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  1. #11
    Tringeadeuroppa
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    Predefinito Rif: Dossier Juche - Rep.Pop.Dem di Korea


  2. #12
    Tringeadeuroppa
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    Predefinito Rif: Dossier Juche - Rep.Pop.Dem di Korea

    BIBLIOGRAFIA
    I volumi seri e attendibili pubblicati in italiano sulla RPDC sono purtroppo scarsi, e pochi sono facilmente reperibili in commercio. La lista che segue è comunque abbastanza esauriente.

    KIM IL SUNG
    -10 punti per la riunificazione della patria, G.A.MA.DI., Roma.
    -Opere Scelte di Kim Il Sung, due o cinque volumi secondo l'edizione, pubblicati dalla Associazione Italiana per i Rapporti Culturali con la R.P.D. di Corea.
    -La costruzione della società socialista (antologia di scritti), Jaca Book, Milano, 1970.
    -Sulla strategia antimperialista (antologia di scritti), Associazione Italiana per i Rapporti Culturali con la R.P.D. di Corea, Milano, 1977.
    -Attraverso il secolo (memorie), Roma, 2005 (per ora ne sono stati pubblicati i primi due volumi).





    Opere riguardanti il Grande Leader:
    -Il presidente Kim Il Sung ha gettato le basi della Corea socialista, G.A.MA.DI., Roma.
    -40° Anniversario dell’attività politica del dirigente Kim Jong Il, G.A.MA.DI., Roma.
    -Kim Il Sung, Liberatore della Corea, GAMADI., Roma.
    -Gloria eterna al partito di Kim Il Sung (1945 – 2005), G.A.MA.DI., Roma.
    -Biografia di Kim Il Sung, di Baik Bong, tre volumi, ed. del Calendario, Milano, 1971.

    KIM JONG IL
    -La linea rivoluzionaria basata sul Songun è una grande linea rivoluzionaria della nostra era ed una bandiera sempre vittoriosa della nostra Rivouzione, a cura della KFA - Italia, 2008.
    -A partire dagli ideali del Juche, G.A.MA.DI., Roma.
    -Il Socialismo è scienza, C.I.S.I.S., Roma.
    -Il socialismo è scienza, Edizioni Media Print.
    -Il socialismo è scienza, edizioni Il Papiro, Sesto San Giovanni (MI).
    -Preservare il carattere Juche e il carattere nazionale della rivoluzione e dell’edificazione, a cura del Comitato italiano per la riunificazione della Corea.
    -La filosofia dello Juche è una filosofia rivoluzionaria originale, G.A.MA.DI., Roma.
    -Il Partito del Lavoro di Corea è il Partito del Compagno Kim Il Sung, Edizioni AR.TI Verona.
    -Realizziamo la riunificazione indipendente e pacifica del paese grazie alla grande unione di tutta la nostra nazione (lettera al colloquio organizzato a livello centrale in occasione del 50° anniversario della storica Conferenza Congiunta dei rappresentanti dei partiti politici e delle organizzazioni sociali del Nord e del Sud della Corea, 18 aprile 1998).
    -Il Partito del Lavoro di Corea è il partito del compagno Kim Il Sung, pubblicato in italiano nel febbraio 1997 a cura del Comitato Italiano per la Pace e la Riunificazione della Corea.
    -Sul Socialismo Coreano, ed. Laboratorio Politico, giugno 1994, pp 129. Contiene due saggi teorici del dirigente coreano: Sulle idee del Juche (1980) e Le calunnie contro il socialismo sono inaccettabili (marzo 1993).





