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    Predefinito Anche le barbute sono nostre! Alto che la Silvanessa che si nasconde toutta!!!!!

    Dimitrie Bica: prete ortodosso al Pride
    19/05/2007 enzo fasoli



    Intervista a Padre Dimitrie Bica a Roma .

    Registrata il 15 marzo 2007 ore 14,30 in piazza Pio XII

    Riveduta ed aggiornata il 17 aprile 2007

    Eseguita da Enzo Fasoli – giornalista














    Dimitrie Bica, nato nel 1977 a Caransebes, nella parte ovest della Romania, da una famiglia modesta di operai del tempo di Causescu, in una famiglia credente della fede ortodossa vissuta in silenzio per la paura del regime.


    Il suo sogno è diventare un grande pittore. Il segno dell’ arte si fa sentire in tenera età, a 4 anni con un chiodo raffigura un volto di un uomo con la barba sull’armadio di casa, poi a 12 i genitori lo iscrivono all’ istituto d’arte di Timisoara.



    Negli studi è particolarmente bravo e la pittura lo affascina sempre di più, in particolare, oltre alle varie tecniche, si esprime al meglio con la realizzazione di icone in vetro e in legno, tanto che già alcuni quadri sono stati venduti anche in Italia. Ora si prepara alla realizzazione di una mostra con varie opere, dalle pregevoli icone a tempera e oro, alle tecniche del rinascimento. Un ritrattista che ama le raffigurazioni ad ispirazione religiosa ma che non rinnega l’armonia della natura. Passa dal ritratto al paesaggio con una armonia di luci, ombre e colori incline ai dipinti del 1400 -1500. Soprattutto la pittura è complice e compagna negli anni della adolescenza e del seminario che gli hanno consentito di vivere la sua repressione sessuale.



    A 15 anni si innamora di un compagno di classe, ma il coetaneo non lo saprà mai, non si è mai dichiarato. Dimitrie chiede aiuto ad un prete che lancia i suoi anatemi: “Per amor di Dio, se non vai a farti frate, finirai nel fuoco dell’inferno te e tutta la tua famiglia”.



    Le parole risuonavano nella mente come una grave colpa e per la paura, in silenzio, entra in convento nel 1993 per cacciare il demonio dell’omosessualità.



    Perché demonio?



    “Nella Chiesa, non solo cattolica, in quasi tutte le religioni l’omosessualità è considerata una depravazione e un peccato da punire. E’ una grande sparata inventata dall’uomo. Non si può dire una cosa del genere!



    Allora il demonio della omosessualità colpisce anche il regno animale che poverini non c’entrano nulla. Si vede che questo demonio non ha altro da fare che colpire tutta la natura umana, anche quella vegetale e animale.



    Cosa provava ?



    All’inizio ho odiato me stesso perché a 15 anni, io, sentivo una cosa che altri non avevano. Ho iniziato ad odiare i miei genitori perché mi hanno fatto così!



    Si sentiva in colpa?



    Si! Ero spaventato delle parole del prete e iniziando a leggere dei libri della Chiesa che parlavano soltanto al negativo in modo apocalittico e sconvolgente dell’omosessualità. Dalle prediche che sentivo in chiesa crescevano le mie paure. Mi sono chiesto perché il demonio ha scelto proprio me.



    Come ha vissuto i suoi anni di “noviziato”?



    Sono stati anni 9 anni dove ho rinnegato la mia sessualità. E’ stata una continua repressione.



    Ha subito violenze all’interno della Chiesa?



    “No mai, nessuno mi ha mai chiesto di avere un rapporto sessuale. Sono io che non ho potuto accettare un voto di castità.



    Lei conosce la triste vicenda del ragazzo suicida…



    Non vorrei parlare di una triste vicenda umana. Quel giovane non ha potuto conservare in silenzio le sue angosce, per liberarsi ha dovuto compiere un gesto di forte impatto.



