Contrariamente a quanto si potrebbe pensare,nella produzione di energia da bio-masse (masse legnose da pulitura boschiva o da taglio rinnovabile di boschi cedui),è sostenibile solo la produzione locale su piccola scala entro piccoli impianti.
Ottime prospettive che possono essere praticate per sempre poiché in armonia con il ciclo di ricrescita a rotazione dei boschi.
L’Italia in ciò è avvantaggiata e si muove entro le proprie attitudini migliori, ossia molte piccole eccellenze che producono energia senza alcun danno al territorio ma anzi (traendone un vantaggio economico) migliorandolo e curandolo.
Nuovi impianti per la generazione energetica: se sono piccoli
NUOVI IMPIANTI PER LA GENERAZIONE ENERGETICA : SE SONO PICCOLI E’ MEGLIO
Ambiente e sostenibilita
Roma, 17 nov. - (Adnkronos) -
Nel settore delle agroenergie ''serve un approccio locale per promuovere e sviluppare la generazione distribuita, attraverso impianti di piccola e media scala''. E' quanto afferma Marino Berton, presidente Aiel, l'Associazione Italiana Energie Agroforestali della Cia, che all'Adnkronos, spiega le potenzialità di sviluppo dell'energia che si può ricavare dai processi agricoli.
Nel settore delle agroenergie ''il settore delle biomasse legnose ricopre un ruolo più importante in particolare nell'energia termica che rappresenta la prima tipologia energetica del nostro paese''. In questo campo, ad esempio, ''le tecnologie di conversione energetica hanno raggiunto un livello di innovazione un tempo impensabile tanto da arrivare a livelli di efficienza superiori al 85-90% rispetto ai vecchie stufe e caldaie oramai obsolete''.
Una rivoluzione che ha portato enormi benefici anche sul fronte delle emissioni prodotte dalla combustione. Attualmente, spiega Berton, ''gli investimenti in ricerca e sviluppo da parte dei costruttori di apparecchi domestici e caldaie a legna cippato e pellet consentono oggi di abbattere fino a 20 volte le soglie di emissioni di polveri sottili previste dalla attuale legislazione nazionale''.
Ma, aggiunge il presidente dell'Aiel, ''la valorizzazione energetica delle biomasse legnose deve essere accompagnata alla gestione forestale sostenibile. Il nostro patrimonio boschivo è una risorsa naturale che deve continuare a svolgere una importante funzione ambientale e di difesa idrogeologica e allo stesso tempo, se gestito nel rispetto delle regole selvicolturali, può fornire ottimo legno per energia e materiale da opera e arredamento''.
Da questo punto di vista, sottolinea Berton, ''le esperienze meno virtuose sono rappresentate dalle grandi centrali termoelettriche alimentate a biomasse che hanno bisogno di enormi quantità di materiale, spesso importato, per produrre energia elettrica. Per produrre 20 megawatt elettrici bruciano 220.000 tonnellate di legname e spesso disperdono in atmosfera gran parte dell'energia termica di processo".
Per il presidente dell'Aiel, invece, "è necessario invece promuovere l'utilizzo energetico delle biomasse legnose sulla base delle disponibilità del territorio e orientato verso i modelli per produrre energia termica a scala domestica, il teleriscaldamento e le cogenerazione di piccola e media scala al servizio delle comunità locali''. Questa ''è una vera follia che ha consentito il sistema di incentivazione. Quando invece sarebbe più interessante ma anche più efficiente incentivare impianti piccoli o residenziali''. Per Berton, dunque, ''serve un approccio locale da generare in maniera distribuita in piccola e media scala''.
17/11/2011




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