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Il parlamento tedesco che scaturisce dalle elezioni del 1855 è radicalmente mutato rispetto a quello precedente.
I duri e puri dei Reazionari mantengono una loro presenza in parlamento anche se i grandi flussi transitano ai grandegermanisti.
I nazional-liberali si consolidano nettamente. Piccola crescita per i Cattolici e una grave flessione per l'area del liberalismo di sinistra.
La socialdemocrazia cede poco più di un punto percentuale.
1855: Il Kaiser Wilhelm I incarica l'esponente del Partito della Grande Germania Helmut von Hubendorf di condurre consultazioni per formare un nuovo gabinetto di governo.
Tale svolta "parlamentaristica" è dettata dal progressivo aggravarsi delle condizioni di salute del Re di Prussia e il Kaiser desidera che il Reichskanzler abbia una posizione solida per poter affrontare il periodo di transizione dello Stato membro più grosso e potente.
Data la situazione nella camera a suffragio diretto la scelta è ristretta: si procede ad un esecutivo misto tra grandegermanisti e liberali nazionali.
Reichskanzler è Karl Ferdinand von Buol-Schauenstein, del Partito della Grande Germania.
Ministro degli Esteri è Andreas Fritz von Bulow, GrandeGermanista come il Ministro della Guerra, Von Roon.
Ministro delle Finanze è un Von Bennisgen redivivo in occasione della grande vittoria, Ministro del Tesoro è Cristiano Kraft, mentre Ministro agli Affari Operai è Chlodwig zu Hohenlohe-Schillingsfürst.
Il partito socialdemocratico, all'Ovest, e il partito popolare, al sud-est, si irrobustiscono e già sul finire dell'anno scatenano le prime agitazioni sindacali.
1856: Viene varata l'ulteriore riforma del sistema previdenziale tedesco, cominciando ad estendere la pensione anche all'anzianità. Per tacitare l'opposizione dei liberali, componenti maggioritari nella coalizione di destra al Governo, viene limitata alla pubblica burocrazia confederale e all'Esercito.
Viene impostata una riforma costituzionale che tenta di allargare le maglie del rigido centralismo di Francoforte, su iniziativa congiunta di Nazional-Liberali, Democratici e Popolari.
Le agitazioni sindacali, malgrado la stretta repressiva delle polizie, si intensificano e si concentrano nella Ruhr. L'SPD rivendica apertamente il proprio ruolo nella protesta sindacale e fa proprie le istanze dei lavoratori, esigendo turni di lavoro più brevi, libera associazione sindacale e paghe più alte.
Il Cancelliere von Buol in tutta risposta minaccia di arrestare la delegazione socialdemocratica.
Le condizioni del Re di Prussia Federico Guglielmo IV si aggravano gravemente e, stante la mancanza di eredi, si apre il dibattito del destino della Prussia. Buona parte degli Stati meridionali cattolici, con la Baviera e l'Austria in testa, spingono perché la Prussia occidentale venga separata dal nucleo storico di Brandeburgo e Prussia e affidata ad un altro regnante. I socialdemocratici e i Democratici, invece, propongono l'istituzione repubblicana.
1857: L'esercito reprime le rivolte all'occidente, provocando le risentite rimostranze di Belgio e Francia. Il Ministro agli Affari Operai, zu Hohenlohe-Schillingsfürst, si dimette per protesta e viene sostituito dal suo compagno di partito, il Conte Alexander von Mensdorff, che procede al sostegno dell'azione militare.
In parallelo i GrandeGermanisti spingono per un leggero allargamento regionale della pensione per vecchiaia anche agli operai.
La Lega dei Popoli, cercando di salvaguardare il voto dell'est, la richiede anche per i contadini prussiani, brandeburghesi e polacchi.
Nel settembre di quell'anno, Karl von Reyher, nuovo Capo di Stato Maggiore, annuncia al Parlamento riunito di aver sotto controllo la Ruhr e anzi di aver stabilito alcune teste di ponte per "eventuali sviluppi".
Tutti i Paesi della costa atlantica protestano vigorosamente.
