Centro studi Giuseppe Federici - Per una nuova insorgenza
Comunicato n. 22/13 del 27 febbraio 2013, San Gabriele dell’Addolorata

Rassegna stampa del 27.2.2013

Proposte indecenti
Grillo propone Dario Fo alla presidenza della repubblica. In altre parole, l’autore dello spettacolo blasfemo e anticlericale Mistero buffo inquilino al palazzo papalino del Quirinale.

Vendola e la pedofilia
“Certo l’età conta, ognuno forma la propria cultura in un momento storico preciso. Non è facile affrontare un tema come quello della pedofilia ad esempio, cioè del diritto dei bambini ad avere una loro sessualità, ad avere rapporti tra loro, o con gli adulti – tema ancora più scabroso – e trattarne con chi la sessualità l’ ha vista sempre in funzione della famiglia e dalla procreazione. Le donne, da questo punto di vista, sono notevolmente più sensibili. Ma il Pci non è un organismo matriarcale” (Nichi Vendola, intervista a la Repubblica del 19/3/1985)
Nichi Vendola: il gay della FGCI che sdogana la pedofilia

La Sinagoga elogia Benedetto XVI
Il rabbino capo d'Israele, Yona Metzeger, ha lodato ieri il ruolo di Benedetto XVI per rafforzare i rapporti interreligiosi, commentando la notizia dell'annuncio delle sue dimissioni. Durante il suo pontificato "vi sono state le migliori relazioni mai avute fra la Chiesa e il Rabbinato, speriamo che questo orientamento continui" - ha detto il rabbino Metzeger, citato dalla stampa israeliana - "penso che meriti un gran riconoscimento per l'avanzamento dei rapporti inter religiosi fra il giudaismo, la cristianità e l'islam". (…)
Le reazioni del mondo ebraico e islamico alle dimissioni del Papa
(…) Tra le reazioni dei leader ebraici italiani, l’Osservatore Romano riporta le parole del presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna. “Ratzinger ha avuto un ruolo importante per l’ebraismo, abbiamo sempre apprezzato il fatto che sottolineasse le radici ebraiche del cristianesimo, come premessa per un rapporto rispettoso e costruttivo. E questo non è mai scontato. Certo non sono mancati momenti di divergenza” (…) Interrogato sul significato dei numerosi gesti verso l’ebraismo compiuti dal papa, dalla visita alla sinagoga alla preghiera al Muro del Pianto, rav Di Segni ha poi precisato “II problema è che questo Papa nasce soffocato dalla personalità mediatica che l’ha preceduto, e quindi molti dei suoi gesti sono stati vissuti più come ripetizione. Ma ha sempre mostrato il suo interesse per l’ebraismo: culturale, storico, ideologico”, aggiungendo “forse arriveremo a rimpiangerlo”. (…)
Moked ? il portale dell´ebraismo italiano » Blog Archive » Benedetto XVI ? Sulla stampa le reazioni del mondo ebraico

Altri elogi per Benedetto XVI
… Essa (la Fraternità San Pio X) gli esprime la sua gratitudine per la forza e la costanza di cui ha dato prova nei suoi confronti in circostanze così difficili, e gli assicura le sue preghiere per il tempo che ora intende dedicare alla meditazione. (…) (Comunicato della FSSPX dell’11/2/2013)
Comunicato della Casa Generalizia della Fraternità San Pio X | DICI

Nuovi precetti
21/2/2013 - Il viaggio a Auschwitz è un viaggio difficile ma necessario. “Un sacerdote ha l’obbligo di andare a Auschwitz”, ha spiegato Padre Patrick Desbois, tornando da una visita eccezionale al campo di concentramento nazista, con delle personalità cattoliche e ebraiche, con vescovi di Francia e di Spagna. (…) “Dalla pacificazione proposta e praticata dal Concilio Vaticano II, e da incontri importanti come il viaggio di Giovanni Paolo II a Gerusalemme nel 2000, le relazioni tra Ebrei e Cristiani si sono sviluppate in maniera fraterna. Il pontificato di Benedetto XVI ha confermato questa tendenza, ed oggi è una tradizione. Ebrei e Cristiani possono operare insieme perché gli orrori che hanno afflitto il popolo ebraico non siano mai negati e perché l’umanità non ne conosca più simili esperienze.”
Vescovi ad Auschwitz: un viaggio difficile ma necessario | ZENIT - Il mondo visto da Roma

