Il primo impatto con il rientro online è stato devastante, mi sento sfinita, bombardata dai mille stimoli dei mille siti che ho visitato dopo anni, eppure non riesco a dormire.
Il trauma più grande, ve lo confesso, è stato rientrare qui e vedere come tanti di voi sono cambiati.
Io sono rimasta maledettamente uguale. Più matura (anzi, più vecchia), più diffidente, meno audace forse, ma quelle sono solo sfumature.
Ho sempre preso a morsi la vita, non ho mai rinunciato a sperimentare, ho vissuto appieno senza temere gli errori, ho anche messo in discussione le mie idee e le ho persino cambiate, ma sempre nel recinto per nulla costrittivo della ricerca personale (e non individuale) dell'autenticità, che è una cosa diversa e più profonda della sincerità o dell'istinto.
Poi sono arrivati i tradimenti, le umiliazioni, le minacce, che hanno minato alle fondamenta la mia stessa identità. Ammetto di aver vacillato, ma solo perché il mio piccolo mondo mi aveva voltato le spalle e non lo riconoscevo più, era diventato mostruoso. Il dolore è stato grande, eppure io sostanzialmente non sono cambiata. Dopo anni in cui mi sono dedicata agli altri, sempre agli altri, solo agli altri, ho deciso di isolarmi e di pensare un po' a me stessa, senza stimoli esterni, senza nulla che non facesse già parte di quel poco che rimaneva della mia vita passata. Mi sono un po' inaridita, un po' impigrita, ma sono rimasta la solita.
La solita stronza ipersensibile, intransigente, senza un grammo di cinismo. La solita femminista isterica. La solita comunista di merda.
Ma come faccio ad essere così dannatamente monolitica, indipendentemente dal mondo esterno?
Come si fa a cambiare idea? Come si fa a cambiare e basta?
L'esperienza non dovrebbe cambiare le persone? La sofferenza non dovrebbe cambiarle?
La staticità è coerenza o ottusità?
Ma soprattutto, voi non vi sarete mica bevuti il cervello?![]()




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