    Opere riguardanti il Caro leader:
    -Kim Jong Il, il politico con una straordinaria arte del comando, G.A.MA.DI., Roma.
    -Kim Jong Il, un dirigente dotato di straordinaria competenza politica, G.A.MA.DI., Roma.
    -Kim Jong Il, un eminente comandante supremo, trad. di Miriam Pellegrini Ferri G.A.MA.DI., Roma.
    -Kim Jong Il, compagno tra i compagni, GAMADI., Roma.
    -9° Anniversario, Kim Jong Il Segretario Generale del PLC, di Miriam Pellegrini Ferri, G.A.MA.DI., Roma.
    -La filosofia dello Juche di Kim Jong Il, di Miriam Pellegrini Ferri, G.A.MA.DI., Roma.
    -L’adorato Kim Chong-il, biografia ufficiale del leader nordcoreano, ObarraO edizioni, Milano, 2005. Questa edizione della biografia del Segretario Generale del PLC è introdotta da due brevi saggi particolarmente rilevanti, il primo del coreanista Maurizio Riotto, il secondo dell’esperta di geopolitica Rosella Ideo.

    Varie
    -Costituzione Socialista della Repubblica Popolare Democratica di Corea, pubblicata dalla Associazione Italiana per i Rapporti Culturali con la R.P.D. di Corea.
    -La vittoria del Juche, di Baik Man Kyeung, pubblicata dalla Associazione Italiana per i Rapporti Culturali con la R.P.D. di Corea.
    -Il sistema politico della Repubblica Popolare Democratica di Corea (R.P.D.C.), di Dino Fiorot, Edizioni Cedam.
    -Kim Il Sung e Kim Jong, di Miriam Pellegrini Ferri, G.A.MA.DI., Roma.
    -Corea e la Riunificazione di Miriam Pellegrini Ferri, G.A.MA.DI., Roma.
    -COREA, 5° Anniversario. della Dichiarazione Comune con la Corea del sud, G.A.MA.DI., Roma.
    -La R. P. D. di Corea e la politica del Songun - 9 settembre 2004, G.A.MA.DI., Roma.
    -Songun e la dignità della R.P.D. di Corea G.A.MA.DI., Roma.
    -La lotta di liberazione nazionale nella Corea del Sud (aprile 1996), 32 pp., Edizioni Aginform. Contiene documenti programmatici del Fronte Democratico Nazionale della Corea del Sud e una documentazione sulla infame Legge di Sicurezza Nazionale della Corea del Sud.

    Per chi conosce l’inglese, in questo sito è possibile leggere e scaricare volumi dalla e-library.

  3. #13
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    Predefinito

    Vi invito a visitare questo sito in cui il signore dei video da me postati, Mario Albanesi, espone le sue originali posizioni sulla politica interna ed internazionale e vi invito ad abbonarvi al suo canale su youtube.
    Non condivido molte sue posizioni ma credo sia un giornalista davvero in gamba e coraggioso che merita più spazio di quello che gli viene finora concesso.

  4. #14
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    Predefinito Rif: Dossier Juche - Rep.Pop.Dem di Korea

    ahah

  5. #15
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    Citazione Originariamente Scritto da Combat Visualizza Messaggio
    ahah
    ostridicolo:

    Invece di ridertela sai dirmi dove è andato a finire il tuo compagno di merende massimo piacere già evergesia ?.

  6. #16
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    Predefinito Corea del Nord: un nazionalcomunismo chiamato JUCHE

    Corea del Nord: ultimo baluardo socialista



    COMUNISMO “JUCHE” E PROSPETTIVE

    Spesso, parlando dei regimi comunisti, l’attenzione si rivolge sempre verso Russia, Cina, Vietnam, Cambogia, senza troppo concentrare l’attenzione sulla Corea del Nord. Eppure la longevità con cui questo regime prosegue la sua incondizionata funzione di baluardo ideologico sorprenderebbe chiunque. Kim Il Sung e suo figlio, il momentaneo leader Kim Jong Il, rappresentano ancora oggi una importante novità nello scenario politico, costituendo un esempio caratteristico e probabilmente unico (anche se non certo totalmente inedito per provenienza o ispirazione) di via al Comunismo.

