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    Predefinito Nuovo record per la disoccupazione Boom precari, e 3 milioni senza lavoro

    Nuovo record per la disoccupazione
    Boom precari, e 3 milioni senza lavoro
    A spasso il 38,7% dei giovani attivi


    L’Istat: ai massimi anche il dato complessivo salito all’11,7 per cento
    Schizza a quasi 4 milioni il numero
    di occupati part time. In Europa
    fa peggio soltanto la Spagna





    Nel 2012 il numero dei precari ha toccato i massimi, con 2 milioni e 375.000 contratti a termine e 433.000 collaboratori: si tratta di 2,8 milioni di lavoratori senza posto fisso. Il livello di dipendenti a termine è il più alto dal 1993 e quello dei collaboratori dal 2004, cioè dall’inizio delle serie storiche relative. Lo rileva l’Istat. Prosegue, ininterrotta dal primo trimestre 2010, anche la crescita degli occupati a tempo parziale, che nel quarto trimestre 2012 manifesta un incremento su base annua del 7,9% (+293.000 unità). I part-time sono in valori assoluti 3 milioni e 982 mila. L’aumento riguarda quasi esclusivamente il part-time involontario, ossia i lavori accettati in mancanza di occasioni di impiego a tempo pieno

    La disoccupazione giovanile (15-24 anni) è salita a gennaio al 38,7%, segnando un nuovo record: è il massimo dall’inizio delle serie storiche dell’Istat sia mensili (gennaio 2004) che trimestrali, ovvero dal quarto trimestre del 1992. Il record di disoccupazione giovanile rende l’Italia il paese peggiore d’Europa insieme alla Spagna quanto a giovani senza lavoro. In Spagna il tasso ha raggiunto il 55,5%. Lo comunica Eurostat.

    Tornando all’Italia, il numero complessivo di disoccupati a gennaio tocca quasi i 3 milioni di unità. Lo comunica ancora l’Istat precisando che i disoccupati aumentano rispetto a dicembre del 3,8% (110 mila unità) a 2 milioni 999 mila. Su base annua si registra una crescita del 22,7% (+554 mila unità). La crescita della disoccupazione riguarda sia la componente maschile sia quella femminile.

    Infine, il tasso complessivo di disoccupazione a gennaio è salito all’11,7%. Anche in questo caso si tratta del tasso più alto dall’inizio delle serie mensili (gennaio 2004) e dall’avvio di quelle trimestrali, ovvero dal quarto trimestre 1992. Nella media del 2012 il tasso di disoccupazione è risultato pari al 10,7%, in aumento rispetto all’8,4% del 2011. Si tratta del livello più alto dal 1993, primo anno confrontabile delle serie storiche. Lo rileva l’Istat. Al Sud il tasso arriva al 17,2%.

    La Stampa - Nuovo record per la disoccupazione Boom precari, e 3 milioni senza lavoro A spasso il 38,7% dei giovani attivi
    -Ma dai, sarà la bora..
    -Ma non siamo a Trieste!

  2. #2
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    Predefinito Re: Nuovo record per la disoccupazione Boom precari, e 3 milioni senza lavoro

    Il Pil scende del 2,4%, consumi giù


    + Nuovo record per la disoccupazione Boom precari, e 3 milioni senza lavoro A spasso il 38,7% dei giovani attivi





    «Quasi annullata» la risalita
    avvenuta tra il 2009 e il 2011
    La pressione fiscale alle stelle





    Nel 2012 il Pil è crollato del 2,4%. Lo ha comunicato l’Istat spiegando che l’ultima previsione del governo contenuta nella nota di aggiornamento del Def stimava un analogo calo . Un’ulteriore riduzione rispetto all’anno precedente, in cui si era verificato, invece, un incremento dello 0,4%, in netto rallentamento rispetto alla crescita dell’1,7% del 2010 . Una risalita «quasi annullata» dalla caduta avvenuta negli ultimi mesi, che ha fatto «scendere il Pil in volume leggermente al di sotto del livello registrato nel 2009». Ancora meno confortanti le stime sul Pil reale, sceso sotto i livelli del 2001. Il crollo è stato accompagnato una diminuzione delle importazioni di beni e servizi del 7,7%, che ha accentuato la contrazione delle risorse disponibili (-3,6%). Dal lato degli impieghi si registra una contrazione sia dei consumi finali nazionali (-3,9%), sia degli investimenti fissi lordi (-8,0%). Un contributo negativo alla variazione del Pil particolarmente ampio (-4,8 punti percentuali) è venuto dalla domanda nazionale, mentre la variazione delle scorte ha sottratto 0,6 punti percentuali. All’opposto, la domanda estera netta ha fornito un forte apporto positivo (3,0 punti percentuali).

    LE TASSE
    Anche la pressione fiscale ha raggiunto i massimi valori dall’inizio del 1990 ad oggi. È un nuovo record quello che segnala l’Istituto di ricerca: l’indicatore che misura il livello di tassazione medio nel 2012 ha toccato una punta del 44 per cento, in aumento di 1, 4 punti percentuali rispetto al 42,6 per cento dell’anno precedente. Le entrate totali delle Amministrazione pubbliche, pari al 58,1% del Pil, sono aumentate del 2,4%, mentre quelle correnti hanno registrato un incremento del 3,1% attestandosi al 47,7% del Pil. In particolare, le imposte indirette sono cresciute del 5,2%, essenzialmente per effetto dell’aumento dell’Irpef, della relativa addizionale regionale e dell’imposta sostitutiva su ritenute, interessi e altri redditi da capitale, che riflette le modifiche al regime di tassazione delle rendite finanziarie.

    IL DEBITO PUBBLICO
    Così com’è record anche il debito pubblico italiano, che quest’anno ha raggiunto il 127,0% del Pil, al lordo dei sostegni ai Paesi dell’area euro, rispetto al 120,8% registrato a fine 2011. Il target governativo per il debito/Pil era del 126,4%, mentre la previsione della Commissione europea di 127,1%. La fonte del dato è la Banca d’Italia, ma la comunicazione avviene oggi da parte dell’Istat, che sottolinea anche come l’avanzo primario sia salito al 2,5% sul Pil dall’1,2% del 2011 (recuperando il livello del 2008) da 18,5 miliardi del 2011 a oltre 39 miliardi.

    La Stampa - Il Pil scende del 2,4%, consumi giù
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    -Ma non siamo a Trieste!

 

 

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