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Discussione: Opera Lirica

  1. #1
    a.k.a. tolomeo
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    Predefinito Opera Lirica

    Senza andare necessariamente alle vere origini, i.e. a Sofocle, Euripide ecc., delle cui opere ci manca la musica oltre che i balletti, le coreografie, i costumi... quasi tutto: ci resta solo il libretto, spesso pure incompleto, volendo andare alle "origini dell'Opera Lirica si potrebbe cominciare con quest'Opera di Monteverdi:



    Claudio Monteverdi (1567-1643) - L'Incoronazione di Poppea (1642)

    composta all'eta' di 75 anni (incredibile, non ci credereste mai ascoltandola!).

    Recitar cantando, composizione, armonia, melodia, la teoria degli affetti, mitologia, satira e commedia, erotica... c'e' tutto questo, e piu': un trionfo della genialita'.

    Qui c'e' il libretto:
    http://www.harmoniae.com/txt_monteve...oronazione.cfm

    Qui c'e' qualcosa di piu' da leggere:
    http://www.harmoniae.com/mv_poppea.cfm


    Questo e' il DVD che consiglierei, una delle prime edizioni in tempi moderni eseguita maestralmente da Nickolaus Harnoncourt con strumenti d'epoca e con la regia di Jean-Pierre Ponnelle.
    http://www.amazon.com/Monteverdi-LIn.../dp/B000JJSRMK




    Ecco Poppea con Arnalda, la nutrice (interpretata da un controtenore), sotto lo sguardo di Amore, che insieme alla Fortuna la protegge...



    Buon ascolto.
    .

    A fool and his money can throw one hell of a party.

  2. #2
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    Thumbs up Riferimento: Opera Lirica

    Ottima scelta...


    ...possiedo anche la partitura...
    Il mio stile è vecchio...come la casa di Tiziano a Pieve di Cadore...

    …bisogna uscire dall’egoismo individuale e creare una società per tutti gli italiani, e non per gli italiani più furbi, più forti o più spregiudicati. Ugo La Malfa

  3. #3
    a.k.a. tolomeo
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    Predefinito Riferimento: Opera Lirica

    Citazione Originariamente Scritto da Frescobaldi Visualizza Messaggio
    Ottima scelta...


    ...possiedo anche la partitura...
    perche' non ci dici qualcosa... di Frescobaldi, a esempio, e della seconda prattica?

    era un contemporaneo di Carlo Gesualdo e di Monteverdi.

    grazie.
    .

    A fool and his money can throw one hell of a party.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da tolomeo Visualizza Messaggio
    perche' non ci dici qualcosa... di Frescobaldi...
    Sul Maestro ferrarese ho postato qualcosa qui…

    http://forum.politicainrete.net/showthread.php?t=1631

    La sua produzione vocale, tuttavia, non è particolarmente copiosa…
    Il mio stile è vecchio...come la casa di Tiziano a Pieve di Cadore...

    …bisogna uscire dall’egoismo individuale e creare una società per tutti gli italiani, e non per gli italiani più furbi, più forti o più spregiudicati. Ugo La Malfa

  5. #5
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    Predefinito Riferimento: Opera Lirica

    Citazione Originariamente Scritto da tolomeo Visualizza Messaggio
    ...e della seconda prattica?
    Nel 1600 il canonico bolognese Giovanni M.Artusi attaccò violentemente Monteverdi con un trattato-libello intitolato Delle imperfezioni della moderna musica e lo accusò di non aver rispettato le regole del contrappunto in alcuni passi di alcuni madrigali (tra cui Cruda Amarilli).

    Monteverdi rispose con una breve Premessa stampata nel libro V dei madrigali e annunciò che avrebbe esaurientemente confutato le accuse dell’Artusi. La articolata risposta, con il titolo Dichiarazione della lettera stampata nel V libro dei madrigali e la firma del fratelle del compositore Giulio Cesare Monteverdi, fu pubblicata come introduzione degli Scherzi musicali ed ebbe il valore di enunciazione dei principi di poetica ed estetici ai quali obbediva il compositore.



    Nella musica moderna – fece scrivere al fratello Giulio Cesare nella Dichiarazione – ci sono due fasi o stili: la prima prattica e la seconda prattica.

    La prima pratica “versa intorno alla perfezione dell’armonia” (cioè della musica a più voci), la quale è “non serva ma signora dell’orazione” (cioè della poesia). Essa fu seguita da Ockeghem, Josquin des Prèz, Pierre da la Rue e altri, e “perfezionata ultimamente da Messer Adriano [Willaert] con l’atto pratico e dall’eccellentissimo Zarlino con regole giudiziosissime”.

