

Niente reputazioni ma opere di bene. Grazie.
Che tristezza dev'essere ricevere un "ILike" da un cretino.
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Cinguetto QUI




La vecchia babbiona comincia con una menzogna:
La prima che ho trovato: QUILotto per la libertà di stampa. Credo di non avere fatto una sola querela.
Recentissima.
Niente reputazioni ma opere di bene. Grazie.
Che tristezza dev'essere ricevere un "ILike" da un cretino.
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Il vero dramma italiano sono i 'Rosa Gianluigi'.
Con sta gente tra le palle, hai voglia a votare PD o PdL.
Ultima modifica di So' greche!; 09-02-13 alle 22:08


Ultima modifica di Hermes; 09-02-13 alle 22:30
The weak crumble, are slaughtered and are erased from history while the strong, for good or for ill, survive. The strong are respected, and alliances are made with the strong, and in the end peace is made with the strong.


La "miserabile" ha fatto, ovviamente, una pessima figura.
Sciacallando perfino su dei suicidi.
Niente reputazioni ma opere di bene. Grazie.
Che tristezza dev'essere ricevere un "ILike" da un cretino.
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Elezioni 2013: i tedeschi scoprono Oscar Giannino «È l'unico liberale italiano»
Pubblicato il 09 feb 2013 da Guido Del Duca
Se in Italia era conosciuto soprattutto per il look eccentrico, le recenti polemiche che lo hanno contrapposto a Silvio Berlusconi e Alessandro Sallusti hanno dato una spinta forse insperata a Oscar Giannino e a Fare per Fermare il declino. Quando Berlusconi lo ha invitato a ritirarsi, spaventato per i voti che Fid potrebbe togliere al Pdl, non aveva pensato forse che così avrebbe puntato un grosso riflettore sul giornalista.
Ora, mentre Giannino in televisione a Otto e Mezzo ha duellato con Sallusti (vincendo, a giudicare dalle reazioni del web), l’importante quotidiano tedesco Die Welt dedica una lunga intervista ritratto al fondatore di Fermare il declino. E il corrispondente non nasconde l’ammirazione: per lui Giannino è un vero liberale, uno dei pochi politici che non accusa il rigore tedesco per la crisi italiana, ma che punta il dito su vent’anni di malgoverno prodotti dalla classe politica italiana
Nell’intervista si racconta il minimalismo della sede elettorale di Fare, tre stanze in tutto, perché la campagna si svolgerà quasi tutta sui social network e a contatto con la gente, nessuno spot e nessun cartellone. «Ero stufo della situazione politica» racconta Giannino, perciò ha chiamato gli amici economisti Luigi Zingales e Michele Boldrin «e gli ho detto “diamoci da fare”». E anche se Fare è ancora sotto la soglia del 4%, secondo la maggior parte dei sondaggi, c’è ottimismo perché la crescita è lenta ma costante. L’ingresso in Parlamento di Fid sarebbe per Die Welt “un piccolo miracolo”, perché in Italia non esiste un partito liberale.
Spiega Giannino:
L’Italia è un paese paradossale. Berlusconi si proclama liberale e poi con lui sono aumentate spese, tasse e debito. Tanto è vero che sia lui che il centrosinistra si augurano che in Germania vinca la SPD, ma con un candidato Cancelliere diverso da Peer Steinbrück, ossia con uno che voglia allearsi con l’estrema sinistra, Die Linke in modo che destra e sinistra in Europa possano ricominciare a spendere indisturbate
Ma oltre che per il Cavaliere, Giannino ne ha anche per Monti:
Volevamo accordarci con lui, ma ha preso delle decisioni sbagliate
Su tutte la scelta di farsi affiancare da Montezemolo e Italia Futura, cosa che – lascia intendere Giannino – si collega a una certa influenza della Fiat sull’operato del Professore. E in secondo luogo la decisione di unirsi al centro di Casini e Fini, impedendo la nascita di un movimento più ampio.
Elezioni 2013: i tedeschi scoprono Giannino
L'intervista su Die Welt
Wahlkampf : "Italiens Politik ist schuld, nicht Merkels Sparkurs" - Nachrichten Politik - Ausland - DIE WELT
Non conoscendo il tedesco, mi fido della sintesi del blog.
Teniamoci stretti, che c'è vento forte.
Io sono per la chirurgia etica: bisogna rifarsi il senno.
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Oggi tocca pure alla M. G. Maglie:
Chi glielo fa fare a Giannino di fare il capo di quelli che fanno perdere qualcuno, di prestarsi alla vulgata che vuole Silvio Berlusconi colpevole di tutte le nequizie d'Italia, chi glielo fa fare di scrivere su Twitter e altra rete che domina come pochi che il Cav èunconiglio?Non è vero, lo sa benissimo che il Cav è un gigantesco leone e un insuperabile Pinocchio. [...] Per uno che si sente nuovo e fresco, per uno che vuole addirittura fermare il declino, ci vuole un programma da sbattere in faccia ai liberisti mancati e bugiardi, ai comunisti sotto varie maschere infrattati, ai fautori dell’austerità selvaggia che solo recessione e sacrifici senza risultato ci ha portato. Da sbattere in faccia a quelli del tax and spend.Quel programma non c’è, ripeto quel che ho già scritto. Non sono un’esperta di economia, e ci tengo.
Però tagliare solo dell’1,2% all’anno la spesa pubblica mi sembra che equivalga ad una spending review non tanto diversa da quella promossa dall’attuale governo; ridurre solo di un punto percentuale all’anno la pressione fiscale non è una gran cosa. Semplificare il sistema tributario non significa ridurlo. Combattere l’evasione fiscale destinando il gettito alla riduzione delle imposte assomiglia molto al dogma di Equitalia secondo il quale se tutti pagassero le tasse la pressione fiscale diminuirebbe. Mi fermo qui, ma in troppi punti del manifesto-appello leggo piuttosto che l’autentica aspirazione a una rivoluzione liberale e al libero mercato è un’aspirazione riformista-efficientista, da cambio di classe dirigente, legittima, per carità, forse pronta all’abbraccio con Monti. E con Bersani. Spero di sbagliarmi.
Niente reputazioni ma opere di bene. Grazie.
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