Lo sconcertante caso di Angela Bruno, impiegata Green Power fatta oggetto di pesanti battute da Berlusconi. Smentisce la ditta che sosteneva: «È onorata». Tutti gli articoli della sezione Di Maria Zegarelli 13 febbraio 2013 A - A Non è «onorata» Angela Bruno, dipendente di Green Power, azienda di Mirano, in provincia di Venezia, per le frasi oscene, le ennesime, pronunciate da Silvio Berlusconi durante una visita nell’azienda nel corso della quale l’ex premier doveva firmare un contratto con la società energetica. «Lei viene? Ma quante volte viene?... Con quale distanza temporale?.. Si giri...».
Berlusconi «Lei viene? Quante volte?» | VIDEO
Non lo è affatto, anche se il solerte manager della società, Ruggero Carlesso aveva - tramite l’ufficio stampa aziendale - riferito che la signora non era stata affatto imbarazzata. «No, è onorata. Avere un contratto firmato da Silvio Berlusconi: lo incornicio e lo metto nel mio ufficio». Questo, secondo Carlesso, aveva detto la dipendente. Angela Bruno quando ha letto sui quotidiani le sue presunte reazioni ha scritto una mail ad un giornalista che le aveva chiesto un’intervista, allegando copia della sua carta di identità per evitare ogni dubbio sulla provenienza.
«Buongiorno sono Angela Bruno. Sono allibita da ciò che leggo oggi sui giornali. Finora non ho avuto modo di difendermi, quindi a seguito rilascio la prima dichiarazione», scrive. «In qualità di Donna e di Madre, le battute del Cavaliere non mi hanno affatto onorato, solo imbarazzato. La notizia dove mi dichiaro “onorata” è falsa. Questa è la prima dichiarazione che rilascio. Sono vittima di una manipolazione mediatica. Molte grazie». Stesso messaggio che poco più tardi posta sul suo profilo Facebook.
Con il suo cellulare invia un sms: «Il valore di un uomo non si misura dallo spessore del suo portafogli». L’avvocato Christian Barzazi, fondatore e responsabile delle relazioni esterne, nonché candidato alla Camera nella lista di Giancarlo Galan, legge le dichiarazioni che rimbalzano sui siti dei maggiori quotidiani. L’altro giorno aveva cercato - dopo le furenti polemiche esplose per l’ennesima greve performance del Cavaliere - di minimizzare. «Simpatico siparietto», l’aveva definito. Quella con Berlusconi, poi, «una giornata indimenticabile».
Ieri di fronte alla secca smentita della giovane dipendente, ha provato un certo fastidio. «Se la ragazza ha cambiato idea ne trarremo le conseguenze», ha fatto sapere. Che vuol dire avvocato, ce lo spiega? Impossibile chiederglielo di persona: la sua segretaria risponde che «l’avvocato non può rispondere al telefono, ci sono questioni molto più importanti della politica».
Quella che ieri ha definito «la ragazza», soltanto lunedì era «molto capace, motivata, con notevoli capacità professionali, molto seria nel suo lavoro, è con noi da molto tempo. Devo dire che è stata molto brava, anche se preferivo io a far firmare il contratto al Cavaliere...». Durante le battute da bar sport di Berlusconi l’avvocato era seduto in platea e se la rideva, come tutti gli altri dirigenti d’azienda. Nessun imbarazzo da parte loro, piuttosto clima da caserma, grandi applausi.
Complicità becera. «Lei viene? Una, due volte? Quante volte viene?». E giù a ridere. «Si giri», occhi puntati sul fondo schiena, allusioni alla convenienza del contratto. E ancora risate. Sul web il video viene cliccato seicentomila volte, diventa un caso. Un altro sulle battute sessiste del leader Pdl. «Tratta le donne come bambole gonfiabili», commenta il leader di centrosinistra Pier Luigi Bersani.
«Quella di ieri è stata una apprezzatissima e applauditissima gag che non aveva niente di male», ribadisce Berlusconi il giorno dopo intervenendo su Radiodue. Apprezzatissima da chi? Sul profilo facebook dell’azienda non si contano i commenti indignati e gli insulti. E.F. scrive: «Prendete le distanze e chiedete scusa alla signora e alle donne. Forse siete ancora in tempo (o forse no)».
M. C: «VERGOGNA! Azienda di lecchini e collusi!!». Nicola: «Siete stati penosi. Tutti! Francamente imbarazzante e disgustoso vedervi ridere alle presunte battute del deficiente sessuomane. È meglio che cambiate mestiere: state già cominciando a perdere clienti (ed io ero potenzialmente uno di questi). Vergogna! ». S.A. ripete tre volte «Squallidi, squallidi, squallidi...». Questi solo alcuni, ne arrivano ogni 3 secondi. Lui, il candidato Pdl, , che si fa ritrarre insieme a Berlusconi e altri due manager ( e qualcuno posta: “i quattro porcellini”) dice solo che trarrà le conseguenze da questa presa di distanza da parte di Angela Bruno. Che fa? La caccia?
«Io offesa da Berlusconi»<br>E l'azienda la minaccia - Italia - l'Unità - notizie online lavoro, recensioni, cinema, musica




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