La spinta per la pensione di invalidità da parte dei grandegermanisti, giudicata dai nazional-liberali come ossessiva e immotivata, provoca la crisi di governo. A farne le spese è il Cancelliere von Buol-Schauenstein, che su pressioni dell'Imperatore si dimette e viene sostituito da Johann Bernhard von Rechberg und Rothenlöwen, famoso politico austro-bavarese e gradito sia ai GrandeGermanisti sia ai Nazional-Liberali.
A dicembre il Re di Prussia Federico Guglielmo IV scivola nella pazzia. Viene nominato un Gabinetto di Reggenza, formato dall'Imperatore Guglielmo, dal Cancelliere von Rechberg, dal Capo di Stato Maggiore von Reyher e dal Cancelliere Prussiano Albert von Sigmaringen.
1858: L'Imperatore Guglielmo I manifesta ufficialmente l'intenzione di voler riunire la Corona di Prussia alla Corona Imperiale di Germania, ma tutti gli altri Sovrani insorgono risolutamente, arrivando a minacciare la rottura dell'unità confederale. L'Imperatore è costretto a fare marcia indietro, garantendo il mantenimento del Gabinetto di Reggenza del Regno di Prussia almeno fino a quanto il fratello vivrà.
Nella Prussia Occidentale si susseguono moti e agitazioni, tutti sistematicamente repressi dall'esercito.
Patto di Febbraio: a Francoforte, verso la fine del mese, l'ambasciatore russo e il ministro von Bulow stipulano l'Intesa Cordiale, regolandosi su una serie di patti commerciali in Finlandia.
Il Cancelliere von Rechberg con un colpo di mano concede la pensione di vecchiaia a tutti gli operai specializzati dell'ovest e ai camalli di Amburgo. Le proteste si vedono sottrarre i ceti più attivi e più risoluti.
I nazional-liberali protestano moderatamente, a causa dei picchi di violenza raggiunti nelle zone maggiormente industrializzate.
Il partito socialdemocratico insorge, denunciando la riforma come un subdolo tentativo di dividere le masse del proletariato tedesco e il Partito Popolare esige che venga data attenzione anche alle altre regioni dell'Impero.
1859: Di fronte alla prospettiva di un'ulteriore guerra sindacale, il partito socialdemocratico entra in una crisi interna.
Da una parte Lassalle e i Lassalliani sostengono una posizione se non entrista quantomeno disposta a dialogare con lo Stato "borghese" per costruire il socialismo senza violenza e con riforme e sempre meno propensi alla costruzione della rivoluzione proletaria.
Dall'altra i marxisti, guidati da Wilhelm Liebknecht, che sostengono il rafforzamento del Partito in un'ottica esclusivamente rivoluzionaria. La partecipazione alle competizioni elettorali borghesi non è che un mezzo per guadagnare tempo e per convincere gli operai.
La maggioranza liberal-nazional-conservatrice intanto mostra sempre più evidenti segni di frattura e il Governo cade su un provvedimento di estensione della pensione di vecchiaia.
Nonostante il Partito Popolare Tedesco gli assicuri il pieno appoggio e nonostante i liberali sconfessino subito i dissidenti, von Rechberg si dimette.
L'ora è grave: le condizioni di Federico Guglielmo IV si aggravano di mese in mese, non è stato raggiunto un accordo per la sua successione e il delicato gioco diplomatico intessuto negli anni precedenti rischia di essere compromesso da un momento all'altro.
L'Imperatore Guglielmo I forza il Parlamento e nomina Reichskanzler Otto von Bismarck, richiamandolo dalla vita privata cui si era dedicato da ormai 4 anni.
L'energico cancelliere pretende per tornare al governo che lo seguano senza obiezioni su un programma minimo che prevede l'estensione graduale della pensione di vecchiaia a tutti gli operai dell'Impero e, in seguito, ai contadini. Ricevuto l'appoggio del centro e dei Reazionari del Bund, Bismarck riesce a fare a meno di parte dei nazional-liberali che si rifiutano di sostenerlo.
1860: Lassalle con un discorso in Parlamento proclama la nascita di un nuovo corso della socialdemocrazia tedesca, che sappia considerare i valori della Patria e dello Stato sociale assieme.
