi, portatore dell'oro, la saggia luce della stella. I re magi, portatori di certezze sapienziali, sono tre perché devono superare le limitate prospettive, e vedere in tutte le direzioni.
    Gerberto, durante la sua permanenza a Reims, secondo la cronaca di G. de Malmesbury, costruisce dunque un «golem». Raul de Longchamp, un cronista del XIII secolo, dice che Gerberto quando aveva un problema insolubile consultava il demonio racchiuso nella testa d'oro di cui ho detto sopra. La testa rispondeva con cenni del capo. Il Golem — si sa — non parlava, ma le risposte accennate con il capo erano infallibili. […]
    Gerberto, secondo certe fonti, anche da Papa tenne sempre con sé il «golem». I cronisti faranno rimbalzare la notizia del «golem papale» da monastero a monastero, trasformando il Papa filosofo in Papa mago. A partire dal XIII secolo la notizia del «golem papale» fu accettata da tutti e riportata in tutte le biografie sia pure, a volte, per criticarla. […]




    Silvestro II alla destra dell'Imperatore Ottone III


    Gerberto Papa
    Il 18 gennaio 999 Papa Gregorio V, il giovanissimo cugino d'Ottone III, all'età di 27 anni muore avvelenato dopo soli tre anni di pontificato, vittima delle solite lotte nobiliari, con Papa e antipapa, per conquistare il vertice della Chiesa. È in questa occasione che Gerberto, filando rapido davanti a tutti i prelati d'Europa, alla soglia dei sessant'anni, viene eletto Papa dall'imperatore, dal clero e dal popolo romano. L'elezione di Gerberto però non è immeritata: la vita non gli ha mai dato ciò che non fosse già suo; è l'uomo più colto del suo secolo.
    Gerberto dunque, il 9 febbraio 999, arriva vibrante al supremo trono della Chiesa. Il cardinale Baronio scrive che Gerberto fu indegno di questo onore (cfr. M. Bacchiega, Silvestro II, Papa mago, Ed. Bastogi). Aggiunge che Gerberto ha ottenuto il trono di Pietro a seguito di un patto col diavolo a cui avrebbe venduto l'anima. Anche il monaco Elgardo di Fleury ricorda un costante sogno di papato di Gerberto e gli attribuisce una profezìa sibillina: «Scandit ab R Gearbertus in R post papa viget R». È l'argomento delle tre R: Reims, Ravenna, Roma.
    Questo discorso delle «tre R» di Gerberto merita una riflessione. Pronunciata ritualmente, il suono della «erre» ha ripercussione ad alti livelli, quello della luce, della conoscenza. La R è il principio dei Re destinati a regnare e Gerberto aveva due «erre» anche nel nome: un predestinato? Reims, Ravenna, Roma è il ritmo di una forza superiore. […]


    Morte di Gerberto
    L'antifonario di San Gregorio Magno (m. 604) prevedeva, al Venerdì santo, l'adorazione della croce nella chiesa romana detta «in Hierusalem». L'antico impianto della chiesa è oggi inglobato nella basilica sessoriana detta anche «Santa Croce in Gerusalemme».
    Secondo le cronache Gerberto Papa avrebbe chiesto al «Golem», che aveva sempre tenuto con sé, notizie relative alla propria morte: sarebbe morto, prima o dopo, aver cantato la messa a Gerusalemme? La risposta del Golem predisse la morte di Gerberto dopo la messa a Gerusalemme, e Gerberto quindi decise che mai sarebbe andato pellegrino in Palestina a Gerusalemme. Non aveva però considerato che «Gerusalemme» era a Roma! La morte, come per tutti, era sempre vicina e sempre lontana.
    Il 12 maggio 1003, dopo aver cantato la messa nella basilica «quae est Jerusalem» Gerberto è colto da malore. Solo allora si rende conto dell'equivoco e capisce che è arrivata la fine; né può evitarla: tutte le uscite della cattedrale sono sorvegliate dagli angeli della morte. Un velo sereno gli scende sul volto, e con gli occhi da cui si allontana la visione guarda in giro cercando angeli e arcangeli. Ai cardinali presenti ordina che il suo cadavere sia collocato su un carro trainato da buoi e sepolto dove i buoi si fermeranno. I buoi che trainano il carro con la bara si fermano nell'atrio della chiesa del Laterano. Qui Gerberto viene sepolto e si trova tuttora. […]

    Dice la tradizione che dalla tomba di Silvestro II nell'imminenza della morte di ogni Papa scaturisce acqua: è il miracolo di Gerberto. Acqua come trasformazione, come il passare un fiume. Una trasformazione inferiore, perché quella superiore è data dal fuoco. Gli gnostici, ì maghi, ì catari distinguevano un battesimo d'acqua (quello inferiore) e un battesimo di fuoco (quello superiore). Nel 1684 il sepolcro di Gerberto in San Giovanni in Laterano viene aperto. Il cadavere è trovato incartapecorito, profumato, ancora avvolto negli indumenti pontificiali. Quasi un corpo dì gloria. Subito dopo l'aria esterna, irrompendo nel sarcofago, alchemicamente dissolve l'involucro incorrotto di Gerberto in cenere e sali. Così Gerberto, dopo aver offerto miracolosamente la sua immagine, entra nell'invisibile.




