Silvio Berlusconi assicura di non avere mai detto che Mario Balotelli fosse una mela marcia e tanto meno di averlo acquistato per via della campagna elettorale, di non avere mai tradito alcun impegno con l’Europa e di non avere mai avuto una buona opinione del fascismo.
Questa, in sintesi, la lunga serie di smentite affidate alla sua intervista al Tg3, assieme a qualche antica conferma. L’acquisto di Balotelli, dunque, «non è stato un investimento da campagna elettorale, ma è stato voluto dalla parte tecnica della società». Una presa di distanza cui segue un’ammissione: «Ho pensato che Balotelli ha segnato due gol e ha fatto piangere i tedeschi. Mentre l’altro Mario, Monti, ha segnato due gol, l’Imu e il redditometro, e ha fatto piangere tutti gli italiani».
Un’ammissione di simpatia che il Cavaliere avrebbe forse voluto coronare con un bell’abbraccio davanti alle telecamere, all’aeroporto di Linate, dove si era tempestivamente e strategicamente posizionato. Per sua sfortuna, però, Balotelli è atterrato a Malpensa, con diverse ore di ritardo, causa nebbia e altri contrattempi. E l’abbraccio non s’è potuto dare. In ogni caso, a chi gli ricorda di quando aveva definito Balotelli una «mela marcia», Berlusconi replica con un’altra secca smentita: «Non è così».
Eppure solamente tre settimanei fa, l’8 gennaio, Berlusconi aveva detto: «Se metti una mela marcia nello spogliatoio può infettare tutti gli altri. Io ho avuto modo, per vicende della vita, di dare un giudizio sull’uomo Balotelli, non accetterei mai che facesse parte dello spogliatoio del Milan». La smentita suscita quindi l’ironia della rete. Su Twitter, in particolare, si scatenano le battute all’insegna del «mela-rimangio» («Non ho mai detto che Ruby è la nipote di Mubarak», «Non ho mai detto che la crisi era un fatto psicologico», e così via).
Quanto alle accuse del commissario europeo Olli Rehn, il Cavaliere non fa una piega: «Noi abbiamo sempre rispettato tutti gli accordi responsabilmente assunti con l'Ue». E pertanto ha letto «quasi non credendoci le dichiarazioni di uno dei 27 commissari europei che tra l'altro contrastano con quanto lui stesso dichiarava il 25 novembre 2011, quindi 10 giorni dopo la fine del mio governo e in cui parlava di “buona base su cui proseguire”».
Quindi è lui che ha cambiato idea, domandano dallo studio. «Assolutamente sì, è lui che ha cambiato idea», conclude il Cavaliere. Analoga fermezza Berlusconi mostra anche nello smentire ogni elogio di Mussolini. «Era una discussione che avevo aperto con qualcuno che era di fronte a me, l’ho detto stretto dalla ressa dei cronisti», spiega. Ma proprio a questo punto incorre in un lapsus micidiale. «Che io abbia del fascismo una buona opinione - scandisce - è smentito da molti anni di prese di contatto». Evidentemente intendeva dire «prese di distanza».
Il Cavaliere non si ferma qui. «Io sono considerato il più amico di Israele in Europa, lo ha detto Netanyahu», garantisce. Quindi le leggi razziali - domanda Bianca Berlinguer - furono solo un incidente di percorso? «Certamente le leggi razziali - risponde Berlusconi - nascono da qualcuno che non voleva avere niente a che fare con la democrazia». Alla lunga serie di smentite seguono comunque alcune rassicuranti conferme.
Anzitutto sulle ragioni per cui non avrebbe potuto mantenere proprio tutte le promesse fatte nelle precedenti campagne elettorali. «Spero di non avere più tra le ruote Casini e Fini - spiega infatti l’ex premier - che mi impedirono di assumere determinate misure». Misure che adesso, invece, sarà possibile assumere, e per questo «chiediamo agli italiani una piena maggioranza, che useremo per cambiare la struttura costituzionale delle decisioni e dare così la possibilità di interventi a governo, presidente del Consiglio e Parlamento».
Fonte: Arriva Balotelli e Berlusconi<br>corre all'aeroporto sbagliato... - Italia - l'Unità - notizie online lavoro, recensioni, cinema, musica
Prendiamo quindi atto che:
- i tecnici del milan non volevano Balotelli ma lui li ha convinti a cambiare opinione.
- deputati, ministri e senatori hanno deciso a sua insaputa che una mignotta marocchina era nipote di Mubarak.
- la crisi finanziaria è scoppiata per colpa di Casini e Fini e non dei comunisti.
P.S.: il mio criceto mi ha chiesto come facciamo ad essere la specie dominante, non ho saputo cosa rispondergli.![]()




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