Uno dei fin troppo numerosi mantra di questi giorni è che il M5S sarebbe senza ideologia o sistema di valori. In realtà non è proprio così, anche se in realtà un quarto degli elettori l'ha scelto proprio per questo.
In realtà, con la possibile eccezione dei marxisti in SEL, il M5S e la sua guida, Grillo, è senza dubbio molto attrezzato ideologicamente.
E in particolar Grillo ha una formazione e un insieme di riferimenti entrambi di tutto rispetto. Soprattutto nella sua accezione neo-tecnologica egli si richiama a Jeremy Rifkin e la sua predizione della definitiva automazione. "La fine del lavoro: il declino della forza lavoro globale e l'avvento dell'era post-mercato" è un libro un po' utopistico ma molto, molto gradevole e si collega anche a Serge Latouche, più nella decrescita che nella critica all'occidentalizzazione in sé, e soprattutto a J. Stiglitz, che vabbè è Stiglitz e rappresenta il perno centrale di qualsiasi elaborazione teorica.
È quindi piuttosto ben ferrato nella critica alla crescita felice e alla globalizzazione. Quindi il M5S ha una sua decisa caratterizzazione ideologica, né necessariamente di destra (come sembrano ritenere i boccaloni e/o i motorini di sinistra) né di destra (come hanno appreso gli stolidi ascoltatori di B.), ma, e lo ripeterò sempre, portatore di un paradigma completamente diverso e alternativo alle attuali destra e sinistra (c.d. mature, liberali, serie, ecc.), fondate sull'assunzione della positività e opportunità del modello attuale.




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