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  1. #1
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    Predefinito Giorno delle dimissioni o "Dies Irae"? Un fulmine colpisce la cupola di San Pietro

    Dalla notte dei tempi i fulmini - che paiono scagliati dalle altezze celesti, manifestazioni di sfavillante violenza talvolta omicida - sono percepiti quale segno inequivocabile dell'ira divina...

    ... ed č stato detto che "caso" č il nome che l'uomo attribuisce a quel che non sa spiegare...

    Quindi...

    "Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)

  2. #2
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    Predefinito Re: Giorno delle dimissioni o "Dies Irae"? Un fulmine colpisce la cupola di San Pietr

    Le dimissioni di Benedetto XVI e la profezia di San Malachia: un altro Papa, poi la fine del mondo

    Secondo il documento, un falso che conteneva una serie di motti in latino, dopo il successore di Benedetto XVI dovrebbe finire il mondo


    Malachia di Armagh
    Immagine tratta dal sito http://upload.wikimedia.org/wikipedia/

    Lista di 112 brevi frasi in latino, indicatrici del carattere di altrettanti Pontefici, veniva attribuita da alcuni al vescovo irlandese San Malachia di Armagh.

    La profezia, se cosģ la si vuole chiamare, venne pubblicata nel 1595 nel manoscritto dello storico benedettino Arnold de Wyon, che attribuiva le parole a un sogno avuto da San Malachia, vescovo di Armagh del XII secolo, quando si era recato a Roma, chiamato da Papa Innocenzo II, che in quell'occasione gli conferģ la carica vescovile.

    La visione presentava una seria di motti oscuri, secondo alcuni descrizione dei caratteri salienti dei Pontefici, a partire da Celestino II (eletto nel 1143). Alcune interpretazioni di questo elenco - che si dimostrņ solamente un falso - individuavano in Benedetto XVI il penultimo Papa. Dopo di lui e del successore sarebbe sopraggiunta la fine del mondo.

    In realtą pił fonti hanno scritto negli anni che il manoscritto non č altro che un falso. Sarebbe stato realizzato da Alfonso Ceccarelli, falsario umbro, per influenzare nel 1590 l'elezione del Papa. Non riuscģ nel suo intento e al Soglio ascese Urbano VII. La fantasia popolare continua ad ogni modo a riportare alla luce la storia ad ogni elezione - e in questo caso dimissione - di Papa.

    Le dimissioni di Benedetto XVI e la profezia di San Malachia: un altro Papa, poi la fine del mondo - IlGiornale.it
    "Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)

  3. #3
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    Predefinito Re: Giorno delle dimissioni o "Dies Irae"? Un fulmine colpisce la cupola di San Pietr

    Il fulmine a San Pietro e il segno della croce

    Un fulmine ha colpito la croce sulla cupola di San Pietro, simbolo della Cristianitą, durante un temporale proprio nel giorno dell'annuncio delle dimissioni di Benedetto XVI, l'11 febbraio 2013.

    Forse non č che una coincidenza, ma per un credente potrebbe anche trattarsi di un segno divino, non si sa se di approvazione o meno.

    Forse, come pensava Massimo Troisi nel film "il postino" tutto il mondo č una metafora di qualcosa e come dicevano alcuni grandi filosofi medievali, il mondo e tutto ciņ che ci appare non č altro che un indice che esiste Qualcuno che con i segni naturali vuole comunicare con noi.

    Ultima modifica di Biancaneve; 12-02-13 alle 05:48

  4. #4
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    Predefinito Re: Giorno delle dimissioni o "Dies Irae"? Un fulmine colpisce la cupola di San Pietr

    Fu interpretato come presagio di sventura il fulmine che, il giorno della morte di Lorenzo il Magnifico, l'8 aprile del 1492 nella villa di Careggi, colpģ la palla dorata posta sulla cupola del Duomo.

  5. #5
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    Predefinito Re: Giorno delle dimissioni o "Dies Irae"? Un fulmine colpisce la cupola di San Pietr

    Citazione Originariamente Scritto da Tomįs de Torquemada Visualizza Messaggio

    La visione presentava una seria di motti oscuri, secondo alcuni descrizione dei caratteri salienti dei Pontefici, a partire da Celestino II (eletto nel 1143). Alcune interpretazioni di questo elenco - che si dimostrņ solamente un falso - individuavano in Benedetto XVI il penultimo Papa. Dopo di lui e del successore sarebbe sopraggiunta la fine del mondo.
    Nelle profezie dello pseudo-Malachia, Papa Benedetto XVI č indicato come De gloria olivae. Dopo di lui solo "Petrus Romanus" , l'ultimo papa, identificato a differenza degli altri con una vera e propria profezia: "In persecutione extrema Sanctae Romanae Ecclesiae sedebit Petrus Romanus qui pascet oves in multis tribulationis, quibus transactis septicolis diruentur et Judex tremendus judicabat populum suum." (Durante la persecuzione estrema della Santa Romana Chiesa, siederą (sul trono) Pietro il Romano, che pascerą il suo gregge fra molte tribolazioni; passate queste, la cittą dai sette colli verrą distrutta ed il tremendo giudice giudicherą il suo popolo).

    L'ultimo vicario di Cristo viene quindi indicato in Pietro Romano. Cosa piuttosto curiosa, dal momento che, tra i pontefici, vige l'uso di non assumere il nome del primo Papa. Leggo ora perņ che esiste un'altra interpretazione: si ipotizza che Pietro Romano non sia riferito a un Papa, bensģ al Cardinal Camerlengo che, alla morte del pontefice regnante, fa le sue veci in attesa dell'elezione del successore. L'attuale Camerlengo č il Cardinale Tarcisio Pietro Evasio Bertone, nato a Romano Canavese. C'č da notare la coincidenza che nel suo nome completo sia contenuta la parola Pietro e nella sua localitą di nascita la parola Romano.