    La vita di colui che ancora oggi viene ricordato come il Grandioso leader, Kim Il Sung, è in questo caso di fondamentale centralità: cresciuto sotto l’occupazione giapponese, durante gli anni Venti e Trenta, il giovane marxista-leninista Kim Sung Ju (come recita il suo nome natale) aveva forse più di chiunque altro, molto da recepire dalla lezione di Lenin a proposito della Liberazione Nazionale. Questo concetto sviluppato dal primissimo leader del PCUS contraddistinguerà il carattere ed il perno del diritto all’autodeterminazione, nell’epoca dell’Imperialismo, fase progressiva e invasiva, violenta, del capitalismo. Kim Il Sung, sin dal suo primo esilio cinese, e dalle fughe coercitive in Russia, manterrà una volontà chiarissima: l’indipendenza nazionale e la riunificazione di tutta la Corea.

    Non solo, con perseveranza guidò la guerriglia contro l’invasione giapponese, ma in maniera indipendente e, a quanto pare, contro il parere di Stalin e Mao, sferrò un attacco contro Seul, nel tentativo di scacciare le forze atlantiche dalla zona Sud del Paese. La guerra di Corea, rappresenta ancora oggi uno dei momenti più tragici della guerra fredda, e forse il più audace esempio di resistenza anti-imperialista, successivo alla conclusione del conflitto globale nel ’45. La stabilizzazione successiva fu frutto di una serie di compromessi spesso richiesti dall’Onu, al fine di non ingigantire il conflitto, e mostrò una politica senz’altro innovativa. Stalin amava distinguere i marxisti dogmatici (antirivoluzionari) dai marxisti creativi, e senz’altro Kim e il governo della costituita Repubblica Popolare Nord Coreana apparteneva appieno a quest’ultima categoria.

    Lo Juche, la dottrina dell’indipendenza e dell’autarchia nazionale, viene ancora oggi considerato un testo di primaria importanza culturale e politica, nella storiografia comunista.


    IL CONTRIBUTO DI CONFUCIO E DEL BOLSCEVISMO

    Poco si conosce nel mondo atlantico e secolarizzato, di Confucio e del suo antico umanesimo: un umanesimo particolare, non certo ricollegabile al nostro umanesimo occidentale, che segnò la svolta storiograficamente considerata portante del passaggio, a dire il vero non così netto e immediato, dal Medioevo all’Età dei Lumi.

    L’idea di Confucio è quella della continua perfettibilità dell’uomo e, come ben enuclea Anne Cheng nei suo scritti sull’antropologia sacra, il Confucianesimo appare come una “rottura conservatrice”, come un principio di rinnovamento costante che, nella sua riproposizione, segue un culto e una continuità emblematicamente raffigurata dalla tradizione. L’antropologia delle tante dottrine orientali è spesso intrisa di una visione dell’uomo come raffigurazione centrale nella natura e nella comunità, ma che non domina e non sovrasta il mondo circostante, evitando con disinvoltura di sfociare nel dominio scellerato della volontà di potenza e del dominio della tecnica imputato da pensatori europei come Heidegger, Junger, lo stesso Spengler ed Evola quale leit motiv centrale della decadenza dell’Occidente.

    Ren e Li, letteralmente “umanità” e “sacrificio”, sono due componenti che slanciano l’umanesimo orientale all’interno di un piano comunitario, nel quale lo junzi, l’uomo “consapevole”, cresce e si rinnova. Chiaramente questo carattere di infinita perfettiblità ben rimanda, seppur con le debite e lecite proporzioni, all'essere divenente che Nietzsche recupera dal pensiero arcaico greco, e da Eraclito stesso. L’ascesi, l’etica del dovere, la sensibilità verso i propri simili, e la continua ricerca del miglioramento individuale, rappresentano tutte le caratteristiche che politicamente e spiritualmente possono essere ricondotte alla disciplina orientale.

    Lo Juche, ispirato da Kim padre, ed edito e sancito dal figlio, Kim Jong, intende in questo senso recuperare tali aspetti radicali della dottrina di Confucio, immergendoli in una filosofia politica che inquadra il marxismo-leninismo alla luce del nazionalismo e della difesa strenue dell’indipenenza e dell’autonomia della patria. In questo incontro tra socialismo, nazionalismo e culto del passato, condito da un notevole senso del dovere sia civico sia militare, Kim Jong Il ha in qualche maniera voluto superare il marxismo, almeno nella sua forma dogmatica, sostituendo alle dottrine europee e sovietiche, un impianto completamente immerso nella realtà coreana.