    Incisione del XVI secolo


    M. Bacchiega - da Abstracta n° 28 (luglio – agosto 1988), Stile Regina editrice

  5. #5
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    Predefinito Rif: Silvestro II, il "Papa mago".

    Gerberto o sia Silvestro II Papa ed il suo secolo

    del Dottore C. F. Hock

    Milano, 1846

    Gerberto, o, sia Silvestro II Papa ... - Google Libri


    "Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)

  6. #6
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    Molto molto interessante.

    Se ricordo bene anni fa visitando il Museo del Vaticano, quello interno alla basilica di San Pietro, notai una lapide con incisi tutti i nomi dei Pontefici: vidi immediatamente che mancava proprio Silvestro II.o

    Non credo proprio si sia trattato di una dimenticanza quindi mi sorge il dubbio: si è cercato di occultarne il papato perchè considerato , all'epoca, in odor di eresia?

    Qualcuno gentilmente se ha notizie in proposito potrebbe rispondermi. Grazie

  7. #7
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    Molto molto interessante.

    Se ricordo bene anni fa visitando il Museo del Vaticano, quello interno alla basilica di San Pietro, notai una lapide con incisi tutti i nomi dei Pontefici: vidi immediatamente che mancava proprio Silvestro II.o

    Non credo proprio si sia trattato di una dimenticanza quindi mi sorge il dubbio: si è cercato di occultarne il papato perchè considerato , all'epoca, in odor di eresia?

    Qualcuno gentilmente se ha notizie in proposito potrebbe rispondermi. Grazie
    Infatti dopo Gregorio V nel 999 sono passati direttamente al papa successivo:

    http://upload.wikimedia.org/wikipedi...el_paepste.jpg

    Comunque il perchè è dato dal fatto che è stato sepolto non a San Pietro ma dove si sono fermati i buoi

  8. #8
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    Se ricordo bene anni fa visitando il Museo del Vaticano, quello interno alla basilica di San Pietro, notai una lapide con incisi tutti i nomi dei Pontefici: vidi immediatamente che mancava proprio Silvestro II.o

    Non credo proprio si sia trattato di una dimenticanza quindi mi sorge il dubbio: si è cercato di occultarne il papato perchè considerato , all'epoca, in odor di eresia?

    Qualcuno gentilmente se ha notizie in proposito potrebbe rispondermi. Grazie


    E' vero che Gerbert d'Aurrillac venne sospeso e scomunicato quando era vescovo di Reims, ma è altrettanto vero che fu poi completamente riabilitato, tanto che divenne vescovo di Ravenna e successivamente papa. Non vedo come la Chiesa possa disconoscerne il pontificato. Se la lapide a cui ti riferisci è quella postata da GNU, lì sono incisi solo i nomi dei papi sepolti in San Pietro (ne mancano molti altri), mentre Silvestro II è sepolto in San Giovanni in Laterano.


    E benvenuta nel forum...

  9. #9
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    Predefinito Rif: Silvestro II, il "Papa mago".

    Citazione Originariamente Scritto da GNU-GPL Visualizza Messaggio
    Infatti dopo Gregorio V nel 999 sono passati direttamente al papa successivo:

    http://upload.wikimedia.org/wikipedi...el_paepste.jpg

    Comunque il perchè è dato dal fatto che è stato sepolto non a San Pietro ma dove si sono fermati i buoi
    Probabimente è questo allora il motivo di quell'assenza.

    Bene, grazie per l'informazione. iaociao:

  10. #10
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    Predefinito Rif: Silvestro II, il "Papa mago".

    Citazione Originariamente Scritto da Silvia Visualizza Messaggio
    E' vero che Gerbert d'Aurrillac venne sospeso e scomunicato quando era vescovo di Reims, ma è altrettanto vero che fu poi completamente riabilitato, tanto che divenne vescovo di Ravenna e successivamente papa. Non vedo come la Chiesa possa disconoscerne il pontificato. Se la lapide a cui ti riferisci è quella postata da GNU, lì sono incisi solo i nomi dei papi sepolti in San Pietro (ne mancano molti altri), mentre Silvestro II è sepolto in San Giovanni in Laterano.


    E benvenuta nel forum...
    Grazie del benvenuta Silvia. E delle spiegazioni molto interessanti. Mi piace questo vostro forum esoterico

 

 
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