Centro studi Giuseppe Federici - Per una nuova insorgenza
Comunicato n. 16/13 del 12 febbraio 2013, Sant’Eulalia

Rassegna stampa del 12.2.2013

Omicidi stradali
Per motivi di spazio non possiamo elencare tutte le persone travolte e uccise nelle ultime settimane dagli immigrati.

Libertà d’espressione
«Ribadisco che il potere finanziario mondiale è in mano al sistema giudaico-massone». Per questa affermazione pubblica il capogruppo in Provincia della Lega Nord, Paolo Polidori, finirà davanti al gip. Il pm Antonio Miggiani ne ha chiesto il rinvio a giudizio e l’udienza è stata fissata per il prossimo primo luglio. Polidori è accusato di aver violato la Convenzione internazionale sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale. La convenzione era stata firmata nel 1966 ma è entrata a far parte del nostro ordinamento appena il 13 ottobre 1975. Praticamente istigazione all’odio razziale. (…) Il 17 aprile, dopo che la notizia della singolare affermazione era stata pubblicata dal Piccolo, Paolo Polidori - si legge nella denuncia dell'avvocato Kostoris - «anziché scusarsi per le proprie asserzioni replicava alle critiche della Comunità ebraica e ribadiva consapevolmente che il potere finanziario mondiale è in mano a un sistema giudaico massone». «Sono annichilito», ha commentato ieri Polidori. Ha aggiunto: «Si perde tempo per un misero mortale che ha fatto una dichiarazione di stampo politico ed economico senza voler entrare in questioni razziali». E ha proseguito: «Ho letto molti testi in cui ci sono citazioni di rabbini che parlano di sistema giudaico massonico. Sono una persona libera».
«Quel sistema giudaico-massone» Polidori dal gip - Cronaca - Il Piccolo

Squadrismo ebraico
31/1/2013 - Nei quartieri di New York abitati dagli ebrei ortodossi ci sono “comitati della modestia”, che perlustrano le strade e minacciano gli abitanti che si comportano in modo da violare i precetti. In alcuni casi entrano nei negozi e persino nelle case, affrontando i proprietari che non seguono le regole. Chiedono che i manichini troppo osè vengano tolti dalle vetrine, o sequestrano iPad e cellulari. La denuncia viene dal New York Times, e segue uno sviluppo di cronaca che ha colpito molto la città. La settimana scorsa Nechemya Weberman, membro molto in vista del gruppo Satmar Hasidim di Brooklyn, è stato condannato a 103 anni di prigione per abusi sessuali contro una ragazza. Weberman è un terapista senza licenza, e la giovane gli era stata mandata proprio da uno di questi “comitati” per correggere il suo comportamento. La vicenda ha attirato l’attenzione su questo fenomeno, spingendo il Times a condurre un’inchiesta. Il risultato è che i gruppi autonominati di custodi della decenza sono molto diffusi, soprattutto in zone come Williamsburg. Sono persone che spesso hanno rapporti con i rabbini locali, ma non hanno un incarico o un ruolo formale all’interno della comunità. Di loro iniziativa, però, si arrogano il diritto di controllare il comportamento dei vicini e sanzionarli, se li giudicano in contrasto con i precetti. (…)
La Stampa - New York, i comitati della modestia dividono la comunità ebraica