    JUCHE, L’IDEA IMMORTALE
    La prima vera elaborazione ebbe modo di apparire con l’edizione nel ’55 di un saggio/discorso dello stesso Kim Il Sung intitolato Eliminazione del dogmatismo e del formalismo e Della instaurazione di Juche nel lavoro ideologico: come visto, l’idea di fondo prende corpo da due delle più importanti riflessioni di Stalin. La separazione tra marxisti dogmatici e marxisti creativi, con la conseguente introduzione del carattere dinamico all’interno di una intuizione ormai satura d’ortodossia positivista e oggettivante, e la riflessione sulla Questione Nazionale sembrano quasi solenni muse ispiratrici, per un Regime notoriamente vicino molto più a Mosca che a Pechino persino in quegli anni Cinquanta pure distesi tra l’URSS e la Cina Maoista.

    I filoni principali di Juche sono quattro e si suddividono nelle quattro teorie del leader rivoluzionario, della vita socio-politica, della grande famiglia socialista e della moralità rivoluzionaria. Le prime due teorie basano la loro argomentazione sull’importanza estrema della figura del leader, del costruttore del Paese, di colui che dà vita ad un gruppo sociale di persone, fino a renderlo un popolo coeso (tutti i coreani sono, secondo Juche, fratelli di “sangue”), unito e privo di differenze di classe, di ceto e di diritti e doveri. Il Leader viene riconosciuto come un padre, che, amorevolmente ma anche severamente qualora fosse opportuno, alleva il suo popolo e lo guida verso l’autarchia.

    Questo rapporto familiare tra la figura del Leader e il Popolo, ci introduce alla terza teoria, propria della famiglia socialista, una categoria sociale ed etica, al cui interno, ognuno deve sentirsi inserito e messo a proprio agio, senza venire però mai meno al suo dovere di lavoratore e cittadino, secondo le condizioni di uguaglianza sociale create dalla Repubblica Popolare. Il legame familiare che intercorre tra il leader il suo popolo è però qualche cosa che travalica l’aspetto meramente sociale e politico, economico o costituzionale, ma perviene all’organismo statuale in una univocità ben precisa dove diritti, doveri, amore, intransigenza, prontezza e rispetto, convogliano: virtù etiche ineccepibili che costituiscono la base della quarta teoria, quella della moralità rivoluzionaria, e quella più presumibilmente ispirata al Confucianesimo e all’umanesimo orientale, evidente nelle parole di Kim, secondo il quale “l’uomo gioca un ruolo decisivo nel trasformare il mondo e nel condizionare il proprio destino”.

    Trasformare il mondo e condizionare il proprio destino appaiono concetti prettamente riconducibili ad una visione antropocentrica ma non antropocentrista né tantomeno individualista; nei fatti molto diversa come vediamo, dall’umanesimo occidentale, proprio nel carattere “impersonale”, direbbe Julius Evola, indefinito e fondamentalmente indefinibile della “infinita perfettibilità” umana, nel continuo rimando ad un livello ulteriore di preparazione che non permette mai all’uomo di rimanere statico e chiuso in sé stesso, de-finendosi metafisicamente, così come non concede l’abbandono della tradizione e della continuità naturale e umana, emblema della comunità che ricomprende necessariamente gli individui.

    E’ Kim Il Sung a scrivere: “Il Governo della Repubblica deve attuare tutte le azioni atte all’indipendenza, all’auto sostentamento e alla difesa per consolidare la politica del Paese (chaju), deve costruire le basi di un istituto nazionale di economia in grado di assicurare la completa unificazione, l’indipendenza e la prosperità della nostra Nazione (charip) e deve aumentare la capacità di difesa del Paese, in modo da salvaguardare la sicurezza della patria solamente con la nostra forza (chawi) così da portare l’idea dello Juche in tutti i campi della vita sociale e politica”.

