Re: Che senso ha la storia?
"Dire: ho più simpatia per questo regime che per quell'altro significa fluttuare nel vago; più esatto sarebbe affermare: preferisco questa polizia a quell'altra. In realtà la storia si riconduce a una classificazione delle polizie; infatti, di che cosa si occupa lo storico se non dell'idea che gli uomini si sono fatti del gendarme attraverso i secoli?"
E.M. Cioran, Sillogismi dell'amarezza, Adelphi, pag. 104
Re: Che senso ha la storia?
quello che vuole impartirgli la casta dominante e che per ovvie ragioni risulta sempre cangiante e mutevole
Re: Che senso ha la storia?
La storia è il senso dell'uomo. L'uomo è un essere razionale che si realizza nella storia. Il concetto di finalità interna aristotelico che poi si esplica storicamente nell'idealismo tedesco e in Marx è la più vera e bella concezione della storia e dell'uomo.
Non serve un Dio esterno per dare un senso a questa vita. Se una cosa ha valore per noi, per la nostra ragione e il nostro pensiero, che è l'unica cosa che abbiamo, essa ha un valore assoluto e nulla può negarla.
L'infinita della natura non è altro che nostro pensiero, è solo contingente, ci spaventa o ci affascina, ma non significa nulla in sè e per sè, non è vera. Come disse Hegel, "la più piccola manifestazione dello spirito è superiore alla più grande manifestazione naturale".
Re: Che senso ha la storia?
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cocco27
La storia è il senso dell'uomo. L'uomo è un essere razionale che si realizza nella storia. Il concetto di finalità interna aristotelico che poi si esplica storicamente nell'idealismo tedesco e in Marx è la più vera e bella concezione della storia e dell'uomo.
Non serve un Dio esterno per dare un senso a questa vita. Se una cosa ha valore per noi, per la nostra ragione e il nostro pensiero, che è l'unica cosa che abbiamo, essa ha un valore assoluto e nulla può negarla.
L'infinita della natura non è altro che nostro pensiero, è solo contingente, ci spaventa o ci affascina, ma non significa nulla in sè e per sè, non è vera. Come disse Hegel, "la più piccola manifestazione dello spirito è superiore alla più grande manifestazione naturale".
Ma la finalità è interna alle cose o gli uomini danno variamente il senso che vogliono?
Re: Che senso ha la storia?
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Troll
Ma la finalità è interna alle cose o gli uomini danno variamente il senso che vogliono?
Finalità interna all'essere umano, cioè interna alla ragione. Autorealizzazione. La ragione è universale, comune a tutti gli uomini, quindi non ha un senso arbitrario e soggettivo, ma necessario e universale. Ciò non toglie che essa è storica, e quindi si sviluppa e si innalza verso la propria realizzazione. Ogni uomo razionale non alienato vuole che la società in cui vive corrisponda al suo pensiero di giusta e buona società. Per dare valore a questa ricerca non serve che ci sia un dio trascendente che garantisca che questo è il vero e il giusto, perchè il fatto che ciò è il vero e il giusto per l'essere umano ha valore in sè e per sè.
Re: Che senso ha la storia?
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cocco27
Finalità interna all'essere umano, cioè interna alla ragione. Autorealizzazione. La ragione è universale, comune a tutti gli uomini, quindi non ha un senso arbitrario e soggettivo, ma necessario e universale. Ciò non toglie che essa è storica, e quindi si sviluppa e si innalza verso la propria realizzazione. Ogni uomo razionale non alienato vuole che la società in cui vive corrisponda al suo pensiero di giusta e buona società. Per dare valore a questa ricerca non serve che ci sia un dio trascendente che garantisca che questo è il vero e il giusto, perchè il fatto che ciò è il vero e il giusto per l'essere umano ha valore in sè e per sè.
Cosa sarebbe vero e giusto chi lo stabilisce, la moda storica del momento?
Re: Che senso ha la storia?
D'accordo allora al tempo di Hegel era razionale lo Stato prussiano e adesso è razionale la globalizzazione dei mercati.
Re: Che senso ha la storia?
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Troll
Cosa sarebbe vero e giusto chi lo stabilisce, la moda storica del momento?
La moda storica? La società, la comunità storica rappresenta la verità etica. Verità che è processo storico in quanto compie un percorso che l'avvicina, forse, alla verità etica più grande, che corrisponda all'uomo non alienato e libero di creare la società che meglio lo esprima e lo realizza.
Il vero come assoluto è la ragione che lo stabilisce e che ne è il metro. La società storica è l'espressione e l'incarnazione dell'autocoscienza di questo vero.