La difesa della razza
1/2/2013 - Israele obbliga le donne immigrate dall’Etiopia a trattamenti medici invasivi, imposti contro la loro volontà o effettuati di nascosto, con lo scopo di renderle sterili. Lo denuncia il quotidiano israeliano Haaretz, che cita anche l’ammissione di una fonte governativa, arrivata dopo che il mese scorso il dramma era stato portato alla luce da un programma televisivo del canale israeliano IETV. A dicembre, intervistate da Vaacum su IETV, trentacinque donne etiopi hanno raccontato di come, mentre si trovavano nei centri di transito etiopi in attesa di essere ammesse in Israele, fossero state avvicinate da assistenti sanitari israeliani che le hanno obbligate ad assumere un contraccettivo, spiegando che era una condizione strettamente necessaria per entrare nel Paese. Altre hanno invece raccontato di come fosse stato loro detto che si trattava di un semplice vaccino. Tutte loro poi sono state obbligate ad assumere il farmaco ogni tre mesi anche dentro i confini di Israele, come spiega il Times of Israel. Ad aggravare la situazione, il fatto che il farmaco somministrato, il Depo-Provera, non è un semplice contraccettivo, ma un farmaco altamente invasivo, il cui uso può comportare una drastica diminuzione della densità ossea. E soprattutto è alto il rischio di sterilità una volta interrotta l’assunzione. In alcuni paesi il medrossiprogesterone acetato, che è alla base del farmaco, è utilizzato per la castrazione chimica degli stupratori. Mentre nel resto del mondo è somministrato con grande cautela a donne mentalmente disabili o pazienti d’istituti psichiatrici. Oltre a una vita spesso ai margini della società, nei campi in cui sono confinati “per adattarsi agli usi della società”, la comunità etiope in Israele è soggetta a un rigoroso controllo delle nascite da parte dello Stato. Le associazioni umanitarie accusano che tra i falascia (o Beta Israel) il tasso di natalità negli ultimi dieci anni sia diminuito addirittura del 50%. (…)
Israele, Haaretz: ?Etiopi rese sterili con farmaci imposti nei campi profughi? - Il Fatto Quotidiano

Parigi: adesso che gli uomini si vestono da donne, le donne possono vestirsi da uomini
4/2/2013 - PARIGI - Le parigine sono finalmente, nel 2013, autorizzate a indossare i pantaloni senza correre il rischio di finire in carcere. Ci sono voluti due secoli affinché il ministero delle Pari Opportunità abrogasse l'ordinanza della polizia che risale alla fine del XVIII secolo e dispone che il gentil sesso nella capitale francese non possa coprire le gambe se non per ragioni mediche. In seguito due circolari estesero l'eccezione anche per le donne in bicicletta o a cavallo. (…) La vecchia norma, per la quale «ogni donna che desidera vestirsi da uomo deve presentarsi alla prefettura di polizia per ottenere l'autorizzazione», concessa solo per ragioni mediche, era stata pronunciata a Parigi il 17 novembre del 1799 perchè qui era nato il movimento dei sanculotti, figura emblematica della Rivoluzione francese. Questi rivoluzionari rivendicavano il diritto di portare i pantaloni lunghi per contrasto con la borghesia che portava le 'culottes', i mutandoni che arrivavano sotto il ginocchio. Per solidarietà anche le donne vollero indossare i pantaloni. Ma la polizia lo vietò, varando la controversa ordinanza. La gonna è stata anche la «divisa» imposta alle donne nel parlamento francese fino agli anni Ottanta. (…)
Parigi sdogana i pantaloni per le donne: abrogato divieto del 1800 - Il Messaggero

Che Quaresima ‘sto Concilio…
5/2/2013 - L’11 Ottobre 2012 Benedetto XVI ha solennemente celebrato il 50° anniversario dell’apertura del Concilio Ecumenico Vaticano II, voluto e iniziato dal Beato Giovanni XXIII, il “Papa Buono”. Il Beato Giovanni Paolo II, sin dall’inizio del Suo pontificato, aveva insistito “sulla permanente importanza del Concilio Vaticano II… pietra miliare nella storia bimillenaria della Chiesa e, di riflesso, nella storia religiosa ed anche culturale del mondo”. Nel suo testamento spirituale aveva poi annotato: “Sono convinto che ancora a lungo sarà dato alle nuove generazioni di attingere alle ricchezze che questo Concilio del XX secolo ci ha elargito” (17 Marzo 2000). A sua volta, Benedetto XVI ha riconosciuto nel Concilio la bussola del cammino da seguire: “Nell’accingermi al servizio, che è proprio del Successore di Pietro, voglio affermare con forza la decisa volontà di proseguire nell’impegno di attuazione del Concilio Vaticano II… Col passare degli anni, i documenti conciliari non hanno perso di attualità; i loro insegnamenti si rivelano anzi particolarmente pertinenti in rapporto alle nuove istanze della Chiesa e della società globalizzata del nostro presente” (21 Aprile 2005). Dedico, perciò, il messaggio della Quaresima 2013 a quanto il Concilio mi sembra abbiano ancora da dire a tutti noi. (…) (Messaggio di Quaresima di mons. Bruno Forte, “arcivescovo” di Chieti)
Il Beato Giovanni XXIII e il Concilio Vaticano II, dono e profezia per la Chiesa e per il mondo | ZENIT - Il mondo visto da Roma