    Chaju, charip e chawi sono i tre modi secondo cui viene applicato il concetto di autarchia nazionale: indipendenza politica, indipendenza economica, indipendenza militare. L’ultimo modo è probabilmente anche il più importante per l’applicazione degli altri due: la difesa della Nazione, imperniata su una preparazione certosina e importante dell’Esercito nazionale, rappresenta l’inizio e la fine di un ipotetico circolo di indipendenza nazionale. Ancora Kim Il Sung disse: “La linea rivoluzionaria basata sullo Sungon (trad. ‘L’esercito prima di tutto’) è una grande linea rivoluzionaria della nostra era ed una bandiera sempre vittoriosa della nostra rivoluzione”.

    Le forze militari non sono però assolutamente recepite come uno strumento di dominazione o di mero potenziamento: in esse convivono la tradizione combattente taekwon-do e la rivoluzione popolare. Un impressionante livello di addestramento, ed un imponente schieramento di mezzi bellici, sono strumenti esclusivamente ideati a scopo difensivo e con l’obiettivo storico e politico mai tramontato di riunificare le due parti in un’unica Corea, nell’idea immortale concepita dal padre, onorato in tutta la Corea del Nord attraverso una massiccia campagna di storicizzazione seguita alla sua tragica scomparsa avvenuta nel 1994.

    Il figlio Kim Jong Il, attuale leader del partito dei Lavoratori, confermando le intuizioni del padre e riaffermandone la linea politica, viene osannato dal popolo ad ogni raduno e, come leader dell’Esercito, è espressamente citato nell’Inno Nazionale delle Forze Armate, quale elemento incontrastato di strenue lotta per l’affermazione della Corea del Nord e per la riunficazione patriottica della grande Corea. Voci di potere lo danno gravemente afflitto da un male terribile: gli Stati Uniti, storico nemico della Corea, speculano continuamente sulle notizie riguardanti la salute del Leader orientale, malgrado, mostrino sostanziale indifferenza nei confronti di un Paese non-allineato, eppure mai eccessivamente nominato dalle prime pagine. Ed è proprio questo a preoccupare e allo stesso tempo a infondere fiducia in Kim.



    Andrea

    pubblicato su: NUOVA DIMENSIONE - Windows Live
    Ultima modifica di Stalinator; 12-09-09 alle 00:30

  7. #17
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    Predefinito Rif: Dossier Juche - Rep.Pop.Dem di Korea

    L'Opinione intervista il Presidente della KFA
    27/01/10 19:22 in: Attività della KFA | Approfondimenti
    Roma, 27 gennaio. L’Opinione ha pubblicato oggi la seconda e ultima parte dell’intervista al Presidente della Korean Friendship Association, Alejandro Cao de Benos. Il quotidiano mette a disposizione in internet integralmente questa intervista:
    L'Opinione intervista il Presidente della KFA | Attività della KFA, Approfondimenti | Repubblica Popolare Democratica di Corea

  8. #18
    Tringeadeuroppa
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    Predefinito Rif: Dossier Juche - Rep.Pop.Dem di Korea

    11° Incontro dei Partiti Comunisti e Operai
    New Delhi, 20-22 Novembre 2009



    Contributo del compagno Pak Kyong Son,
    Capo delegazione del Partito dei Lavoratori di Corea


    Compagni,


    Vorrei iniziare esprimendo le mie vive congratulazioni per questo 11° Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai insieme al mio cordiale e fraterno saluto alle delegazioni e ai delegati dei vari Partiti comunisti e operai presenti a questo appuntamento.

    Mi sia permesso inoltre di esprimere la mia sincera gratitudine al compagno Prakash Karat, Segretario generale del Comitato centrale del Partito Comunista dell'India (marxista) e al compagno AB Bardhan, Segretario Generale del Consiglio nazionale del Partito Comunista dell'India per il loro gentile invito alla delegazione del Partito dei Lavoratori di Corea in occasione di questo Incontro internazionale.