    La seconda pratica, quella seguita da Monteverdi, viceversa “versa intorno alla perfezione della melodia, cioè considera l’armonia comandata e non comandante, e per signora dell’armonia pone l’orazione”. Essa fu introdotta dal “divino Cipriano Rore” e fu seguita, tra altri, da Marenzio, Wert, Luzzaschi “e parimenti da Giacomo Peri, da Giulio Caccini e finalmente da li spiriti più elevati”.



    Da R.Allorto, Nuova storia della musica - Ricordi
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  6. #6
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    Predefinito Riferimento: Opera Lirica

    Citazione Originariamente Scritto da tolomeo Visualizza Messaggio
    ...Carlo Gesualdo...

    Carlo Gesualdo principe di Venosa



    La vita

    Capo di una casata di antica aristocrazia, nipote di S.Carlo Borromeo, nacque a Napoli intorno al 1560.
    Ebbe insegnamenti dai maggiori musicista attivi a Napoli.
    Nel 1590, avendo sorpreso la moglie Maria d’Avalos insieme al suo amante Fabrizio Carafa, li uccise entrambi. Allontanatosi da Napoli e trasferitosi a Ferrara, nel 1594 sposò Eleonora d’Este, nipote del Duca di Ferrara Alfonso II.
    Ritornò a Napoli nel 1597 e vi aprì la sua corte, che fu frequentata dai maggiori musicisti napoletani.
    Morì nel 1613.

    L’opera

    Composizioni polifoniche vocali:
    Gesualdo lasciò circa 110 madrigali a 5 voci, raccolti in 6 libri.
    I libri I e II (pubblicati nel 1594) contengono i madrigali composti prima dell’arrivo a Ferrara. Parecchi di essi sono su versi del Tasso; i libri III e IV contengono i madrigali scritti durante il soggiorno a Ferrara e rivelano l’influenza dei maestri locali Giaches de Wert e Luzzasco Luzzaschi. La maggior parte dei testi è di modesto valore letterario; i libri V e VI (1611) contengono madrigali composti dopo il ritorno a Napoli.

    Nel 1613 il liutista genovese Simone Molinaro pubblicò i 6 libri di madrigali di Gesualdo in partitura: evento assai raro in quell’epoca, essendo la musica polifonica stampata abitualmente in fascicoli separati per ognuna delle parti.

    Composizioni polifoniche sacre:
    2 libri di Sacrae cantiones (= mottetti), il primo a 5, il secondo a 6 voci (pubblicati nel 1603); Responsori a 6 voci (1611).

    La personalità

    L’arte di Gesualdo da Venosa fu, sotto molti aspetti, agli antipodi di quella di Luca Marenzio. La sua produzione musicale, frutto di un severo autocontrollo, fu molto meno copiosa di quella del compositore bresciano, benché si fosse realizzata in un arco di tempo superiore a quella.
    Gesualdo non amava le strette correlazioni tra le parole e il canto, la “pittura musicale”, i madrigalisti. Egli esprimeva globalmente i sentimenti espressi dal testo, senza indugiare nei particolari. A proiettare sui versi l’ardore di un’ispirazione drammaticamente drammaticamente tesa, egli si giovò di un rinnovato cromatismo. Stupì i contemporanei per l’audacia delle successione degli accordi, per gli imprevedibili trapassi, per l’insolita ampiezza dei salti melodici.



    Da R.Allorto, Nuova storia della musica - Ricordi
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    …bisogna uscire dall’egoismo individuale e creare una società per tutti gli italiani, e non per gli italiani più furbi, più forti o più spregiudicati. Ugo La Malfa

  7. #7
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    Nel 1600 il canonico bolognese Giovanni M.Artusi attaccò violentemente Monteverdi con un trattato-libello intitolato Delle imperfezioni della moderna musica e lo accusò di non aver rispettato le regole del contrappunto in alcuni passi di alcuni madrigali (tra cui Cruda Amarilli).

    Monteverdi rispose con una breve Premessa stampata nel libro V dei madrigali e annunciò che avrebbe esaurientemente confutato le accuse dell’Artusi. La articolata risposta, con il titolo Dichiarazione della lettera stampata nel V libro dei madrigali e la firma del fratelle del compositore Giulio Cesare Monteverdi, fu pubblicata come introduzione degli Scherzi musicali ed ebbe il valore di enunciazione dei principi di poetica ed estetici ai quali obbediva il compositore.



    Nella musica moderna – fece scrivere al fratello Giulio Cesare nella Dichiarazione – ci sono due fasi o stili: la prima prattica e la seconda prattica.

    La prima pratica “versa intorno alla perfezione dell’armonia” (cioè della musica a più voci), la quale è “non serva ma signora dell’orazione” (cioè della poesia). Essa fu seguita da Ockeghem, Josquin des Prèz, Pierre da la Rue e altri, e “perfezionata ultimamente da Messer Adriano [Willaert] con l’atto pratico e dall’eccellentissimo Zarlino con regole giudiziosissime”.

