
Originariamente Scritto da
Cabala Candelaia Circea
Mi spiace, ma le cose non sono andate così.
In questa intervista di Repubblica a D'Alema
Massimo D'Alema - Video - Repubblica Tv - la Repubblica.it
egli sostiene (ve la riassumo):
1. Nel 96 il governo Prodi I avvia la procedura parlamentare per proporre la legge. La legge viene approvata nella primavera del 98, relatore Franco Frattini. D'Alema la definisce inefficace. Cade il governo Prodi I nel dicembre dello stesso anno.
2. Nel governo omonimo D'Alema, egli incarica Stefano Passigli, senatore e giurista che si occupa di questi argomenti, di proporre una nuova e migliore legge. D'Alema lo nomina anche Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.
3. Scontro parlamentare "violentissimo" (così lo definisce D'Alema) sulla legge. Nel 2000 il Senato approva la legge sul conflitto d'interessi. Cade il governo D'Alema. Il Governo di centro sinistra non porta avanti la legge alla Camera.
4. Nuovo Governo Berlusconi, in cui si ripropone una nuova legge (nuovamente Frattini come relatore). Passa la legge (2004), che risulta quella ancora vigente.
5. D'Alema afferma che il conflitto d'interessi sia un problema politico, non giuridico. Sostiene sempre D'Alema che qualunque legge si facesse passare, Berlusconi o chi per esso l'aggirerebbe. Quindi, il problema va risolto facendo riferimento ad attività "politiche".
Questo è ciò che afferma. Ognuno ne tragga le dovute considerazioni.
Mi affascina sempre osservare come gli italiani non siano preoccupati dal rispettare le leggi, ma da come evaderle e chi dovrebbe essere responsabile come Presidente del Consiglio, Segretario e Presidente del più grande partito del centro sinistra italiana e Ministro degli Esteri si soffermi su questioni che non gli competono (quelle giuridiche) e dovrebbe svolgere il suo lavoro (se chiamiamo politico un lavoro) al meglio, non pensando a tatticismi di pessima fattura oltrechè favorevoli solo a se stesso e non a chi lo ha votato.
Quando la Serracchiani "boccia" D'Alema, benchè mi appaia una bambinata senza nè capo nè coda, un'ingenua pagliacciata, ma che piace molto ai tifosi di calciobalilla, e D'Alema risponde "nessuno le ha dato la cattedra", io mi sento di, se non appoggiare, quantomeno non criticare più del dovuto l'avvocatessa friulana. D'Alema è un iscritto come tanti altri nel PD, e come tutti gli altri può essere promosso, bocciato, rimandato ed in generale criticato, dove, quando e da chiunque. Se poi si pensa che lo stipendio di D'Alema glielo pago io con le mie tasse, D'Alema farebbe meglio a tacere (vorrei dire prima che gli tolga lo stipendio, ma non si può, non c'è modo al momento di togliere a questi burocrati lo stipendio).
Ho già dedicato sin troppo tempo a discutere di D'Alema.