    Compagni,

    Oggi, il mondo intero sta attraversando una grave crisi che è conseguenza della irrazionalità e della sostanziale debolezza caratterizzanti il sistema economico globale capitalista sotto egemonia statunitense. Il tasso di crescita economica mondiale ha subito un rallentamento, mentre il tasso di crescita del reddito medio pro capite è sprofondato per metà del suo valore e la situazione economica è peggiorata in ben 168 paesi.



    La caotica politica finanziaria degli Stati Uniti, volta a scongiurare le difficoltà finanziarie derivanti dalla sua "guerra al terrore", ha provocato il collasso del suo mercato immobiliare interno e una travolgente crisi finanziaria nel paese, e questa, a sua volta, si è subito trasformata in una crisi economica a livello mondiale in virtù della "globalizzazione". L'attuale panico economico generale è il peggiore "da 100 anni".
    In un caotico scenario da legge della giungla, di cui è responsabile la "globalizzazione" voluta dal capitalismo, una grave minaccia senza precedenti si erge di fronte al genere umano, che vede la sua stessa sopravvivenza messa in gioco, scossa dal panico economico mondiale e resa più grave dalle diverse crisi alimentare, energetica e ambientale. Le statistiche indicano che le perdite dovute al panico economico globale in corso, nel periodo tra fine 2007 e 2010, sono stimate intorno ai 3.400 miliardi di dollari americani.

    La crisi politica, economica e di sistema del capitalismo ha solo accentuato su scala globale la polarizzazione per cui "i ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri", lasciando una popolazione di 1,4 miliardi di persone in estrema povertà, le quali oggi esprimono in modo forte e chiaro il loro punto di vista giudicando il socialismo l'unica alternativa al capitalismo.

    Il 10° Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai, svoltosi a Sao Paulo in Brasile nel novembre scorso e a cui parteciparono i delegati di 65 partiti politici da 55 paesi, sottolineava la gravità della crisi politica ed economica affrontata dal mondo capitalistico e, all'unanimità, riconosceva il socialismo come l'unica strada per far cessare lo sfruttamento e l'oppressione delle masse popolari e per garantire loro diritti reali ed emancipazione. L'Incontro inoltre faceva appello ad una coraggiosa lotta per il socialismo, perché assicuri l'indipendenza dei popoli e li liberi dallo sfruttamento e l'oppressione di classe.

    Il compagno Kim Jong Il, il grande leader del nostro Partito e del nostro popolo, ha dichiarato quanto segue:
    "La causa del socialismo è la giusta causa per realizzare l'indipendenza delle masse popolari, e il movimento dell'umanità verso il socialismo è la legge che governa lo sviluppo inesorabile della storia".
    Il socialismo è scienza. Ci possono essere curve e tornanti nel corso dello sviluppo del socialismo, ma la direzione del movimento della storia non cambia e non c'è assolutamente nulla che sarà in grado di fermare l'aspirazione dell'umanità al socialismo.
    Oggi, il socialismo sta marciando in avanti trionfalmente e suonando le campane a morto per il capitalismo.

    Il crollo del socialismo in alcuni paesi sul finire del secolo scorso è stato, infatti, il fallimento dell'opportunismo che ha corrotto il socialismo. Gli imperialisti e i reazionari, tuttavia, hanno capitalizzato questo avvenimento con una chiassosa campagna propagandistica per giustificare la loro asserzione secondo cui il socialismo era fallito definitivamente e che il socialismo stesso era stato un errore. Tutto ciò nel frenetico tentativo di convincere tutte le nazioni del mondo a farsi cingere dal capitalismo.