    Nell’animo di chi lo ha deriso o ho voluto schernirlo anche solo per gioco è il vero problema. Saranno loro a soffrire in silenzio. Su quella morte è gia calato il sipario, ci siamo scrollati le responsabilità e le nostre colpe. Dovremmo tutti riflettere e capire perché troppo spesso per un giovane è veramente un tormento e una sofferenza sentirsi non accettato, anche il semplice gioco può diventare un incubo. Manca una cultura e pochi insegnano il rispetto e l’amore. Purtroppo chi subisce violenze fisiche o psichiche legate alla sessualità diventa sempre più fragile e pensa quasi sempre al suicidio.



    L’abbiamo incontrata anche a piazza Farnese a Roma durante la manifestazione in favore dei Diritti per le coppie omosessuali?








    “Ci sono stato per due motivi: non per ostentare il Vaticano o la Chiesa, io sono di fede ortodossa aperto all’ecumenismo e a San Pietro, il Santo che unisce le due confessioni, quella cattolica e ortodossa. Sono andato per essere vicino a quelli che soffrono, quelli che sono rinnegati e ripudiati dalla società e sono andato in nome di quelli che sono stati uccisi nei campi di concentramento per la loro omosessualità.


    Ho sofferto in Romania per aver dichiarato quello che sentivo e che sento, tanto che ho dovuto cercare asilo nel vostro Paese.

    Ero in piazza come un prete che sta vicino a tante persone che sono costrette a difendersi per la loro libertà. “



    Ha anche un suo sito, chi sono i frequentatori?



    E’ un sito (www.paxinterra.wordpress.com – n.d.r.) che tratta della comunità credente gay, al cristianesimo e interreligione, quindi molti sono anche i preti cattolici che frequentano il forum dove possono sfogare tranquillamente le loro verità, le ansie e le paure. Purtroppo troviamo anche chi è costretto ad auto distruggersi.



    Si parla di “Dico” come la risoluzione di diritti per le convivenze, Lei crede ad una breve approvazione?



    Non credo che i “Dico” o qualsiasi altro nome si voglia dare ad un diritto di uguaglianza anche per le coppie omosessuali siano approvate in tempi veloci, la Chiesa Cattolica ha il diritto di salvaguardare la famiglia e credo che il governo italiano abbia sbagliato ad inserire un simile provvedimento per tutte le coppie di fatto. Se si limitava al solo riconoscimento delle coppie omosessuali forse la Chiesa non avrebbe partecipato lanciando anatemi. Le coppie tradizionali possono essere famiglie con molti diritti, hanno già alcuni benefici, e ben altri se si regolarizzano con il matrimonio sia civile che religioso.





    Hanno definito la manifestazione dei diritti come “un porcile, lei che ne pensa?



    Non era e non è un porcile, secondo me, sono giovani che non ce la fanno più, non è possibile vedere questa continua repressione. Le autorità politiche ed ecclesiastiche non devono avere paura, comunque la pensino le sensazioni sessuali di una persona non cambiano, anzi se lasciano vivere in assoluta armonia la vita di ognuno avranno molto meno problemi.



    Non è detto che tutte le coppie gay vogliono unirsi in un atto riconosciuto, così come tutte le coppie uomo-donna non vogliono sposarsi. Nessuno non può proibire di amare chi vuole, così come spesso avviene, molte famiglie con figli si dividono con troppa facilità.



    Perché la Chiesa è contro i gay?



    Sebbene vi siano molti preti che pregano per questa comunità la chiesa fa bene a difendere la famiglia tradizionale e a dire la propria posizione. Certo è, che deve comunque abbracciare tutti i confratelli sotto la protezione di Dio. I vertici del Clero sono in contraddizione con se stessi e questo è male. Non possono essere contro la natura, che viene dell’insegnamento di Dio. Ciò che non capisco è perché l’uomo vuole dividere le persone, uno è quello che è e non c’è bisogno di tutta questa rappresentazione di odio, perché di questo si tratta. Se una persona ama uno dello stesso sesso non compie nulla di impuro perché è nella sua natura. E quindi esiste già una unione tra due persone.