La pederastia era perfettamente accettata ed eticamente giusta nell'antica grecia. Non si può dire che ciò allora fosse sbagliato, perchè corrispondeva a una diversa concezione dell'uomo e della società, e nessuno la considerava indegna, anzi aiutava i giovani ad avere un'educazione enciclopedica.
Oggi con lo sviluppo dei rapporti sociali la stessa pratica denota una volontà patologica che danneggia il ragazzo. Essa è considerata giustamente fra i peggiori reati.
La schiavitù era accettata nell'antichità e considerata naturale perfino da Aristotele. Era forse moralmente riprovevole? No, semplicemente il pensiero e l'autocoscienza umana non era ancora giunta ad affermare l'universalità della libertà soggettiva umana. Essa non era ancora quindi eticamente sbagliata. Non si può voler dare a posteriori lezioni alla storia. Ma l'affermazione della libertà personale e l'abolizione della schiavitù corrispondono ad un progresso ed ad una conquista della ragione storica.
Non è quindi una moda, ma un processo storico di autocoscienza.
Re: Che senso ha la storia?
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D'accordo allora al tempo di Hegel era razionale lo Stato prussiano e adesso è razionale la globalizzazione dei mercati.
Razionale in senso di appropriato e giusto non è certo l'esistente contingente. Ogni società ha il proprio significato storico, ma ciò non vuol dire che la società non possa alienare l'uomo ed essere migliore o peggiore di un'altra. La società borghese ha raggiunto una vetta di autocoscienza che trascende di gran lunga i rapporti capitalisti. Si è compreso e si è mostrato come essi siano alienanti, mercificanti e indegni all'essere umano. Marx in questo ha detto molto più e meglio di Hegel sicuramente.
Re: Che senso ha la storia?
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cocco27
La moda storica? La società, la comunità storica rappresenta la verità etica.
Quindi la verità etica della società capitalistica è il mercato?
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cocco27
Verità che è processo storico in quanto compie un percorso che l'avvicina, forse, alla verità etica più grande, che corrisponda all'uomo non alienato e libero di creare la società che meglio lo esprima e lo realizza.
Se l'essenza dell'uomo è storica come fa a sussistere un'alienazione? Il concetto di alienazione presuppone un'essenza intemporale da cui ci si può allontanare. In caso contrario si sarà sempre quello che di volta in volta si è.
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cocco27
Il vero come assoluto è la ragione che lo stabilisce e che ne è il metro. La società storica è l'espressione e l'incarnazione dell'autocoscienza di questo vero.
Dunque il metro finale di giudizio è il concetto del vero in una data società storica. Ora con che faccia i critici della società possono prendersi sul serio come portatori di una più autentica autocoscienza, quando sono i loro giudizi minoritari a non corrispondere alle valutazioni della società storica?
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cocco27
La pederastia era perfettamente accettata ed eticamente giusta nell'antica grecia. Non si può dire che ciò allora fosse sbagliato, perchè corrispondeva a una diversa concezione dell'uomo e della società, e nessuno la considerava indegna, anzi aiutava i giovani ad avere un'educazione enciclopedica.
Oggi con lo sviluppo dei rapporti sociali la stessa pratica denota una volontà patologica che danneggia il ragazzo. Essa è considerata giustamente fra i peggiori reati.
Non è detto che la sensibilità storica non possa evolversi nuovamente. Del resto la pederastia greca concerneva giovinetti, non proprio bambini, e l'età del consenso in Italia è fissata a 14 anni. La "società storica" di questi anni offre un interessante esempio di mutamento degli atteggiamenti nei confronti di antichi tabù morali e sociali (tralasciando lo sdoganamento dei comportamenti sessuali alternativi, chi avrebbe creduto negli anni Settanta che lo Statuto dei Lavoratori sarebbe stato messo in discussione?).
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cocco27
La schiavitù era accettata nell'antichità e considerata naturale perfino da Aristotele. Era forse moralmente riprovevole? No, semplicemente il pensiero e l'autocoscienza umana non era ancora giunta ad affermare l'universalità della libertà soggettiva umana. Essa non era ancora quindi eticamente sbagliata. Non si può voler dare a posteriori lezioni alla storia. Ma l'affermazione della libertà personale e l'abolizione della schiavitù corrispondono ad un progresso ed ad una conquista della ragione storica.
Non è quindi una moda, ma un processo storico di autocoscienza.
Indubbiamente il Ventesimo secolo dei lager, dei gulag e dello sfruttamento globalizzato ha introdotto elementi di novità rispetto alla prassi delle culture precedenti non altrettanto improntate a una razionalità metodica.