    In particolare nella metà degli anni 1990, gli imperialisti statunitensi e i loro alleati hanno profuso enormi sforzi tentando ossessivamente di isolare e soffocare la Repubblica Democratica Popolare di Corea (RPDC), attraverso palesi pressioni militari e rafforzando ulteriormente il blocco economico, portando al culmine la loro offensiva contro la RPDC nella errata convinzione che il crollo del sistema socialista nel paese sarebbe stata solo una questione di tempo. A peggiorare la situazione, i molti anni consecutivi di calamità naturali hanno concorso ad aggravare i problemi, costringendo l'Esercito popolare coreano ed il popolo coreano ad intraprendere un "Arduo Cammino" senza precedenti e tappe forzate. Cessando di esistere il sistema socialista e le comunità economiche socialiste in tutto il mondo, la nostra unica risorsa consisteva nel portare avanti la nostra edificazione socialista in autonomia, senza contare su alcuna assistenza esterna.
    Nonostante queste difficoltà, il Partito del Lavoratori di Corea ha superato con successo tutte le sfide presentate dagli imperialisti, difendendo e sostenendo con onore e promuovendo trionfalmente la causa del socialismo.

    La RPDC di oggi ha levato con fermezza il suo profilo di potenza politico-ideologica, potenza militare e potenza scientifica e tecnologica, e al momento sta indirizzando tutti gli sforzi nella costruzione economica.
    All'inizio di quest'anno, il Partito dei Lavoratori di Corea ha avviato la campagna di 150 giorni che si è conclusa vittoriosamente e ha invitato nuovamente l'intero Partito, l'intero paese e tutto il popolo coreano a dare vita ad una nuova campagna di 100 giorni in modo che le fiamme di una nuova ondata rivoluzionaria ardano ovunque nel paese, in onore del centenario della nascita del grande leader, il compagno Kim Il Sung, nel 2012, quando si saranno sicuramente aperte le porte ad una grande, potente e ricca Corea socialista.

    Nel corso della campagna dei 100 giorni, sono stati ottenuti successi senza precedenti nella costruzione economica giacché l'economia nazionale nel suo complesso, sulla base della suo carattere indipendente, è in costante di ripresa.
    Tutto ciò è frutto della guida del grande leader, il compagno Kim Jong Il, Segretario generale del Partito dei Lavoratori di Corea, che ha guidato la rivoluzione coreana nel corso della sua vittoriosa politica (e concezione militare) Songun.

    La leadership rivoluzionaria Songun e la politica Songun del Partito dei Lavoratori di Corea sono il criterio guida della rivoluzione e la modalità della politica socialista. Esse danno priorità alle questioni militari sugli altri affari di Stato, difendono il paese, la rivoluzione e il socialismo, sulla base della disposizione rivoluzionaria e la capacità di lotta dell'Esercito popolare coreano e nel complesso portano avanti la costruzione del socialismo. Sono l'onnipossente e preziosa spada di una rivoluzione vittoriosa nella mutata situazione del mondo odierno.
    La pratica rivoluzionaria e la realtà nella RPDC hanno testimoniato la correttezza e l'eccellenza dell'idea e della politica Songun del Partito dei Lavoratori della Corea, e la grande vitalità di questa particolare politica va manifestandosi con il passare del tempo.

    Riconoscendo come valida la sempre vittoriosa e preziosa spada del socialismo, sulla base dell'idea Juche e Songun, la RPDC sta compiendo uno dopo l'altro dei veri miracoli storici nella sua progressiva marcia verso un brillante futuro, a dispetto delle attuali turbolenze a livello mondiale.
    L'Esercito popolare coreano e il popolo coreano fanno affidamento alla loro incrollabile convinzione e fiducia nel futuro, nonché alla giustezza della causa del socialismo che essi stessi hanno scelto e che è scaturito dai loro sforzi. Essi sono anche carichi di determinazione rivoluzionaria nel proseguire lungo il percorso del socialismo sotto la guida del grande compagno Kim Jong Il.
    Sotto la sua direzione, il Partito dei Lavoratori, l'Esercito popolare e il popolo coreano svolgono, come sempre, la loro sacra missione storica e il loro dovere nella giusta lotta per l'indipendenza e il socialismo contro l'imperialismo.