    La specie non cambia i suoi equilibri. Non credo che se si parla di gay e lesbiche sia possibile un aumento di queste persone. E’ una stretta minoranza e sempre resterà tale dai tempi dei tempi fino che l’uomo continuerà ad esistere.



    Nella Chiesa vi sono diversi episodi di pedofilia, alcuni scoperti ed altri ancora no, cosa ne pensa?



    Io non posso rispondere per la Chiesa Cattolica, è un loro problema ma, dovrebbero fare attenzione. Chi va con i bambini compie un atto impuro,



    Ma non è nella natura umana anche quello?



    Assolutamente no! Un atto sessuale è un atto d’amore ma tra persone alla pari, mature, non un atto di forza verso minore specialmente se piccolo che non può difendersi, anzi spesso quelle persone agiscono con una azione psicologica inreparabile.



    Dalla Romania ha portato la sua bandiera, quale significato ha?



    E’ l’unica cosa che ho portato dalla Romania, una bandiera di cui sono orgoglioso, la bandiera della sofferenza e della speranza: rosso il sangue dei martiri e azzurro la speranza della democrazia.



    Una democrazia che aspetto in Romania e spero che un giorno questa omofobia, che purtroppo esiste nel mio paese, sia sconfitta e vi sia una cultura della accettazione per coloro avranno il coraggio di dichiarare la loro natura. Questa discriminazione è molto forte in Romania alimentata da forze governative anche con l’aiuto dalla chiesa Ortodossa. Non dimentichiamo che fino al 2002 era un reato essere omosessuale e quindi veniva punito con la prigione. Dopo aver saputo della mia omosessualità in Romania tanti miei confratelli preti hanno predicato contro di me in chiesa dichiarandomi che io sono il satana e l’anticristo e il demonio; che sono il figlio del diavolo che vuole distruggere la chiesa ortodossa.



    Ma c’è un’altra accusa peggiore e naturalmente infondata: sarei fuggito dal mio Paese e che vivrei in Italia in una villa lussuosa e con i soldi delle Comunità Europea. Questo mi ha fatto molto male non solo perché non vero ma perché è stata diffusa anche in internet in un forum della chiesa ortodossa



    A quel punto cosa decide?



    Il 6 agosto del 2000 sono stato ordinato sacerdote dall’attuale Metropolita di Transilvania I.P.S. Laurentiu (Lorenzo) Streza e ho dovuta lasciare il mio convento di Poiana Màruluì a 70 chilometri da Caransebes dove ero superiore e solo per iniziare una battaglia.



    Volevo sentirmi libero di parlare della verità verso tutte quelle perone che soffrono. Ci sono molti gay che vanno in chiesa. Perché dobbiamo lottare contro di loro? Sono venuto in Italia dopo tantissime minacce e persecuzioni che ho subito per la mia omosessualità in Romania, togliendomi anche il diritto di vivere e il lavoro. Mi erano rimaste solo due soluzioni: rinchiudermi in un convento, come un carcere a vita, e di nuovo iniziare a rinnegare me stesso e odiare me stesso per quello che sono o andare via e far sentire la voce dove non si può sentire. Purtroppo non solo in Romania si è costretti a vivere la propria vita in clandestinità e censura.



    Quanta ingiustizia! Non aveva prove “silenziose” del suo Paese?



    Si diverse testimonianze e anche registrazioni di un ragazzo 16 enne che era stato abusato sessualmente da un attuale Vescovo Ortodosso, dunque avevo materiale per ricattare le persone ma non l’ho fatto perché ho una coscienza. Non lotto contro le persone , ma contro l’ipocrisia. Ho voluto mettere un segno di domanda nella coscienza delle persone. Se voi credete di avere il diritto di rovinare la vita degli altri, giudicando gli altri, guardate la vostra vita prima di giudicare. Questa è la mia battaglia.



    Perché ha scelto l’Italia e Roma?



