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    Chap Socialist
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    Predefinito Il mondo dell'Unione Balcanica e Danubiana

    1929: Il Re Alessandro di Jugoslavia scioglie il Parlamento e proclama una dittatura personale dopo l'assassinio del leader croato Stjepan Radic. Il Paese viene riorganizzato in banovine, ma Re Alessandro, a differenza della nostra TL, si mostra più lungimirante e accetta che divengano vere e proprie province, con governatori eletti e autonomie fiscali e culturali.

    1930: Lancio delle Conferenze dei Balcani, con i rappresentanti di Bulgaria, Albania, Turchia, Jugoslavia, Grecia, Romania che discutono per quattro anni su una risistemazione della regione.

    1933: La Piccola Intesa tra Jugoslavia, Cecoslovacchia e Romania viene formalizzata come organizzazione autonoma, dotata di strutture permanenti.

    1934: Nasce l'Intesa Balcanica. Re Alessandro scampa a un attentato a Marsiglia e convince la Bulgaria ad aderirvi: di fronte al golpe di Dollfuss in Austria, alle iniziative di Mussolini e all'evidente complicità ungherese nell'attentato al sovrano, Alessandro riesce a convincere i suoi partners a fare alcune concessioni a Sofia. In particolare, la Romania cede al Paese vicino la Dobrugia Meridionale, e la Jugoslavia cede i distretti di Caribrod e Bosilgrad, oltre a concedere alcune garanzie etnoculturali ai macedoni.

    1936: Le Conferenze dei Balcani approvano una serie di progetti di cooperazione politica, economica e militare che vengono accettati da tutti i Paesi partecipanti, con l'eccezione dell'Albania. Nasce l'Area Economica Balcanica, a cui aderisce anche la Cecoslovacchia.

    1937: Piccola Intesa e Intesa Balcanica si coordinano strettamente contro l'avanzare delle rivendicazioni revisioniste tedesche, dopo il lancio dell'Asse Roma-Berlino.

    1938: Anschsluss, a cui segue la crisi cecoslovacca. Praga, sostenuta dagli alleati balcanico-danubiani, rifiuta l'ultimatum di Hitler. Germania, Polonia e Ungheria aggrediscono la Cecoslovacchia. Jugoslavia, Romania e Bulgaria dichiarano guerra ai tre collegati. Grecia e Turchia per il momento restano neutrali: Metaxas simpatizza per Mussolini, mentre il governo turco non è in condizioni per contribuire efficacemente allo sforzo bellico ma garantisce rifornimenti.

    1939: Le forze tedesche dilagano nella Jugoslavia settentrionale grazie alle quinte colonne ustasha, ma l'azione combinata delle forze jugo-bulgare li ferma sulla linea della Sava. A nord, il supporto di una parte considerevole dei tedeschi dei Sudeti permette alle forze naziste di arrivare ad assediare Praga mentre gli ungaro-polacchi e gruppi fascisti slovacchi mettono a dura prova il fronte orientale. Lo sforzo bellico rumeno è duramente ostacolato dalle azioni terroristiche della Guardia di Ferro, che sostiene il Reich. La forza dell'esercito cecoslovacco è sufficiente per ridurre ai Sudeti e alle zone abitate prioritariamente da ungheresi la portata dell'avanzata nemica, ma la situazione al fronte sembra critica. La distrazione di forze e fondi da parte nazista prolunga la vita dei repubblicani spagnoli, nel 1939 la situazione al fronte è congelata al 1938 della nostra TL. Polacchi e tedeschi invadono i Paesi baltici. L'Italia approfitta della confusione e occupa l'Albania.

    1940: Vincendo le resistenze di Alessandro, Carol e Boris, i turchi e i cecoslovacchi si accordano con l'URSS: l'avanzata dell'Armata Rossa è folgorante, e sgretola l'esercito polacco. La giunta militare di Varsavia si arrende e viene esautorata da Hitler, che ne approfitta per proclamare la nascita di un Governatorato Generale polacco e per lanciare una "crociata europea contro il bolscevismo". L'Italia resta neutrale nel conflitto generale, ma invia un consistente corpo di volontari sul fronte orientale: contingenti di fascisti da tutto il continente affluiscono a Est. L'esercito sovietico, duramente provato dalle purghe, è però fortemente impreparato.