Immediatamente espulso dall'SPD, fonda il Partito dei Lavoratori Tedeschi (Deutsche Arbeiterpartei, DAP). Il Partito è assai forte nella Ruhr.
Il Partito Socialdemocratico di Germania (Sozialdemokratische Partei Deutschlands, SPD) conferma invece le posizioni marxiane anche se, in seguito della scissione, modera leggermente i toni.
I liberali di sinistra, ridotti nella poplarità a causa delle continue liti interne che hanno opposto ex-Democratici, ex-Repubblicani ed ex-Radicali, si frantuma.
Il Partito Repubblicano Tedesco (Republikanische Partei Deutschlands, RPD), che si rifà esplicitamente a Mazzini, occupa l'ala sinistra dello schieramento liberale, andando in alcuni casi a contestare l'elettorato al DAP.
L'Unione Radicale (Radikal-Union) rimane il partito demcoratico e a favore dei diritti civili e sociali ma saldamente borghese.
Il Partito Popolare Tedesco (Deutsch Volkspartei, DVP) vede confermata la sua strada socialcattolica e, incoraggiato dai Governi di Baviera e d'Austra, consolida la sua presenza al Sud e all'Est.
Parte dei Liberali Nazionali si sposta invece con i Liberali Democratici e fonda il Partito Liberale Democratico (Freie Demokratische Partei, FDP) abbandona la retorica nazionalista e ultraliberista per spostarsi verso la Liberaldemocrazia moderata.
I Liberali Nazionali rimanenti formano il Partito Nazionale di Germania (Nationalpartei Deutschlands, NPD), che mantiene la vocazione liberale e nazionalista insieme.
Il Partito della Grande Germania (Groß-Deutschland Partei, GDP) si conferma come il partito di riferimento dell'area conservatrice mentre i Reazionari anti-imperiali si costituiscono nella Libera Unione (Freiheitsunion)
Vengono indette dall'Imperatore Guglielmo I le nuove elezioni.
Richiamo la
STRUTTURA DELL’IMPERO
L’Impero di Germania (Kaiserreich Deutschland), questo il nome ufficiale, è, per costituzione, una monarchia federale e costituzionale. I vari stati tedeschi continuano ad esistere all’interno della struttura federale, ma allo stato centrale spetta il controllo della politica estera,di quella militare,di quella economica e di molte altre (una via di mezzo fra federalismo e semi-federalismo,insomma). All’Imperatore spetta il potere esecutivo, che egli esegue per mezzo del Governo federale,guidato da un Cancelliere del Reich (Reichskanzler), col tempo sempre più dipendente dal Parlamento che non dall’Imperatore.
Il Parlamento è diviso fra la Dieta dell’Impero (Reichstag) e fra Consiglio federale (Bundestrat),il primo eletto a suffragio pressoché universale (vota chiunque abbia 25 anni se sa leggere e scrivere,30 se analfabeta),il secondo nominato dai governi dei vari stati tedeschi in proporzione alla grandezza ed alla popolazione per ogni stato. I vari stati possono legiferare purchè le loro leggi non vadano in contraddizione con le leggi imperiali. La valuta è il marco del Reich (Reichsmark),la bandiera è ovviamente il tricolore nero-rosso-giallo,mentre l’inno è il Canto dei Tedeschi (Das Lied der Deutschen,ossia il Deutschland, Deuschtland uber alles). Le forze armate vengono unificate e seguono l’esempio prussiano. La capitale, per evitare attriti fra Berlino e Vienna, è Francoforte.
ELEZIONI E PARTITI
Votano tutti i cittadini maschi che abbiano prestato servizio militare (5 anni) con almeno 25 anni di età.
Si presentano i seguenti gruppi:
- Freiheitsunion- Libera Unione. Eredi della frangia intransigente dei Reazionari, sono arruolati fra l’alta nobiltà anti-imperiale di tutte le etnie. I maligni osservano che sono il partito più imperiale di tutti, anche se manca loro un'autentica base di massa (se non si considerano i servi e gli affittuari degli aderenti). Propongono una ulteriore concessione di poteri ai vari stati a danno dell’Impero tedesco.
In politica estera sono estremamente vicini alla Russia zarista e se proprio devono accettare l'Impero, non sono contrari all'annessione del Benelux.