    Sono arrivato a Roma lo scorso maggio del 2006, non so proprio perché, forse spinto dai miei studi sulla lingua italiana (parla italiano perfettamente e conosce l’arte italiana in ogni loro espressione n.d.r). Non sapevo dove andare l’unico posto dove avrei potuto ritrovarmi era in Vaticano.



    Sono stato tre giorni sotto il colonnato (sul lato sinistro guardando la Basilica) e guardando l’Icona della Vergine, l’immagine che si vede benissimo da questo punto proprio vicino alla stanza del Santo Padre. Non conoscevo nessuno a Roma quindi sono rimasto in quel punto per tre giorni e tre notti. Ho fatto la richiesta di asilo politico. Lo stato Italiano ha cui sono grato mi ha concesso lo stato di rifugiato per motivi umanitari lo scorso agosto a Crotone.



    Tre giorni a riflettere proprio a San Pietro in un punto del Colonnato dove poteva vedere la Madonna, voluta da Giovanni Paolo II, “Tutus Tuus” e nell’altra angolazione poteva osservare la finestra dove aveva preso dimora il Cardinale Luciani prima di diventare Papa? Perché questa coincidenza?



    Non so per quale motivo è avvenuto tutto questo. Posso dire che questo piccolo posto è stato di grande conforto per me, non posso dire che sia stato un miracolo, però ho avuto come richiamo alla Madre di Dio, è stata una forza per ritrovare me stesso dopo tutto il male che avevo ricevuto nel mio Paese. Credo di essermi avvicinato alla idea del Santo Padre Giovanni Paolo II, anche lui dell’Est Europeo, perché ha sempre desiderato di libertà per i popoli, il Papa ha sempre combattuto l’odio e lottato per la Pace.



    Il pensiero più ricorrente?



    Tra le lacrime chiedevo aiuto a Dio e mi chiedevo a che punto sono arrivato di questa battaglia, io che vivevo in Romania con L’autista e ora a Roma come un barbone. Non ho mai rimpianto quello che ho fatto ma ti chiedi perché? Poi come sempre la divina provvidenza da sempre il suo segno e risolve anche i momenti di maggiore abbandono.



    La provvidenza come si è manifestata?



    Ho trovato ospitalità presso una famiglia.



    Come vive? Lavora? Ha dei sussidi?



    Non è stato facile. Ho iniziato vari lavori, anche il facchino al mercato, ho trovato chi mi ha lasciato subito a casa non so se perché gli ho detto che ero prete o per altro, certo è che avevo subìto qualche insofferenza. Ora lavoro come cameriere in ristorante nel quartiere Testaccio vicino al mattatoio. Sono molto contento e non mi fanno problemi, ma credo sempre che sia la provvidenza e il Signore ha darmi forza.



    Lei è sospeso a Divini e se la provvidenza le permettesse di ritornare ad esercitare il mistero?



    Non sono sospeso dai divini mi sono auto-sospeso per un segno di protesta. E perché fino al momento della decisione della mia dichiarazione di essere un prete gay ho sempre obbedito alla castità. Prima di cedere alla mia prima esperienza d’amore ho capito che non potevo più restare. Sono sempre rimasto fedele alla dottrina ortodossa fino che ho potuto. Ha 25 anni mi sono innamorato di un seminarista, ne abbiamo parlato a lungo, lui ha compreso ed ha capito se stesso, ha abbandonato la possibilità di diventare sacerdote. Insieme abbiamo lasciato il convento



    Si pente di questo suo incontro e come poteva sapere di essere gay se aveva sempre mantenuto la castità?



    Di cosa dovrei pentirmi? E’ nella mia natura, io ho sempre avuto attrazione fisica per persone del mio stesso sesso, verso le donne provavo ammirazione, simpatia ma non attrazione. Comunque non credo che vi sia anche un solo prete che possa vivere in assoluta castità ed obbedienza carnale. Vi sono preti che preferiscono restare tali e farlo di nascosto, che preferiscono vivere una doppia vita, preti omosessuali ed eterosessuali. Io ho preferito dichiararmi, anche per verificare quando sentivo dentro di me.