    1941: Brutali eccidi colpiscono oppositori politici, zingari e ebrei, anche se in proporzioni ovviamente minori rispetto alla nostra TL: niente campi di sterminio, ma gli einsatzgruppen si scatenano. L'ostinata resistenza dell'Asse provoca perdite enormi a una malguidata Armata Rossa, ma lentamente la forza dei numeri e dell'equipaggiamento prevalgono, e i tedeschi, che inizialmente erano giunti al confine con la Bielorussia, vengono respinti verso la Pomerania. In Francia, dopo la svolta "bellicista" di comunisti e socialisti, il nuovo Partito Sociale Francese, di ispirazione conservatrice e fautore di una neutralità anticomunista vince nettamente le elezioni. Mussolini scalpita, ma decide di concentrarsi sul fronte spagnolo, dove alla fine dell'anno i franchisti riescono faticosamente a imporsi su un Paese in macerie.

    1942: L'Ungheria si arrende. Il maresciallo Horty viene catturato e fucilato. Presagendo l'inevitabile, e dopo il via libera di Mussolini, Metaxas dichiara guerra alla Germania. I tedeschi vengono respinti verso l'Austria, dove una rivolta operaia a Vienna provoca il collasso delle linee. Le forze ceco-sovietiche penetrano nei confini "storici" tedeschi, puntando verso Berlino. Feroci combattimenti devastano la Germania Orientale.

    1943: le truppe ceco-sovietiche, rinforzate da contingenti alleati, hanno riconquistato l'Austria, combattono nella Foresta Nera e circondano Berlino. Il 21 luglio 1943, un colpo di Stato militare rovescia il Governo nazista: Hitler muore durante un attentato dinamitardo e si insedia una giunta conservatriche che proclama Ludwig Beck Presidente della Repubblica e Carl Goerdeler Cancelliere. La nuova giunta chiede un armistizio con gli Alleati, e viene immediatamente riconosciuta dai Governi occidentali. L'URSS vorrebbe continuare "fino alla vittoria finale", ma gli alleati balcanico-danubiani si sfilano, e gli occidentali minacciano ritorsioni.

    1944: la firma della pace punisce duramente la Germania sconfitta e le sue alleate. L'Ungheria è costretta a pagare ingenti riparazioni di guerra; l'URSS si annette le repubbliche baltiche e la Polonia Orientale come nella nostra TL, ma Varsavia non ne esce ovviamente troppo rafforzata: Danzica e la Prussia Orientale diventano un "Juden-Staat" per compensare gli ebrei dell'Europa Orientale delle atrocità subite.
    Anche la Germania viene mutilata, con l'Austria torna indipendente, e il confine si sposta sulla linea Oder+Stettino-Neisse orientale: la Pomerania passa alla Polonia, che alla fine del conflitto si era dichiarata "co-belligerante" con Mosca e le Intese, mentre metà della Slesia viene annessa alla Cecoslovacchia. I paesi balcanici espellono tutti i tedeschi iscritti alle organizzazioni naziste o filonaziste. In Polonia e Finlandia si installano governi fantoccio filosovietici.

    1944: Viene costituita la nuova Unione Balcanica e Danubiana, formazione confederale che include Austria, Ungheria, Romania, Cecoslovacchia, Bulgaria, Grecia, Turchia, Jugoslavia. La struttura ricalca grossomodo quella della nostra Unione Europea di oggi, ma con meccanismi economici molto più statalisti e un forte coordinamento militare.

    Come cambia la Storia d'Europa e del mondo ?
    Ultima modifica di Manfr; 07-02-13 alle 23:28
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  2. #2
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    Predefinito Re: Il mondo dell'Unione Balcanica e Danubiana

    Metaxas è morto nell'aprile del 1943, due anni dopo la nostra TL: alla sua morte, Re Giorgio di Grecia ha restaurato una democrazia conservatrice.

    La Germania post-bellica rimane una "democritura" autoritaria, che medita di restaurare il Kaiser.

    In Francia, ci si è avviati verso un protogaullismo.

    In Gran Bretagna, Chamberlain viene considerato un genio e rieletto a furor di popolo.

    Mussolini ha una svolta filo-inglese e diventa gendarme occidentale nel Mediterraneo, ma si impegna in una specie di Afghanistan spagnolo non appena l'URSS è libera di finanziare guerriglieri comunisti contro il traballante potere franchista.

    USA e Giappone sono entrati in guerra un'anno prima della nostra TL, ma il Giappone se la vede molto male.
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