    La seconda pratica, quella seguita da Monteverdi, viceversa “versa intorno alla perfezione della melodia, cioè considera l’armonia comandata e non comandante, e per signora dell’armonia pone l’orazione”. Essa fu introdotta dal “divino Cipriano Rore” e fu seguita, tra altri, da Marenzio, Wert, Luzzaschi “e parimenti da Giacomo Peri, da Giulio Caccini e finalmente da li spiriti più elevati”.



    Da R.Allorto, Nuova storia della musica - Ricordi
    grazie.

    ...introducendo cosi' "la musica degli affetti", dico bene?
    .

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    Citazione Originariamente Scritto da tolomeo Visualizza Messaggio
    grazie.

    ...introducendo cosi' "la musica degli affetti", dico bene?

    :2029:
    Il mio stile è vecchio...come la casa di Tiziano a Pieve di Cadore...

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    Carlo Gesualdo principe di Venosa



    La vita

    Capo di una casata di antica aristocrazia, nipote di S.Carlo Borromeo, nacque a Napoli intorno al 1560.
    Ebbe insegnamenti dai maggiori musicista attivi a Napoli.
    Nel 1590, avendo sorpreso la moglie Maria d’Avalos insieme al suo amante Fabrizio Carafa, li uccise entrambi. Allontanatosi da Napoli e trasferitosi a Ferrara, nel 1594 sposò Eleonora d’Este, nipote del Duca di Ferrara Alfonso II.
    Ritornò a Napoli nel 1597 e vi aprì la sua corte, che fu frequentata dai maggiori musicisti napoletani.
    Morì nel 1613.

    L’opera

    Composizioni polifoniche vocali:
    Gesualdo lasciò circa 110 madrigali a 5 voci, raccolti in 6 libri.
    I libri I e II (pubblicati nel 1594) contengono i madrigali composti prima dell’arrivo a Ferrara. Parecchi di essi sono su versi del Tasso; i libri III e IV contengono i madrigali scritti durante il soggiorno a Ferrara e rivelano l’influenza dei maestri locali Giaches de Wert e Luzzasco Luzzaschi. La maggior parte dei testi è di modesto valore letterario; i libri V e VI (1611) contengono madrigali composti dopo il ritorno a Napoli.

    Nel 1613 il liutista genovese Simone Molinaro pubblicò i 6 libri di madrigali di Gesualdo in partitura: evento assai raro in quell’epoca, essendo la musica polifonica stampata abitualmente in fascicoli separati per ognuna delle parti.

    Composizioni polifoniche sacre:
    2 libri di Sacrae cantiones (= mottetti), il primo a 5, il secondo a 6 voci (pubblicati nel 1603); Responsori a 6 voci (1611).

    La personalità

    L’arte di Gesualdo da Venosa fu, sotto molti aspetti, agli antipodi di quella di Luca Marenzio. La sua produzione musicale, frutto di un severo autocontrollo, fu molto meno copiosa di quella del compositore bresciano, benché si fosse realizzata in un arco di tempo superiore a quella.
    Gesualdo non amava le strette correlazioni tra le parole e il canto, la “pittura musicale”, i madrigalisti. Egli esprimeva globalmente i sentimenti espressi dal testo, senza indugiare nei particolari. A proiettare sui versi l’ardore di un’ispirazione drammaticamente drammaticamente tesa, egli si giovò di un rinnovato cromatismo. Stupì i contemporanei per l’audacia delle successione degli accordi, per gli imprevedibili trapassi, per l’insolita ampiezza dei salti melodici.



    Da R.Allorto, Nuova storia della musica - Ricordi

    Franco Battiato - Gesualdo da Venosa - di Sgalambro-Battiato - 1995



    Io, contemporaneo della fine del mondo
    non vedo il bagliore,
    né il buio che segue,
    né lo schianto,
    né il piagnisteo
    ma la verità
    da miliardi di anni
    farsi lampo.
    Concerto n° 4 in do minore
    per archi di Baldassarre Galuppi
    (te, piccolo, minutissimo
    mazzetto di fiori di campo).
    La settima frase di Ornithology,
    l'ultima, prima della cadenza e dal da capo
    via, il noto balzo da uccello, sull'ultima nota
    di Charlie...
    (Pensiero causale -
    Imperativo categorico -
    Ferma distinzione dell'uomo dall'animale
    Teorema adiabatico!)
    I madrigali di Gesualdo, principe di Venosa,
    musicista assassino della sposa -
    cosa importa?
    Scocca la sua nota,
    dolce come rosa.
    Il mio stile è vecchio...come la casa di Tiziano a Pieve di Cadore...

    …bisogna uscire dall’egoismo individuale e creare una società per tutti gli italiani, e non per gli italiani più furbi, più forti o più spregiudicati. Ugo La Malfa

 

 

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