    Quindi?



    Io sono ancora prete ortodosso. La Chiesa non può sospenderti se ti sei auto-sospeso. Io mi sono ritirato accettando la mia situazione in attesa che un giorno la mia chiesa cambierà e spero che cambierà presto oppure che mi darà di nuovo la possibilità di riavere la mia parrocchia con il diritto di parlare liberamente senza ad essere costretto a non dire certe cose. Del resto ricevo quotidianamente posta via internet dai miei parrocchiani che mi dimostrano tutto il loro affetto. Semmai sono loro che possono giudicarmi e loro mi apprezzano per la mia missione spirituale. Prima di lasciare il convento e la parrocchia i miei superiori mi avevano invitato a rimanere pur vivendo nel silenzio la mia vita. Io ero e sono consapevole che se rimanevo avrei ceduto, avrei potuto avere rapporti con altri ragazzi ma nel silenzio. No! Questo non l’ho mai accettato e credo che in quel modo sarebbe veramente peccato ed antimorale.



    Come vive oggi il divieto di non concelebrare?



    Malissimo. E’ una altrettanta sofferenza, prego molto e nel conforto della preghiera racchiudo in me la mia serenità.



    Attualmente ha una storia d’amore?



    Come si dice, sono Single. Per ora c’è una simpatia per un ragazzo che ho conosciuto, certo gli sguardi si incrociano e a volte il cuore riprende a battere forte. Per ora non posso dire di avere un compagno ma ci spero. E’ nella nostra natura avere un amore importante.



    Ma Dio?



    Lui è importantissimo per la nostra fede e per l’universalità. Il signore non ha mai vietato a nessuno l’amore per gli altri, anzi ha sempre insegnato l’amore verso gli altri ovviamente rispettandosi con fedeltà.

    Quanti Gay sono credenti e praticanti?

    Vi sono molte persone gay che frequentano la chiesa e che sono praticanti e profondamente religiosi e abbiamo anche omosessuali laici, che non credono, come Cecchi Paone che difende i diritti e si impegna per questa libertà, però sono molto offensivi verso il Vaticano, dichiarandosi così anti-vaticanisti non vedono il Cristo, osservano solo le persone che sono contro i gay. Non comprendono che Dio è presente ovunque è il solo vero giudice.





    Lei andrà al prossimo Gay Pride?



    Certo, non sarò sul carro perché non amo tutto quel esibizionismo che assomiglia ad un carnevale esageratamente festoso. Ci sarò e spero che ci siano anche altri preti, anche se nascosti dai loro abiti sacerdotali.



    Spero che al prossimo Gay Pride vi siano molte più persone e non solo gay, dovrebbero scendere in piazza anche fratelli, sorelle, genitori, colleghi di lavoro e tanti altri, solo così con una presenta attiva di tante persone si potrà arrivare al riconoscimento di un diritto di convivenza in un Paese democratico. Per fortuna sono tanti che dicono di essere d’accordo per una uguaglianza poi, purtroppo, si fermano davanti ad una manifestazione per paura di essere giudicati.



    Finché l’omosessualità non è vissuta e capita come un aspetto della natura saranno sempre i politici e la chiesa cattolica a vincere.

    Quale è ora il suo desiderio?



    Ci sono due cose che vorrei! Una legata alla nostra comunità interreligiosa cristiana: vedere molti preti gay dichiararsi liberamente per vivere in serena cristianità la propria vita. Io credo che se si liberano da questa oppressione verrebbero meno anche molti atti di pedofilia. L’altra, realizzare una mostra dei miei quadri, le mie icone che sono l’espressione della mia fede





    Enzo Fasoli

  2. #2
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    Predefinito Re: Anche le barbute sono nostre! Alto che la Silvanessa che si nasconde toutta!!!!!

    oh,,,,,,
    che sbadata

    ho dimenticato di incOlare la fontessa touttA!!!

    Arcigay Roma: Dimitrie Bica: prete ortodosso al Pride

 

 

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