Deportazioni
21/2/2013 – “Le raccomandazioni (del ministro) Benny Begin non migliorano affatto il piano Prawer con il quale il governo vuole confiscare le terre arabe nel Neghev e demolire le nostre case, che in molti casi esistevano prima della nascita di Israele». Attia el Asam, responsabile del Consiglio regionale di decine di villaggi beduini non riconosciuti dallo Stato di Israele, non si stanca di ripeterlo ai giornalisti.”Vogliono mandare via i beduini dall'aree dove hanno vissuto per generazioni, mirano a farci diventare sedentari con la scusa di darci case dignitose”, aggiunge el Asam che si batte contro il progetto approvato il 27 gennaio dal governo Netanyahu che riguarda decine di migliaia di beduini semi-nomadi del deserto del Neghev. (…) Per il quotidiano liberal Haaretz il piano Prawer approvato con le limitate modifiche raccomandate da Begin, ignora la delicatezza della questione, comporterà l'abbattimento di 20.000 capanne o baracche e il "trasferimento" di migliaia di persone verso edifici ancora da costruire e, in ogni caso, insufficienti ad accoglierle.(…) E se i beduini sono cacciati via dalle loro case, l'esercito israeliano occupa porzioni sempre più ampie del Neghev, divenuto una enorme area per esercitazioni militari. Lo scorso settembre l'esercito ha avviato la costruzione della più grande base di addestramento del paese. 650 milioni di dollari per un campo che accoglierà 10mila soldati a partire dalla fine del 2014.
Nena News Agency | Al via piano per "trasferire" beduini del Neghev

All’ombra dei cedri aumentano i cristiani
23/2/2013 - Il Libano è l’unico Paese del Medio Oriente la cui popolazione presenta una consistente parte di cristiani. E’ vero che il rapporto percentuale con i musulmani era molto più alto, prima del 1948, e l’arrivo di profughi palestinesi e tutti i disastri del secolo passato. Ma certamente il Libano proprio per questa sua caratteristica ha un ruolo vitale e particolare nel Medio Oriente. E’ convinzione comune, anche fra i cristiani libanesi, che a lungo termine la presenza Cristiana sia destinata ad assottigliarsi e persino a scomparire. Un sondaggio, uscito a gennaio, mostra che due terzi dei cristiani libanesi temono questa minaccia. Ma lo stereotipo potrebbe rivelarsi falso. Secondo uno studio demografico, riportato dai giornali libanesi e da Mercator.it, proporzione di cristiani nel Paese, attualmente vicina al 34 per cento, sta lentamente crescendo. Per il 2030 salirà al 37 per cento e per il 2045 sarà superiore al 39 per cento. Per il 2030, il 40 per cento dei libanesi sulle liste elettorali saranno cristiani. Lo studio è firmato dal Lebanese Information Center (LIC). La ragione è principalmente nella demografia. In Libano il tasso di fertilità fra i musulmani era di 5.44 bambini per donna nel 1971, contro il 3.56 dei cristiani. Nel 2004 il LIC stima che sia calato (fra i musulmani) al 1.82, contro l’1.53 dei cristiani. Educazione, instabilità e secolarizzazione sono alla base del “cambio”.
Libano: cristiani crescono 

A Chieti il modernismo soffia Forte
24/2/2013 - La quaresima è invito a digiunare dalle logiche del potere e della forza per entrare nella logica dell’amore e del servizio … per crescere in questa dimensione del digiuno quaresimale invito tutti a pregare con me con le parole di Karl Rahnaer (uno dei più grandi teologi del secolo appeno concluso) che ci fanno riflettere sull’importanza del digiuno dalle troppe parole per nutrirci del gemito del desiderio (…). (Bruno Forte, Il nuovo Amico del Popolo, settimanale dell’arcidiocesi di Chieti-Vasto, 24/2/2013)

Chiesa bruciata in Albania
26/2/2013 - “L’intera chiesa è annerita dal fumo, coperta di cenere e le sue finestre sono state completamente distrutte”, racconta p. Jaroslav Mária Cár, superiore della missione dei Frati minori dell’Albania. La polizia ha già individuato il colpevole, ma le ragioni del suo gesto rimangono sconosciute. “Vi chiediamo di pregare per i missionari slovacchi in Albania e per la comunità locale dei fedeli, affinché l’accaduto non li scoraggi ma, al contrario, contribuisca a rafforzare la loro fede nella provvidenza di Dio”, ha dichiarato il superiore della custodia dei Francescani slovacchi a Fieri, p. Tomás Lesnák, esprimendo l’auspicio che le persone di buona volontà offrano il loro sostegno e aiuto per la ricostruzione dell’interno distrutto della chiesa. L’ordine dei Frati minori conventuali è presente nel Paese dal 2007. I religiosi in Albania vivono e lavorano in un ambiente quasi interamente musulmano, incentrando la loro attività sull’evangelizzazione e la pastorale per i cattolici locali. Il loro convento di San Massimiliano Kolbe a Fieri è stato fondato nel 2011.
Albania, chiesa cattolica bruciata a Fieri / Mondo / Home - Toscana Oggi

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