    Vorrei approfittare di questa occasione per ribadire la mia sincera gratitudine ai vari Partiti comunisti e operai per il coerente sostegno e la solidarietà con il Partito dei Lavoratori di Corea, l'Esercito popolare e il popolo coreano nella loro lotta per la costruzione di una grande, potente e prospera Corea socialista e per realizzare la riunificazione della Corea.

    Grazie.

  9. #19
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    Predefinito Rif: Dossier Juche - Rep.Pop.Dem di Korea

    Riconoscendo come valida la sempre vittoriosa e preziosa spada del socialismo, sulla base dell'idea Juche e Songun, la RPDC sta compiendo uno dopo l'altro dei veri miracoli storici nella sua progressiva marcia verso un brillante futuro, a dispetto delle attuali turbolenze a livello mondiale.
    L'Esercito popolare coreano e il popolo coreano fanno affidamento alla loro incrollabile convinzione e fiducia nel futuro, nonché alla giustezza della causa del socialismo che essi stessi hanno scelto e che è scaturito dai loro sforzi. Essi sono anche carichi di determinazione rivoluzionaria nel proseguire lungo il percorso del socialismo sotto la guida del grande compagno Kim Jong Il.
    hefico: hefico:

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    Predefinito Rif: Dossier Juche - Rep.Pop.Dem di Korea

    da Korea Is One: United Korea economy may surpass Japan’s
    Traduzione dall'inglese per Resistenze.org - sito di controinformazione del C.C.D.P. - Via Reggio 14 - Torino a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

    L’economia della Corea unita potrebbe superare quella del Giappone

    Una Corea unita - mettendo insieme la quarta più grande economia dell’Asia con una delle più povere - potrebbe superare Germania o Giappone in potenza economica nei prossimi 30-40 anni, ha illustrato martedì scorso un rapporto della banca di investimenti statunitense Goldman Sachs.

    Sebbene gli analisti esterni dicano che il sistema di economia pianificata della Repubblica Democratica Popolare di Corea (DPRK, Corea del nord) risulta essere debole, esso offre una grande e conveniente forza lavoro, una ricchezza di risorse minerarie che la scarsamente fornita Repubblica di Corea (ROK, Corea del sud) attualmente deve importare per alimentare la sua industria, la probabilità di aumenti in produttività e valuta una volta attuate le riforme economiche.

    "Noi presupponiamo che in termini di PIL calcolato in dollari statunitensi una Corea unita potrebbe raggiungere la Francia, la Germania e probabilmente il Giappone in 30-40 anni” riportava il documento.

    Le due Coree sono divise da più di mezzo secolo e devono ancora firmare un trattato di pace per porre fine formalmente alla guerra del 1950-53

    Il costo della riunificazione è visto da molti come un rischio fra i più grandi che affronta l'economia della Corea del sud.

    Molti analisti osservano che la crescita del Sud al livello di potenza economica regionale potrebbe essere annullato dall'effetto provocato dall’assimilazione del suo vicino, il cui reddito pro capite è approssimativamente del 5 percento.
    Ma Goldman Sachs ha affermato che potrebbe essere conveniente attuando politiche appropriate e seguendo il modello di riunificazione Cina/Hong Kong, che permette a due sistemi politici ed economici di coesistere, con una migrazione inter-coreana limitata.

    Il rapporto è stato scritto dall'economista della banca della Corea del sud, Goohoon Kwon, e include il contributo di alcuni fra gli economisti che alcuni anni fa hanno formulato l’autorevole previsione secondo cui le economie di Brasile, Russia, India e Cina - il cosiddetto BRIC – sarebbero destinate a diventare dominanti verso la metà del secolo.

    Le forze della Corea del nord contano su una popolazione relativamente giovane, una forza lavoro ben istruita, una ricchezza di risorse minerarie, sugli investimenti potenziali dalla Corea del sud e sulla possibilità di grande produttività e apprezzamento di valuta che comunemente avvengono nelle “economie di transizione”, ha scritto Kwon.

 

 
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