In grande maggioranza cattolici, sono legati al Trono e all’Altare.
Sono guidati da Karl von Blömfontein, inossidabile e attempato leader.
- Groß-Deutschland Partei - Partito della Grande Germania. Sono il partito di governo uscente. Unico partito di massa conservatore nell'Europa Continentale, sono guidati da Otto von Bismarck ritornato al comando. Sono in tutto e per tutto la componente non-anticattolica della reazione. Forti nel voto contadino soprattutto prussiano e nel voto militare, burocratico e fondiario, propongono un capitalismo di Stato. Diffidano molto di ogni movimento liberale e hanno esternato più volte la loro riluttanza a un nuovo esecutivo assieme ai Liberali.
In politica estera sono molto sensibili al pangermanesimo, in politica estera guardano più al Regno Unito che all'Impero Russo, senza tuttavia trascurare il vasto vicino orientale.
- Partito Nazionale di Germania - Nationalpartei Deutschlands: guidati da Cristiano Kraft, sono l’ala nazionalista del liberalismo tedesco. Quasi tutti borghesi, hanno una distribuzione geografica abbastanza omogenea,ma sono più forti nella parte settentrionale tedesca. Liberali e al contempo estremamente conservatori e nazionalisti, sono la frangia liberista delal Destra. Sono favorevoli ad un accordo colla Francia per ottenere l’Alsazia.
Contano molto nella alta borghesia imprenditoriali e fra gli industriali. Equamente divisi fra cattolici e luterani (ma con una leggera prevalenza dei primi), sono quindi la Destra moderata. Sono molto riluttanti a una nuova esperienza di governo coi liberali di sinistra e, in misura minore, con il Centro cattolico.
- Deutsch Volkspartei - Partito Popolare Tedesco: è l'erede diretto del Zentrum, con l'iniezione di piccoli gruppi ex-Conservatori. Fortissimo in Austria e Baviera e guidato dall'Arcivescovo di Monaco von Ketteler, è appoggiato da contadini e operai. Si fa portavoce di una “visione sociale” del cattolicesimo. In politica estera è freddo verso l'ostilità contro nazioni cattoliche.
- Partito Liberale Democratico - Freie Demokratische Partei: eredi del centro liberale, portavoce di un liberismo moderato.
Tendenzialmente centrista, tende a sinistra. Vuole risolutamente la guerra alla Francia, vuole che la Svizzera tedesca entri a far parte dell’Impero, vuole un Impero coloniale. E magari meno tasse.
- Unione Radicale - Radikal Union: partito liberale, liberista, libertario, antifisco, antioperai, antistato. A favore di notevoli diritti civili, come il diritto di libero espatrio e il diritto al divorzio. Vorrebbero dare il voto alle donne, ma questo è in genere sottaciuto per evitare le ire dell'occhiuto Governo.
- Partito Repubblicano Tedesco - Republikanische Partei Deutschlands: Partito mazzioniano in Germania, punta molto sulla laicità, che spesso sfocia nell'anticattolicesimo, sul nazionalitarismo laico e sulla coesione sociale. Non è fortemente entusiasta della concessione di ulteriori diritti sociali. In politica estera guarda con simpatia alla Francia e all'Italia.
- Partito dei Lavoratori Tedeschi - Deutsche Arbeiterpartei: Lassalliani, nazional-laburisti. Sono determinati ad appoggiare Bismarck e la Nazione tedesca. In politica estera si allinean
Immediatamente espulso dall'SPD, fonda il , DAP). Il Partito è assai forte nella Ruhr.
- Sozialdemokratische Partei Deutschlands - Partito Socialdemocratico di Germania: Il partito Socialdemocratico Tedesco nasce nel 1855 dalla precedente rete di strutture di vario genere. Il loro programma il Manifesto del Partito Comunista, e paiono dei socialisti rivoluzionari più che socialdemocratici moderni. Insomma, la vecchia SPD bismarckiana con 15 anni di anticipo.




Rispondi Citando
) onde meglio respirare l'aria dell'Impero Tedesco Trionfante. A quando la cacciata dei Danesi dall'Holstein?