Tortafobia
6/2/2013 - Un bel pasticcio, verrebbe da dire. Sì, perché a Aaron Klein, cristiano e pasticcere in quel di Gresham (Oregon), il rifiuto di preparare una torta nuziale per una coppia di lesbiche potrebbe costare una multa di 50mila dollari. In effetti, secondo quanto scrive l’agenzia cattolica Aci Prensa, il proprietario della pasticceria “Sweet Cakes by Melissa” deve affrontare una causa presso l’Ufficio Generale dello stato dell’Oregon dopo la denuncia delle due donne. «Sono cristiano e credo che, come dice la Bibbia, il matrimonio sia quello tra un uomo e una donna. Non penso di dover essere punito per questo», ha dichiarato l’uomo ai media locali. Di tutt’altro avviso una delle denuncianti, Laura Bowman, secondo cui il pasticcere avrebbe apostrofato le due donne con un poco tollerante “siete un abominio agli occhi del Signore” e rincarato la dose con argomenti del tipo: “Il vostro denaro non è uguale a quello degli altri”. Frasi che avrebbero fatto scoppiare in lacrime la compagna della Bowman. Klein, dal canto suo, nega di aver mai pronunciato quelle parole: « Non ho intimidito nessuno. Ho semplicemente ribadito di non perdere il loro tempo con me perché io non avrei fatto torte per un matrimonio omosessuale». Matrimoni che non sono comunque legali in Oregon dove invece sono riconosciute le unioni civili (tra etero oppure omosessuali).
?Non fai la torta per le nozze gay? Multa di 50 mila dollari? - Vatican Insider

La Russia tutelata l’infanzia
8/2/2013 - I diritti dei gay avanzano in Occidente, ma non nella Russia del ‘macho’ Putin. Anzi, Mosca minaccia di ridurre il numero delle adozioni di bambini russi in Francia e in Gran Bretagna, se in questi due Paesi si arriverà al riconoscimento del matrimonio omosessuale, dopo i primi importanti passi legislativi dei giorni scorsi. Una reazione che segue il recente divieto delle adozioni in Usa come risposta ‘asimmetrica’ alla legge Magnitski, adottata negli Stati Uniti per mettere al bando tutti i funzionari russi ritenuti coinvolti nella morte in cella dell’omonimo avvocato anti corruzione. E che arriva dopo la recente approvazione in prima lettura di un progetto di legge che punisce con multe salate la propaganda dell’omosessualità presso i minori. “I gay francesi non avranno i nostri bambini”, si era affrettato a commentare martedì Pavel Astakhov, delegato del Cremlino per i diritti dell’infanzia. E Konstantin Dolgov, rappresentante per i diritti umani presso il ministero degli Esteri russo, ieri ha rincarato: “I parlamenti britannico e francese hanno legalizzato i matrimoni omosessuali, questo diminuisce le possibilità di adozione dei bambini russi da parte dei cittadini di questi Paesi”, ha twittato. Il timore è che possano finire nelle mani di coppie gay. Anche Narishkin, presidente della Duma, ha lasciato intendere che Mosca potrebbe rendere più severe le sue regole di adozione per la Francia. In Russia l’omosessualità è rimasta reato sino al 1993, ed è stata considerata malattia mentale sino al 1999.
?Mai bimbi russi ai francesi gay?

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