  6. #6
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    Predefinito Re: Giorno delle dimissioni o "Dies Irae"? Un fulmine colpisce la cupola di San Pietr

    Citazione Originariamente Scritto da Silvia Visualizza Messaggio
    Nelle profezie dello pseudo-Malachia, Papa Benedetto XVI č indicato come De gloria olivae. Dopo di lui solo "Petrus Romanus" , l'ultimo papa, identificato a differenza degli altri con una vera e propria profezia: "In persecutione extrema Sanctae Romanae Ecclesiae sedebit Petrus Romanus qui pascet oves in multis tribulationis, quibus transactis septicolis diruentur et Judex tremendus judicabat populum suum." (Durante la persecuzione estrema della Santa Romana Chiesa, siederą (sul trono) Pietro il Romano, che pascerą il suo gregge fra molte tribolazioni; passate queste, la cittą dai sette colli verrą distrutta ed il tremendo giudice giudicherą il suo popolo).

    L'ultimo vicario di Cristo viene quindi indicato in Pietro Romano. Cosa piuttosto curiosa, dal momento che, tra i pontefici, vige l'uso di non assumere il nome del primo Papa. Leggo ora perņ che esiste un'altra interpretazione: si ipotizza che Pietro Romano non sia riferito a un Papa, bensģ al Cardinal Camerlengo che, alla morte del pontefice regnante, fa le sue veci in attesa dell'elezione del successore. L'attuale Camerlengo č il Cardinale Tarcisio Pietro Evasio Bertone, nato a Romano Canavese. C'č da notare la coincidenza che nel suo nome completo sia contenuta la parola Pietro e nella sua localitą di nascita la parola Romano.

    Inquietante...

    Staremo a vedere... se tutte queste coincidenze non sono tali, ci siamo quasi...
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  7. #7
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    Predefinito Re: Giorno delle dimissioni o "Dies Irae"? Un fulmine colpisce la cupola di San Pietr

    Citazione Originariamente Scritto da Biancaneve Visualizza Messaggio
    Fu interpretato come presagio di sventura il fulmine che, il giorno della morte di Lorenzo il Magnifico, l'8 aprile del 1492 nella villa di Careggi, colpģ la palla dorata posta sulla cupola del Duomo.
    Insomma, possiamo proprio stare tranquilli...
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  8. #8
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    Predefinito Re: Giorno delle dimissioni o "Dies Irae"? Un fulmine colpisce la cupola di San Pietr

    Citazione Originariamente Scritto da Tomįs de Torquemada Visualizza Messaggio
    Insomma, possiamo proprio stare tranquilli...
    Tranquillissimi...
    Ultima modifica di Silvia; 12-02-13 alle 17:41

  9. #9
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    Predefinito Re: Giorno delle dimissioni o "Dies Irae"? Un fulmine colpisce la cupola di San Pietr

    Benedetto XVI č l'Arcano Numero XVI






  10. #10
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    Predefinito Re: Giorno delle dimissioni o "Dies Irae"? Un fulmine colpisce la cupola di San Pietr



    La Torre del sedicesimo arcano č la Torre di Babele (in accadico porta del cielo) costruita per egoismo e per l'ambizione di raggiungere il regno divino. Questo era infatti lo scopo dello ziggurat babilonese, una costruzione a diversi piani, alla cui sommitą troneggiava il tempio, il pił possibile vicino al cielo.

    Qui il sacerdote, attraverso la celebrazione del rito, cercava una pił stretta comunicazione con Dio, da cui, probabilmente, la didascalia dell'arcano: maison de Dieu, ovvero casa di Dio, cui l'uomo, nella sua smisurata sete di potere, tenta di dar la scalata.

    Non a caso la Torre ci appare come una costruzione vivente, sensibile, ma scoperchiata dalla folgore divina, intervenuta a punire l'arroganza, la presunzione, la smodata ricerca di perfezione esteriore.

    Eppure, direttamente colpita nella parte alta merlata dalla folgore che fuoriesce dal Sole (la ragione divina), dą l'impressione di reggere bene all'attacco, grazie alla soliditą delle fondamenta.

    Il crollo non č totale ma ha il sapore dell'avvertimento: 'Costruisci, elevati: hai il diritto e il dovere di farlo; ma non sognarti neppure di voler eguagliare il Creatore. Inutile, dunque, attaccarsi con le unghie e con i denti alle certezze della materia o alla rigiditą delle proprie strutture mentali, per tentare di trattenere ciņ che č destinato alla fine e al mutamento.

    L'Arcano della Torre, uno dei peggiori del mazzo, pił drastico diritto che capovolto, rappresenta il perno filosofico della necessitą del male come aspetto complementare del bene o come la condizione che lo precede. Č il necessario cambiamento di stato, doloroso ma indispensabile, per l'evoluzione interiore.

    Se le energie incontrollate rappresentano un pericolo contro cui non rimanere passivi, innegabile č la loro feconditą, il potere germinativo del nuovo che sorge dal vecchio, il mutevole figlio della condizione statica e cristallizzata della pietra.

    La Carta delLa Torre nei Tarocchi Antichi, Arcano N° 16, simbolo dell' ambizione
    Ultima modifica di GNU-GPL; 12-02-13 alle 21:34

 

 
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